nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

martedì 14 maggio 2024

Quadrilatero maledetto

Alcol, droga, velocità, farsi del male. È il quadrilatero maledetto in cui restano incastrati o schiantati troppi ragazzi. Un copione uguale coi soliti ingredienti: sui vent’anni, le solitudini di massa, il sabato notte, la discoteca, la velocità, l’alcol, il crack e le altre droghe. Colpisce la serialità di questi incidenti, la tragica prevedibilità, divenuta ormai una statistica monotona. Sono morti più ragazzi così negli ultimi trent’anni che per far l’Italia unita ai tempi di Curtatone e Montanara. Le guerre di indipendenza costarono meno delle guerre di dipendenza, più o meno tossica. La droga non fa più notizia ma colpisce più di prima, in aumento i decessi, l’uso di cannabinoidi sintetici e di nuove sostanze psicoattive; tipo fentanyl, la droga degli zombie. Sono migliaia i ragazzi che ogni settimana sfidano su strada e al chiuso Signora Morte, impermeabili alle raccomandazioni pubbliche e private, materne e paterne. Non con spavaldo coraggio ma con totale inavvertenza del pericolo, come se fosse un film, un video, una second life. E sono tanti i genitori e i nonni che a ogni notizia d’incidente hanno una fitta al cuore, aguzzano l’orecchio nella speranza di sentire i nomi di altri; non è lui, anche questa volta l’abbiamo scampata, questo giro ci è andato bene… E se non si conoscono ancora i volti e le generalità si corre in camera sua per vedere se c’è qualche traccia del ragazzo, per capire dai dettagli qualcosa della sua vita, delle sue follie, della sua malattia di vivere. La domenica a prima mattina si va in camera di lui, per capire se almeno alle cinque, alle sei si è ritirato. E loro incuranti di tutto, ma non perché più tosti, più duri ma al contrario, proprio perché più delicati, più fragili. […] Come aiutarlo senza dargliene l’idea? Lasciamo stare l’ossessione della sicurezza, la sindrome mammista della maglia di lana, la paura di mandarli in giro. Liberiamoci da queste umanissime viltà, accettiamo la sfida del mare aperto. Navigare necesse est. Arrivo a dire che preferisco per loro rischi migliori. Esplorazioni ardite, avventure di cielo, di mare e di montagna, partenze volontarie per una causa degna di vita, anche se all’apparenza non ce n’è nessuna che valga una vita. Preferisco scelte consapevoli di rischio per una ragione o una passione grande. Arrivo a preferire i ragazzi che partivano volontari in guerra. Meglio i morti per ardore di fede e di patria ai morti per velocità, fumo e depressione. Meglio martiri di un’illusione piuttosto che vittime automatiche di una nottata sfatta. Forse il rimedio è ridare incanto alla vita, smetterla di considerarla solo un fatto di contabilità, di successi e consumi. Forse la matrice ultima dell’autodistruzione è proprio quello che crediamo essere il rimedio. Consumando consumando, le dosi aumentano e alla fine c’è l’autoconsumo. Forse bisogna dare libera circolazione ai miti per evitare che i ragazzi ne seguano degli altri, infami, infimi e feroci. Grandi passioni estetiche, estatiche, religiose, letterarie, storiche, esplorative, di pensiero… Non il comodo miraggio della bella vita ma lo sforzo di vivere una vita bella. Ai figli estremi del vietato vietare non servono tanto i divieti. Provate invece a sfidarli sul loro terreno: non chiedete loro di passare dall’incoscienza alla prudenza, ma dall’incoscienza al coraggio. Su, coraggio, non tornate a casa. Rendete la vita un’avventura degna di essere vissuta.

Marcello Veneziani, Panorama (5/5/2024)

Canzone del giorno: Road to Hell (1997) - Bruce Dickinson
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domenica 12 maggio 2024

Povero munno

Povero munno (2016)

N'copp' a sta terra, terra e giustizia,

tutt' currier, puttan' e vizie

n'c'è sta nu munno ca è fatto e vizie,

primmo se mangia e po te ranno o giudizio.

N'copp' a sta terra, terra e illusione

stanno appiccianno tutt' e passione,

Senza canoscere a vera ragione

mettono a riscio

stu poco d'ammore.

Povero munno, povero munno,

povero munno, ca nun trova a verità.

Povero munno, povero munno,

povero munno, ca nun trova a libertà.

Povero munno, James Senese & Napoli Centrale (testo di Enzo Gragnaniello)


Canzone del giorno: Povero munno (2016) - James Senese & Napoli Centrale
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giovedì 9 maggio 2024

Inquinamento politico

Fare politica è costoso, un po' dappertutto. Richiede un investimento iniziale, ma anche da alimentare periodicamente, non piccolo: tempo, energie e denaro. La tanto, troppo sbandierata "passione" è importante, aiuta nei momenti difficili, ma non è mai sufficiente. Fare politica può anche essere un modo per arricchirsi: fama, prestigio, riconoscimenti, persino soddisfazioni quando si ha la capacità e la possibilità di formulare e attuare politiche che giovano a una comunità, agli elettori, al sistema politico, sodale, economico (la Nazione?). Anche senza conoscerne le preziosissime teorizzazioni, molti concordano con Max weber. Magari la distinzione fra vivere per la politica e vivere di politica è troppo drastica. Certamente, però, Weber non pensava affatto e non avrebbe in nessun modo condonato chi, volendo vivere di politica, avesse utilizzato qualsiasi suo ruolo per estrarre illecitamente vantaggi personali, anche ricorrendo alla corruzione, dalle sue attività. "Politici d'affari" "Politici d'affari" fanno la loro comparsa in molti sistemi politici, non necessariamente in tutti. Nei regimi autoritari, la corruzione è insita, quasi la norma. La si scoperchia non appena cambiano i governanti. Nelle democrazie le differenze fra sistemi sono notevoli. Possono derivare sia dalle strutture: istituzioni, burocrazia, partiti, sia dalle mentalità più o meno disponibili ad accettare qualche dose di corruzione. Quindi, nei casi di frequente e diffusa corruzione in politica, non è sufficiente guardare esclusivamente alla politica, ma anche ai valori della società e relativi comportamenti. La reazione sdegnata della società italiana, ancorché nient'affatto unanime, e le inchieste della magistratura, a partire da Mani pulite portarono a una situazione nella quale la corruzione politica sembrava potesse diventare un fenomeno marginale, limitato. Di recente, invece, hanno fatto la loro comparsa casi gravi da Bari a Torino, in Sicilia e altre fattispecie (anche di ministri e sottosegretari, il conflitto di interessi è intrinsecamente portatore di corruzione), da ultimo, ieri, in Liguria dove si ipotizza una rete ampia e diversificata, quasi un sistema, che coinvolge Giovanni Toti, il presidente della regione Liguria e numerosi operatori economici anche di vertice. Per mia salvezza personale, mi cautelo subito con l'espressione "la giustizia faccia il suo corso" e completo "massima fiducia". L'orologio della giustizia funziona come può, ma gira, gira costantemente. Uomini e, in misura minore, donne, forse perché sono numericamente meno presenti e meno potenti, corrotti/e se ne trovano dappertutto, ma con enormi differenze fra paesi: quasi assenti in Scandinavia e limitati nei sistemi anglosassoni tranne che negli Usa, già non più "anglosassoni", come tutte le ricerche riscontrano e documentano. In qualche caso a tener bassa la corruzione serve il controllo politico e sociale: partiti che la ripudiano e sistematicamente escludono chi è incline a praticarla; elettori informati e indignati che la puniscono con il voto; mass media che la raccontano senza sconti e senza favori (favoreggiamenti). In altri, è l'ambiente circostante che ne rende intollerabile il costo non solo politico: esclusione rapida e definitiva dalle cariche, ma anche reputazionale: messa al bando con vergogna da qualsiasi attività pubblica. In Italia, c'è molto da fare su entrambi i terreni, a cominciare dalle interazioni sociali di partenza, in famiglia, nelle scuole, fra gruppi di pari. Coloro che corrompono e coloro che si lasciano o addirittura si fanno corrompere non sono "furbi". Sono malfattori le cui attività inquinano la vita di tutti, violano qualsiasi principio etico, mettono le fondamenta, costruiscono e perpetuano l'ingiustizia sociale. Questo è l'altissimo costo della corruzione, soprattutto quella politica.

Gianfranco Pasquino, Domani (8/5/2023)

Canzone del giorno: Passion (1980) - Rod Stewart
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martedì 7 maggio 2024

Ingiustizia

L'italiano è mosso da un bisogno sfrenato di ingiustizia.

Ennio Flaiano (1910 – 1972) – Diario degli errori (1976)


Canzone del giorno: Salve sono la giustizia (2000) - Nomadi
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sabato 4 maggio 2024

All'altezza dei fiori

All’altezza dei fiori


Canzone del giorno: Where Have All the Flowers (1955) - Pete Seeger
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giovedì 2 maggio 2024

Sicurezza sul lavoro

Nico Comix, da google.it

















Canzone del giorno: Dirty Work (1972) - Steely Dan
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mercoledì 1 maggio 2024

Playlist Aprile 2024

     1.      Antony and the Johnsons, One Dove – (The Crying Light – 2009) – La colomba

2.      The Vaughan Brothers, Telephone Song – (Family Style – 1990) – Rimossi

3.      Diodato, Di questa felicità – (Cosa siamo diventati – 2017) – Possibilità di felicità

4.      Coez, Le parole più grandi – (Niente che non va – 2015) – La Guerra delle parole

5.      Kings of Leon, A Wave – (When You See Yourself – 2021) – Saper disinnescare

6.      Bad Religion, Mediocre Minds – (No Substance – 1998) – Mediocre

7.      Shinedown, Enemies – (Amaryllis – 2012) – Due nemici

8.      Uriah Heep, Echoes in the Dark – (The Magician’s Birthday – 1972) – Echoes in the Dark

9.      Pearl Jam, Indifference – (Vs – 1993) – Accade in Iran

10.   Lenny Kravitz, Stillness of Heart – (Lenny – 2001) – Buon ascoltatore

11.   Marillon, The Great Escape – (Brave – 1994) – La fuga

12.   Gary Moore, Who Knows (What Tomorrow May Bring)? – (Scars – 2002) – Export militare

13.   Charley Pride, Old Photographs – (Amazing Loves – 1973) – Rullini