nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

martedì 16 luglio 2013

Talk Show

In attesa di sapere cosa accadrà, nel nostro Paese, il 30 luglio durante l'udienza Mediaset, faremo a meno, prima di arrivare alla data fatidica, del supporto e dei commenti dei talk show televisivi. Con l'estate gli italiani si allontanano dagli schermi casalinghi e un momento così cruciale (ma è poi veramente così cruciale?) della vita socio-politica nazionale non sarà accompagnato da dibattiti e sondaggi che normalmente caratterizzano tutti i palinsesti.
I talk show, frutto di mille polemiche, sono ritenuti, in taluni casi, diseducativi a causa del tenore del dibattito che producono, delle urla costanti, delle continue interruzioni.
In ogni caso, urla a parte, è sempre meglio trovarsi accerchiati dai talk show che abitare in un paese privo di dibattiti e confronti. A volte intrisi di ideologia, non sempre corretti, spesso scadenti, i talk rappresentano, pur sempre, una risorsa civile. Meglio non disprezzarli del tutto, anche se un bel po' di "disintossicazione" estiva non guasta, ricordando l'acuta differenziazione fra i generi che ha fatto, di recente, il critico Aldo Grasso: "i modelli del talk sono tre e di lì non si scappa: c’è quello «urlato», che si fonda sulla rissa, sui pregiudizi e su un conduttore demagogico; c’è quello più salottiero, che si fonda sullo scambio di opinioni e sulla grande presunzione che gli ospiti abbiano qualcosa da dire; c’è infine, ma è il più raro, quello di approfondimento, capace di trascinare lo spettatore in un percorso di conoscenza".

Canzone del giorno: Talk (2005) - Coldplay
Clicca e ascolta: Talk....

sabato 13 luglio 2013

Libero mercato


"Non sarai tanto ingenuo da credere che viviamo in una democrazia, vero Buddy?
È il libero mercato".

Gordon Gekko (Micheal Douglas), Wall Street (1987) - Oliver Stone




Canzone del giorno: Cara democrazia (2006) - Ivano Fossati
Clicca e ascolta: Cara....

mercoledì 10 luglio 2013

Piangere

Continua imperterrita l'onda di arrivi di migranti sulle coste di Lampedusa.
Uomini, donne e bambini ammassati sui barconi provenienti dal territorio africano e diretti verso uno spicchio d'isola ritenuto una vera e propria terra promessa per tanti diseredati.
Il Papa ha fatto una scelta fortemente simbolica, approdando, come suo primo viaggio fuori dalle mura vaticane, sull'isola di Lampedusa. Con la sua preghiera rivolta alle tantissime vittime di questi viaggi della speranza, ha cercato di scuotere le coscienze di tutti: "la globalizzazione dell’indifferenza ci rende tutti “innominati”, responsabili senza nome e senza volto".
Probabilmente non ha tutti i torti chi sostiene che esiste una palese differenza fra la predicazione religiosa e gli interventi politici che uno Stato deve attuare per amministrare un fenomeno così complesso e drammatico. Non si può, però, negare che ci ritroviamo dinanzi a un dramma contemporaneo che, in questi anni, non sempre è stato gestito con la giusta determinazione dal nostro Governo e che meritava, inoltre, un maggiore coinvolgimento dell'Europa come entità politica.
Così non è avvenuto e gli errori sono stati tanti e progressivi. Il Papa si chiede di chi sia la responsabilità del sangue versato da tanti esseri umani e pone l’accento su come, ormai, "abbiamo perso il senso della responsabilità fraterna, guardiamo il fratello mezzo morto sul ciglio della strada, pensiamo poverino e continuiamo per la nostra strada”. 
Chi ha pianto, si chiede ancora, “per la morte di questi fratelli e sorelle? Chi ha pianto per queste persone che erano sulla barca? Per le giovani mamme che portavano i loro bambini? Per questi uomini che desideravano qualcosa per sostenere le propri famiglie? Siamo una società che ha dimenticato l’esperienza del piangere, del “patire con”: la globalizzazione dell’indifferenza ci ha tolto la capacità di piangere!".



Canzone del giorno: Cry Baby (1971) - Janis Joplin
Clicca e ascolta: Cry....

domenica 7 luglio 2013

Smarrimento

La rubrica si chiama La parola da salvare.
Ogni lunedì su Il Fatto Quotidiano c’è chi riassume, in poche righe, pensieri e sensazioni che hanno a che fare con un termine prescelto.
Nel corso di queste settimane c'è chi ha preferito scegliere la parola Pigrizia e c'è chi, invece, ha dedicato la sua attenzione, ad esempio, alla parola Follia.
Lunedì scorso il critico cinematografico (nonché scrittore) Giovanni Bogani, ha deciso di scegliere la parola "Smarrimento": "Posso scegliere tra tutte le parole... Ma posso sceglierne soltanto una. Come un bambino in una pasticceria, come un uomo in un’agenzia di viaggi, di fronte alla mappa del mondo. E allora, penso alle parole che detesto: “piuttosto che”, usato per dire “così come”. E all’aria chic di chi lo dice. E poi, penso alle parole che amo. Che ho sempre amato. Non tutte sottovalutate: viaggio, silenzio, tempo. Sguardo. Segreto. Dolore. E ancora, parole antiche: lealtà, curiosità, dovere. E l’ultima, smarrimento".
C'è qualcuno di noi che può alzare la mano e dire, oggi, di non ritenersi smarrito.
Una sensazione di smarrimento ci confonde le idee e, spesso, non ci permette di essere lucidi: "palline sparate in cielo da un destino impazzito".
Come nel famoso brano dei Pink Floyd, non siamo altro che delle anime perse, che nuotano in una boccia per pesci (We're just two lost souls /swimming in a fish bowl). Siamo disorientati, ma il nostro vagare incerto e buffo può rappresenterà anche un momento indispensabile per carpire la giusta direzione e trovare beneficio in molti attimi di smarrimento: "Siamo smarriti, perché da tanto tempo non c’è più nessuno a dirci che cosa fare. Perché i nostri genitori sono morti, o si sono fatti più piccoli, bambini. Perché gli uomini politici non sono più barbosi, in giacca di taglio antico, con gli occhiali spessi e un sacco di cose che sapevano più di noi. Adesso sono come noi, affondati negli stessi dubbi, nella stessa sprovvedutezza. Siamo smarriti perché nessuno ci ha spiegato per bene come uscire dalla crisi, se dalla crisi si potrà uscire. Siamo smarriti, e in questo smarrirci ogni tanto ci appare, epifania impensabile, un attimo di bellezza, un grumo di amore, un barlume di sogno, la nota di una canzone, un riflesso di speranza. E tanto ci basta. E forse la felicità è questa: nello smarrimento, trovare un attimo per sorridere alla convulsa armonia del mondo. Danzare la danza delle cose, senza sperare di capirla, mai".



Canzone del giorno: Wish You Were Here (1975) - Pink Floyd
Clicca e ascolta: Wish....

giovedì 4 luglio 2013

Assicurazione


L'Espresso è ritornato sul delicato argomento delle vetture senza polizza che circolano nel nostro paese.
La percentuale di auto, camion e moto che viaggiano senza copertura assicurativa, ė aumentata in modo esageratamente progressivo. A Milano, ad esempio, ogni cinque veicoli fermati dalla polizia, uno non risulta assicurato e c'è da scommettere che il dato è ancora più preoccupante nel resto della penisola.
La quota é quasi raddoppiata nel corso degli ultimi due anni e non si tratta soltanto di persone sprovvedute o dei sempre presenti farabutti di ogni risma che "decidono di fare i furbi e osare con l’ultima evoluzione del mercato della contraffazione: si procurano contratti falsi, per ingannare altri automobilisti in caso d’incidenti o spesso beffare anche i controlli".
Sono sempre più numerosi, infatti, coloro che rischiano poiché non possono permettersi economicamente di rinnovare il tagliando: “La recessione fa crollare il numero di immatricolazioni, ma le polizze diminuiscono in proporzione ancora più alta. E non è solo questione di falsi o pirati: molti lasciano la vettura ferma nel parcheggio perché non possono più fronteggiare le spese”.
Le stime dell’Aci sono veramente preoccupanti: per le nostre strade e autostrade si muovono 3 milioni di vetture senza polizza! Ogni 12 auto si ritiene che una di queste sia sprovvista di contratto assicurativo.
Sono necessari (e improrogabili) dei rigidi provvedimenti e delle variazioni del codice della strada che permettano un maggiore controllo della regolarità assicurativa degli autoveicoli in circolazione.

L’inchiesta di Michele Sasso evidenzia la gravità delle conseguenze: “spesso chi non è in regola scappa dopo aver provocato un incidente. Sono 21 mila gli indennizzi del Fondo di garanzia per le vittime della strada causati da veicoli senza copertura: un aumento del 40 per cento in 12 mesi. Il danno economico di chi non paga è un danno per tutti, soprattutto per gli automobilisti in regola che con la loro polizza assorbono anche i costi dei non assicurati”.
Bisogna ricordare, inoltre, che le polizze vigenti nel nostro paese sono le più costose d’Europa: il doppio rispetto a Francia e Portogallo mentre superano quelle tedesche dell’80 per cento.


Canzone del giorno: Assurance (2007) - Hurt
Clicca e ascolta: Assurance....

mercoledì 3 luglio 2013

Slitta


Emilio Giannelli, da Corriere.it
























Canzone del giorno: Sled Ride (2010) - Buckethead
Clicca e ascolta: Sled....

lunedì 1 luglio 2013

Playlist Giugno 2013

1.      David Gilmour, Take a Breath – (On an Island 2006) – Dignità
2.      The Coronas, Write To Me – (ThCloser To You – 2011) – Scrivere
3.      Jefferson Airplane, Solidarity – (Jefferson Airplane - 1989) – Solidarietà
4.      Alanis Morissette, Offer – (Feast on Scraps - 2002) – Proposte
5.      Tom Baxter, Miracle – (Skybound - 2008) – Sboom
6.      Joss Stone, Security – (Mind Body & Soul - 2004) – Usato
7.      Syria, Mi consumi – (Le mie favole - 2002) – Propensione
8.      Freddie King, Palace Of The King – (Getting Ready - 1971) – Re nudo
9.      David Bowie, The Stars (Are Out Tonight) – (The Next Day - 2013) – The Next Day
10.  DIIV, Air Conditioning – (Oshin - 2012) – Condizionata
11.  Plus One, Poor Man – (Exodus - 2003) – Povero
12.  Gianna Nannini, Aria – (Aria - 2002) – Aria
13.  Lisa Loeb, Probably – (The Way It Really Is – 2004) – Probabilmente
14.  Athlete, Wild Wolves – (Black Swan – 2009) – Lupi