nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

lunedì 13 marzo 2017

Chiarezza


Poiché la lingua è lo specchio del pensiero, indagare il preciso significato delle parole è mettere chiarezza nelle proprie idee.

Aristide Gabelli, Pensieri, 1886




Canzone del giorno: Clarity  (2003) - John Mayer
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sabato 11 marzo 2017

Digitale

Francesca Sottilaro, su Italia Oggi, ha commentato i dati rilevati dalla comunità europea concernenti l'attività digitale di cittadini e aziende del vecchio continente. Il traffico internet è cresciuto del 20 per cento l'anno e di oltre il 40 per cento sulla reti mobili. Il 76% degli europei nel 2016 si è connesso almeno una volta alla settimana: "Nell’indice delle attività vince l’intrattenimento: il 78% degli utenti internet scarica musica, film, fotografie o giochi. Il 70% legge notizie online (erano il 64% nel 2013). Il 66% fa shopping via internet (contro il 61% di tre anni prima). Chi interagisce sui social network è passato nello stesso periodo dal 57 al 63% del campione, mentre è più costante il numero di utenti che fa ricorso al web per l’online banking: sono il 59% contro il 56% nel 2013. Il 39%, infine usa internet per fare chiamate vocali (era il 33% tre anni prima)". 
Si conferma il progressivo investimento delle grandi aziende nella tecnologia digitale, si rileva, invece, un ritardo per le piccole e medie imprese, nel comparto del «commercio elettronico».
Interessanti anche i dati relativi al processo formativo: "l’Unione europea cresce per numero di laureati in scienza, tecnologia, ingegneria e matematica, ma quasi la metà degli europei continua a non avere competenze digitali minime. Il 44% dei cittadini, per esempio, non sa ancora utilizzare una casella di posta elettronica, usare un foglio di scrittura o installare nuovi dispositivi".

Canzone del giorno: Addicted To Love  (1986) - Robert Palmer
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mercoledì 8 marzo 2017

Post Scriptum Film

Beata ignoranza

REGIA: Massimiliano Bruno
INTERPRETI: Marco Giallini, Alessandro Gassmann, Valeria Bilello, Carolina Crescentini, Teresa Romagnoli
SCENEGGIATURA: Massimiliano Bruno, Herbert Simone Paragnani, Gianni Corsi
MUSICHE: Maurizio Filardo 
DURATA: 102'
USCITA: 23/2/2017

Anni infarciti di tecnologia avanzata, social network e Internet a tutto spiano. 
Un universo digitale di cui si può fare a meno o dal quale non si può far altro che dipendere totalmente?
In “Beata ignoranza”, l’ultimo film di Massimiliano Bruno, si parte da questa (enigmatica?) domanda per tentare una riflessione (l’ennesima?) in chiave dolce-amara su un mondo nel quale regna incontrastata l’iperconnettività e i rapporti interpersonali risultano imprigionati fra chat, web, like, selfie, fallowers e via dicendo.
La sceneggiatura affida a Marco Giallini e Alessandro Gassman il ruolo di due amici  accomunati da fastidiosissime vicende giovanili e che il fato fa rincontrare dopo tanti anni, insegnanti liceali che si ritrovano a lavorare nello stesso istituto scolastico. Ma oltre a non sopportarsi i due coetanei hanno stili di vita e d’insegnamento completamente diversi. Ernesto (Giallini) è un professore d’italiano di vecchio stampo, per nulla attratto da computer e connessioni varie. Filippo (Gassman), insegnante di matematica, è sempre online con il suo smartphone e con la sua smania tecnologica riesce a cattura l’attenzione dei suoi alunni.
Lo scambio di ruoli fra i due,  causato da una ragazza ventenne a cui entrambi sono legati, stravolgerà le loro abitudini e mentre il primo sarà costretto a buttarsi nel mondo tecnologico, il secondo dovrà astenersi dall’adoperare ipad e internet.
Attraverso questo cambio obbligato di percorso dei due insegnanti, il regista cerca di lasciare aperte delle soluzioni d’incontro fra i due mondi e la coppia Gassman-Giallini  riesce, tra gag e riflessioni,a sostenere i risvolti della commedia.   
Ma nonostante la riuscita intesa della coppia di attori, gli affondi spesso non risultano efficacemente graffianti e quel sarcasmo in più che ci si aspetterebbe risulta smorzato dalla parte del film che cerca di trovare un’armonia nella situazione familiare e sentimentale che coinvolge i due. Probabilmente il regista lascia troppo spazio alla verve e simpatia dei due attori protagonisti, motivo per cui il racconto della storia si annacqua e, nonostante i vari espedienti narrativi (compresi i flashback con Carolina Crescentini) e la capacità indiscussa del duo,  manca la scintilla in più per far decollare il film. 

Canzone del giorno: Ignorance  (2009) - Paramore
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lunedì 6 marzo 2017

Grovigli


Tutti i nodi non sciolti negli anni del comando stanno soffocando Matteo Renzi oggi, nei mesi della sconfitta, e ciò che più conta rischiano di trascinare a fondo con lui l’intera parabola del Pd, tra scissioni, tesseramenti gonfiati, avvisi di garanzia. Sono nodi politici e giudiziari, riassumibili in un unico concetto: il groviglio del potere cresciuto intorno all’ex presidente del Consiglio, che lo ha coltivato o tollerato nell’illusione di proteggersi, fino a restarne imprigionato. (...) Ogni leader ha naturalmente il diritto di scegliersi gli uomini di fiducia, e può certo farlo rivolgendosi ai più vicini. Ma quando ha una responsabilità generale, perché non risponde soltanto di sé ma del governo del Paese e del destino di un partito, ha anche il dovere di scegliere le persone più brave d’Italia, non le più fedeli di Rignano. C’è certamente in Renzi una confusione tra Paese e paese. Ma c’è qualcosa di più, che si spiega in termini politici, non geografici o sociologici. È l’eterna sindrome minoritaria di leader che non riescono a liberarsene nemmeno quando conquistano la maggioranza, senza capire che la vera supremazia sta nell’egemonia e non nelle tessere, nella nuova cultura che si installa e non nelle correnti che si contano, alleandosi oggi per separarsi domani. Potremmo dunque dire, paradossalmente per un leader egocentrico, che il vero limite di Renzi è di ambizione: pensare eternamente a proteggersi dai colpi e a colpire invece che a convincere e conquistare.

Ezio Mauro, la Repubblica (5/3/2017)

Canzone del giorno: Grovigli (2012) - Malika Ayane
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sabato 4 marzo 2017

Separazione

Il timore della separazione.
È un interessante fenomeno psicologico.
Una volta, da sposato, dovetti partire per Washington.
E benché fossi io, che partivo, mi sentii male.
Invece, quando tornai diede di stomaco mia moglie.


Woody Allen, in Provaci ancora, Sam, 1972


Canzone del giorno: Grounds for Divorce  (2008) - Elbow
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giovedì 2 marzo 2017

Sinistra

Altan, L'Espresso


















Canzone del giorno: No Hope Left For Me  (2014) - Blues Pills
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mercoledì 1 marzo 2017

Playlist Febbraio 2017

1.      Scorpions, Humanity – (Humanity: Hour I – 2007) –  Umanità
2.      Angie Stone, Soul Insurance – (Mahogany Soul – 2001) –  Polizze
3.      Fabrizio De Andrè, Smisurata preghiera – (Anime salve – 1996) –  Tappo
4.      Rolling Stones, Blue & Lonesome – (Blue & Lonesome – 2016) –  Blue & Lovesome
5.      Betty Wright, Clean Up Woman – (Love The Way You Love – 1972) –  Hostess
6.      Human Fortress, Under Siege – (Raided Land – 2013) –  Assedio
7.      Depeche Mode, Useless – (Ultra – 1997) –  Rettamente
8.      Lenny Kravitz,  Destiny – (Baptism – 2004) –  Realizzare
9.      Franco Battiato, La stagione dell’amore – (Orizzonti perduti – 1983) –  La La Land
10.  John Frusciante, In Relief – (Shadows Collide with People – 2004) –  Arte
11.  Coldplay, A Sky Full Of  Stars – (Ghost Stories – 2004) –  Trappist-1
12.  Original Dixieland Jass Band, Livery Stable Blues (1917)  –  Jass
13.  Gianmaria Testa, Preferisco così – (Altre latitudini – 2003) –  Possibilità