nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

martedì 28 aprile 2015

Stati emotivi

La paura esiste.
Uno stato emotivo che ci accompagna sin dalla più tenera età e che ci portiamo dietro per il resto a venire.
Timori, preoccupazioni, insicurezze che hanno a che fare con la vita di ogni giorno. Ogni periodo storico ne produce tante in larga scala.
Mio figlio m’invia con WathsApp la seguente cantilena contemporanea che diviene simpatica ed estroversa grazie anche al finale dialettale:

E prendi la nave e c’è Schettino…
E prendi l’aereo è c’è Lupisz…
E vai al tribunale e arriva Giardiello…
E vai al museo e arriva l’ISIS…
E magari prendo la macchina e mi crolla la strada appena costruita sotto il culo…
Maa un mi pozzu stari a me casa, buttanazza ra miseria!!

La fiducia nel prossimo, la “salvezza” dello stare in “strada” (Gaber docet!) rappresenta, in ogni caso, un’efficace antidoto contro le varie forme di paura e, quindi, un po' di ottimismo non guasta anche in tempi grami come gli attuali.
Ecco la mia risposta immediata via app e con l’uso strategico (anche se, in questo caso, fin troppo maccheronico) della lingua siciliana, prima lingua letteraria italiana:

Staiu a me casa e mi cadi u lampadariu ‘n testa…
Mi portanu o spitali e a ‘nfimera (chi è foddi) mi stacca l’ossigginu…
Arrivo Paradisu e San Petru mi dici: «figliu miu… tu li disgrazi ti li chiami! U ‘nti siddiari… va a fari ‘n culu e vatti ad arrustiri na lu ‘nfernu».

Canzone del giorno:  La paura non esiste (2007) - Tiziano Ferro
Clicca e ascoltaLa paura....

lunedì 27 aprile 2015

Tasti

"Gli uomini sono ancor sempre uomini, e non tasti di pianofor­te; e benché ci sonino sopra le stesse leggi naturali, di mano propria, esse minacciano però di sonare fino al punto che, tranne quello che c'è nel calendario, non si possa piu voler niente. Ma questo non basta: perfino nel caso che diventasse effettivamente un tasto di pianoforte, a di­mostrarglielo perfino con le scienze naturali e matematica­mente, anche allora non rinsavirebbe, ma, al contrario, farebbe apposta qualcosa, unicamente per pura ingratitu­dine; precisamente per tener duro. E nel caso che gli man­cassero i mezzi, escogiterebbe la distruzione e il caos, esco­giterebbe svariate sofferenze e tuttavia terrebbe duro! Lancerebbe una maledizione per il mondo, e poiché non c'è che l'uomo che può maledire un suo privilegio, che lo distingue in modo essenzialissimo dagli altri animali, c'è caso che con la sola maledizione raggiunga il suo sco­po, cioè si convinca effettivamente che è un uomo, e non un tasto di pianoforte!".

                                          Fedor Dostoevskij (1821-1881), Memorie dal sottosuolo
                                           

Canzone del giorno:  Piano Man (1973) - Billy Joel
Clicca e ascoltaPiano....

venerdì 24 aprile 2015

Bersagli

Tre mesi fa un drone americano ha ucciso due ostaggi prigionieri del gruppo islamista al Qaida, lo statunitense Warren Weinstein e il cooperante italiano Giovanni Lo Porto.
Ieri l’amministrazione di Barack Obama ha annunciato e dato conto dell’errore. La Cia aveva individuato come bersaglio da colpire un «importante obiettivo» jihadista ma, come accaduto anche altre volte, nella palazzina individuata c’erano degli innocenti.
Come scrive oggi, su Repubblica, Vittorio Zucconi quanto accaduto è la prova
dell’eterna «illusione della “guerra pulita” e del suo mitico corollario caro ai generali, quella “azione chirurgica” e asettica che dovrebbe risanare senza uccidere, trafigge ancora una volta proprio la vita di coloro che le super armi dovrebbero proteggere. Anche i robot uccidono, perché ubbidiscono agli uomini.
...la guerra è una porcheria, magari a volte inevitabile, ma sempre una porcheria.
Nell’uccisione di Giovanni Lo Porto e di Warren Weinstein, tenuti come ostaggi umani in un accampamento di Al Qaeda fra l’Afghanistan e il Pakistan, è crollata — e non per la prima volta — un’altra delle leggende che la prima guerra nel deserto del 1991 aveva accreditato. La favola delle Smart Bomb delle bombe intelligenti capaci di colpire sempre e soltanto l’obbiettivo militare voluto».

L’intelligence Usa individua il bersaglio e, con i suoi sofisticati mezzi tecnologici, fotografa l’area e il villaggio dove si trovano i terroristi. Gli analisti della Cia, a migliaia di chilometri di distanza, vagliano gli indizi e, alla fine, decidono di utilizzare il drone, l’aeromobile senza pilota che, controllato dal computer, attacca la postazione con missili aria-terra: «Nei primi cinque anni della campagna aerea condotta da Obama con i robo bomber dal 2009 al 2014, con i droni, almeno 2.500 persone sono state uccise, tra le quale un numero minuscolo di leader o militanti jihadisti e centinaia di innocenti».
Zucconi conclude il suo editoriale evidenziando il tallone di achille della strategia militare americana: «La guerra dei droni si sta rivelando un formidabile strumento di propaganda e quindi di reclutamento per gli organizzatori del terrorismo islamista.
Per tele ammazzare un “quadro” di Al Qaeda o di Is se ne generano sicuramente altre decine e neppure la somma algebrica della robo guerra funziona. Un monito, questo lanciato dalla morte dei due ostaggi, che dovrebbe dare pausa a coloro che in questi giorni di concitata agitazione demagogica immaginano stormi di droni armati in pattuglia sopra le coste della Libia, per fermare la flotta dei barconi e colpire i magnaccia della disperazione. Lo sappiamo, ormai: farebbero strage di innocenti, perché non è ancora stato inventato il robot che sappia colpire soltanto i “cattivi” e risparmiare i “buoni”».

Canzone del giorno:  Alone and Easy Target (1995) - Foo Fighters
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mercoledì 22 aprile 2015

Respiro

Ci sediamo tra le zucche. Chiudo gli occhi. Inspiro profondamente. L'aria fresca mi entra dentro, mi riempie le narici e i polmoni. Riesco a distinguere tanti odori diversi: quello delle foglie, dei tronchi, del primo muschio.
"Ho fatto con lei quello che sto facendo adesso: l'ho respirata".
Guardo il mio amico: mi capisce, come sempre. 
Mi ascolta.
"Ho imparato a sentire come cambiava il suo profumo a seconda dei giorni, del suo umore, delle emozioni che viveva con me. Proprio come quando lavori la terra. Me l'hai insegnato tu: all'inizio il suo profumo è lieve, appena percettibile. Poi si scalda, come la pelle, e diventava più forte, irresistibile. Ho provato un senso di... Non so... Mi sentivo forte.  Amandola come la cosa più preziosa del mondo".

                                               Sara D'Amario, Kikka (2014 - Fanucci Editore)


Canzone del giorno:  Come musica (2008) - Jovanotti
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lunedì 20 aprile 2015

Ecatombe

"Il mediterraneo trasformato in una fossa comune. Oltre novecento morti.
Morti senza storia, morti di nessuno. Scomparsi nel nostro mare e presto cancellati dalle nostre coscienze. È successo ieri, un barcone che si rovescia, i migranti  -  cioè persone, uomini, donne, bambini  -  che vengono inghiottiti e diventano fantasmi. Ma sappiamo già che succederà anche domani. E tra una settimana. E tra un mese. Spostando la nostra emozione fino all'indifferenza.

Ripeti una notizia tutti i giorni, con le stesse parole, gli stessi toni, anche accorati e dolenti, e avrai ottenuto lo scopo di non farla ascoltare più. Quella storia non avrà attenzione, sembrerà sempre la stessa. Sarà sempre la stessa. "Morti sui barconi". Qualcosa che conta per gli addetti ai lavori, storia per le associazioni, disperazione invisibile.
Adesso, proprio adesso, ne stiamo parlando solo perché i morti sono 900 o forse più: cifra smisurata, disumana. Se ha ancora senso questa parola. Continuiamo a non sapere nulla di loro, ma siamo obbligati a fare i conti con la tragedia. Fare i conti: perché sempre e solo di numeri parliamo. Fossero mancati due zeri al bollettino di morte non l'avremmo neppure "sentita". Perché ormai è solo una questione di numeri (o dettagli drammatici come "migranti cristiani spinti in mare da musulmani") che fa la differenza. Non per i singoli individui, non per le sensibilità private, ma per la comunità che dovremmo rappresentare, che dovrebbe rappresentarci. Perché all'indifferenza personale, persino comprensibile, si affianca sul piano politico una gazzarra di dichiarazioni: litigi, accuse, toni violentissimi".

                                                                       Roberto Saviano, La Repubblica (20/4/2015)

Canzone del giorno:  Something In The Way (1991) - Nirvana
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sabato 18 aprile 2015

Paura

Altan, da espressonline.it













Fear Of Fear (Paura della paura) è un nuovo singolo di Passenger , dall'album Whispers 2 che sarà pubblicato il 20 aprile 2015 e i cui proventi saranno interamente devoluti alla campagna Unicef, lanciata con lo scopo di sfamare i poco fortunati bambini liberiani.


Canzone del giorno:  Fear Of Fear (2015) - Passanger
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mercoledì 15 aprile 2015

Spia

L'edizione italiana della rivista Rolling Stone, ospita questo mese, fra i suoi editorialisti,
Carlo Freccero.

Il suo intervento prende di mira il potere mediatico di Google & C. che, con la raccolta dei dati comportamentali di tutti coloro che usufruiscono dei motori di ricerca, creano dei modelli di business preoccupanti: "È il destino, primo poi, di tutti i nuovi media: nascere mitici e precipitare, col tempo, nel fango. È successo alla televisione, nata, almeno in Europa, con una vocazione pedagogica per diventare poi, nella vulgata comune, il maggior strumento di diseducazione di massa. Succede oggi a Internet, che dopo essere stato per decenni antidoto alla televisione, al pensiero unico, viene oggi additato come il maggior pericolo per la libertà di pensiero".
Freccero condivide le argomentazioni di Julian  Assange quando sostiene che Google e i nuovi colossi dei media rappresentino l'ultima forma di totalitarismo: "Oggi l'utopia di Internet si è convertita in distopia, perché Internet è entrato al centro dell'attenzione del potere: un potere assoluto è onnipresente, capace, come il panopticon, il carcere ideale di Jeremy Bentham, di spiarci nella più segreta intimità".
L'attenzione è concentrata sui dati (sensibili e non) che i motori di ricerca riescono a raccogliere e immagazzinare, dati che riguardano "vizi e virtù" di ognuno di noi: "Internet registra tutte le tue scelte. Lo fa per i consumi, per inviarti una pubblicità mirata e lo fa con le tue idee politiche, per proporti post in sintonia con le tue convinzioni. E qui arriviamo alla prima grande delusione. Noi pensiamo di poter accedere, con Google e con gli altri motori di ricerca, a tutto lo scibile umano, comprese le nuove tendenze dello studio e della ricerca. Ma non è vero: se due persone diverse e fanno insieme la stessa ricerca rischiano di avere, sulla base delle loro scelte precedenti, esposte antitetiche è contraria. C'è sempre un algoritmo che ti conosce meglio di quanto tu stesso ti conosca e costruisce per te un mondo a tua immagine e somiglianza, tagliato su misura come una camicia di forza. Google non rappresenta più un viaggio, l'altrove, ma l'amplificazione e la ripetizione del nostro egocentrismo".
                                                          
Canzone del giorno:  The Spy (1970) - The Doors
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martedì 14 aprile 2015

Abisso

Nel cuore dell'uomo c'è un abisso

Nel cuore dell'uomo c'è un abisso
Che come il mare non si può sondare -
Oscurità profonda incommensurabile
Ombra senza sole nella nera eternità
Lumi senza buio - abisso non visibile
Inimmaginabile sconosciuto alla fama
Il dì a mezzanotte fu in gioventù per me
A dieci anni mi giunse come un segreto
Passati i quaranta non se n'è ancora andato

John Clare (1793-1864)


Canzone del giorno:  To Another Abyss (2004) - Bad Religion
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domenica 12 aprile 2015

Vendette

Sul quotidiano l’Avvenire, Marina Corradi scrive sulla sparatoria avvenuta a Milano giovedì scorso:  “Volevo vendicarmi, ha detto Claudio Giardiello ai carabinieri che lo hanno preso infine con la pistola in tasca, e un colpo ancora in canna. Vendicarsi, di che? L'assassino del Palazzo di Giustizia ha dietro di sé una costellazione di fallimenti, uno in fila all'altro, come se ogni cosa che toccava si sfasciasse; un'accusa di bancarotta, parecchi guai col fisco, l'abitudine ai bei vestiti e la passione per l'azzardo, e, sempre, problemi di soldi: che ora gli scorrevano in tasca abbondanti, ora, come gli ultimi tempi, gli erano svaporati fra le mani, e anzi erano solo debiti, debiti, e per milioni. (…) L'imprenditore fallito covava dentro una rabbia esplosiva, che almeno per qualche verso ricorda il co-pilota Lubits. Anche lui, a torto o a ragione, si sentiva un fallito, perché non sarebbe diventato il pilota delle rotte oceaniche che aveva sognato. Anche lui, nel suo presunto fallimento, si è follemente vendicato, e con una strage di estranei innocenti”.
L’interessante articolo ha come titolo “Il giudizio incosciente” e invita a riflettere sul concetto di vendetta ai giorni nostri e come sia divenuto facile (quasi istintivo) prendersela sempre contro gli altri, sui quali puntare il proprio indice: “È, sempre, colpa di altri. La tragedia di Milano pare quella di un uomo che non ha mai saputo dire: mi dispiace, ho sbagliato. Un'abitudine, quella di sapersi guardare e riconoscere colpevoli, che è alla base della pedagogia cristiana, ma da decenni è dimenticata. Tutto può fare l'uomo che oggi ci viene proposto a modello, e non ha mai bisogno di farsi perdonare. Di modo che, quando gli errori comunque lo conducono a fallimento personale, ci deve essere pure qualcuno da accusare. E giudicare. Gli altri, ecco: agli "altri", si deve farla pagare”.
Nei casi estremi la sete di vendetta si traduce in strage e ci si concentra, probabilmente più del dovuto, sulla falla del sistema di sicurezza all’ingresso del tribunale, ma la fragilità psichica dell’uomo contemporaneo non rafforza soltanto intensificando controlli e utilizzando più telecamere: “E allora dobbiamo forse riconoscerci, sotto a tutti gli occhi elettronici che ci sorvegliano, più fragili? Sì, più fragili, dentro una falsa onnipotenza coltivata, a una coscienza smemorata, a legami forti smarriti. (…) E aumenteremo metal detector, e telecamere, che spieranno giorno e notte le nostre strade. Ma non sapranno mai cosa c'è nei pensieri degli uomini che passano, in giacca e cravatta magari, eleganti, e rispettabili. Nemmeno mille telecamere bastano, per vedere nel cuore di un uomo”.

Canzone del giorno:  Oh My Heart (2011) - R.E.M.
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venerdì 10 aprile 2015

Arricchiamoci

Arricchiamoci delle nostre reciproche differenze.

Paul Valery (1872-1945)




Canzone del giorno:  Mane e mane (2012) - Enzo Avitabile feat. DabyToure
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mercoledì 8 aprile 2015

Si può



                                                                                 Peanuts (da Google.it)

Canzone del giorno:  I Believe I Can Fly (1998) - R.Kelly
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domenica 5 aprile 2015

Garissa

Pasqua di martirio per gli studenti universitari  barbaramente uccisi in Kenya, giovedì scorso, nei dormitori e nelle aule della Garissa University College.
I terroristi hanno trucidato 148 persone, tra cui 142 studenti che si dichiaravano cristiani.
Sul Corriere della Sera di ieri lo scrittore Paolo Giordano ha commentato l’accaduto partendo da una delle foto più forti scattate nell’Università di Garissa e che ritrae decine di cadaveri per terra in uno degli edifici dell’ateneo.
"L'esercizio che dovremmo fare davanti a questa fotografia è semplice. Riguardarla, ancora una volta, ma alla pelle scura dei volti schiacciati contro il pavimento, dei toraci nudi e delle braccia, sostituire una carnagione chiara, rosata — più simile alla nostra.
Retorico? Patetico? Forse. Eppure di rado ci ricordiamo di farlo. Siamo in buona parte educati e terzomondisti, ma resiste in noi un nocciolo di apatia, ed esso non conosce evoluzione, ragiona in maniera istintiva o non ragiona affatto. Cambiare colore alla pelle dei ragazzi riversi fra le sedie e le chiazze di sangue rappreso cambia ancora qualcosa nella nostra reazione. L’orrore – che pure abbiamo sentito dall’inizio – prende all’improvviso a sgorgare da una fonte diversa, non più dal cervello, bensì da un organo collocato molto più in basso, tra la cistifellea e le altre viscere, un organo che insieme secerne indignazione, rabbia, paura. Se azzeriamo per un istante la distanza dal Kenya e l’alterità rispetto a quel luogo, Garissa, che fino a giovedì non avevamo sentito nominare; se ignoriamo il fatalismo irriducibile che ci coglie quando i flagelli si abbattono sull’Africa, riconosceremo nei cadaveri della fotografia degli studenti in tutto simili a quello che siamo o siamo stati – riconosceremo noi stessi. Perché questo è il punto: i ragazzi dell’università di Garissa sono stati trucidati perché ci assomigliavano, perché cristiani e attratti dalla stessa cultura universale sulla quale si fonda ogni nostro atto quotidiano. Il loro peccato imperdonabile era di essere come noi.
Il giorno del massacro una delle studentesse indossava una tunica rossa e gialla, un abito tradizionale; una sua compagna portava invece dei jeans rosa shocking e una felpa all’americana, con il numero cinque impresso sul dorso. I loro corpi sono caduti uno davanti all’altro, a formare un simbolo involontario e triste: la continuità agognata fra due mondi, interrotta dal vuoto macchiato di sangue che si spalanca dopo di loro.
Se potevamo sentirci solo tiepidamente partecipi davanti alle immagini affini dei massacri in Ruanda, stavolta l’esercizio di immedesimazione è un obbligo. Sapremmo tollerare la stessa impietosa prospettiva aerea nei cortili della Sapienza, della Sorbonne, della Humboldt?, che una qualunque delle nostre università venisse trasformata per un giorno in una fossa comune? Io non riesco nemmeno a immaginarlo. Eppure, a quanto pare, è già successo".

Canzone del giorno:  There Is A Valley (2012) - Bill Fay
Clicca e ascoltaThere is....

giovedì 2 aprile 2015

Linus



Buon compleanno mitico Linus.
Sono trascorsi cinquanta anni dalla nascita della famosa rivista che, sin dal suo esordio, rappresentò una creatura editoriale capace di unire fumetti e cultura.
L'orizzonte che il giornale apriva era vasto, spaziava dalle strisce di autori internazionali (primo fra tutti Charles Schulz e i suoi Peanuts) fino ad arrivare ai disegnatori nostrani.
Sin dal primo numero era facile intuire che si trattava molto più di una rivista di fumetti e non soltanto perché tenuta a battesimo da personalità come Elio Vittorini, Vittorio Spinazzola, Oreste del Buono (mitico OdB) e Umberto Eco.
Una storia lunga cinquanta anni che attraversa inesorabilmente e con irriverenza le vie tortuose di questi nostri decenni parlando di cronaca, costume, politica, libri, musica, ma, soprattutto, conquistando più generazioni con tanti personaggi generati dalla creatività e della passione di tanti artisti.
Le pagine di Linus hanno sempre dato spazio ai fumetti statunitensi ed europei più importanti.
Charlie Brown e Snoopy (e naturalmente Linus con la sua coperta) c'erano nell'aprile del 1965 e ci sono ancora oggi, incantevoli e impertinenti più che mai.
Quella prima copertina precisa che si ha a che fare con una "rivista dei fumetti e dell'illustrazione" e Li'l Abner, Braccio di ferro e, naturalmente, Linus sono i primi personaggi dell’esordio.
Per dieci lustri, mese dopo mese, Linus ha arricchito gli occhi e la mente di tanti appassionati.
La magia del fumetto affiancata da approfondimenti di vario genere (satira politica compresa) e curati da giornalisti, critici, letterati e umoristi.
Strisce di fumetti divenute storiche, alcune delle quali proposte ancora oggi: Al Capp, B.C., Pogo, Wizard of Id, Paulette, Valentina, Doonesbury, Corto Maltese, Cipputi, Eritreo Cazzulati, Calvino e Hobbes….

Sfogli oggi la rivista e ti ritrovi a gustare la genialità fumettistica di Stefan Pastis (Perle ai porci), di Mark Pett (Lucky Cow) o di Wulff & Morgenthaler con le loro tavole demenziali.
Il mondo di Linus continua ancora ad interessare e ad emozionare con le sue strisce irrispettose, caparbie e amorevoli.
Leggendario.
                                               
Canzone del giorno:  I Remember You (1995) - Brian McKnight
Clicca e ascoltaI Remember...

mercoledì 1 aprile 2015

Playlist Marzo 2015

1.      Natalie Imbruglia, Beauty on the Fire – (White Lilies Island  – 2001) – Bellezza
2.      Samuele Bersani, Un pallone – (Psyco – 20 anni di canzoni – 2012) – Pallone
3.      Vanessa Williams feat. George Benson, With You I’m Born Again(Everlasting Love – 2005) – Rinascere
4.      Dianne Reeves, Endangered Species – (Art & Surival  – 2001) – Otto Marzo
5.      Sergio Cammariere, Padre della notte – (Il pane, il vino e la visione  – 2007) – Datteri
6.      Canopy Climbers, Project – (Miles  – 2013) – Progetti
7.      Subsonica, Di domenica – (Una nave in una foresta  – 2014) – Domenica
8.      Ryan Adams, I Love You But I Don’t Know What to Say(Ashes & Fire  – 2011) – Bla Bla Bla
9.      Annie Lennox, I Put a Spell On You – (Nostalgia  – 2014) – Nostalgia
10.  Noel Gallagher’s High Flying Bird, Stop Look All the Doors (Chasing Yesterday  – 2014) – Influenze
11.  Rolling Stones, Fight – (Dirty Work  – 1986) – Combattere
12.  Elton John, Madman Across the Water – (Madman Across the Water  – 1971) – Acqua
13.  Radiohead, Street Spirit (Fade Out) – (The Bends  – 1996) – Atti di fiducia
14.  Nick Cave and The Bad Seeds, The Weeping Song – (The Good Son  – 1990) – Pianto