nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

venerdì 13 novembre 2020

Idee chiare


Le idee chiare e precise sono le più pericolose, perché allora non si osa più cambiarle.

André Gide (1869 - 1951)



Canzone del giorno: Una buona idea (2012) - Niccolò Fabi
Clicca e ascolta: Una buona....

mercoledì 11 novembre 2020

That is the job

Per quanto ancora da certificare, e tuttora al centro dello stress test da parte del presidente Trump, il risultato delle presidenziali sembra chiaro. Gli elettori hanno votato e hanno scelto a maggioranza di puntare sull’ordinario, tornare alla normalità e dare di nuovo corso alla dimensione più prosaica e banale della politica. Dopo aver sperimentato quattro anni di stravaganza travestita da straordinarietà, dunque è il ritorno all’ordinario ad apparire straordinario. La presidenza eccentrica dell’outsider miliardario, costellata di eccessi, gradassate e intemperanze, cede il passo alla normalità; lo scontro permanente scompare dietro l’appello alla moderazione e al confronto civile. Con la sconfitta del tycoon alla testa di un impero immobiliare del lusso che è riuscito ad accreditarsi come paladino del popolo ignorato dalle élite, come fautore del riscatto dei ceti medi schiacciati dalla globalizzazione, dando luogo a un’informalità tanto spinta da risultare capricciosa, e a volte persino inconcludente, è il ritorno alla normalità a risultare eccezionale, è l’omaggio alla Costituzione a risultare rivoluzionario, è la tradizione a segnare l’innovazione. Per cogliere la svolta e immaginarne la portata basta citare i due discorsi tenuti in questi giorni da Joe Biden. Il politico di lungo corso che trent’anni fa fu il più giovane degli eletti al Senato e che oggi, a quasi 78 anni, si ritrova ad essere il più vecchio, oltreché il più votato (74 milioni di voti), dei presidenti americani, ha usato poche ma sentite parole per definire il senso del suo mandato. Nel primo discorso, pronunciato la sera dopo il voto, mentre da tutto il mondo si seguivano i conteggi in diretta tv, l’ex vicepresidente ha offerto una “job description” del suo nuovo incarico: «Lo scopo della nostra politica non è uno stato di guerra totale, permanente e infinito, no, lo scopo della nostra politica non è di attizzare i conflitti, ma di risolvere i problemi, garantire la giustizia, dare a tutti la possibilità di migliorare la propria vita. Possiamo essere oppositori, ma non siamo nemici. Siamo americani. Lasciamoci dietro le spalle la rabbia e la demonizzazione…». «That is the job», ha concluso Biden. (...) Anche sabato sera, dunque, Biden ha insistito sulla moderazione, invitando ad abbassare i toni, a rinunciare agli impulsi più oscuri, a lasciare l’era feroce della demonizzazione per tornare all’ascolto, al rispetto degli avversari, alla cooperazione. «Dobbiamo smetterla di trattare i nostri oppositori da nemici. Non siamo nemici, siamo americani», ha insistito Biden, per concludere sul modo della compassione dedicando alle famiglie delle 230 mila vittime della pandemia un famoso inno religioso che si canta nelle chiese cattoliche. (...) Resta da vedere se tanta sapienza, tanta retorica e tanta commozione serviranno a riconquistare il consenso della metà dell’elettorato americano che si sente tradita.

Marina Valensise, Il Messaggero (8/11/2020)

Canzone del giorno: The Change (2020) - JoJo
Clicca e ascolta: The Change....

domenica 8 novembre 2020

Rossa, arancione, gialla

— Tu sei gialla? Io rossa, dici che è molto diverso? — Ho letto e riletto ma non ho capito bene. La televisione l’ho spenta perché ti vien voglia di prenderli a schiaffi, fanno troppa confusione, li vedi felici solo quando intervistano i rabbiosi, o i maghi, quelli che sanno cosa succederà e non la imbroccano mai. — Ti dirò che credevo nella scienza ma tutti questi virologi e infettivologi e covidologi mi fanno pensare che la mia chiromante è più seria. - forse dovrebbero spiegarsi meglio, tutti a casa alle 22, ma se i bar e ristoranti e cinema sono chiusi ci sarebbero poche ragioni per uscire, allora dite che di notte fa umido e ti ammali, poi magari c’è un negazionista che ti dà una coltellata. - L’umido sì, pare che l’Amazon abbia cambiato tutti gli imballaggi, solo cartone che è secco, aveva previsto il Covid?. - Menomale che i ferramenta sono aperti, se hai bisogno di un certo cacciavite per farti la porta blindata che è la mia specialità, ti fai l’autocertificazione almeno dai i soldi a un piccolo commerciante. - Ma a guardare bene non è che voi gialli fate quello che volete e noi rossi no: le “comprovate esigenze” non so cosa siano valgono qui e lì, se ho capito, i parrucchieri per fortuna sono aperti ovunque, non è solo il Me-Too che fa paura anche noi massaie. 

Natalia Aspesi, Repubblica (7/11/2020)

Canzone del giorno: True Colors (1998) - Phil Collins
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venerdì 6 novembre 2020

Foglie


Si sta come / d'autunno / sugli alberi / le foglie.

Giuseppe Ungaretti, Soldati, L'Allegria, 1931




Canzone del giorno: Come foglie (2009) - Malika Ayane
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mercoledì 4 novembre 2020

Gigi

A Roma ora c’è un colle in meno. Gigi era il volto migliore di questa città meravigliosa e bistrattata. Era popolare e colto, spiritoso e sensibile. Poteva essere Kean e Mandrake, insieme. Poteva interpretare Shakespeare o Petrolini, insieme. Aveva fatto tanta gavetta, Gigi. E si vedeva tutta. Raccontava quando, agli inizi, cantava in certi locali dell’Aurelio. «Spostavo la tenda per guardare il pubblico e, in una nuvola di fumo, scorgevo dei bicipiti ben tatuati, allora appannaggio solo di chi aveva salito i tre scalini di Regina Coeli. Una sera uscii titubante per cantare una canzone. Ma per inesperienza feci una cosa che a Roma non devi mai fare, specie in situazioni simili: feci una pausa. Così alla fine di una frase che cantavo assorto: !…M’hanno carcerato” uno dal pubblico, senza fare una piega, disse solo una parola, solo una: “Poco...”. Pensai di smetterla lì, di mollare la chitarra e di mettermi a fare altro». Non ha smesso, per fortuna. E ha inanellato giorni e mesi e anni e decenni di cose bellissime. Sapendo fare bene tutto. E ha inanellato giorni e mesi e anni e decenni di cose bellissime. Sapendo fare bene tutto. Cantava benissimo e recitava i classici del teatro con grande maestria, la commedia era la sua tazza di the, della televisione conosceva i tempi e il linguaggio. Ditemi una sola cosa che Gigi non sapesse o non potesse fare. È la grande tradizione degli attori italiani che non sono mai maschere di un solo genere, ma acrobati di mille caratteri. Così Sordi, Gassman, Mastroianni, Manfredi, Tognazzi, Anna Magnani, Totò, Eduardo....

Walter Veltroni, Corriere della Sera (3/11/20)

Canzone del giorno: The Jester, The Tramp & The Acrobat (2014) - Kevin Morby
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lunedì 2 novembre 2020

Bus















Canzone del giorno: Bus Ride (1985) - Mental As Anything
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domenica 1 novembre 2020

Playlist Ottobre 2020

1.      Gary Wrigth, Touch And Gone – (Touch And Gone – 1977) – Ritoccare
2.      Seether, Words As Weapons – (Isolate and Medicate – 2014) – Porto d’armi
3.      Alberto Fortis, La pazienza – (Alberto Fortis – 1979) – La virtù della pazienza
4.      JJ Cale, Strange Days – (Roll On – 2009) – Giorni strani
5.      Imagine Dragons, Digital – (Origins – 2018) – Cina digitale
6.      Mimmo Locasciulli, Una vita che scappa – (Adesso glielo dico – 1989) – Sedia a dondolo
7.      Bush, Altered States – (The Science of Things – 1999) – Concentrarsi
8.      Lifehouse, Storm – (Lifehouse – 2005) – Bufera
9.      Coldplay, Life in Technicolor ii – (Prospekt’s March – 2008) – Raggio di luce
10.  Marcia Ball, If It’s Really Got To Be This Way – (So Many Rivers – 2003) – 3mila miliardi
11.  Eros Ramazzotti, L’ultima rivoluzione – (Tutte storie – 1993) – Canali
12.  Nick Cave & the Bad Seeds, Breathless – (Abattoir Blues/Th Lyre of Orpheus – 2004) – Vite sospese
13.  Lady Gaga feat. Beyoncé, Telephone – (The Fame Monster – 2009) – DDT