Secondo il New Yorker è diventato corroborante per la propria reputazione avere pochi follower e pochi like. Secondo l'Atlantic siamo addirittura entrati nell'era della fine dei social. L'Ai sostituirà tutto, e noi dovremmo affrettarci per trovare qualche altro responsabile della nostra guittezza e scostumatezza. La parola dell'anno è rag bait (provocazione a mezzo social), ma pure 67, che significa "così, così" o "più o meno" nell'antilingua di cui dovremmo cominciare a occuparci, quella dove non ci sono parole, ma suoni, faccine, meme, numeri, e nessun dizionario che ci aiuti a decifrarli. E noi che ci lamentavamo di non capire le neolingue delle nuove identità, del woke, del politicamente corretto: qualcuno le chiamava dittature, e invece non erano che gocce di rugiada, ormai evaporate. Vedrete come ci mancheranno. Finiamo sempre a sentire la mancanza dei nostri tabù, diceva Natalia Ginzburg.
Simonetta Sciandivasci, La Stampa (31/12/2025)
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