nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

venerdì 13 novembre 2015

Tavola


Nel corso di un'udienza generale in Vaticano, Papà Bergoglio parla del comportamento delle famiglie quando si trovano a tavola. Dice che è meglio non tenere la tv accesa o imbambolarsi davanti allo smartphone quando, nel cosiddetto focolare domestico, ci si trova insieme per pranzare o cenare. Più precisamente il Papa sull'argomento si è espresso in questi termini: "Una famiglia che non mangia mai pasti insieme o a tavola non si parla o si guarda la televisione o lo smartphone è una famiglia poco famiglia. Quando i figli a tavola sono attaccati al computer, al telefonino e non si ascoltano tra loro... ecco questo non è famiglia è un pensionato". Valeria Braglieri su Il Giornale commenta commenta così le affermazioni papali: "Adesso ci sarà perfino chi proverà ad offendersi: ma perché non si occupa dei suoi palazzi, e della fine che fanno, o delle nefandezze che ci accadono dentro, o dei suoi cardinali (in qualche caso impresentabili), invece che dei nostri tinelli, delle nostre cene e nel nostro portarle faticosamente a termine a fine giornata, magari con l'ausilio della distrazione di un cellulare o di una televisore accesi? Come mai se ne occupa?! Se ne occupa perché è il Papa. Se ne occupa perché parla a chi ha deciso di ascoltarlo, se ne occupa perché i suoi palazzi, la fine che fanno e i suoi cardinali (in qualche caso improbabili), non interrompono la sua missione evangelizzatrice. Se ne occupa perché intanto si sta occupando (male, ma se ne sta occupando) anche degli immobili del clero e dei suoi imbarazzanti porporati. Perciò, se vogliono, si accomodino i fanatici del telecomando, i riottosi delle prediche papali. Se desiderano, hanno una cornucopia di reti televisive da cui attingere la qualunque, dottrine e parabole e approfondimenti di ogni genere: musulmani, atei, buddisti, nichilisti... (...) La testa nel piatto, o sul display o incollata a un video è per gente che non sa cosa dirsi. O come dirsi, che poi è lo stesso. Roba per anemici emotivi che hanno deciso di legare alla propria incurabile solitudine una manciata di innocenti. È roba per qualcosa che è il contrario di famiglia. Perciò sia benvenuto il Papa, nei nostri tinelli, o nelle nostre cucine a vista, o nelle nostre sale da pranzo. E ovunque sia in grado di interrompere un innaturale silenzio".

Canzone del giorno:  Liquid Lunch (2013) - Caro Emerald
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mercoledì 11 novembre 2015

Abbaiare

"Un mio amico ha un ottimo cane da guardia. 
A ogni rumore sospetto, lui sveglia il cane  e il cane comincia ad abbaiare".

                                     Renato Pozzetto




Canzone del giorno:  Dogs (2006) - Damien Rice
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lunedì 9 novembre 2015

Delilah

Gradevole sorpresa l’ascolto di Delilah, album d’esordio di Anderson East, artista ventisettenne di Athens, in Alabama.
In soli 33 minuti della durata del disco, le dieci canzoni proposte catturano con semplicità, grazie alla naturalezza della sua voce. 
Sonorità soul, impronta rhythm ‘n blues e grande immediatezza canora.
Nonostante la musica dell’album abbia radici lontane nel tempo, l’incisività del giovane cantante la rende fresca e di buon livello qualitativo.
Poche tracce ma buone. 
Un inizio accattivante con ritmo anni ’50, grazie a Only You, ballata ruffiana ma efficace per rompere il ghiaccio. 
Il prosieguo è ancora più interessante con l’atmosfera coinvolgente di Satisfy Me
La voce calda e fluida di Anderson East si evidenzia ancor di più nei brani più intimi come  What A Woman Wants  To Hear o Devil In Me. Malinconica ed efficace l'interpretazione di Lying in Her Arms.
Alcuni brani, inoltre, sono impreziositi dal piano eletterico o dal suono della sezione fiati.
Grande genuinità e padronanza di musica e testi.
Raffinato soul bianco per un album che stuzzica l’appetito musicale.

Canzone del giorno:  Satisfy Me (2015) - Anderson East
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domenica 8 novembre 2015

H2O

Massimo Bucchi, da Repubblica.it


















Canzone del giorno:  Water (2013) - Eric Burdon
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giovedì 5 novembre 2015

Isola

Il Corriere della Sera di domenica scorsa l'ha definito "il paradosso siciliano". 
Scrive Aldo Cazzullo che, nonostante alcuni siciliani (Mattarella, Grasso, Alfano) siano alla guida delle più alte cariche istituzionali, la Regione è assalita da vergognosi scandali e, come se non bastasse, i ritardi infrastrutturali sono divenuti cronici: "Parlare di tragedia non è eccessivo. L’ex governatore Cuffaro in galera per mafia. Il suo successore Lombardo sotto processo per mafia. Ma, quelche è peggio, l’alternanza politica non ha portato a un vero cambiamento nei costumi, nell’amministrazione, nella legalità. Le inchieste della magistratura stanno spazzando via la nuova classe dirigente dell’isola".
In questo contesto è interessante leggere un'articolo sull'argomento di Attilio Bolzoni di pochi giorni fa su Repubblica che evidenzia come, quando si parla di tangenti, c'è un filo che lega i padroni della Sicilia e i poteri di Roma.
Il giornalista è esplicito sin dalle prime righe: "Sono diventati padroni di tutto. E anche di tutti. Hanno ridotto la Sicilia in una sorta di schiavitù, signori e servi. Lo chiamano il califfato di Palermo. Eccola la classe dirigente dell'isola che, dieci anni fa all'incirca, si è presentata all'Italia per fare una "rivoluzione". Affari, affari, solo affari. Sotto la maschera c'è sempre stata una Cupola che sembrava intoccabile.
Oggi, dopo la conquista di un potere che - immutabile - è passato attraverso voti e apparati e commerci da Totò Cuffaro a Raffaele Lombardo e da Raffaele Lombardo a Rosario Crocetta, c'è un sistema che crolla. Si sta sgretolando sotto i colpi delle inchieste giudiziarie (e anche giornalistiche), si è fatto poltiglia fra mazzette e scandali mentre si allungano ombre su coperture politiche che partono dal governatore dell'isola e arrivano al ministro dell'Interno Angelino Alfano - amico fin dagli anni '90 del presidente della Rfi Dario Lo Bosco appena arrestato per tangenti e grande sponsor per l'Agenzia dei beni confiscati di Antonello Montante poi indagato per reati di mafia - , sfiorano al momento l'alta burocrazia, conducono al cuore di un dominio che ha governato la Sicilia con la corruzione e con la paura. Intorno ai nuovi padroni di Palermo ormai però c'è il vuoto. Arresti, investigazioni, libri mastri delle "stecche", pentiti di Cosa Nostra. Non sono casi isolati, episodio dopo episodio e nome dopo nome tutto torna".

Canzone del giorno:  Io vorrei che per te (2015) - Edoardo Bennato
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martedì 3 novembre 2015

Traditori

Si tratti di talpe, corvi o parenti di Giuda ben disseminati nelle stanze papali, una cosa è certa: il Vaticano ritorna ad essere tradito al suo interno e non è un bel vedere. All'interno delle mura papali dovrebbero stazionare più santi e meno peccatori, ma la storia insegna ben altro.
La situazione è più che mai complessa. Il giornale dei vescovi definisce l'accaduto come "Furto di fiducia" e il suo direttore Marco Tarquinio riassume così il tutto: "Non sappiamo dire se, alla fine, Lucio Angel Vallejo e Francesca Immacolata Chaouqui saranno riconosciuti colpevoli della grave slealtà verso il Papa e la Chiesa che avrebbe fatto di loro i protagonisti del nuovo "furto di fiducia" (e di documenti, e di parole) in Vaticano. 
Non abbiamo cioè ancora piena certezza della fondatezza dell’accusa che grava sul monsignore di curia e sulla consulente di comunicazione e marketing: aver "sporcato" il servizio a cui erano stati chiamati da papa Francesco nella Cosea, la ormai disciolta Commissione di studio sulle strutture economico-amministrative della Santa Sede. 
Ma sappiamo bene che dietro il portone di bronzo non si assumono di frequente, e a cuor leggero, provvedimenti come l’arresto. Il furto del resto c’è indubbiamente stato, e ha condotto alla pubblicazioni di libri che – oggi come ieri, comunque vengano presentati – sono un attacco alla Chiesa e all’azione di riforma del Papa: quella avviata ieri da Benedetto XVI e quella sviluppata con determinazione, ormai da quasi tre anni, da papa Francesco. Il metodo è il solito: alzare polveroni che confondono bene e male e fanno comodo soprattutto ai veri malfattori. Sappiamo anche che questo caso è ben diverso da quello del 2012. Stavolta niente è stato rubato direttamente al Papa. Ma ancora una volta una ferita cattiva è stata inferta a tutti i cattolici e anche a coloro che, con crescente rispetto, ascoltano la parola e seguono l’azione di papa Francesco. Ladri e ricettatori materiali, strateghi e grassatori (im)morali, faranno bene a rendersi conto che la Chiesa sa perdonare, ma il giudizio dei semplici è senza scampo".

Canzone del giorno:  The Traitor (1979) - Leonard Cohen
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domenica 1 novembre 2015

Playlist Ottobre 2015

1.      Roger Taylor, Happiness – (Happiness? – 1994) – Felice
2.      The Black Keys, Modern Times – (Magic Potion – 2006) – Adeguarsi
3.      Chuck Burry, Gun – (Back Home – 1970) – Armi
4.      Stadio, Gioia e  dolore – (Diluvio Universale – 2009) – Inside Out
5.      Hurts, Mercy – (Exile – 2013) – Misericordia
6.      Giuliano Palma, Una colpa – (Old Boy – 2014) – Colpe
7.      Tiromancino, Due destini – (La descrizione di un attimo – 2000) – Due
8.      Garth Brooks, Man Against Machine – (Man Against Machine – 2014) – Truccato
9.      Bon Jovi, Right Side og Wrong – (Bounce – 2002) – Pianificazione
10.  John Mayall, Ropes and Chains – (Find A Way To Care – 2015) – Find A Way To Care
11.  Supertramp, Just A Normal Day – (Crisis? What Crisis? – 1975) – Legale
12.  Harry Nilsson, I’ll Never Leave You – (Nilsson Schmilsson – 1971) – Transfuga
13. Earth, Wind & Fire, Imagination – (Spirit – 1976) – Immaginazione