nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

mercoledì 26 febbraio 2014

Applauso

"Perché l’unica cosa che conta nella società dello spettacolo nazionale è il
successo. Altrimenti non verrebbero tutti qua a Sanremo a esporre problemi che magari sarebbe più sensato portare nelle sedi competenti, al governo, al Parlamento, al Quirinale o all’assemblea dell’Onu, nel caso dei marò.
Da noi si denunciano i problemi non per risolverli, ma per ottenere un grande applauso. 
L’applauso in sé garantisce che la soluzione non sarà mai trovata, perché in questo caso la volta successiva non si potrebbe ottenere un altro applauso e di conseguenza s’incepperebbero i sacri meccanismi dell’audience. 
Senza contare che lo scenario di Sanremo, il festival, la capitale dei fiori, la platea ingioiellata dell’Ariston, contribuisce a stemperare la tragedia, a sminuzzarla in tanti piccoli coriandoli colorati. Perché poi alla fine di tutto arrivano le canzoni, le belle e consolatorie strofe all’italiana. Ed è vero sì che siamo a un passo dalla catastrofe e dalla bancarotta, e contiamo sempre meno nel mondo e non ci ascoltano neppure quando abbiamo ragione, e i nostri figli non avranno lavoro e ogni venerdì un imprenditore si uccide nella Padania felix. Ma il cielo, il cielo è sempre più blu".

Curzio Maltese, La Repubblica (19\2\2014)



Canzone del giorno: Applause (2013) - Lady Gaga 
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domenica 23 febbraio 2014

Neve insanguinata

È il momento della tregua e del rinnovamento in Ucraina? La prudenza è d’obbligo in un paese che, fino all’altro ieri, aveva le strade principali invase dai cadaveri.
Il presidente filo-russo Yanukovich è scappato e una combinazione di forze popolari e istituzionali ha preso il controllo di Kiev.
Passi importanti se si pensa al bagno di sangue dei giorni scorsi che, con molta probabilità, si sarebbe potuto evitare con un intervento immediato e risolutivo dell’Europa.
Pochi giorni fa le responsabilità europee venivano richiamate con vigore dal filosofo francese Bernard-Henry Lévy: «Nella coincidenza delle immagini, tra le nevi di Sochi e il sangue di Kiev, c’è qualcosa che offende l’intelligenza e spezza il cuore: la festa olimpica è al culmine, mentre in Ucraina si svolgono i funerali del sogno europeo da parte di un popolo che in quel sogno crede. Da una parte c’è un Putin terribile che arma la mano di Yanukovich, dall’altra un Putin che si pavoneggia sulle tribune olimpiche. Resta pochissimo tempo per salvare l’onore. Un monito ai responsabili dell’Europa: lasciamo Sochi o almeno boicottiamo la cerimonia di chiusura. Due immagini, questa mattina del 19 febbraio, si accavallano nelle menti. L’immagine delle nevi immacolate di Sochi, solcate da emeriti sciatori applauditi dal mondo. Quella della neve insanguinata delle barricate a Maidan, la piazza dell’Indipendenza, a Kiev, da quando, nell’indifferenza universale, le unità speciali del potere ucraino hanno ricevuto l’ordine, con l’avallo di Putin, di dare l’assalto».
Adesso la partita diviene complessa dal punto di vista politico e diplomatico. Come sostengono gli esperti, Putin farà di tutto per tagliare gli aiuti economici e chi governerà, avvicinandosi all’Europa, dovrà chiedere un prestito all’FMI.
Pesa sul paese la minaccia di una secessione. Scrive Bernardo Valli su La Repubblica: «L’incognita risiede adesso nel saper come continuerà la “guerra non armata” tra russi e occidentali (europei e americani non divisi ma neppure uniti su questo problema). Putin ha promesso a Obama nelle ultime ore di non voler aggravare la situazione. Ed è presumibile che l’altro diretto interlocutore del leader russo. Angel Merkel, abbia ricevuto le stesse assicurazioni. Ma il ministero degli esteri russo ha fatto sapere al segretario di Stato che a suo avviso i ministri europei (il tedesco, il francese e il polacco) si sono lasciati ingannare dagli oppositori di Yanukovich, un alleato non troppo stimato dal Cremlino. Se la secessione ucraina si confermerà, i russi da un lato e gli europei e gli americani dall’altro, saranno messi alla prova. L’Ucraina pesa più del Kosovo e della Georgia».

Canzone del giorno: Blood on the Snow (2006) - Horse Feathers 
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sabato 22 febbraio 2014

Quasi

Emilio Giannelli, Corriere della Sera



















Canzone del giorno: Almost (2006) - Tamia 
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mercoledì 19 febbraio 2014

Felicità

Qualche giorno fa mi sono imbattuto (non ricordo come) su un articolo che parlava della "felicità".
A dire il vero il giornalista invitava a leggere un libro uscito nel 2010, dal titolo "Mi merito di meglio", scritto da Lucia Giovannini, ricercatrice e Life coach italiana. Nel libro l'autrice spiega in quaranta lezioni come riuscire a gestire emozioni e pensieri per stare bene con se stessi. Siamo dalle parti di tutto ciò che ha a che fare con la serenità interiore e, quindi, tutto si sovrappone a millenni di discussioni e pensieri sull'argomento.
Negli ultimi anni i libri su come imboccare la giusta direzione emotiva sono stati così tanti che si rischia di perdere l'orientamento. Lucia Giovannini propone tante regole per imparare a conquistare un equilibrio interiore e ne indica cinque che, vada come vada, si può tentare, almeno, di provare a capire se possono aiutarci a stare un po' meglio.
Via con le 5 regole:
1. Abituiamoci a essere grati per quello che abbiamo e scriviamo in un diario almeno tre cose al giorno di cui si è contenti come un sorriso o un piatto che ci è piaciuto;
2. Il mondo non ce l’ha con noi. Se in auto ti tagliano la strada, non è un affronto, forse non ti hanno visto. Se il tuo capo è nervoso non è detto che ce l’abbia con te;
3. Un momento di difficoltà non dura per sempre. Il bambino non ci lascia dormire? Passerà;
4. Non permettiamo che si allarghi la negatività a tutte le aree della nostra esistenza. Se il lavoro o una relazione va male, concentriamoci sul resto che funziona;
5. Smettiamo di essere sempre in attesa di qualcosa: di un figlio, di un marito o di un lavoro per essere felici e cominciamo a essere contenti con quello che abbiamo a disposizione. Facciamo ciò che ci piace con passione, impegno e determinazione. Sarà più facile ottenere quello che vogliamo.

Canzone del giorno: Make Someone Happy (2007) - Sophie Milman 
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martedì 18 febbraio 2014

Esperienza


Ricordare il passato serve per il futuro,
così non ripeterai gli stessi errori: ne inventerai di nuovi. 

Groucho Marx (1890-1977)


Canzone del giorno: Experience (2013) - Ludovico Einaudi & I Virtuosi Italiani 
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sabato 15 febbraio 2014

Precipitevolissimevolmente

Dimissioni e staffetta in corso. 
"Renzi sfila il governo a Letta", tanto per citare uno dei titoli in prima pagina.
Come un sopraffino mariolo che sfila il portafoglio dalla tasca del malcapitato, alla stessa stregua il Matteo nazionale, per il momento, ha tutta l'aria del giovanotto che, in poche mosse, riesce a sottrarre la poltrona al premier fin troppo tentennante.
Il temporeggiatore Enrico Letta abbandonato da un partito che ha deciso di non sostenerlo più e scalzato dal sindaco fiorentino che si appresta a traslocare da Palazzo Vecchio a Palazzo Chigi.
Riforme immediate come priorità del sindaco-segretario-presidente incaricato. Riforme nell'ambito di un governo duraturo (fino al 2018!?!?), capace di compiere un "rilancio radicale".
L'approccio supersonico di Renzi verso Palazzo Chigi ha qualcosa di seducente. Alle attuali condizioni soltanto un po' di sana pazzia e di discontinuità ci può far uscire dalla palude. Nello stesso tempo il metodo usato sembra smentire settimane d’interviste e interventi di tutt'altro tenore.
Come se, tutto un tratto, Matteo Renzi si fosse svegliato in piena notte e colto da un incubo avesse pensato che "domani" è "adesso". Meglio adesso che mai più. Meglio l'uovo oggi che non essere mai Presidente del Consiglio (domani). Perché non provarci immediatamente. 

Precipitevolissimevolmente. 
E chi vivrà, vedrà.

Canzone del giorno: Better Make It Through Today  (1975) - Eric Clapton
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venerdì 14 febbraio 2014

Pedali


Marco Pantani (13/1/1970 - 14/2/2004)

…e ora mi alzo sui pedali all'inizio dello strappo
mentre un pugno di avversari
si è piantato in mezzo al gruppo
perché in fondo una salita è una cosa anche normale
assomiglia un po' alla vita devi sempre un po' lottare

...E mi alzo sui pedali - Stadio (Bigazzi-Grandi- Curreri Falagiani)


Canzone del giorno: E mi alzo sui pedali (2007) - Stadio
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giovedì 13 febbraio 2014

Ricette proibite

"Ho tenuto per ultimo un mezzo scoop. «Non dire gatto se non l’hai nel sacco» è una tipica
frase di Giovanni Trapattoni. E tutti a pensare: nel contesto, suona un po’ come «non vendere la pelle dell’orso prima d’averlo ucciso». Ma perché gatto, perché sacco? Forse ho trovato la risposta in un libro di Tebaldo Lorini: Ricette proibite (ed. Sarnus). Sono ricette dei tempi di guerra e di fame, esempio un impensabile ragù di gazze, ghiandaie, cornacchie e corvi. Anni fa, a Scano Boa, un vecchio pescatore mi spiegò come cucinava i gabbiani.
I ristoranti “in” di Londra oggi propongono formiche e cavallette. Da noi è arrivata la carne di struzzo e di bisonte. 
Si può provare o rifiutare, ma in tempi durissimi c’erano meno dubbi. E quindi, poiché il gatto in pericolo morde e graffia (giustamente), non è come ammazzare un coniglio o un pollo. Conviene, o meglio conveniva, metterlo nel sacco e poi sbatterlo come si fa coi polpi. È sgradevole, lo so, ma uno dei misteri del Trap è forse chiarito".


Gianni Mura, (Repubblica, 3/11/2013)


Canzone del giorno: The Recipe (2005) - 10 Years 
Clicca e ascolta: The Recipe....

lunedì 10 febbraio 2014

Sfiducia

Su L'Avvenire, Giacomo Samek Lodovici commenta i dati di un'indagine pubblicata il mese scorso dalla Demos (www.demos.it).
Nel nostro paese la "fiducia" è divenuta un bene scarso. 
L'Istituto di ricerca socio-politica fondato da Ilvo Diamanti rileva che "la sfiducia nei politici, nelle istituzioni pubbliche, negli stranieri, negli immigrati è ben impiantata nella nostra vita quotidiana, nelle nostre azioni e relazioni di ogni giorno. Oltre 6 persone su 10 ritengono, infatti, che «gli altri, se si presentasse l'occasione, approfitterebbero della mia buona fede». Dunque, meglio diffidare. Per cautela. Per autodifesa. La sfiducia verso gli altri alimenta l'incertezza nel futuro e le paure".
Un ritratto sociale stracolmo di ombre.
Sulla base di tali dati, Lodovici pone l'accento sulla gravità della situazione: "perché la fiducia negli altri è assolutamente cruciale e necessaria. Infatti, noi facciamo atti di fede-fiducia ogni volta che riteniamo vera una cosa, un’affermazione, un evento, ecc. che non abbiamo sperimentato direttamente e che apprendiamo da giornali, radio, televisione, libri, Internet, parlando con familiari, amici, colleghi, clienti, fornitori...
Ora, già Confucio insegnava che i Capi di Stato hanno bisogno di fiducia, senza la quale non si resiste. Le armi da sole non impediscono la sconfitta se i soldati perdono la fiducia nell’esito della battaglia, né la fame (purché non sia estrema) fa crollare da sola una nazione se quest’ultima ha fiducia nel governo che la presiede e in chi la difende. Ma della fiducia hanno bisogno non solo i capi di uno Stato già costituito: essa è necessaria per la stessa formazione iniziale della vita sociale, perché dobbiamo aver almeno fiducia nel fatto che gli altri non ci stiano ingannando mentre stipuliamo le regole di base e diamo vita a una Costituzione".

Senza fiducia una comunità, un'organizzazione, un paese non è in grado di fare progetti. La sfiducia fa aumentare paura e apatia.
"Senza fiducia, tutte le relazioni sociali (dirette o indirette, personali o anonime, ecc.) diventano invivibili, in quanto gran parte della nostra vita dipende dall’agire altrui, su cui abbiamo bisogno di fare affidamento: mangio una pietanza perché mi fido che non sia avvelenata, bevo una bevanda perché mi fido che non sia tossica, guido un’automobile senza paura che si incendi perché ho fiducia nei costruttori, eccetera. Gli esempi si potrebbero moltiplicare all’infinito. Senza fiducia la cooperazione scompare quasi del tutto e non potremmo quasi alzarci dal letto la mattina".


Canzone del giorno: Trust Me (1971) - Janis Joplin 
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domenica 9 febbraio 2014

Crap

Altan, L'Espresso



















Canzone del giorno: I Won't Crap Out (1990) - Iggy Pop
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giovedì 6 febbraio 2014

Post Scriptum Film

Tutta colpa di Freud
REGIA: Paolo Genovese
INTERPRETI: Marco Giallini, Claudia Gerini, Vittoria Puccini, Anna Foglietta, Alessandro Gassman, Laura Adriani, Vinicio Marchioni
SCENEGGIATURA: Paolo Genovese
DURATA: 120'
USCITA: 
Una commedia fresca e, a tratti, sofisticata. 
Tutta colpa di Freud rileva, per l'ennesima volta, il tocco peculiare di Paolo Genovese. Rispetto alle opere dei giovani registi del nuovo filone della commedia all'italiana, i suoi film hanno quel qualcosa in più che convince, seppure la sceneggiatura preferisca navigare nelle acque semplici del disagio familiare/amoroso, tralasciando del tutto ogni altra forma di malessere (sociale, politico o economico che sia) che caratterizza i nostri giorni.
Una Roma seducente accoglie le scene del film (a parte una capatina iniziale fra le strade di New York) che vedono tre sorelle e una loro vicina di casa, una sensuale Claudia Gerini, vivere le loro intricate storie d'amore.
Il protagonista maschile, uno psicanalista ben interpretato da Marco Giallini, cerca di mettere ordine nella vita sentimentale delle tre figlie e, nello stesso tempo, cerca di conquistare l'attraente vicina.
Un barbuto Giallini che, con la sua voce fuori campo, all'inizio del film pone allo spettatore una domanda esplicita: "Lo sapevate che la malattia più diffusa al mondo è l’amore?".
E di amore si parla durante le due ore: a volte in maniera un po' ripetitiva, altre con azzeccate scene e dialoghi.
Vittoria Puccini s'invaghisce di un giovane sordomuto, Anna Foglietta decide di innamorarsi degli uomini, nonostante sia stata sempre una lesbica e la terza sorella diciottenne (Laura Adriani) sconvolge il padre a causa della sua relazione con il cinquantenne Alessandro Gassman, a sua volta marito della Gerini.
Equivoci, interpreti briosi e poca banalità rendono il film gradevole.



Canzone del giorno: Tutta colpa di Freud - Il Giardino di Psiche (2014) - Daniele Silvestri
Clicca e ascolta: Tutta....

martedì 4 febbraio 2014

Mastrapasqua

"Basta guardarlo, Mastrapasqua, per capire che il suo fisico segaligno è modellato sulla
corsa di resistenza. Ne ha corse tante, insieme a Giampaolo Letta, il capo di Medusa, la società di produzione cinematografica di Silvio Berlusconi. Giampaolo è il figlio di Gianni, lo zio di Enrico e braccio destro del Cavaliere. Sono amici dai tempi della scuola, al San Leone Magno: ancor di più ora, al circolo Canottieri Aniene dove sgambetta tutta la Roma che conta. Corre forte, il maratoneta Mastrapasqua (...). La nomina di Mastrapasqua al vertice Inps viene approvata in Parlamento anche dal Partito democratico. Se ne occupa l’ex ministro del Lavoro unionista Cesare Damiano in persona. Mentre nessuno bada agli oltre cinquanta incarichi che in quel momento riveste. Non il governo Berlusconi che lo mette lì. Non la Cisl, che lo protegge. Neppure la sinistra, che fa finta di non vedere. Figuriamoci poi se è lui a sollevare il problema, che esiste eccome (....). Ora i dietrologi si potranno dedicare alla ricerca dell’autore dello sgambetto. Ci sta, in un Paese come questo. Almeno un paio di cose, però, sono assodate. La prima: c’è chi è più responsabile di lui. Sono i politici che l’hanno nominato, i sindacalisti che l’hanno coperto, i lobbisti che l’hanno sostenuto. La seconda: questa vicenda trasuda di ipocrisia. Quanti di coloro che fanno a gara a bastonarlo oggi hanno osato criticarlo quando era ai vertici del potere? Detto questo, Mastrapasqua torni a fare il commercialista a tempo pieno. Lo farà ancora meglio. Ma deve sapere, e con lui i politici, che la sua esperienza nel pubblico finisce qua".

Sergio Rizzo, Corriere della Sera del 2/2/2014


Canzone del giorno: Empty Chairs (1971) - Don McLean
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domenica 2 febbraio 2014

Superlativo

“Era il migliore dei tempi, era il peggiore dei tempi, la stagione della saggezza e la stagione della follia, l’epoca della fede e l’epoca dell’incredulità, la primavera della speranza e l’inverno della disperazione. A farla breve, gli anni erano così simili ai nostri che chi li conosceva profondamente sosteneva che, in bene o in male, se ne potesse parlare soltanto al superlativo”.


Charles Dickens, Racconto di due città (A Tale of Two Cities) – 1859


Canzone del giorno:  Similar Features (1988) - Melissa Etheridge
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sabato 1 febbraio 2014

Playlist Gennaio 2014

1.      Thunder, A Better Man – (Laughing On Judgement Day – 1992) – Buon Anno
2.      Queen, Too Much Love Will Kill You – (Made in Heaven - 1995) – Troppo
3.       Nat King Cole, Dinner For One Please, James(Sings For Two In Love - 1954) – Indovina chi viene a Natale?
4.      George Benson, In Search Of A Dream – (In Your Eyes – 1983) – Comete
5.      Afterhours, Dove si va da qui – (I milanesi ammazzano il sabato – 2008) – Risques
6.      Ed Sheeran, Drunks – (+ Plus – 2011) – Alcol
7.      Ramones, Sitting In My Room – (Pleasant Dreams – 1981) – Un Boss in Salotto
8.      Francesco De Gregori, Ti leggo nel pensiero – (Mix – 2003) – Ti leggo nel pensiero
9.      Tracy Chapman, Spring – (Our Bright Future  – 2008) – Primavera
10.  Steve Earle, Angry Young Man – (Exit 0  – 1987) – Arrabbiato
11.  Le Vibrazioni, Sono più sereno – (Le Vibrazioni  – 1998) – Sereno
12.  Kurt Elling, Man in The Air – (Man in The Air – 2003) – Anchilosato
13.  Tom Waits, Down, Down, Down – (Swordfishtrombones – 1983) – Giù
14.  Algebra, No Idea(Purpose  – 2008) – Affezionata