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"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

lunedì 30 gennaio 2012

Il vecchio leone e la volpe

È sempre un po' fastidioso ascoltare in tv il politico di turno che, parlando di crisi e di problemi finanziari del nostro paese, assume un atteggiamento di distacco come se le difficoltà si fossero abbattute, nello spazio di questi pochi mesi, per una mera casualità. Roba che ha a che fare con il fato, con il destino barbaro e cieco!
Dalle loro parole non si riesce ad intuire dove risiedano le responsabilità politiche dell'attuale problematico presente.
Nel clima di questi giorni si potrebbe rileggere la favola di Esopo, scrittore greco vissuto più di 2.500 anni fa, che racconta come di fronte alle insidie si possa riuscire, con il buon senso e l’avvedutezza, a prevedere le minacce per non ritrovarsi “sbranati”.

La favola del vecchio  leone e della volpe.
              Un leone ormai invecchiato, non essendo più in grado di procacciarsi il cibo con la forza, capì che doveva procurarselo con l’astuzia. Si ritirò quindi in una caverna e, sdraiatosi là, fingeva di essere ammalato: così man mano che veniva qualche animale  a fargli visita, lo afferrava e lo mangiava.
Aveva già catturato molte bestie, quando andò da lui la volpe, che sospettava il suo stratagemma; si fermò a qualche distanza dalla caverna e cominciò a informarsi sulla sua salute.          
“Va male” le rispose quello, e le chiese perché non entrava.
“Ma io sarei entrata”, disse, “se non avessi veduto tante orme di animali che vengono dentro e neanche una che venga fuori”.
Così gli uomini di buon senso, fondandosi sugli indizi, prevedono pericoli e li sfuggono.


Canzone del giorno: A Sign (2011) - Ziggy Marley