nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

martedì 4 gennaio 2022

Seme

«Anno: Periodo fatto di 365 delusioni». Così recita la voce ‘Anno’ nel sarcastico Dizionario del diavolo, opera di uno scrittore, giornalista e vagabondo statunitense, Ambrose Bierce di cui si ignora con precisione la data della sua scomparsa, forse nel 1914, sui campi di battaglia della guerra civile messicana. La frase è ovviamente provocatoria e ha forse il merito di smorzare la retorica degli auguri di rito, le illusioni della propaganda pubblicitaria e politica e persino l’enfasi di una religiosità solo consolatoria. È, invece, necessario inoltrarci sul terreno sassoso dei giorni e delle opere con uno sguardo meno trasognato e con progetti più realistici. Detto questo, guai però a seguire una deriva pessimistica, alimentata anche dalla marcia incessante della pandemia e dalle crisi sociali. Infatti, quando la bufera si sarà placata, non sapremo come siamo riusciti ad attraversarla e neppure se sia cessata davvero. Ci sarà, comunque, una certezza: usciti da quella tempesta, non saremo più gli stessi di quando vi siamo entrati. Guai, allora, a estinguere dal cuore ogni desiderio e attesa, a spegnere ogni sogno: si perderebbe la voglia di vivere e si strapperebbe dall’anima il seme della felicità.
A scavare in profondità nella società, si allarga invece l’area dell’indifferenza rassegnata, riguardo alla quale papa Francesco ha coniato il folgorante motto della «globalizzazione dell’indifferenza».Essa è paradossalmente più estesa di quella sanguinaria della violenza mai sazia di vittime, delle tragedie dei migranti nel nostro mare, «cimitero senza lapidi», oppure delle brutalità contro le donne e i bambini.
A dominare nell’orizzonte grigio di questa superficialità amorfa c’è qualcosa di più radicale, ed è la caduta dell’attesa nel futuro: al massimo ci si affida alla tecnica, alle mirabolanti ipotesi dell’intelligenza artificiale, alle date illusorie, sempre più dilazionate, dei vari Kyoto, Parigi, Glasgow riguardo al ‘futuro’ del nostro pianeta. (...) Nonostante questo, dobbiamo ripeterci che è possibile far crescere e far germogliare sotto quel cielo un seme, classificato con un termine poco praticato, la speranza. Era stato Cristo stesso a ricorrere a quell’immagine vegetale per descrivere il regno di Dio da lui inaugurato: «Il seme germoglia e cresce… Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga» (Marco 4,27-28). Come ha insegnato anche un filosofo non credente, Ernst Bloch, col suo Principio speranza, le religioni, la cultura, l’impegno sociale e umanitario dovrebbero essere come una spina nel fianco dell’umanità torpidamente indifferente o china solo su un presente modesto o su una realpolitik egoista.

Gianfranco Ravasi, Avvenire (3/12/21)

Canzone del giorno: Hope (2012) - Emili Sandé
Clicca e ascoltaHope....