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"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

lunedì 17 settembre 2018

Pino Puglisi

È la sera del 15 settembre 1993, giorno del suo compleanno (56 anni), quando don Pino Puglisi, parroco di San Gaetano a Brancaccio, viene ucciso da Salvatore Grigoli (che gli spara un colpo di pistola alla nuca, da pochi centimetri), per ordine dei fratelli Graviano, boss del quartiere. Ucciso per il suo impegno antimafia poco appariscente ma concreto. Non era un “professionista dell’antimafia”, ma tutti i giorni lavorava per rendere vivibile un rione ostaggio della mafia, per educare le persone a non sottomettersi e a rivendicare i propri diritti. «Cercava di levare i ragazzini dalle mani dei criminali per non farli diventare mafiosi, faceva manifestazioni, tutto questo dentro quel quartiere che era un regno dei Graviano», dirà al processo il pentito Antonio Calvaruso.  Era diverso padre Puglisi dagli altri “parrini”, espressione paradigmatica che fonde in un’unica parola prete e padrino, perché «un prete che si fa i fatti suoi campa cent’anni – aggiungerà un altro pentito, Salvatore Cancemi – Questo qua invece disturbava Cosa Nostra». Anomalo, quindi, rappresentante di una chiesa altra, non sottomessa né collusa, che andava ricondotto all’ordine, oppure tolto di mezzo. (…) Nasce il Centro “Padre Nostro”: spazio socio-culturale, centro di assistenza per i più poveri, luogo dove si impara a conoscere e a rivendicare i propri diritti («non chiedete come favore ciò che è vostro diritto ottenere», ripete), spezzando i meccanismi di sottomissione e di clientelismo che da sempre regolano la vita a Brancaccio. Pappalardo manda tre suore e un viceparroco per aiutarlo, ma di fatto lo isola. «Se il cardinale avesse preso una chiara posizione per far comprendere che Puglisi non era solo ma anzi godeva del sostegno della Chiesa palermitana probabilmente sarebbe ancora con noi», ricorda Giuseppe Martinez, uno degli animatori del Comitato intercondominiale. Il parroco dà troppo fastidio ai Graviano, iniziano intimidazioni e minacce, anche nei confronti di chi collabora con lui: vengono incendiate le porte delle abitazioni dei tre leader dell’Intercondominale, un giovane della parrocchia viene aggredito. Puglisi va avanti. Fino al 15 settembre 1993.


Luca Kocci, Il Manifesto (16/9/2018)

Canzone del giorno: E se ognuno fa qualcosa (2014) -  Pippo Pollina
Clicca e ascolta: E se ognuno....