nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

domenica 14 maggio 2023

Artificiale

Anche se negli ultimi tempi le cose sono un po’ diverse (ma non poi così tanto), nei decenni che ci stanno alle spalle abbiamo assistito a mutamenti delle nostre società così continui e sostanziali, così benefici e duraturi — perlopiù frutto congiunto dell’affermazione della democrazia e delle conquiste tecnico-scientifiche — da lasciare nella mentalità di noi tutti un’impronta duratura e fortissima. Ne siamo usciti quelli che siamo oggi: degli invincibili progressisti. Progressisti per sempre. Progressisti perché convinti, ad esempio, che la sola idea di opporsi al cambiamento, di voler conservare, siano idee sostanzialmente insensate (oltre che reazionarie, «di destra»). In particolare ci appare insensata l’idea che si possa rifiutare una qualunque cosa si presenti come il frutto del progresso tecno-scientifico: anche se oggi tale progresso sembra sul punto di prendere (o ha già preso) un orientamento significativamente diverso da quello precedente. Passando cioè da un progresso volto a rafforzare e ampliare le capacità umane (per dire: dalle capacità del sistema immunitario a quelle di calcolo) a un progresso in cui invece la tecno-scienza mira di fatto a sostituire tali capacità, a surrogarle (l’ingegneria genetica e l’intelligenza artificiale sono solo i due casi più clamorosi). Con il risultato, in prospettiva, di un vero e proprio superamento di quello che si potrebbe chiamare l’umano «naturale» a pro di un umano post-naturale, «artificiale». […] Per una fattura sbagliata, per protestare contro qualsiasi disservizio, per chiedere un’informazione, per un corriere che non ci ha trovato a casa, per prenotare ormai qualsiasi cosa, per parlare con qualsiasi ufficio, telefoniamo a un centralino. E qui comincia una vera odissea. Quello che ci risponde immediatamente è un disco. Il quale ci prospetta quattro o cinque opzioni da digitare, poi di seguito ancora una volta altre quattro o cinque, e magari la stessa cosa un’altra volta ancora. Se capiamo bene e siamo così bravi e pronti da scegliere sempre l’opzione giusta inizia regolarmente un’attesa snervante di tre, cinque, dieci minuti, un tempo potenzialmente illimitato durante il quale un disco ci ripete di continuo che «il primo operatore libero ecc. ecc…»; finché a un certo punto, novantanove volte su cento, con l’aria di farci un piacere saremo invitati «per non prolungare l’attesa…» ad andare sul sito «www.vattelapesca» e da lì proseguire il nostro viaggio verso il nulla. Nel nostro quotidiano rapporto con il mondo è sempre più raro, insomma, che ci sia una voce umana che ci ascolti quando dobbiamo avanzare una protesta o una richiesta. Il progresso e insieme l’ovvio interesse economico di non ricorrere a degli operatori in carne ed ossa ci sottrae ogni possibile interlocutore reale. Al suo posto ci viene imposto di rivolgerci a una macchina, di parlare al suo silenzioso fruscio, di cancellare dalle parole che pronunciamo ogni tratto personale, emotivo, nostro: di «stare ai fatti!» e basta. Sapendo peraltro di non poterci attendere alcuna risposta, costretti ad affidare l’esito di quanto stiamo dicendo a una entità imperscrutabile che non possiamo sapere se, quando, e come, prenderà in esame quella che di fatto assomiglia più che altro a una disperata supplica. […] Ecco a che cosa dovrebbe servire un partito conservatore, ecco il tipo di circostanze emblematiche a cui dovrebbe rivolgere la propria attenzione. Vietare che almeno in certi servizi al centralino risponda una voce registrata sembra un nulla, invece è moltissimo. Sarebbe l’affermazione che ancora viviamo in una società non disposta, in nome del progresso e del risparmio dei costi, a rinunciare alla propria natura umana.


Ernesto Galli della Loggia, Corriere della Sera (12/5/2023)


Canzone del giorno: I Surrender, Dear (1957) - Thelonious Monk
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venerdì 12 maggio 2023

La canzone del Parco

A che cosa pensano questi umani fragili?

A che cosa servono i miei rami stupidi?

A che cosa servono, se mi lascio prendere da pensieri inutili?

Posso solo esistere, in eterno vivere

Senza avere gli attimi degli amanti giovani, degli amori giovani.

A che cosa pensano questi umani fragili?


Baustelle, La canzone del Parco (2000)


Canzone del giorno: La canzone del Parco (2000) - Baustelle
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martedì 9 maggio 2023

Economia regale

Folle di turisti, perlopiù inglesi del Nord scesi a Londra ma anche stranieri arrivati apposta, affollano la Tube, la metropolitana della capitale: vogliono tutti assistere all’incoronazione di Re Carlo III, evento che capita una volta nella vita (e nel caso di Elisabetta II anche meno).  […] Ogni anno la Monarchia pesa per circa 80 milioni di sterline sulle tasche dei cittadini britannici. La cerimonia dell’incoronazione, seppur ridotta rispetto alla madre Elisabetta II, comporterà pure un extra costo, visto che non si tratta di spese ordinarie e ricorrenti, ma è un costo irrisorio. Agli inglesi la millenaria monarchia, iniziata ufficialmente nel 1066, costa 2,40 sterline all’anno per contribuente (esclusi neonati, bambini e indigenti). Il calcolo arriva dal centro studi “Uk in a Changing Europe”. Briciole che inoltre portano un beneficio enorme al paese: circa venti volte tanto gli 80 milioni iniziali. Re Carlo III è il nuovo sovrano della Gran Bretagna (e anche, giuridicamente parlando, capo di stato di al 14 nazioni del Commonwealth tra cui Canada e Australia), ma anche lui è un “dipendente” che riceve un salario. Il Parlamento di Westminster ogni anno versa una somma alla corona, per i suoi impegni pubblici come rappresentante del paese, il “Sovereign Grant”: per il 2023 è di 86,3 milioni di sterline, che vanno a finanziare, oltre alla corte, anche i quasi 500 dipendenti della Corona. […] Re Carlo III è il nuovo sovrano della Gran Bretagna (e anche, giuridicamente parlando, capo di stato di al 14 nazioni del Commonwealth tra cui Canada e Australia), ma anche lui è un “dipendente” che riceve un salario. Il Parlamento di Westminster ogni anno versa una somma alla corona, per i suoi impegni pubblici come rappresentante del paese, il “Sovereign Grant”: per il 2023 è di 86,3 milioni di sterline, che vanno a finanziare, oltre alla core, anche i quasi 500 dipendenti della Corona. Retrograda, fossile di un Ancien Regime ormai sepolto dalla Storia, casta di snob coccolati che conducono vite da sogno mentre i cittadini arrancano, emblema di ingiusti privilegi, la monarchia, seppur sempre più criticata (molto spesso a sproposito), rimane il miglior investimento che i taxpayer inglesi abbiamo mai fatto e possano ancora fare. A fronte di una manciata di sterline (nemmeno a famiglia, ma solo per contribuente), la monarchia alimenta un indotto ingente, che tiene in piedi l’economia e crea posti di lavoro indiretti: ogni anno, dal turismo ai souvenir, dalle visite ai palazzi reali alle mode che i reali lanciano, , si stima che la corna muova un indotto di 1,7 miliardi di sterline, secondo un calcolo di Brand Finance che risale al 2017. L’anno scorso i soli Windsor e Frogmore Cottage hanno totalizzato oltre 420mila visitatori: il biglietto costa 26 sterline. Nei negozi turistici, perlopiù gestiti da immigrati, una tazza con il volto del Re Carlo, costa 10 sterline. Da Fortnum&Mason, secolare “drogheria” di Piccadilly, la teiera dell’incoronazione, in fine porcellana, costa 160 sterline. Sabato prossimo Carlo sarà incoronato sovrano, ma il vero Re d’Inghilterra è il merchandising.

Simone Filippetti, Il Sole 24 Ore (3/5/2023)

Canzone del giorno: Sweetest Devotion (2015) - Adele
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sabato 6 maggio 2023

I.A.

Tutti citano l’intelligenza artificiale, ma viene un sospetto: parlarne è un artificio (intelligente?) per esorcizzare una presenza che ci spaventa. […] Dove stiamo andando? Risposta: nessuno lo sa, qualcuno prova a immaginarlo, molti rinunciano a capire: troppo faticoso. Non sanno neppure che la I.A. è già ampiamente utilizzata, quotidianamente. […]Lunedì, gli scienziati della University of Texas, ad Austin, hanno pubblicato uno studio sulla rivista Nature Neuroscience dal titolo «Ricostruzione semantica di linguaggio continuo da registrazioni cerebrali non invasive». In sintesi, i ricercatori hanno dimostrato che la I.A. riesce a tradurre i pensieri privati degli esseri umani analizzando risonanze magnetiche funzionali (fMRI), che misurano l’afflusso di sangue in differenti regioni del cervello. Flusso sanguigno cerebrale e attivazione neuronale, infatti, sono accoppiati. In altre parole: l’intelligenza artificiale è vicina a leggere il pensiero. Anzi, già lo fa, in maniera un po’ rozza. Per ora. […] Notizie così, riportate con evidenza dal New York Times, riusciranno a convincerci che la nostra vita è cambiata? Oppure neanche questo sarà sufficiente? La comprensione collettiva delle rivoluzioni tecnologiche e delle grandi invenzioni non è mai stata immediata. La storia è piena di esempi. Quanti maniscalchi hanno capito di dover cambiare mestiere, quando hanno sentito per la prima volta il rumore del trattore? Per tutto il XIX secolo, il commercio del ghiaccio, raccolto nei grandi laghi del Nord, ha rappresentato una voce importante dell’economia degli Stati Uniti. Le esportazioni andavano dai Caraibi fino all’India. Quando, all’inizio del Novecento, è arrivata la produzione industriale del ghiaccio, i raccoglitori (ice cutters) non hanno capito e non si sono arresi: hanno cercato lame migliori, imballaggi più efficaci, consegne più veloci. Niente da fare, ovviamente: l’industria ha stravinto. Illusione breve: presto è arrivato il frigorifero domestico.

Trasformazioni simili hanno colpito la fotografia digitale, la riproduzione video e musicale, la trasmissione di documenti, la telefonia: pellicole, Vhs, Dvd, fax e segreterie telefoniche fanno parte del nostro passato. Ma non tutti hanno capito subito, in tanti si sono illusi (passioni, abitudini e interessi tolgono lucidità). Anche quando internet è diventato un vocabolo di uso comune, a metà degli anni Novanta, pochi hanno capito l’impatto che avrebbe avuto. Molti hanno scambiato una rivoluzione per una moda, a proprio rischio e pericolo.

Sta accadendo di nuovo con l’intelligenza artificiale? L’impressione è questa. E poiché si tratta di un fenomeno ancora più pervasivo, non capire per tempo è rischioso. Davvero, come i maniscalchi e i tagliatori di ghiaccio, mentre cambia tutto, vogliamo pensare che nulla cambierà?


Beppe Severgnini, Corriere della Sera (3/5/2023)


Canzone del giorno: Wild Things Run Fast (1982) - Joni Mitchell
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giovedì 4 maggio 2023

Settimana lampo

La settimana-lampo dei parlamentari comincia il martedì mattina e finisce il giovedì pomeriggio. Dice: devono curare i loro collegi. Ma davvero, per dire, Claudio Lotito parte per Campobasso, Michela Vittoria Brambilla va a Gela, Marta Fascina prende l’aereo per Marsala, Ettore Licheri sale sul treno per Firenze, Alberto Bagnai si dirige a Chieti e Annamaria Furlan si imbarca sul Roma-Palermo? E soprattutto: che ci vanno a fare, visto che alla fine i seggi li assegnano i partiti?

Sebastiano Messina, Cucù - la Repubblica (30/4/2023)

Canzone del giorno: Alright For an Hour (1975) - Rod Stewart
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martedì 2 maggio 2023

Sono

Emilio Giannelli, da google.it

 








Canzone del giorno: I Am Woman (1971) - Helen Reddy
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lunedì 1 maggio 2023

Playlist Aprile 2023

 

1.       The Velvet Underground,What Goes On  (The Velvet Underground – 1969) – La Imbecillità artificiale

2.       Jackson Browne, Lights and Virtues  (World in Motion – 1989) – La Virtù

3.       Frank Sinatra, WhanIsThisThing Calle Love  (In The Wee Small Hours1955) – Album

4.       Bill Whiters, Family Table  (Making Music, Making Friends1975) – La felicità comincia a casa

5.       Samuel feat. Francesca Michielin, Cinema  (Brigata bianca – 2021) – Film al Cinema

6.       Peter Frampton, ChangingAll The Time – (Peter Frampton – 1994) – Nel mezzo

7.       Joe Cocker, Satisfied – (Unchain My Heart – 1987) – Due volte

8.       Ron, Sono un figlio – (Sono un figlio – 2022)  Poveri figli

9.       Metallica, King Nothing – (Load – 1996) – Un boss piccolo piccolo

10.    Carole King, Wishful Thinking – (Colour Of  Your Dreams – 1993) – Pensiero superfluo

11.    Leonard Cohen, The Partisan  (Songs from a Room – 1969) – La Resistenza

12.    Christina Aguilera, Bionic – (Bionic – 2010) – Vanità