nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

giovedì 17 aprile 2014

Resilienza

"Oggi può star saldo solo chi conosce la propria fragilità, chi sa quanto l’ambivalenza tocchi persino il nostro stesso essere personale; chi comprende che un’identità affidabile puoò sorgere e mantenersi solo se sappiamo attingere a riserve di senso davvero robuste. 
L’identità, in effetti, non è mai solo l’espressione di scelte individuali: essa si fa e si rinsalda anche nel contatto con tante realtà che ci vengono offerte, se solo possiamo e vogliamo volgerci a esse. Grazie a esse, anche nei momenti più delicati possiamo alimentare la nostra resilienza, quella capacità di ritrovare equilibrio – magari anche in forme nuove, diverse, più solide e creative – di fronte alle perturbazioni.
Diverse possono essere le fonti cui indirizzarsi: per alcuni è la bellezza di un luogo naturale o quella di una città amata, così come la solidarietà degli amici o di coloro con cui si condividono sogni o ideali. Per altri può essere il riferimento alla propria storia personale o familiare o a un progetto condiviso, con gruppi o comunità. Per altri ancora può essere semplicemente quella realtà indefinibile che si manifesta leggera in una poesia o in una canzone, o in un’immagine particolarmente cara, o magari nelle profondità di un silenzio ritagliato al cuore di una giornata frenetica. Spesso è un libro (o magari più d’uno), cui si ritorna perché nell’intensità delle sue parole o nella forza di una narrazione esso ci comunica un’energia vivificante. Per molti, poi, tali realtà sono legate a una qualche forma di fede religiosa – per chi scrive, quella nel Dio di Gesù Cristo – sperimentata come fonte di forza nella difficoltà, sorgente di speranza attraverso i giorni.
Tante, insomma, le forme in cui possiamo mantenere vivo il contatto con quei riferimenti che ci aiutano a prenderci cura della nostra esistenza, quasi rigenerandola.
Abbiamo bisogno di ritrovare – proprio anche per mantenere salda e creativa la nostra identità al cuore della civitas – una spiritualità (anche se non per tutti tale termine rimanderà necessariamente a un vissuto religioso); abbiamo bisogno di tempi nei quali riprendere respiro, nei quali attingere a un senso facendolo diventare per noi vita quotidiana, carne e sangue; nei quali sempre e di nuovo la nostra storia personale si scopra inserita in narrazioni più ampie.
Così possiamo mantenere un’identità dinamica e relazionale, capace di vivere creativamente la realtà del presente, così come la trasformazione che la investe, pur senza deporre la capacità di discernimento critico nei confronti dell’una e dell’altra. Così può vivere quella speranza in un mondo diverso che nasce sì dall’indignazione per le contraddizioni del presente, ma trova soprattutto sostanza nella memoria, tenacemente coltivata, di una vita che sa essere – nonostante tutto – portatrice di bellezza e meritevole di cura. Così possiamo mantenere quello sguardo che sa andare al di là delle singole scelte di cui è pure intessuto il nostro quotidiano, per ritrovare ampiezza di respiro, senso storico, lucidità nell’analisi e capacità prospettica nella proposta. Così, insomma, può delinearsi una visione, certo sobria, certo conscia del proprio limite, eppure anche ardita nel disegnare futuro per un tempo che talvolta sembra senza vie d’uscita"
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Simone Morandini, Custodire futuro: etica nel cambiamento - 2014 (ed.Albeggi)

Canzone del giorno:  Fragile (1987) - Sting
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