nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

venerdì 29 novembre 2013

Decadenza

Prime pagine a “decadenza” avvenuta:
La Stampa: Berlusconi fuori dal Parlamento.
Libero: Torno subito.
Il Corriere della Sera: Berlusconi fuori dal Senato: mi batterò ancora.
L’Unità: Cacciato un evasore.
Il Giornale: Colpo di Stato. Vendetta nelle urne.
La Repubblica: Berlusconi, leader decaduto.
La Padania: Roma Decadence.

Titoli d’apertura per tutti i gusti.
Siamo ai “titoli di coda” per Mr.Berlusconi?
Come ha detto qualcuno: più che un colpo di Stato, "è stato un colpo per tanti" (e, probabilmente, non soltanto per i berlusconiani!).

Canzone del giorno: Headline News (1999) - Savoy Brown
Clicca e ascolta: Headline....

mercoledì 27 novembre 2013

Personalità


"Le persone di poco carattere conoscono solo due comportamenti: o disprezzo o servilismo".


Erica Jong, Fanny, 1980





Canzone del giorno: Character Zero (1996) - Phish
Clicca e ascolta: Character....

domenica 24 novembre 2013

Maledetto colui che è solo

All'inizio di ottobre la giuria del Premio Luigi Tenco, composta da 200 giornalisti, ha decretato i vincitori delle varie sezioni del concorso canoro dedicato alla canzone d'autore.
La Targa Tenco della sezione dedicata agli interpreti di canzoni non proprie è stata assegnata a Mauro Ermanno Giovanardi e suo album dal titolo "Maledetto colui che è solo", realizzato insieme all'orchestra italiana Sinfonico Honolulu.
Non é per niente facile rivisitare dei brani eseguiti e portati al successo da altri cantanti. Il terreno delle cosiddette "cover" è sempre pieno d'insidie e la scelta di proporne alcune all'interno di un progetto che prevede anche la proposta al pubblico di brani inediti è ancora più difficile. Mauro Ermanno Giovanardi, con la sua voce vellutata, è riuscito a progettare un disco ben congegnato sia rivisitando alcune belle canzoni come Non è l'amore che va via di Vinicio Capossela o Ho visto Nina volare di Fabrizio De Andrè, sia esprimendosi attraverso tre inediti e tre rifacimenti della sua precedente produzione, come voce del gruppo La Crus.
Dodici tracce tutte da ascoltare, abbandonandosi alla particolare atmosfera che il disco riesce a trasmettere, grazie anche ai particolari arrangiamenti dell'unica orchestra italiana di ukulele.
Un progetto musicale di ottimo spessore "artigianale" sin dall'inizio del disco che con l'inedito Accarezzami musica riesce a catturare l'ascoltatore con una grande forza evocativa ("fammi riprovare quel che non sento più / prendimi e stringimi a te / perché ti ho perso ed ho perso me").

Un disco piacevolmente elegante.


Canzone del giorno: Accarezzami musica (2013) - Mauro Ermanno Giovanardi
Clicca e ascolta: Accarezzami....

sabato 23 novembre 2013

Incuria

"Il silenzio beneducato di chi rimanda tutto a dopo non ci sta bene. Li sentiamo già mentre in giacca e cravatta dicono che l’alluvione in Sardegna è stata una terribile fatalità, un evento imponderabile, una disgrazia senza preavviso, una catastrofe fuori da ogni immaginazione, di quelle che accadono una volta ogni mille anni.  
Lo diranno di sicuro - ma non lo dicono sempre? - abusando cinicamente della parola «destino» per nascondere dietro quell’alibi la responsabilità di tutte le loro ignavie. Questi signori non lo sanno che il destino è una cosa seria, fuori dalla loro portata, una cosa complessa che richiede di avere la misura del presente, il coraggio di ricordarsi del passato e abbastanza generosità per proiettare i propri sforzi nel futuro. (…)Il destino non è quindi la pioggia che cade, ma è l’argine invaso dai detriti non sgomberati. Non è il torrente che ingrossa, ma è senz’altro la casa che gli è stata costruita nel letto dove doveva scorrere. Non è il fango che scende a valle, ma di sicuro è la via chiusa tra villette a schiera che gli fa da diga dove non dovevano esserci altro che le braccia aperte della terra, pronte ad assorbire la furia del cielo.  
Il destino è un progetto con nomi e cognomi e non è cieco né baro: dipende da noi.(…)
I sardi e le sarde, che oggi hanno dato di sé stessi al mondo una prova di solidarietà che avrebbero di certo preferito risparmiarsi, se guardano l’orizzonte forse non vedranno solo le nubi ancora cariche di pioggia, ma anche il tramonto di un modello di sviluppo fondato sul mattone e sulla speculazione. Davanti a questa evidenza, pagata a prezzo carissimo, la comunità di destino che insieme rappresentiamo non può chiedere a sé stessa l’ennesimo silenzio".

Michela Murgia, scrittrice (La Stampa, 20/11/2013)

Canzone del giorno: Destin (1993) - Scorpions
Clicca e ascolta: Destin....


giovedì 21 novembre 2013

Festa dell'albero

Oggi è la Giornata Nazionale dell'Albero. 
Da molti anni Legambiente (www.legambiente.it) organizza La festa dell'Albero.
Quest'anno l'associazione che da più di trent'anni si occupa della difesa dell'ambiente, ha deciso di dedicare la giornata ai diritti dei migranti e all'auspicio che in tempi brevi siano rimossi i vari ostacoli (normativi e culturali) che ostacolano il dialogo fra diverse culture.
Nell'ambito delle varie iniziative proposte, che coinvolgono Scuole, Comuni e molte associazioni, ogni albero piantato sarà dedicato al diritto che ogni migrante ha di riuscire a costruire una vita migliore per se e per i propri cari.
L’albero come simbolo di radicamento e di appartenenza a un territorio.
Non dimenticando, inoltre, a pochi giorni dal cataclisma in Sardegna e dinanzi a tante vite inghiottite dalla furia della pioggia, quanto sia  necessario sensibilizzare gli italiani sull’importanza della tutela dell’ambiente, tenuto conto dell’incuria della specie umana che non si decide a prendere le giuste misure per salvaguardare il proprio spazio naturale. Gli alberi, veri polmoni verdi della Terra, sono basilari per prevenire il dissesto idrogeologico e per lottare contro il cambiamento climatico.


Canzone del giorno: The Magnificent Tree (2000) - Hooverphonic
Clicca e ascolta: The Magnificent....

martedì 19 novembre 2013

Vanvera

Altan , da espresso.repubblica.it




















Canzone del giorno: Non sense (1987) - Paolo Conte
Clicca e ascolta: Non sense....

sabato 16 novembre 2013

Bevi

Per tanti anni un numero imprecisato di automezzi diretti verso la Campania, ha svuotato vari tipi di sostanze nocive per le campagne, avvelenando terreni e acque.
La stima di Legambiente è di 10 milioni di tonnellate di rifiuti occultati nella Regione.
Se poi si visiona la mappa dell’ecomafia disegnata dall’associazione, ci si rende conto che soltanto la Basilicata e la Valle d’Aosta risultano immuni da questo criminale scarico di pattume che, invece, coinvolge (chi più chi meno) tutte le altre regioni italiane.
Il pentito Carmine Schiavone nel 1997 aveva raccontato ai componenti della “Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite a esso connesse”, come funzionava il sistema che consentiva guadagni milionari a discapito di un avvelenamento del territorio. Il fatto che soltanto adesso le dichiarazioni del camorrista siano state rese pubbliche è un particolare che rende soltanto più drammatico un problema che era sotto gli occhi di tutti.
Le campagne di Caserta come una gigantesca pattumiera che sprigiona un elevato rischio di cancro per la popolazione.
L’Espresso ha deciso di pubblicare i dati inediti di uno studio che è stato condotto, poco tempo fa, dal comando Us Navy (la marina militare degli Stati Uniti) di Napoli. Le indagini sono state eseguite su un’area di oltre mille chilometri quadrati. Il rapporto americano è costato (a quanto pare) ben 30 milioni di dollari ed è nato dalla necessità di capire i pericoli del vivere in Campania per i militari americani e le loro famiglie.
Il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris ha deciso di fare causa al giornale per la copertina shock con la quale è presentata l’inchiesta dal titolo “Bevi Napoli e poi muori”. Non si può fare a meno, però, di non seguire con attenzione quando hanno rilevato i ricercatori americani che, secondo L’Espresso, «hanno individuato luoghi con “rischi inaccettabili per la salute” disseminati ovunque nelle due province, persino nel centro di Napoli. Per questo scrivono che è impossibile indicare zone sicure dove risiedere: i pericoli sono dappertutto, pure nella fastosa villa di Posillipo dell’ammiraglio in capo. Sostengono che in tutta la regione bisogna usare soltanto acqua minerale per bere, cucinare, fare il ghiaccio e anche lavarsi i denti. Nelle due province non si deve abitare al piano terra, dove penetrano i veleni che evaporano dal terreno, e vanno evitate cantine o garage sotterranei».
Per quanto concerne lo stato delle falde acquifere la situazione è ancora più preoccupante:
«Il 92 per cento dei pozzi privati che riforniscono le case costituiscono “un rischio inaccettabile per la salute”. Ma ci sono minacce anche negli acquedotti cittadini: esce acqua pericolosa dal 57 per cento dei rubinetti esaminati nel centro di Napoli e dal 16 per cento a Bagnoli. Come è possibile che pure la rete idrica pubblica sia inquinata? Gli americani scoprono che l’acqua dei pozzi clandestini riesce a entrare nelle condotte urbane, soprattutto in provincia. In oltre la metà dei pozzi, gli esperti trovano una sostanza usata come solvente industriale - il Pce o tetracloroetene - considerato a rischio cancro. La diossina invece è concentrata nel territorio tra Casal di Principe e Villa Literno, ma pur essendo alta non costituisce una minaccia.
Tra tanti dati inquietanti, spunta un incubo che finora non si era mai materializzato: l’uranio. Gli esami lo individuano in quantità alte ma sotto la soglia di pericolo nel 31 per cento delle case servite da acquedotti: ben 131 su 458». 

Canzone del giorno: Fall on Me (1986) - R.E.M.
Clicca e ascolta: Fall....

venerdì 15 novembre 2013

Abdicazione

Cambio generazionale. L'argomento è stato al centro di innumerevoli dibattiti lungo il corso di questi decenni.
Oggi su La Repubblica, Michele Serra riflette sull’elemento generazionale  in campo politico e sul dovere di non sentirsi del tutto immuni degli sfaceli contemporanei, frutto (anche) dei molti errori delle generazioni precedenti.
Un senso di colpa collettivo che dovrebbe coinvolgere un po' tutti coloro nati fra gli anni ’50 e gli anni ‘60, a prescindere se nel corso del tempo si é stati più vicini ai partiti di sinistra, di destra o di centro.


Tra amici si discute di Renzi, di Cuperlo, di Civati, delle primarie, e mi accorgo che l’elemento generazionale diventa sempre più evidente e sempre più ingombrante. Mette in ombra anche i programmi e le differenze politiche, perché l’anagrafe, in questo Paese di vecchi e per vecchi, è diventata inevitabilmente un’emergenza, una minaccia, un ricatto. Il mio coetaneo P. è il più drastico: «Renzi mi piace poco, ma voto per lui perché è ora di abdicare. Dobbiamo levarci dalle scatole, noi dai sessanta in su, abbiamo già fatto abbastanza disastri». Non so quanto ragionevole e quanto utile sia, questo senso di colpa, ma so con certezza che esiste, e non me ne sento del tutto immune. Quando ho sentito P. usare il verbo “abdicare” ho avuto un sussulto di ammirazione, perché la parola è perfetta. Contiene quel misto di altruismo e di stanchezza, di generosità e di viltà che convince a passare le consegne e farsi da parte. Quando votai Bersani, in fin dei conti votai per me stesso. Ma essere di sinistra, una volta, voleva dire votare per gli altri. E gli altri per eccellenza, qui e oggi, sono gli italiani giovani. Migliori o peggiori non saprei dire. Certo, però, in diritto di scegliere la strada”.

Michele Serra, l'Amaca (la Repubblica 15/11/2013)

Canzone del giorno: My Generation (1965) - The Who
Clicca e ascolta: My....

mercoledì 13 novembre 2013

Castagne

"Ne ho una tascata piena, scottanti. Anche attraverso la stoffa della giacca mi bruciano il fianco, mi scaldano il costato. Metto una mano in tasca, ne prendo una, mi scotto, resisto, prendo a scartocciarla senza nemmeno stare a guardare, non voglio inciampare andando per la mia strada. E poi non c’è bisogno di vedere, le mie dita lo sanno a memoria quando è pronta e pulita, quando la buccia corrusca e rovente si è fatta tiepida, liscia, morbidità. Non devo nemmeno vedere le mani per sapere che le dita sono nere di fuliggine di carbonella, e non devo nemmeno farmi scrupolo di ficcarmi le dita in bocca, la fuliggine dà quel tocco amarognolo che ci dice. Questa è proprio cotta come si deve, e dolce più delle altre. Non ce n’è mai una uguale, non ci si annoia mai a mangiarne anche cento. A farsi venire una pancia così, che poi a fare la cacca ci si mette una settimana. Neanche avessi ancora quattro anni, e non ci fosse niente di più buono al mondo che ho messo in bocca di lì in poi, e di là ci fosse mia nonna con la padella di ghisa ereditata da sua nonna. Mia nonna che mesta e rimesta nella padella e canta: Son frutto gustoso ho il riccio spinoso. La buccia ho moretta son dolce e duretta. Se in acqua son cotta mi chiamo ballotta: se al fuoco son posta io son caldarrosta. Io vivo in montagna e mi chiamo... Oh, lo so come si chiama, nonna. Quel segaiolo di Proust la chiamava madeleine, qui tra di noi eredi della miseria è sempre la castagna".

                                          Maurizio Maggiani, Vivario, Il Fatto Quotidiano del 4/11/2013

Canzone del giorno: Autunno già (2012) - Alice
Clicca e ascolta: Autunno....

domenica 10 novembre 2013

Post Scriptum Film

Sole a catinelle
REGIAGennaro Nunziante
INTERPRETI: Checco Zalone, Robert Dancs, Aurore Erguy, Miriam Dalmazio

SCENEGGIATURA: Checco Zalone, Gennaro Nunziante
DURATA: 90'
USCITA CINEMA: 

Per parlare di Sole a catinelle partiamo dalla trama. Non però dalla storia che ha come protagonista il maldestro Checco Zalone, ma dalla trama di un film d'animazione di quasi venti anni fa.
Titolo: In viaggio con Pippo. Anno: 1996. Sono stati tantissimi i genitori che allora acquistarono la (oggi) preistorica video-casetta del film e furono dai propri pargoli "costretti" (piacevolmente) a vedere più volte il cartone animato della Disney.
Trama: all'insegna dei comportamenti strampalati del grande Pippo si racconta una storia fatta di equivoci e litigi generazionali tra padre e figlio. Più o meno la stessa trama di Sole a catinelle, che racconta, sotto forma di commedia, il viaggio on the road che un padre maldestro si ritrova a fare per premiare il figlio promosso con tutti dieci in pagella. Ulteriore analogia: l'espressività e la mimica di Checco richiamano spesso la bizzarria del migliore amico di Topolino. 
Fraintendimenti, eventi strani e situazioni comiche rendono il film, grazie anche alla regia di Gennaro Nunziante, leggero, gradevole e non eccessivamente banale. Anche questa volta il botteghino sbanca e Luca Medici con l’ennesima storia demenzial-popolare riesce a far divertire tutti quanti (dalle Alpi al Lilibeo, come si diceva una volta).
La sceneggiatura è preparata con una certa attenzione e alcuni temi quotidiani (dalla crisi industriale sino ai traffici per ripulire i capitali sporchi), riescono a fare capolino fra una risata e l’altra, rendendo il film sicuramente più dignitoso dei vari cine-panettoni che, oltre alla loro intrinseca mediocrità, non richiamano più il grande pubblico.
Fra mamme vegane, tasse da pagare, prestiti non pagati, amicizie radical-chic e vacanze da sogno, il venditore di aspirapolveri (in crisi nera) è in grado di far trascorre una serata nel nome del buonumore.

Canzone del giorno: Music of The Sun (2005) - Rihanna
Clicca e ascolta: Music....

sabato 9 novembre 2013

Perchè no?



C'è chi vede le cose come sono e dice: "Perché?". 
Io invece sogno cose mai viste e dico: "Perché no?".


George Bernard Shaw, Torniamo a Matusalemme, 1920


Canzone del giorno: Perché no (1978) - Lucio Battisti
Clicca e ascolta: Perché no....

giovedì 7 novembre 2013

Fantasia

Le tesi di coloro che, nel nostro Paese, contestano il sistema organizzativo basato sull'Euro, continuano a generare proseliti. Sono tanti gli economisti e gli intellettuali che ritengono vantaggioso programmare un ritorno alla moneta nazionale.
Le nuove argomentazioni degli euro-scettici sono variegate e anche se, spesso, sembrano assumere dei toni contraddittori, vale la pena tenerne conto, non bollandole come retrograde a priori.
Pochi giorni fa, ad esempio, il quotidiano economico Italia Oggi, ha ospitato un'intervista a Giuseppe Guarino, ottantenne giurista napoletano che, vent'anni fa circa, è stato per due volte ministro (una volta delle Finanze e l'altra dell'Industria e Partecipazioni Statali). Secondo Guarino, l'Euro è nato da un imbroglio poiché sono state violate delle corrette procedure costituzionali. Il regolamento che ha modificato nel 1999 il Trattato di Maastricht, secondo il giurista, è stato approvato in maniera arbitraria evitando il doveroso vaglio dei parlamenti nazionali.
Nella parte finale dell'intervista Guarino risponde alle domande del giornalista e presenta il suo rimedio per un’uscita (quasi) indolore dell’Italia dall’euro. Almeno secondo  lui!


Da Italia Oggi del 25 Ottobre 2103 - intervista di Goffredo Pistelli:
D. Sì, però tutti dicono che, nelle attuali condizioni dei mercati mondiali, lo Stato che ritornasse alla propria moneta, ne uscirebbe con le ossa rotte.
R. È vero. L’operazione potrebbe riuscire solo se si raggiungessero dimensioni che consentano di reagire a pressioni esterne nocive e a produrre influssi a sé favorevoli.
D. E come?
R. Più Stati, nell’uscire dall’euro, potrebbero mettersi insieme per creare una nuova
moneta comune, affidandone la gestione ad un governo politico egualmente comune.
D. Sarebbe sufficiente?
R. Se tre Paesi mediterranei si unissero con l’Italia, la nuova entità si collocherebbe al quarto posto nella classifica mondiale del Pil e al decimo posto per popolazione. Se si aggiungesse la Francia, la nuova entità sarebbe per Pil la seconda nel mondo, superata solo dagli Usa e sesta per popolazione. Risultati allettanti!
D. E il debito?
R. Negli Usa, nell’800, gli Stati confederati si federarono a causa dell’eccessivo debito, che su di loro gravava. La Federazione, appena creata, divenne uno degli Stati più ricchi e forti nel mondo.
D. Progetto suggestivo, professore, ma da dove si comincia?
R. Il mio compito si limita all’analisi dei fattori e dei loro effetti: i passi ulteriori spettano ai cittadini europei, alle collettività che compongono la zona euro e l’Unione, ai Governi.
D. Sarà realizzabile?
R. La fantasia al potere! Non è stato questo lo slogan di molte generazioni? Che la fantasia cominci ad esercitarsi.

Canzone del giorno: Fantasy (1977) - Earth, Wind & Fire
Clicca e ascolta: Fantasy....

lunedì 4 novembre 2013

Sollecitazioni

Su Repubblica di ieri, Liana Milella intervista il Ministro della Giustizia.

Anna Maria Cancelleri si difende dalle accuse che piovono da più parti per i suoi contatti con la famiglia Ligresti e per il suo comportamento nelle vicenda penitenziaria di Giulia Ligresti: «Non ho nulla di cui vergognarmi e per cui dimettermi. La mia coscienza è assolutamente limpida e trasparente. (…) Sulla notizia giornalistica, che doveva finire com’era nata, si sono innestati interessi politici che l’hanno strumentalizzata, con l’obiettivo di colpire il governo di larghe intese. Ci sono persone che hanno motivi di rancore nei miei confronti, perché ho sciolto comuni per mafia e fatto pulizia negli enti corrotti. Continuano a dire che sono intervenuta sui magistrati, ma non è vero, basta sentire Caselli. Non c’è serenità nel valutare i fatti, s’infanga una persona senza pensarci».
Sullo stesso giornale Massimo Giannini parla, però, di “zona grigia che rende inquietante la vicenda Cancelleri-Ligesti e che svela la natura compromissoria e forse compromessa del potere”. Il vice-direttore di Repubblica si concentra sul termine «pentimento» utilizzato dal ministro: “Non è un «pentimento» che si chiede al ministro, ma semmai un «chiarimento » sulla natura dei rapporti che la legano alla famiglia di don Salvatore. Fino ad obbligarla a telefonare al fratello del «padrino» per garantirgli il suo interessamento, come testimoniano le intercettazioni agli atti dell’inchiesta di Torino.  Perché la Cancellieri si è sentita in dovere di farlo? Questo chiarimento non è arrivato. Il movente che ha spinto il ministro a sollecitare la scarcerazione di Giulia Ligresti non sembra il «volto umano della giustizia», ma semmai la faccia complice dell’amicizia. Se il Guardasigilli non è libero nei confronti di chi gli chiede un passo improprio, non può restare al suo posto”.
Dall’altra parte della “staccionata”, Maurizio Belpietro su Libero, nel dedicare il suo editoriale alla vicenda, muove analoghe e più forti critiche all’atteggiamento del ministro: il ministro si sta nascondendo dietro a un dito. Nessuno vuole sapere quanti detenuti si siano rivolti al ministero per segnalare le loro condizioni di prigionieri. E nessuno crediamo sia interessato a conoscere in quali occasioni gli uffici di largo Arenula si siano attivati per far presente ai direttori delle carceri i disagi dei detenuti. Ciò che si intende approfondire è se ci siano altri casi di interventi diretti sul Guardasigilli e di convocazioni dei direttori del Dap. Cioè: la Cancellieri ha l’abitudine di lasciare il suo numero di cellulare nelle portinerie dei penitenziari affinché i detenuti che ne hanno bisogno la chiamino senza indugio? Il suo telefonino viene fornito insieme con la dotazione della cella a chiunque ne faccia richiesta appena messo piede nel reclusorio?Confessiamo che, nonostante la sua aria da brava nonna preoccupata della salute dei propri nipoti, facciamo fatica a immaginare il ministro della Giustizia come una specie di telefono azzurro dei galeotti,anzi di telefono a sbarre. Dunque le giustificazioni addotte e quelle che presumiamo verranno rappresentate nei prossimi giorni, appaiono come tentativi di insabbiare la faccenda Ligresti più che degli sforzi per chiarire quanto è successo”.


Canzone del giorno: Last Request (2006) - Paolo Nutini
Clicca e ascolta: Last....

domenica 3 novembre 2013

Lou Reed

”Il passato continua a bussare alla mia porta
e non lo voglio più sentire.
Per piacere nessuna consolazione
se mi sento giù devo riuscire a sollevare la testa
ma mi fa infuriare e quando m’infurio divento triste
e poi inizio a gelare
In qualche angolo della mente
avevo paura che potesse essere vero
in qualche angolo della mente
avevo paura che parlassero di te
La parata di Halloween
alla parata di Halloween
ci vediamo l’anno prossimo”
.


Lou Reed, Halloween Parade (New York, 1989)


Canzone del giorno: Halloween Parade (1989) - Lou Reed
Clicca e ascolta: Halloween....

venerdì 1 novembre 2013

Playlist Ottobre 2013

1.      Arcade Fire, Ready To Start – (The Suburbs - 2010) – Primo passo
2.      Fiorella Mannoia (feat. Frankie HI-NRG), Non è un film – (Sud - 2012) – Lampedusa
3.      Jimmy Cliff, Hard Road To Travel – (Hard Road To Travel - 1968) – Viaggiare
4.      Starsailor, Silence Is Easy – (Silence Is Easy - 2003) – Asilo
5.      Dire Straits, Solid Rock – (Making Movies - 1980) – Stabili
6.      Franz Ferdinand, Bullett – (Aright Thoughts, Right Words, Right Action - 2013) – Right…
7.      Lady Gaga, Love Mail – (The Fame - 2008) – Supposte
8.      Supertramp, The Logical Song – (Breakfast in America - 1979) – Turbolenze
9.      Tracy Chapman, Why? – (Tracy Chapman - 1988) – Guerreggiare
10.  Skunk Anansie, You’re Too Expensive For Me – (Wonderlustre - 2010) – Dispendiosa
11.  Kem, You Might Win – (Album II - 2005) – Qualificazione
12.  Jesse Winchester, All Of Your Stories – (Third Down, 110 to Go - 1972) – Mosaico
13.  Zucchero, Per colpa di chi – (Spirito divino - 1995) – Galli
14.  Guster, I Spy – (Lost And Gone Forever - 1999) – Spionaggio
15.  Nnenna Freelon, Cell Phone Blues – (Homefree - 2010) – Intercettazioni