nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

mercoledì 4 novembre 2020

Gigi

A Roma ora c’è un colle in meno. Gigi era il volto migliore di questa città meravigliosa e bistrattata. Era popolare e colto, spiritoso e sensibile. Poteva essere Kean e Mandrake, insieme. Poteva interpretare Shakespeare o Petrolini, insieme. Aveva fatto tanta gavetta, Gigi. E si vedeva tutta. Raccontava quando, agli inizi, cantava in certi locali dell’Aurelio. «Spostavo la tenda per guardare il pubblico e, in una nuvola di fumo, scorgevo dei bicipiti ben tatuati, allora appannaggio solo di chi aveva salito i tre scalini di Regina Coeli. Una sera uscii titubante per cantare una canzone. Ma per inesperienza feci una cosa che a Roma non devi mai fare, specie in situazioni simili: feci una pausa. Così alla fine di una frase che cantavo assorto: !…M’hanno carcerato” uno dal pubblico, senza fare una piega, disse solo una parola, solo una: “Poco...”. Pensai di smetterla lì, di mollare la chitarra e di mettermi a fare altro». Non ha smesso, per fortuna. E ha inanellato giorni e mesi e anni e decenni di cose bellissime. Sapendo fare bene tutto. E ha inanellato giorni e mesi e anni e decenni di cose bellissime. Sapendo fare bene tutto. Cantava benissimo e recitava i classici del teatro con grande maestria, la commedia era la sua tazza di the, della televisione conosceva i tempi e il linguaggio. Ditemi una sola cosa che Gigi non sapesse o non potesse fare. È la grande tradizione degli attori italiani che non sono mai maschere di un solo genere, ma acrobati di mille caratteri. Così Sordi, Gassman, Mastroianni, Manfredi, Tognazzi, Anna Magnani, Totò, Eduardo....

Walter Veltroni, Corriere della Sera (3/11/20)

Canzone del giorno: The Jester, The Tramp & The Acrobat (2014) - Kevin Morby
Clicca e ascoltaThe Jester....