nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

sabato 30 gennaio 2016

Disturbi



"Le statistiche sanitarie dicono che un una persona su quattro soffre di qualche disturbo mentale.
Pensa ai tuoi tre migliori amici, se loro sono a posto, quella persona sei tu".

                Rita Mae Brown, scrittrice e sceneggiatrice statunitense



Canzone del giorno:  Look At Yourself (1971) - Uriah Heep
Clicca e ascoltaLook....

mercoledì 27 gennaio 2016

Post Scriptum Film


Il ponte delle spie

DURATA: 141'
USCITA: 
Muri e ponti nella vita di un uomo "tutto d'un pezzo". L'avvocato Donovan si ritrova catapultato, in piena "guerra fredda", per le strade innevate di Berlino e forte della sua solidità morale riesce nell'impresa, tutt'altro che facile, di negoziare il rilascio di un pilota americano in mani dell'Unione Sovietica e convincere le autorità filo-comuniste berlinesi a liberare uno studente statunitense arrestato per spionaggio dalla polizia della Germania dell'Est.
Il ponte delle spie, il nuovo film di Steven Spielberg, ruota attorno alla magistrale interpretazione di Tom Hanks che, con naturalezza, fa brillare la personalità di Donovan che ben s'inserisce in ogni accadimento di una spy story basata su fatti realmente avvenuti fra il 1957 e il 1961. La sceneggiatura originale di Matt Charman è arricchita dall'intervento dei fratelli Coen. Quanto basta per lasciarsi andare alla piacevolezza di 141 minuti di cinema vecchia maniera fatto di spie, tensione ben costruita, vicende giudiziarie, macchinazioni e prelibatezze varie per gli amanti del genere.
Fra Brooklyn e New York, la prima parte del film è tutta concentrata sulla cattura e sul processo a Rudol Abel (superbamente interpretato da Mark Rylance), accusato di essere una spia sovietica. Garantire all'accusato un equo processo e non portarlo in poche mosse verso una sentenza favorevole alla sua eliminazione sulla sedia elettrica, divengono un punto fermo per l'avvocato Donovan in difesa della Costituzione americana.
Più vibrante e intensa la seconda parte che si svolge in una Berlino fredda e austera, impegnata a ergere il famoso muro simbolo della cortina di ferro.  La fermezza e l'integrità morale di Donovan si accentuano in terra tedesca e servono a ricordarci che per essere fieri di noi stessi e del nostro sistema occidentale, si deve reagire ad ogni atto terribile con responsabilità e continuare a tenere saldi i nostri valori più profondi.

Canzone del giorno:  Across The Bridge Where Angels Dwell (1982) - Van Morrison
Clicca e ascoltaAcross....

lunedì 25 gennaio 2016

Unioni


L'attrice Pamela Villoresi interviene sul Corriere della Sera sull'argomento delle unioni civili in qualità di nonna di una cosiddetta "famiglia arcobaleno": "Io sono la nonna di una bambina meravigliosa, amatissima, concepita grazie ad un donatore volontario, in Danimarca. L’ha partorita la compagna di mia figlia e anche se ieri non ho potuto partecipare a una delle tante manifestazioni nelle piazze italiane, con il cuore è come se ci fossi stata. Mia figlia e la sua compagna vorrebbero sposarsi ma non possono. In caso di lite e di separazione (capitano purtroppo, no?!?), mia nuora non può vantare nessun aiuto economico, mia figlia e noi tutti, zii e nonni, non abbiamo nessuna tutela: la bambina potrebbe scomparire dalla nostra vita da un giorno all’altro; per lo Stato italiano non esistiamo. Eppure siamo tanti in questa situazione, decine di migliaia. Ogni anno nascono sempre più bambini nelle famiglie arcobaleno, e l’associazione che le riunisce cresce di mese in mese. E poiché abbiamo gli stessi doveri degli altri, reclamiamo gli stessi diritti. (...)
Ho riflettuto molto su alcune delle obiezioni che sono emerse da quando è iniziata questa gravidanza, quelle che mi avevano colpito di più recitavano: «Che diritto avete di togliere un padre alla bambina?» Ma nessuno toglie un padre, quel padre semplicemente non c’è; milioni di bambini nel mondo sono cresciuti dalle donne … vedove, separate, abbandonate, ragazze involontariamente madri etc., perché discriminare chi sceglie di esserlo in piena coscienza? (...) Io ho una figlia adottata ed io e mio marito siamo i suoi genitori. Nemmeno lei conosce il padre biologico (nemmeno la madre biologica se è per questo), ma ha una bella vita, piena di affetto e soddisfazioni, ha un lavoro che le piace, tanti amici ed un compagno che ama: è felice. (Non dovrebbe esserlo, allora?) Lei è tutelata dalla legge anche per l’eredità che le arriverà un giorno e tutto il resto. Perché mia nipote non può esserlo? Perché una persona che quotidianamente accudisce e cresce un bambino, col suo compagno o compagna, non può avere i diritti di un altro genitore adottivo?".

Canzone del giorno:  Let's Stay Together (1972) - Al Green
Clicca e ascoltaLet's Stay....

sabato 23 gennaio 2016

Malimortaccitua

"Malimortaccitua. Detto con affetto, ci mancherebbe. L’esclamazione che chiama in causa l’onorabilità degli affetti venuti a mancare all’interlocutore a Roma è sempre stata più una manifestazione di ammirazione e affetto che un vero insulto. Non puoi davvero sostenere di essere benvoluto da qualcuno all’interno del grande raccordo anulare se questi non ti ha mai rivolto questa pernacchia verbale dalla metrica giottesca, che prevede nella sua versione a denominazione d’origine protetta la seconda «a» allungata, strascicata, come si dice a Roma. Nell’edizione integrale o nei suoi bignamini mortaccitua, taccitua, citua e l’ellittico e sgomento malimorté, che quasi meriterebbe di concludere una versione alla pajata del motto dei rivoluzionari francesi: liberté, égalité, malimorté. Non c’è nulla come questo esasillabo cinematografico a riassumere la metamorfosi dolente di Roma (l’unica città al mondo – crediamo – in cui esiste un ristorante, La Parolaccia, dove l’insulto è compreso nel prezzo: gli avventori vanno a rimpinzarsi e a farsi riempire di contumelie dai camerieri- attori, i turisti vanno in visibilio) e della romanità. Dove la gravità esibita faceva parte del folklore locale, dove l’invettiva e l’insulto scioglievano qualsiasi conflitto in un cinismo bonario, ora invece è solo cattiveria, aggressione, un Romanzo Triviale. Ora il romano incattivito se ti insulta perché non sei scattato al verde lo fa sul serio. E i mortacci sono zombie vernacolari e scurrili, in fila sul Muro Torto".

                                       Andrea Cuomo, Il Giornale del 13/1/2016

Canzone del giorno:  Fuck It (I Don't Want You Back) (2004) - Eamon
Clicca e ascoltaFuck It....

mercoledì 20 gennaio 2016

Contrapposizioni

Risuonano gli scontri fra i candidati alle elezioni presidenziali americane che si terranno a novembre.
Il successore di Barack Obama sarà il 45° Presidente degli Stati Uniti e nei prossimi dieci mesi dibattiti, comizi e, principalmente,  primarie nei vari Stati, avvieranno la macchina complessa del sistema elettorale americano.
Il giornalista dell’Espresso Alessandro Gilioli interviene sull’argomento nel suo Blog “Piovono Rane” partendo da un’accusa che il Wall Street Journal ha di recente lanciato contro il Presidente Obama, reo di aver  “diviso gli americani più che negli anni Sessanta”, poiché da un lato i Repubblicani appaino sedotti dai modi zotici di Donald Trump mentre in casa dei democratici il socialista Sanders insidia Hillary Clinton.
Scrive Gilioli: “È curiosa, questa cosa: per tanti anni noi europei abbiamo guardato con sufficienza alla competizione politica americana, considerando al limite dell'impercettibile le differenze tra i candidati repubblicani e democratici, mentre noi avevamo robuste contrapposizioni ideologiche tra destra e sinistra. Adesso sembra quasi che sia il contrario: in Europa centrodestra e centrosinistra sono ormai indistinguibili (e spesso governano insieme, dalla Germania all'Italia) mentre negli Usa c'è addirittura la possibilità che nel prossimo novembre, per la Casa Bianca, si confrontino due "radicali" oppostissimi tra loro. È solo una possibilità, appunto, e probabilmente alla fine prevarrà la moderata Hillary, né troppo destra né troppo sinistra, tutto di nuovo nei ranghi, per la gioia dell'establishment e del suo quotidiano di riferimento. Però è interessante.
Interessante come due outsider che rappresentano due Americhe diversissime tra loro siano al momento l'oggetto di attenzione maggiore del dibattito politico; interessante come il confronto-scontro tra questa destra e questa sinistra avvenga su concretissime questioni sociali ed economiche (redistribuzione, tasse, occupazione, welfare, casa, salute, ambiente etc); interessante come proprio nel Paese in cui non hanno mai preso piede le ideologie (specie quelle più tetragone come fascismo e comunismo) il confronto politico torni a misurarsi in modo limpido e chiaro su destra e sinistra, con valori opposti, linguaggi opposti e proposte opposte.  Viene il dubbio che da noi siamo ancora in una fase di sbornia postideologica. In cui dobbiamo farci perdonare da noi stessi per aver creduto in sistemi di pensiero troppo chiusi, allora esageriamo un po' con il pensiero liquido, il cerchiobottismo e soprattutto il larghintesismo senza più alcun colore. E viene il dubbio che - guariti dalle ideologie troppe sistematiche ma anche dalla notte in cui tutti i gatti sono bigi - alla fine riemerga il confronto tra destra e sinistra: duro, ideale ma concreto, con interpreti che a torto o ragione comunque credono a quello che dicono, anziché usare destra e sinistra come stinte e vuote etichette intercambiabili”.

Canzone del giorno:  In cosa credi (Le nostre piccole armi) (2012) - Pacifico feat. Manuel Agnelli 
Clicca e ascoltaIn cosa....

lunedì 18 gennaio 2016

Libertà


"La libertà è il diritto dell'anima di respirare".


                 dal film Will Hunting - Genio ribelle (1997) - regia di Gus Van Sant




Canzone del giorno:  Think (1968) - Aretha Franklin
Clicca e ascoltaThink....

domenica 17 gennaio 2016

Accordi

L'Agenzia internazionale dell'energia atomica conferma che l'Iran ha rispettato l'accordo sul nucleare e, quindi, le sanzioni imposte nel 2010 da Onu, Stati Uniti e Unione Europea saranno progressivamente cancellate. 
Sul Corriere della Sera Paolo Valentino traccia il nuovo scenario nella complicata vicenda dei rapporti fra l'Iran e il resto del mondo: "Sono state sufficienti poche ore per avere la dimostrazione plastica di quale potenziale politico ed economico racchiuda in se l’accordo sul nucleare iraniano, che ieri ha avuto il suo battesimo del fuoco a Vienna. Prima ancora che l’Agenzia per l’Energia Atomica rendesse pubblico il rapporto che certifica l’adempimento da parte di Teheran delle condizioni dell’intesa, innescando la fine delle sanzioni economiche occidentali al regime persiano, due notizie hanno catturato l’attenzione di tutti i media mondiali: la liberazione di 5 americani detenuti in Iran, fra i quali il collega del Washington Post Jason Rezaian e l’annuncio del ministero dei Trasporti iraniano che Teheran acquisterà 114 aerei di linea da Airbus. I dettagli del contratto, una delle più grandi commesse nella storia del consorzio europeo con un valore di oltre 10 miliardi di euro, verranno messi a punto non appena l’embargo sarà formalmente terminato". (...) "Certo, il ritorno dell’Iran a pieno titolo nella comunità internazionale potrebbe rovesciare l’intero equilibrio geopolitico della regione. Offre ai Paesi occidentali un nuovo, importante attore nella lotta al terrorismo sunnita e nella soluzione delle crisi che la destabilizzano causando la fuga di milioni di profughi verso l’Europa. Molto però dipende anche dall’esito della partita interna in corso a Teheran, dove i duri e puri del regime non perdono occasione per attaccare la leadership di Hassan Rouhani e del suo ministro degli Esteri, Mohammad Javad Zarif, che hanno voluto fortemente l’accordo in nome della salvezza economica del Paese". (...) "Ancora più esplosivo sul piano globale potrebbe essere l’impatto economico dell’andata a regime dell’accordo nucleare. Ammontano infatti a quasi 100 miliardi di dollari i fondi congelati nelle banche internazionali di cui l’Iran tornerà a disporre nei prossimi mesi".

Canzone del giorno:  Amici mai (1991) - Antonello Venditti
Clicca e ascoltaAmici mai....