nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

mercoledì 29 febbraio 2012

Valore


Walter Mariotti, direttore del mensile “IL”, si sofferma sul concetto di “valore” e vale la pena  riflettere su alcune sue considerazioni : «A proposito di “valore”. Che succede se la Apple vale più della Grecia? Che mondo è quello che in cui il valore di un’azienda simbolo dell’Occidente (321,8 miliardi di euro mentre scriviamo) è superiore a quello del paese dove l’Occidente è nato? Ma non solo: anche di tutta la carne consumata dagli americani in dodici mesi, di due programmi Apollo e di tutta la droga illegale che circola in un anno?
La risposta è semplice, purtroppo. È un mondo condannato, perché ha abolito il principio che regola la realtà: la distinzione tra l’ordine economico, legislativo e religioso. O se vogliamo culturale. In un mondo fatto così la prima cosa che si perde è proprio il significato del “valore”, che è e resta il legame tra la realtà delle cose e la realtà dello spirito. Prima che un concetto economico o fisico, infatti, il valore è un’essenza metafisica, cioè spirituale. E legato all’essere e non al fare, perché è una qualità piuttosto che un’azione, sia essa reale o finanziaria. E un dono, il valore, o se preferiamo uno stato di grazia. Per uscire da questo mondo occorre ripartire da qui. Riconoscendo in se stessi, e dunque negli altri, la natura spirituale che attraversa un’esperienza umana per migliorarsi.  Il fare, nostro o altrui, può aumentare o diminuire l’autostima e forse il prestigio, ma rispetto al valore siamo tutti uguali. Un’idea difficile da far digerire agli uomini quasi più che ai mercati».

Canzone del giorno: Confusion (2004) - The Zutons
Clicca e ascolta: Confusion....

lunedì 27 febbraio 2012

Rimborsi


Una breve nota sulla vantaggiosa e strategica legge sui rimborsi elettorali.
“Vantaggiosa” per politici e politicanti, che hanno visto, anno dopo anno, lievitare la carta moneta presente nelle casse del loro partito.
“Strategica” perché ha permesso ai partiti, all’indomani del referendum del 1993 che decretava l’abolizione del finanziamento pubblico, di trovare l’adeguato “trucco” legislativo per continuare a beneficiare di stratosferici mezzi pubblici.
D’altronde si tratta di soldi della collettività, ossia di tutti i cittadini e, quindi, sostanzialmente di nessuno!
Non c’è partito (anche il più minuto e battagliero) che non abbia fatto, in questi vent’anni,  il buon viso a una legge che ha acquisito le sembianze di una stuzzichevole gallina dalle uova d’oro (massiccio!).
Basti pensare che proprio alla fine del 1993, per il rinnovo delle Camere, una legge prevedeva di concedere ai partiti, per le spese della campagna elettorale, una cifra che triplicava le somme che, fino a quel momento, venivano erogate come rimborsi.
L’unico paletto dei tempi era quello che, per spartirsi la gustosa “torta” era necessario per il partito ottenere almeno il 4 per cento dei voti su scala nazionale. Poi i nostri parlamentari si sono resi conto che non bisognava fare torto a nessuno e che, quindi, era necessario abbassare la soglia per godere dei denari. Nell’estate del 2002, modificata la legge, anche il più minuscolo dei partiti inizia a ricevere i soldi statali, purché  riesca a superare la mini-soglia dell’1 per cento.
E anche quando il partito non esiste più, può continuare, a norma di legge, a percepire i profumati bigliettoni.
Et voilà le jeux sont fait.
Di questa forma di pasticciaccio all’italiana  ne parlano, ad anni alterni, commentatori di ogni estrazione culturale, ma soltanto adesso i nostri politici fanno la faccia imbarazzata, magari sostenendo che si tratta di una legge che va cambiata.
Una legge cui nessuno ha saputo rinunciare (o contestare più di tanto) e che "grazie" ai presunti imbrogli di Luigi Lusi, ex tesoriere del fu partito della Margherita, è ritornata a far discutere e a far ammalare di rabbia i più, compreso il "distratto" segretario Francesco Rutelli che non si è reso conto che il suo collega era intento a prosciugare le casse del partito per fini meramente personali. 
Rutelli, come leader radicale, fu tra i promotori, negli anni ’90, del referendum contro l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. 
Altri tempi!

Canzone del giorno: What Do You Do For Money Honey? (1980) - AC/DC
Clicca e ascolta: What Do You Do....

domenica 26 febbraio 2012

Dieci centesimi

Altan, da L'Espresso




















Canzone del giorno: 2,99 Cent Blues (2001) - Regina Spektor
Clicca e ascolta: 2,99 Cent....

venerdì 24 febbraio 2012

Post Scriptum Film

Hugo Cabret
Durata: 126’
Data uscita: 3 febbraio 2012

Ingranaggi di un meccanismo cinematografico che Martin Scorsese riesce a far funzionare in maniera suggestiva e coinvolgente. 
Hugo Cabret è un film geniale e poetico che ha come protagonista un ragazzino orfano che vive nascosto (l’ambientazione è durante gli anni ’30) nella stazione ferroviaria di Parigi.
Nel suo rapporto con il padre orologiaio (che scompare prematuramente) e l’approccio, che diverrà via via più intimo, con un arcigno giocattolaio si materializzano inquadrature e immagini che omaggiano, in maniera superlativa, l’arte del Cinema.
Il film si basa sulla trama del libro di Brian Selznick “The Invention of Hugo Cabret”.
Attraverso le peripezie del piccolo Hugo, il regista italo-americano ci accompagna delicatamente all’interno di un sogno nel quale brilla la magia della cinematografia. Citazioni, scene che richiamano famosi film, personaggi d’epoca.
La parte iniziale del secondo tempo ha qualcosa di incantevole che ipnotizza lo spettatore.
Come non restare incantati di fronte alla ricostruzione del film Viaggio nella Luna  realizzato da Georges Méliès nel 1902 e ritenuto fondamentale nell’evoluzione del racconto cinematografico.
Un grande spettacolo (a maggior ragione se lo si riesce a vedere in 3D) che incanta e commuove.

Canzone del giorno: Fly Me To The Moon (1964) - Frank Sinatra
Clicca e ascolta: Fly Me....

mercoledì 22 febbraio 2012

Fiducia

Lo scrittore Giorgio Montefoschi lo considera un assedio vero e proprio. “Oracoli e profeti di sventure” ci dicono che tutto andrà sempre peggio.
Al peggio non c’è fine, per citare l’antico detto.
Che fine hanno fatto la speranza, la fiducia nel futuro, l’aspettativa di un domani migliore per ogni essere di buona volontà?
Scrive Montefoschi sul Corriere della Sera: «Ma come si fa a coltivare la speranza (soprattutto nei momenti bui); come si fa a reagire alle difficoltà e alle avversità; come si fa a drizzare la schiena per uno scatto d’orgoglio, se, oltre al bollettino quotidiano delle cose che non vanno bene, oltre al bollettino quotidiano dell’hic et nunc che già ci rende tanto incerti nelle nostre azioni, tanto preoccupati e nervosi, e sofferenti in definitiva, non ci viene mai — mai! — concesso un filo di speranza?».
Il titolo dell’editoriale è di per sé esplicativo: “Le Cassandre che negano la speranza”: « Le Cassandre impazzano. Sono sussiegose, gravi, scuotono perennemente la testa. E, addolorate, contrite, con un gusto che talvolta pare quasi sadico, ci comunicano che non c’è scampo. Però, se è vero che spargere fiducia quando non si può e non si deve spargere fiducia è demenziale, spargere sfiducia per principio, sempre, in fin dei conti a che serve?».


Canzone del giorno: If I Ever Lose My Faith in You (1993) - Sting
Clicca e ascolta: If I Ever....

sabato 18 febbraio 2012

Ho imparato....


…tra una botta che prendo
e una botta che do
tra un amico che perdo
e un amico che avrò
che se cado una volta
una volta cadrò
e da terra, da lì m'alzerò.

Negrita, Ho imparato a sognare 


Canzone del giorno: Ho imparato a sognare (1997) - Negrita
Clicca e ascolta: Ho imparato....

venerdì 17 febbraio 2012

Sale


Sale. Sale. Sale.
In un mondo d’ipertesi (statistiche alla mano si calcola che le persone colpite da ipertensione sono quasi un miliardo) il sale, per uno strano scherzo del “destino” meteorologico, è divenuto il protagonista di questi giorni gelidi.
In molte città gli spostamenti in auto sono stati resi possibili (a prescindere dalla dotazione o  meno delle catene) dall’intervento risolutore di sua maestà il Sale.
Per spalare la neve da strade e marciapiedi un’idonea vanga e uso deciso dell’antico composto chimico, capace di rimuovere dal suolo, in tempi abbastanza brevi, ogni forma di ghiaccio.
Incapaci di accettare le regole della Natura, quanto meno ci facciamo aiutare da tonnellate di sale sparso in lungo e in largo.
Prezioso ancora una volta come nei tempi antichi.
Certo per il disgelo stradale non si dovrebbe usare il comune sale da cucina, per non correre il rischio, com’è accaduto al Sindaco di Roma, di farsi sfottere via internet da tutti i social network.
Dopo ogni nevicata andrebbero utilizzate altre forme di cloruro, ma per una città come Roma, non abituata alla neve, scambiare una piazza per una grande insalatiera da condire ci può anche stare.
D’altronde di fronte ai disastri meteorologici di queste settimane un pizzico di sale può riuscire a “dare sapore” alla vita.
Come cantava tantissimi anni fa Lucio Dalla: “Si esce poco la sera, compreso quando è festa e c’è chi ha messo dei sacchi di sabbia (e dei sacchi di sale!) vicino alla finestra…”.

Canzone del giorno: Salt (2003) - Lizz Wright
Clicca e ascolta: Salt

mercoledì 15 febbraio 2012

Eternit


Le prime pagine dei quotidiani di ieri sono dedicate al processo contro i manager dell’Eternit, condannati a 16 anni per il disastro delle morti per amianto.
Da alcuni giornali (e da alcuni editorialisti) la sentenza è definita storica.
L’Avvenire parla di “sentenza davvero storica a difesa di vita, lavoro e ambiente”.
Il Messaggero pone l’accento sull’importanza delle bonifiche da completare su tutto il territorio nazionale e sui 44 siti ritenuti pericolosi (8 al centro, 21 al Nord e 15 al Sud).
La Stampa di Torino ha sempre dedicato, in questi ultimi anni, commenti ed inchieste alle migliaia di vittime piemontesi, ma come scrive il direttore Mario Calabresi: “Questo elenco infinito di cognomi di ogni regione ci racconta una strage che coinvolge tutto il nostro Paese, non solo Casale Monferrato, ci racconta di figli che hanno pianto la scomparsa del padre prima e della madre dopo (lui pagava la colpa di essere operaio della Eternit, lei di avergli lavato la tuta coperta di polvere ogni sera) e ci racconta di chi continua ad ammalarsi ma in fabbrica non ci è mai entrato. Perché la sentenza di condanna a 16 anni per disastro doloso pronunciata ieri a Torino contro due dei proprietari della fabbrica Eternit, il magnate svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Jean Louis De Cartier De Marchienne, non chiude una storia e non può nemmeno archiviare una strage consegnandola finalmente alla memoria: perché la strage continua. Oggi i nuovi casi di mesotelioma sono almeno 50 l’anno, il doppio rispetto a dieci anni fa”.

Canzone del giorno: Pain In My Heart (1964) - Otis Redding
Clicca e ascolta: Pain....

martedì 14 febbraio 2012

Luci vellutate


 “Ghirei stette a guardarla incantato. Non l’aveva mai vista così bella, e capì che si era messa quel costume e la collana ereditata da qualche nonna o bisnonna proprio per abbagliarlo e lasciarlo mezzo intontito. Niente le aveva importato, né il pericolo di prendersi un colpo di freddo, né quello di poter essere vista da un altri cosacchi e di scatenare le loro cupidigie.
Ghirei giudicò subito che quella era una specie di danza fatta apposta per lui, come il pavone apre la ruota per mostrarsi nel suo massimo splendore. Egli dovette inghiottire per l’emozione, e l’accendione amorosa gli fece dimenticare ogni altro pensiero. Sentì che era nel momento culminante e più felice della propria giovinezza; che era in una sorta di stato di grazia, di pienezza assoluta e trionfante della propria età. Dimenticò la precarietà del suo stato e quello della sua gente; dimenticò ogni tragedia e disperazione, e sentì spuntare dentro di sé le luci vellutate della speranza…”. 
                                                           Carlo Sgorlon, L’Armata dei fiumi perduti (1983)

Canzone del giorno: Can't Help Falling In Love (2004) - Michael Bublé
Clicca e ascolta: Can't Help Falling In Love

domenica 12 febbraio 2012

World Press Photo 2011


Il fotografo spagnolo Samuel Aranda si è aggiudicato il prestigioso riconoscimento World Press Photo 2011  (www.wordlpressphoto.org) che premia le immagini dei fotoreporter che si sono particolarmente distinti per il loro lavoro.
La giuria incaricata ha scelto come foto dell’anno quella scattata dal reporter spagnolo in Yemen, che ritrae una donna velata che abbraccia e tiene nel grembo un uomo ferito.
L’autore ha eseguito lo scatto fotografico all’interno di una moschea utilizzata come ospedale da campo, durate gli scontri in Yemen nello scorso ottobre.
Pubblicata in un reportage del New York Times, la foto ricorda la “Primavera araba” attraverso un momento compassionevole e toccante come può essere quello di un corpo stremato dalla crudeltà della repressione.
Koyo Kouoh, membro della giuria, espone le motivazioni che l’hanno spinta a scegliere questo commovente scatto: «Questa foto parla per un’intera regione. E' valida per lo Yemen, l'Egitto, la Tunisia, la Libia, la Siria... e mostra il ruolo che hanno avuto le donne, non solo in qualità di soggetti che si sono prese cura degli altri, ma anche in qualità di persone attive in movimento».

 Canzone del giorno: Don't Cry (1991) - Guns N' Roses
Clicca e ascolta: Don't Cry

sabato 11 febbraio 2012

Gelo


In un anno che già deve fare i conti con la profezia Maya, sarebbe stato sicuramente più piacevole, per tutti noi, fare a meno di quest’accanita ondata di maltempo.
I ritardi infrastrutturali che il nostro paese ha accumulato negli ultimi decenni, vengono tutti a galla ogni qual volta la forza devastante della natura ci ricorda che non siamo noi uomini a decidere quando (e in che quantità) dovrà piovere o nevicare.
Ieri sera ho telefonato a una mia amica di Frosinone e dal suo tono di voce ho percepito le grosse difficoltà e l’impotenza d’intere comunità asserragliate in casa.
Fa un po’ impressione che a pochi chilometri dalla capitale d’Italia la rete elettrica non funzioni adeguatamente e la rete infrastrutturale faccia acqua da tutte le parti.
Paesini isolati, scuole chiuse, attività produttive sospese. In alcuni case non arriva l’acqua e i telefoni sono in tilt.
Come accade sovente in questi casi l’effetto “emergenza” determina, contestualmente, anche l’effetto “scaricabarile”. Sindaci contro Protezione Civile. Presidenti di Provincia contro amministratori regionali. Botta e risposta su responsabilità e prevenzione.
Freddo, gelo e tanti (soliti) litigi all'italiana.

Canzone del giorno: Cold Brains (1998) - Beck

giovedì 9 febbraio 2012

El Camino

A dieci anni dal loro primo album, il chitarrista Dan Auerbach e il batterista Pat Carney, duo di Akron meglio conosciuti con il nome di The Black Keyspubblicano il loro settimo disco in studio che già dal titolo, El Camino, evoca un "viaggio" musicale attraverso mete tradizionali (dal Rock'n roll fino all'immancabile Blues) non disdegnando di addentrarsi dentro sonorità che si aprono al pop e all'elettronica.
I due talentuosi musicisti, accompagnati da una virtuosa band, creano con le loro canzoni una vera e propria atmosfera on the road. Brillanti riff di chitarra, tastiere melodicamente vintage, martellanti colpi di batteria, riescono a far germogliare un sound originale che cattura al primo ascolto.
Rock band di nuova generazione, i Black Keys colpiscono nel segno sia quando
si affidano a classiche ballate rock, come accade nell'esecuzione di Little
Black Submarine
, sia quando richiamano, come avviene in Run Right Back, i tardi anni settanta.
 Musica Alternative Rock di buona qualità. Brillante, un po’ nostalgica ma, sicuramente, avvolgente.


Canzone del giorno: Lonely Boy (2011) - The Black Keys

mercoledì 8 febbraio 2012

Importanti

Canzone del giorno: Parole che si dicono (2008) - Ivano Fossati
Clicca e ascolta: http://www.youtube.com/watch?v=7bE62Jc7uDs

Reporter: Io non lo so, però senz'altro lei ha alle spalle un matrimonio a pezzi...
Michele: Che dice???
Reporter: Forse ho toccato un argomento che non...
Michele: No... no... è l'espressione. Non è l'argomento, non è l'argomento, non è l'argomento... è l'espressione. Matrimonio a pezzi Ma come parla...!?!?!
Reporter: Preferisce "rapporto in crisi"? ma è così kitsch...
Michele: Kitsch! Dove le andate a prendere queste espressioni, dove le andate a prendere...??!??!(toccandosi il cuore)
Reporter: Io non sono alle prime armi...
Michele: Alle prime armi... ma come parla?
Reporter: ...anche se il mio ambiente è molto "cheap"...
Michele: Il suo ambiente è molto...?
Reporter: È molto "cheap"
Michele: Ma come parla? [schiaffo sonoro]
Reporter: Senta, ma lei è fuori di testa!
Michele: E due. Come parla! Come parla! Le parole sono importanti. Come parlaaaaaaaaaa!

Nanni Moretti, Palombella Rossa1989


Clicca il link per la visione del Video: http://www.youtube.com/watch?v=FBuJnP7zY-k

lunedì 6 febbraio 2012

Tutto il calcio...


Che domenica bestiale!
La tormenta di neve che si è distribuita su tutto lo Stivale, ha sconvolto il week-end degli amanti del pallone.
Lega Calcio e Prefetture hanno deciso di non rischiare con partite notturne, anticipi e posticipi di ogni genere e latitudine.
Un po' di buon senso a favore dell'incolumità delle persone.
Si è giocato alle 15 e tutte le partite sono state programmate per la domenica.
Un ritorno al passato che, per un giorno, ha fatto dimenticare la formula  predominante del "calcio-spezzatino", congeniale alle casse di Sky e Mediaset Premium.
Un ritorno ai vecchi tempi. Tutto il calcio (minuto per minuto) alle tre del pomeriggio. Quasi quasi veniva voglia si spegnere la Tv e rovistare fra i cassetti di casa alla ricerca della vecchia radiolina da attaccare all'orecchio per seguire il campionato all'antica maniera.
E al fischio finale delle partite avere tutto il tempo, nel proseguimento del pomeriggio, per organizzare la serata scegliendo fra un film al Cinema o una pizza in un locale che, finalmente, spegne lo schermo e non “offre” nel menu la visione della partita serale.
E per chi non ha nessuna voglia di abbandonare le pantofole a  causa del gelo esterno, la tv senza calcio nel palinsesto potrebbe riservare programmi (e serate casalinghe) imprevedibili ed imperdibili! 

Canzone del giorno: Sunday Afternoon (2010) - Hooverphonic

domenica 5 febbraio 2012

Esplosioni

Fisso o non fisso. Monotono o non monotono che sia, il posto di lavoro (ma soprattutto la mancanza di occupazione) apre molteplici interrogativi che, da troppi anni ormai, non trovano adeguate risposte.
I dati Istat rilevano una disoccupazione giovanile pari al 31 per cento.
I governi che si sono succeduti nell’ultimo decennio non sono riusciti a trovare valide soluzioni e in tempi di recessione come gli attuali, tutto si complica ancor di più di fronte ad una disoccupazione che coinvolge tantissimi giovani e una parte della popolazione adulta.
Irene Tinagli, economista italiana che insegna presso l’Università di Madrid, si chiede su La Stampa di mercoledì scorso, fin dove dovrà arrivare la disoccupazione “perché questo Paese si decida a fare qualcosa e a farlo subito”.
L’editorialista spiega in modo chiaro la situazione: Per capirsi: dire che stiamo mangiando il futuro dei giovani è una sciocchezza. Perché in realtà stiamo mangiando quello di tutta la nazione, incluso quello di tante signore e signori che oggi guardano con compassione e commiserazione questi «poveri ragazzi». Perché tra dieci-quindici anni avremo qualche milione di adulti con scarsi stipendi, poca e probabilmente cattiva esperienza lavorativa, e quasi zero contributi cumulati. E avremo, di conseguenza, un Paese che non riuscirà a sostenere né crescita né spese sociali, perché avrà una forza lavoro che non sarà in grado, suo malgrado, di contribuire sufficientemente alla produttività, alle entrate e alla crescita. E che, anzi, avrà probabilmente bisogno di assistenza sociale. Continuare a dire che stiamo danneggiando il loro futuro, quindi, è miope e fuorviante. È come guardare un orto che avvizzisce e pensare «povere piantine», scordandoci che senza quelle piantine resteremo presto tutti senza mangiare”.
È stupefacente come nessuno sembri rendersi conto della bomba che stiamo confezionando e su cui siamo seduti. E come molti ancora pensino che semplicemente mantenendo le tutele dei padri possiamo tutelare sia i padri che i figli, senza rendersi conto che così facendo rimandiamo solo il momento in cui entrambi salteranno con le gambe all’aria. E i primi assaggi li avremo presto, quando migliaia di lavoratori da anni in cassa integrazione resteranno scoperti. Perché la cassa integrazione straordinaria, lo sappiamo bene, non ha fatto che finanziare una lenta agonia, ma non ha reso né le aziende né i lavoratori più forti e competitivi sul mercato.
E anche quella bomba, presto, esploderà”.

Canzone del giorno: Time Bomb (2009) - Our Lady Peace

venerdì 3 febbraio 2012

Perso tra le parole

da Google.it
Riprendendo una famosa battuta di un film di qualche anno fa, si potrebbe dire che “Le parole sono importanti”.
Lo sono sempre state e i tempi sono così cupi che chi ha il compito di rimettere le cose a posto, deve sicuramente porre maggiore attenzione al peso dei vocaboli.
La battuta di Monti durante un programma televisivo è stata la seguente: «I giovani devono abituarsi all'idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita; del resto, diciamo la verità, che monotonia un posto fisso per tutta la vita: è più bello cambiare, avere delle sfide. Purché siano in condizioni accettabili».
Naturalmente i concetti espressi andrebbero meglio contestualizzati, ma un elogio alla flessibilità lavorativa, alle attuali condizioni (di crisi e di disoccupazione), non poteva che scatenare un putiferio: il futuro dei giovani appare veramente offuscato e di posti (fissi o non  fissi) se ne scorgono veramente pochi.
Sul web giovani (e non) si sono scatenati in un’esplosione di rabbia.
L’intervento del premier non si è concentrato soltanto sul concetto di “monotonia” del posto fisso, ma ha parlato di spread in discesa, di sviluppo, di liberalizzazioni e di altro.
Ma quando si parla c’è sempre il rischio di perdersi fra le parole e, in questo caso, il Presidente Monti si è proprio perso in una battuta infelice.


Canzone del giorno: Lost For Words (1994) - Pink Floyd

giovedì 2 febbraio 2012

Playlist Gennaio 2012


L'idea di "accompagnare" musicalmente ogni post pubblicato è nata quasi per gioco.
A Thousand Beautiful Things, il delizioso brano di Annie Lennox che il 16 gennaio ha ispirato il post “Mille cose bellissime”, ha fatto da apripista alla realizzazione di un particolare jube-box virtuale.
Ogni brano indicato come “Canzone del giorno” non è scelto a caso, ma è strettamente legato (non sempre ma quasi sempre!) al contenuto del post del giorno.
I tredici brani proposti a gennaio formano una lista (una playlist, come si direbbe oggi!) che non rappresenta una guida musicale ma un modo di raggruppare canzoni ed emozioni.
Tanti anni fa si utilizzavano le mitiche cassette fai-da-te e la magia delle parole “Rec” e “Play” è di difficile intuizione per i giovani d’oggi.
Adesso grazie a personal computer e media player portatili ci possiamo permettere di ascoltare (e scegliere) qualsiasi canzone e gestire una compilation come meglio ci aggrada.
La playlist di Scriptum è, quindi, influenzata non soltanto dagli argomenti postati ma anche dai gusti musicali del redattore di questo Blog.
È quasi improbabile che in futuro, fra i brani proposti, possa esserci uno spazio per una canzone di Pupo o di qualche gruppo di Acid Techno, anche se l’esperienza insegna che è meglio (anche in tema musicale) mai dire mai!
D’altronde, come dicevano gli antichi, De gustibus non est…

Playlist Gennaio 2012:

1.      Annie Lennox, A Thousand Beautiful Things – (Bare - 2003) – Mille cose bellissime
2.       Spoon, My Mathematical Mind –  (Gimme Fiction – 2005)  - Numeri immaginari
3.       Harry Connick Jr.,To Love The Language - (She – 1994) – Due più due
4.       R.E.M., Bad Day –  (Lin Time: The Best of R.E.M. 1988-2003 2003) – E la nave va
5.       Dire Straits, Romeo and Juliet – (Making Movies 1980) – Romeo e Giulietta
6.       Etta James, I Just Wanna Make Love to You –  (At Last!– 1961)  - Liberalizzazioni
7.       John Lennon, Beautiful Boy –  (Double Fantasy– 1980)  - La vita beffarda
8.       Brett Dennen, Song For Leaving –  (Loverboy – 2011) - Classe
9.       Hurt, Pills –  (Goodbye To The Machine – 2009) – Business dei sani
10.    Paolo Conte, Gioco d’azzardo –  (Appunti di Viaggio – 1982) – Gioco d’azzardo
11.    Kt Tunstall, Suddenly I See –  (GEye To The Telescope – 2006) – Immaturi, il Viaggio
12.    Ziggy Marley, A Sign –  (Wild And Free – 2011) – Il vecchio leone e la volpe
13.    Bruce Springsteen, No Surrender –  (Born In The U.S.A. – 1984) – Le grandi questioni