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"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

domenica 23 febbraio 2014

Neve insanguinata

È il momento della tregua e del rinnovamento in Ucraina? La prudenza è d’obbligo in un paese che, fino all’altro ieri, aveva le strade principali invase dai cadaveri.
Il presidente filo-russo Yanukovich è scappato e una combinazione di forze popolari e istituzionali ha preso il controllo di Kiev.
Passi importanti se si pensa al bagno di sangue dei giorni scorsi che, con molta probabilità, si sarebbe potuto evitare con un intervento immediato e risolutivo dell’Europa.
Pochi giorni fa le responsabilità europee venivano richiamate con vigore dal filosofo francese Bernard-Henry Lévy: «Nella coincidenza delle immagini, tra le nevi di Sochi e il sangue di Kiev, c’è qualcosa che offende l’intelligenza e spezza il cuore: la festa olimpica è al culmine, mentre in Ucraina si svolgono i funerali del sogno europeo da parte di un popolo che in quel sogno crede. Da una parte c’è un Putin terribile che arma la mano di Yanukovich, dall’altra un Putin che si pavoneggia sulle tribune olimpiche. Resta pochissimo tempo per salvare l’onore. Un monito ai responsabili dell’Europa: lasciamo Sochi o almeno boicottiamo la cerimonia di chiusura. Due immagini, questa mattina del 19 febbraio, si accavallano nelle menti. L’immagine delle nevi immacolate di Sochi, solcate da emeriti sciatori applauditi dal mondo. Quella della neve insanguinata delle barricate a Maidan, la piazza dell’Indipendenza, a Kiev, da quando, nell’indifferenza universale, le unità speciali del potere ucraino hanno ricevuto l’ordine, con l’avallo di Putin, di dare l’assalto».
Adesso la partita diviene complessa dal punto di vista politico e diplomatico. Come sostengono gli esperti, Putin farà di tutto per tagliare gli aiuti economici e chi governerà, avvicinandosi all’Europa, dovrà chiedere un prestito all’FMI.
Pesa sul paese la minaccia di una secessione. Scrive Bernardo Valli su La Repubblica: «L’incognita risiede adesso nel saper come continuerà la “guerra non armata” tra russi e occidentali (europei e americani non divisi ma neppure uniti su questo problema). Putin ha promesso a Obama nelle ultime ore di non voler aggravare la situazione. Ed è presumibile che l’altro diretto interlocutore del leader russo. Angel Merkel, abbia ricevuto le stesse assicurazioni. Ma il ministero degli esteri russo ha fatto sapere al segretario di Stato che a suo avviso i ministri europei (il tedesco, il francese e il polacco) si sono lasciati ingannare dagli oppositori di Yanukovich, un alleato non troppo stimato dal Cremlino. Se la secessione ucraina si confermerà, i russi da un lato e gli europei e gli americani dall’altro, saranno messi alla prova. L’Ucraina pesa più del Kosovo e della Georgia».

Canzone del giorno: Blood on the Snow (2006) - Horse Feathers 
Clicca e ascolta: Blood....