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"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

mercoledì 14 settembre 2016

Gogna

Già in passato aveva provato a farla finita. Alla fine è riuscita nel suo tragico intento. La depressione e la vergogna hanno avuto la meglio. Tiziana Cantone, 31 anni, poco più di un anno fa era diventata, suo malgrado, una star del web. La sua "colpa" ha a che fare con la sua maldestra ingenuità: avere messo in rete un suo video di sesso esplicito per fare un dispetto al suo ex. Scrive Michela Marzano su Repubblica: "Capita a ogni persona di commettere errori, di comportarsi in maniera superficiale, o di non rendersi conto delle conseguenze che possono avere uno scherzo o una bravata. Succede, si paga il conto, talvolta ci si fa anche molto male, ma poi ci si risolleva e si riparte. Almeno, era così che succedeva prima di Internet. Prima, appunto. Perché da quando c’è Internet, da quando le barriere tra la vita privata e la vita pubblica sono crollate e da quando chiunque si sente in diritto di offendere e insultare gli altri sulla base di immagini, rumori e video che circolano online – come se gli insulti e le offese non avessero conseguenze importanti sulla vita di una persona – sembra che non si possa più fare nulla per tornare indietro, e le eventuali colpe tracciano il sentiero di una vergogna senza fine, ineluttabile, perenne".
Gogna mediatica che ha distrutto la donna perché, nell'era di Internet, la condivisione sui social di un video può scatenare una "virilità" che fa soccombere ogni diritto alla privacy: "Manca un’educazione responsabile all’utilizzo dei social. Manca la capacità di capire che una vita può essere distrutta quando viene intaccata la propria reputazione. Manca la consapevolezza del fatto che certe immagini e certi video che circolano online indipendentemente dalla propria volontà possono distruggere l’identità stessa di una persona, impedendole di cambiare, trasformarsi, redimersi e diventare “altro”. Anche se il valore della nostra vita è infinitamente superiore al giudizio che una persona può avere di noi, è difficile, se non addirittura impossibile, saperlo e averne consapevolezza in un mondo che riduce tutto al “si dice” e al “si vede”.

Canzone del giorno:  Somebody Out There (1985) - Alan Parson Project
Clicca e ascolta: Somebody....