nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

mercoledì 27 novembre 2013

Personalità


"Le persone di poco carattere conoscono solo due comportamenti: o disprezzo o servilismo".


Erica Jong, Fanny, 1980





Canzone del giorno: Character Zero (1996) - Phish
Clicca e ascolta: Character....

domenica 24 novembre 2013

Maledetto colui che è solo

All'inizio di ottobre la giuria del Premio Luigi Tenco, composta da 200 giornalisti, ha decretato i vincitori delle varie sezioni del concorso canoro dedicato alla canzone d'autore.
La Targa Tenco della sezione dedicata agli interpreti di canzoni non proprie è stata assegnata a Mauro Ermanno Giovanardi e suo album dal titolo "Maledetto colui che è solo", realizzato insieme all'orchestra italiana Sinfonico Honolulu.
Non é per niente facile rivisitare dei brani eseguiti e portati al successo da altri cantanti. Il terreno delle cosiddette "cover" è sempre pieno d'insidie e la scelta di proporne alcune all'interno di un progetto che prevede anche la proposta al pubblico di brani inediti è ancora più difficile. Mauro Ermanno Giovanardi, con la sua voce vellutata, è riuscito a progettare un disco ben congegnato sia rivisitando alcune belle canzoni come Non è l'amore che va via di Vinicio Capossela o Ho visto Nina volare di Fabrizio De Andrè, sia esprimendosi attraverso tre inediti e tre rifacimenti della sua precedente produzione, come voce del gruppo La Crus.
Dodici tracce tutte da ascoltare, abbandonandosi alla particolare atmosfera che il disco riesce a trasmettere, grazie anche ai particolari arrangiamenti dell'unica orchestra italiana di ukulele.
Un progetto musicale di ottimo spessore "artigianale" sin dall'inizio del disco che con l'inedito Accarezzami musica riesce a catturare l'ascoltatore con una grande forza evocativa ("fammi riprovare quel che non sento più / prendimi e stringimi a te / perché ti ho perso ed ho perso me").

Un disco piacevolmente elegante.


Canzone del giorno: Accarezzami musica (2013) - Mauro Ermanno Giovanardi
Clicca e ascolta: Accarezzami....

sabato 23 novembre 2013

Incuria

"Il silenzio beneducato di chi rimanda tutto a dopo non ci sta bene. Li sentiamo già mentre in giacca e cravatta dicono che l’alluvione in Sardegna è stata una terribile fatalità, un evento imponderabile, una disgrazia senza preavviso, una catastrofe fuori da ogni immaginazione, di quelle che accadono una volta ogni mille anni.  
Lo diranno di sicuro - ma non lo dicono sempre? - abusando cinicamente della parola «destino» per nascondere dietro quell’alibi la responsabilità di tutte le loro ignavie. Questi signori non lo sanno che il destino è una cosa seria, fuori dalla loro portata, una cosa complessa che richiede di avere la misura del presente, il coraggio di ricordarsi del passato e abbastanza generosità per proiettare i propri sforzi nel futuro. (…)Il destino non è quindi la pioggia che cade, ma è l’argine invaso dai detriti non sgomberati. Non è il torrente che ingrossa, ma è senz’altro la casa che gli è stata costruita nel letto dove doveva scorrere. Non è il fango che scende a valle, ma di sicuro è la via chiusa tra villette a schiera che gli fa da diga dove non dovevano esserci altro che le braccia aperte della terra, pronte ad assorbire la furia del cielo.  
Il destino è un progetto con nomi e cognomi e non è cieco né baro: dipende da noi.(…)
I sardi e le sarde, che oggi hanno dato di sé stessi al mondo una prova di solidarietà che avrebbero di certo preferito risparmiarsi, se guardano l’orizzonte forse non vedranno solo le nubi ancora cariche di pioggia, ma anche il tramonto di un modello di sviluppo fondato sul mattone e sulla speculazione. Davanti a questa evidenza, pagata a prezzo carissimo, la comunità di destino che insieme rappresentiamo non può chiedere a sé stessa l’ennesimo silenzio".

Michela Murgia, scrittrice (La Stampa, 20/11/2013)

Canzone del giorno: Destin (1993) - Scorpions
Clicca e ascolta: Destin....


giovedì 21 novembre 2013

Festa dell'albero

Oggi è la Giornata Nazionale dell'Albero. 
Da molti anni Legambiente (www.legambiente.it) organizza La festa dell'Albero.
Quest'anno l'associazione che da più di trent'anni si occupa della difesa dell'ambiente, ha deciso di dedicare la giornata ai diritti dei migranti e all'auspicio che in tempi brevi siano rimossi i vari ostacoli (normativi e culturali) che ostacolano il dialogo fra diverse culture.
Nell'ambito delle varie iniziative proposte, che coinvolgono Scuole, Comuni e molte associazioni, ogni albero piantato sarà dedicato al diritto che ogni migrante ha di riuscire a costruire una vita migliore per se e per i propri cari.
L’albero come simbolo di radicamento e di appartenenza a un territorio.
Non dimenticando, inoltre, a pochi giorni dal cataclisma in Sardegna e dinanzi a tante vite inghiottite dalla furia della pioggia, quanto sia  necessario sensibilizzare gli italiani sull’importanza della tutela dell’ambiente, tenuto conto dell’incuria della specie umana che non si decide a prendere le giuste misure per salvaguardare il proprio spazio naturale. Gli alberi, veri polmoni verdi della Terra, sono basilari per prevenire il dissesto idrogeologico e per lottare contro il cambiamento climatico.


Canzone del giorno: The Magnificent Tree (2000) - Hooverphonic
Clicca e ascolta: The Magnificent....

martedì 19 novembre 2013

Vanvera

Altan , da espresso.repubblica.it




















Canzone del giorno: Non sense (1987) - Paolo Conte
Clicca e ascolta: Non sense....

sabato 16 novembre 2013

Bevi

Per tanti anni un numero imprecisato di automezzi diretti verso la Campania, ha svuotato vari tipi di sostanze nocive per le campagne, avvelenando terreni e acque.
La stima di Legambiente è di 10 milioni di tonnellate di rifiuti occultati nella Regione.
Se poi si visiona la mappa dell’ecomafia disegnata dall’associazione, ci si rende conto che soltanto la Basilicata e la Valle d’Aosta risultano immuni da questo criminale scarico di pattume che, invece, coinvolge (chi più chi meno) tutte le altre regioni italiane.
Il pentito Carmine Schiavone nel 1997 aveva raccontato ai componenti della “Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite a esso connesse”, come funzionava il sistema che consentiva guadagni milionari a discapito di un avvelenamento del territorio. Il fatto che soltanto adesso le dichiarazioni del camorrista siano state rese pubbliche è un particolare che rende soltanto più drammatico un problema che era sotto gli occhi di tutti.
Le campagne di Caserta come una gigantesca pattumiera che sprigiona un elevato rischio di cancro per la popolazione.
L’Espresso ha deciso di pubblicare i dati inediti di uno studio che è stato condotto, poco tempo fa, dal comando Us Navy (la marina militare degli Stati Uniti) di Napoli. Le indagini sono state eseguite su un’area di oltre mille chilometri quadrati. Il rapporto americano è costato (a quanto pare) ben 30 milioni di dollari ed è nato dalla necessità di capire i pericoli del vivere in Campania per i militari americani e le loro famiglie.
Il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris ha deciso di fare causa al giornale per la copertina shock con la quale è presentata l’inchiesta dal titolo “Bevi Napoli e poi muori”. Non si può fare a meno, però, di non seguire con attenzione quando hanno rilevato i ricercatori americani che, secondo L’Espresso, «hanno individuato luoghi con “rischi inaccettabili per la salute” disseminati ovunque nelle due province, persino nel centro di Napoli. Per questo scrivono che è impossibile indicare zone sicure dove risiedere: i pericoli sono dappertutto, pure nella fastosa villa di Posillipo dell’ammiraglio in capo. Sostengono che in tutta la regione bisogna usare soltanto acqua minerale per bere, cucinare, fare il ghiaccio e anche lavarsi i denti. Nelle due province non si deve abitare al piano terra, dove penetrano i veleni che evaporano dal terreno, e vanno evitate cantine o garage sotterranei».
Per quanto concerne lo stato delle falde acquifere la situazione è ancora più preoccupante:
«Il 92 per cento dei pozzi privati che riforniscono le case costituiscono “un rischio inaccettabile per la salute”. Ma ci sono minacce anche negli acquedotti cittadini: esce acqua pericolosa dal 57 per cento dei rubinetti esaminati nel centro di Napoli e dal 16 per cento a Bagnoli. Come è possibile che pure la rete idrica pubblica sia inquinata? Gli americani scoprono che l’acqua dei pozzi clandestini riesce a entrare nelle condotte urbane, soprattutto in provincia. In oltre la metà dei pozzi, gli esperti trovano una sostanza usata come solvente industriale - il Pce o tetracloroetene - considerato a rischio cancro. La diossina invece è concentrata nel territorio tra Casal di Principe e Villa Literno, ma pur essendo alta non costituisce una minaccia.
Tra tanti dati inquietanti, spunta un incubo che finora non si era mai materializzato: l’uranio. Gli esami lo individuano in quantità alte ma sotto la soglia di pericolo nel 31 per cento delle case servite da acquedotti: ben 131 su 458». 

Canzone del giorno: Fall on Me (1986) - R.E.M.
Clicca e ascolta: Fall....

venerdì 15 novembre 2013

Abdicazione

Cambio generazionale. L'argomento è stato al centro di innumerevoli dibattiti lungo il corso di questi decenni.
Oggi su La Repubblica, Michele Serra riflette sull’elemento generazionale  in campo politico e sul dovere di non sentirsi del tutto immuni degli sfaceli contemporanei, frutto (anche) dei molti errori delle generazioni precedenti.
Un senso di colpa collettivo che dovrebbe coinvolgere un po' tutti coloro nati fra gli anni ’50 e gli anni ‘60, a prescindere se nel corso del tempo si é stati più vicini ai partiti di sinistra, di destra o di centro.


“Tra amici si discute di Renzi, di Cuperlo, di Civati, delle primarie, e mi accorgo che l’elemento generazionale diventa sempre più evidente e sempre più ingombrante. Mette in ombra anche i programmi e le differenze politiche, perché l’anagrafe, in questo Paese di vecchi e per vecchi, è diventata inevitabilmente un’emergenza, una minaccia, un ricatto. Il mio coetaneo P. è il più drastico: «Renzi mi piace poco, ma voto per lui perché è ora di abdicare. Dobbiamo levarci dalle scatole, noi dai sessanta in su, abbiamo già fatto abbastanza disastri». Non so quanto ragionevole e quanto utile sia, questo senso di colpa, ma so con certezza che esiste, e non me ne sento del tutto immune. Quando ho sentito P. usare il verbo “abdicare” ho avuto un sussulto di ammirazione, perché la parola è perfetta. Contiene quel misto di altruismo e di stanchezza, di generosità e di viltà che convince a passare le consegne e farsi da parte. Quando votai Bersani, in fin dei conti votai per me stesso. Ma essere di sinistra, una volta, voleva dire votare per gli altri. E gli altri per eccellenza, qui e oggi, sono gli italiani giovani. Migliori o peggiori non saprei dire. Certo, però, in diritto di scegliere la strada”.

Michele Serra, l'Amaca (la Repubblica 15/11/2013)

Canzone del giorno: My Generation (1965) - The Who
Clicca e ascolta: My....