nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

venerdì 14 gennaio 2022

Segreto

Il segreto del mio lungo matrimonio? Andiamo al ristorante due volte a settimana. Ceniamo a lume di candela, musica romantica e qualche passo di danza... Lei ci va il martedì e io il venerdì.

Henny Youngman (1906 - 1998), comico e violinista britannico

Canzone del giorno: L'amore è una cosa semplice (2011) - Tiziano Ferro
Clicca e ascolta: L'amore è....

mercoledì 12 gennaio 2022

Nummeri

Nummeri

Conterò poco, è vero:
– diceva l’Uno ar Zero –
ma tu che vali? Gnente: propio gnente.
sia ne l’azzione come ner pensiero
rimani un coso vôto e inconcrudente.
Io, invece, se me metto a capofila
de cinque zeri tale e quale a te,
lo sai quanto divento? Centomila.
È questione de nummeri. A un dipresso
è quello che succede ar dittatore
che cresce de potenza e de valore
più so’ li zeri che je vanno appresso.

Trilussa (1871 - 1950)

Canzone del giorno: Numbers (2012) - Hurt
Clicca e ascolta: Numbers....

domenica 9 gennaio 2022

Obbligo vaccinale

È un passaggio storico. Che tocca la storia della società italiana, non solo quella del diritto. Per la prima volta viene imposto un obbligo generalizzato, sul fronte dei vaccini. E viene imposto a carico della popolazione adulta, non dei più piccoli. Loro, si sa, vengono già sottoposti a dieci vaccinazioni obbligatorie. Ma c’è una differenza, e di non poco conto, fra minori e maggiorenni: i primi non possono esercitare le libertà costituzionali, pur essendone in astratto titolari. Non possono, ad esempio, usare la libertà di domicilio, che consiste nella facoltà d’accettare o escludere altri in casa propria. Gli adulti sì, hanno diritti pieni, oltre che pieni doveri. E la prima libertà consiste nel dominio sul proprio corpo, sul proprio essere fisico. Al punto da rendere legittimo il rifiuto dei trattamenti sanitari, come mostra la vicenda dei tanti No Vax che sono morti rifiutando d’essere intubati. Una libertà, e un rifiuto, protetti dall’articolo 32 della Costituzione, in nome del principio d’autodeterminazione, del primato della persona sullo Stato. Ma l’articolo 32 tutela altresì l’interesse alla salute della collettività, di tutti gli altri. Perché non siamo monadi, viviamo in un gruppo sociale. E siamo dunque responsabili nei confronti della nostra società, oltre che verso noi stessi. [...] Tuttavia la decisione più importante spetta alla società italiana, alla comunità dei cittadini. Perché l’obbligo di vaccinazione esige un atto di fiducia nello Stato, questo Stato che ci appare troppo spesso ostile, o almeno indifferente ai nostri destini individuali. Muove da qui, da questo sentimento che gira poi in risentimento, l’onda emotiva che monta fra i No Vax, lasciando cinque milioni e mezzo d’italiani senza copertura vaccinale. Eppure siamo noi, lo Stato. Lo Stato è il medico che ti cura le ferite in un pronto soccorso pubblico, la maestra che insegna ai tuoi bambini, il poliziotto che fa il turno di notte nelle strade. Sicché adesso è l’ora della verità, per citare una metafora abusata. Sapremo presto quanto verrà accettata questa nuova coercizione, quante resistenze, quanti consensi. Ma per trasformare l’obbligo in una scelta condivisa, è necessaria una doppia condizione. Da parte dello Stato, mostrarsi almeno nei primi tempi comprensivo, senza agitare troppo il verbale delle multe. Da parte dei cittadini che non l’hanno ancora fatto, ricevere il vaccino come un gesto di solidarietà, come donare il sangue, come aiutare chi è più debole.

Michele Ainis, la Repubblica (6/1/2022)

Canzone del giorno: Che tu lo voglia o no (2018) - Folco Orselli
Clicca e ascolta: Che tu lo voglia o no....

venerdì 7 gennaio 2022

Un buon piano


Legge di Patton: Meglio un buon piano oggi che un piano perfetto domani. 

Arthur Bloch, La legge di Murphy (1988)



Canzone del giorno: You Gotta Make It Through the World (1977) - Van Morrison
Clicca e ascolta: You Gotta....

martedì 4 gennaio 2022

Seme

«Anno: Periodo fatto di 365 delusioni». Così recita la voce ‘Anno’ nel sarcastico Dizionario del diavolo, opera di uno scrittore, giornalista e vagabondo statunitense, Ambrose Bierce di cui si ignora con precisione la data della sua scomparsa, forse nel 1914, sui campi di battaglia della guerra civile messicana. La frase è ovviamente provocatoria e ha forse il merito di smorzare la retorica degli auguri di rito, le illusioni della propaganda pubblicitaria e politica e persino l’enfasi di una religiosità solo consolatoria. È, invece, necessario inoltrarci sul terreno sassoso dei giorni e delle opere con uno sguardo meno trasognato e con progetti più realistici. Detto questo, guai però a seguire una deriva pessimistica, alimentata anche dalla marcia incessante della pandemia e dalle crisi sociali. Infatti, quando la bufera si sarà placata, non sapremo come siamo riusciti ad attraversarla e neppure se sia cessata davvero. Ci sarà, comunque, una certezza: usciti da quella tempesta, non saremo più gli stessi di quando vi siamo entrati. Guai, allora, a estinguere dal cuore ogni desiderio e attesa, a spegnere ogni sogno: si perderebbe la voglia di vivere e si strapperebbe dall’anima il seme della felicità.
A scavare in profondità nella società, si allarga invece l’area dell’indifferenza rassegnata, riguardo alla quale papa Francesco ha coniato il folgorante motto della «globalizzazione dell’indifferenza».Essa è paradossalmente più estesa di quella sanguinaria della violenza mai sazia di vittime, delle tragedie dei migranti nel nostro mare, «cimitero senza lapidi», oppure delle brutalità contro le donne e i bambini.
A dominare nell’orizzonte grigio di questa superficialità amorfa c’è qualcosa di più radicale, ed è la caduta dell’attesa nel futuro: al massimo ci si affida alla tecnica, alle mirabolanti ipotesi dell’intelligenza artificiale, alle date illusorie, sempre più dilazionate, dei vari Kyoto, Parigi, Glasgow riguardo al ‘futuro’ del nostro pianeta. (...) Nonostante questo, dobbiamo ripeterci che è possibile far crescere e far germogliare sotto quel cielo un seme, classificato con un termine poco praticato, la speranza. Era stato Cristo stesso a ricorrere a quell’immagine vegetale per descrivere il regno di Dio da lui inaugurato: «Il seme germoglia e cresce… Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga» (Marco 4,27-28). Come ha insegnato anche un filosofo non credente, Ernst Bloch, col suo Principio speranza, le religioni, la cultura, l’impegno sociale e umanitario dovrebbero essere come una spina nel fianco dell’umanità torpidamente indifferente o china solo su un presente modesto o su una realpolitik egoista.

Gianfranco Ravasi, Avvenire (3/12/21)

Canzone del giorno: Hope (2012) - Emili Sandé
Clicca e ascolta: Hope....

domenica 2 gennaio 2022

Sintomi

Elle Kappa, da google.it










Canzone del giorno: Hornet's Nest (2014) - Joe Louis Walker
Clicca e ascolta: Hornet's Nest....

sabato 1 gennaio 2022

Alive In The World

Per aprire gli occhi e svegliarmi
Vivo nel mondo

Per aprire gli occhi e interamente

Raggiungere il mondo

Con la sua bellezza e la sua crudeltà

Con il suo dolore e la sua gioia

Con esso partorire costantemente la vita

E le forze che distruggono

E l’infinito potere del cambiamento

Vivo nel mondo

Jackson Browne, Alive In The World (1996)

Canzone del giorno: Alive In The World (1996) - Jackson Browne
Clicca e ascolta: Alive In The World....