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"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

lunedì 18 maggio 2015

Presidi

"I docenti sono ormai il nuovo proletariato sociale. Vengono pagati un quinto o un sesto rispetto ai loro colleghi tedeschi o del Canton Ticino. E giustamente si oppongono a questa impostazione. Perché la riforma è sbagliata? Innanzitutto, vuole trasformare i presidi in capetti dispotici dotati di pieni poteri, ed è l'ultima cosa di cui la scuola ha bisogno.
Tranne qualche vendetta sgradevole, non cambierà nulla nella sostanza: la macchina della scuola è molto più complicata di quanto possa pensare Renzi, che non la conosce per nulla. Quindi questo progetto serve solo a fingere di riformare qualcosa, in peggio. Servirebbe ben altro, a cominciare da un riequilibrio del bilancio dello Stato a vantaggio della scuola. Ma l'esecutivo ignora il Parlamento e governa da solo: gli equilibri finanziari li stabiliscono tre o quattro persone, prendendo ordini dall'estero".

Luciano Canfora, storico e professore di Filologia classica presso l'Università di Bari (da un'intervista a Luca De Carolis - Il Fatto Quotidiano del 12/5/2015)

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"Perché il preside possa lavorare deve essere circondato da persone che diano il loro contributo. E sarà valutato da un comitato che potrà dare un giudizio sul suo operato. Se il giudizio sarà negativo il preside avrà un cartellino giallo. Se poi ancora i risultati non saranno positivi ci sarà il cartellino rosso e si dirà al preside di cambiare mestiere, come è giusto che sia. Non è pensabile che una comunità che costa tantissimo e che è più numerosa dell'esercito non sia in grado di raggiungere i propri obiettivi.
Non è possibile vivere in una cultura permanente del sospetto. E' un sentimento connaturato in una nazione in cui la corruzione è diffusa ma è anche vero che chi sbaglia, chi usa clientelismi sarà mandato via e che intorno al preside esistono numerosi organi con poteri di intervento: il collegio dei docenti, il consiglio di istituto, ci sono i genitori e alle superiori anche gli studenti con i loro rappresentanti".

Mario Rusconi, vice-presidente dell'Associazione Nazionale Presidi (da un'intervista a Flavia Amabile - La Stampa del 16/5/2015)

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