nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

venerdì 14 settembre 2018

Avanti


La vita può essere capita solo all’indietro ma va vissuta in avanti.

Soran Kierkegaard (1813 - 1855)




Canzone del giorno: Future Looks Good (2016) - One Republic
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martedì 11 settembre 2018

Il brutto Paese

È bene che ce lo diciamo per primi noi stessi: l’Italia sta diventando un Paese invivibile. Un Paese incolto nel quale ogni regola è approssimativa, il suo rispetto incerto, mentre i tratti d’inciviltà non si contano. Basta guardarsi intorno: sono sempre più diffusi e sempre meno sanzionate dalla condanna pubblica l’ignoranza, la superficialità, la maleducazione, la piccola corruzione, l’aggressività gratuita. Una discussione informata è ormai quasi impossibile: in generale e specie in pubblico l’italiano medio sopporta sempre meno di essere contraddetto e diffida di chi prova a farlo ragionare, mostrandosi invece disposto a credere volentieri alle notizie e alle idee più strampalate. Non è un ritratto esagerato: è l’immagine che sempre più dà di sé il nostro Paese. La verità è che nel costume degli italiani è intervenuta una frattura che ha inevitabilmente modificato anche la qualità della cultura civica della Penisola e quindi di tutta la nostra vita collettiva a cominciare dalla vita politica. Il cui degrado non comincia a Montecitorio, comincia quasi sempre a casa nostra. (...) ...da due-tre decenni il Paese è rimasto privo di qualunque sede pubblica deputata alla formazione non solo e non tanto culturale ma specialmente del carattere e della sensibilità civile, all’insegnamento di quei valori in definitiva morali su cui si regge la convivenza sociale. Coltivando un’idea fasulla di modernità e di libertà l’Italia ha assistito, addirittura compiaciuta, al progressivo smantellamento di istituzioni che alimentavano la democrazia con il flusso vitale del sapere disinteressato, della tradizione, della possibilità dell’autoriconoscimento collettivo. Ci siamo avviati in tal modo ad essere una società senza veri legami, spesso selvatica e analfabeta, ogni volta che convenga frantumata in un individualismo carognesco e prepotente. L’Italia di oggi insomma, illusa e inconsapevole del brutto Paese che essa ormai sta diventando.

Ernesto Galli Della Loggia, Corriere della Sera (9/9/2018)

Canzone del giorno: Dirty Low Down and Bad (2003) - Keb' Mo'
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domenica 9 settembre 2018

Mattone

Non piangeremo più sul latte versato ma cambieremo mucche perchè, come diceva un mio amico muratore, "Il buongiorno si vede dal mattone".
Ri-costruiamoci.

                                                                                         Alessandro Berganzoni


Canzone del giorno: Sweet Architect (2016) - Emeli Sandé
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giovedì 6 settembre 2018

Pulsioni

Matteo Salvini sul lettino del psicanalista? Non potendo invitare direttamente il Presidente del Consiglio, pardon... il vice-presidente del Consiglio, a stendersi rilassato per raccontare tutto ciò che veramente gli passa per la testa, il psicanalista Massimo Recalcati tenta di analizzare, anche in assenza del "paziente", i motivi che hanno permesso il suo successo e il suo continuo rafforzarsi una volta conquistato il "potere": "In termini psicoanalitici, Salvini ha saputo sfruttare quella pulsione securitaria che per Freud è a fondamento di ogni psicologia di massa. La difesa della propria identità, il rifiuto dell’estraneo, l’arroccamento di fronte alla minaccia dello straniero prima di essere xenofobia, razzismo o altro, che piaccia o meno, è una inclinazione fondamentale dell’essere umano.
Ogni filosofia politica che trascura questo dato di fondo rischia l’idealismo impotente. Una delle leggi isolate da Freud come determinanti nel regolare la nostra vita psichica è, infatti, quella della difesa strenua del proprio equilibrio interno e dei propri confini. Salvini vince facile perché ha elevato questa tendenza basica della vita pulsionale alla dignità dell’azione politica. La totale subalternità del M5S deriva da questa mossa inaugurale".
Pulsione, pulsione securitaria parlando nel nome del popolo (?) italiano ogni volta che apre bocca. Salvini ci tiene a dire che gli italiani ("tutti gli italiani") sono con lui fino al punto di sostenere che possono anche arrestarlo ma nessuno potrà fermare "la voglia di cambiamento di 60 milioni di italiani". Una volta individuato il nemico esterno (l'immigrato o l'Europa che sia) la sua pulsione lo porta a prefigurare e sostenere che lui è dalla parte della ragione e ogni italiano (compresi gli immigrati divenuti cittadini italiani?) è dalla sua parte, compresi neonati, ragazzini e ultracentenari.
E i suoi (pochissimi) avversari? E la sinistra che fino a ieri era al governo? Scrive Recalcati: "Sbaglierebbe però, ancora una volta, la sinistra a non tener conto di questa realtà “umana troppo umana” invocando come suo antidoto l’Europa come ideale universale. In politica l’universalismo  tende sempre a perdere contro il particolarismo.
La forza mediatica di Salvini è quella di dichiarare di inchiodare l’Europa alle sue responsabilità concrete. Il gioco è facile: egli sfida un’Europa solo di carta nel nome della concretezza realissima della pulsione securitaria. E la sinistra non potrà vincere questa ondata reazionaria invocando un astratto desiderio di Europa perché il desiderio senza pulsione resta, come insegna la psicoanalisi, totalmente vuoto. La sinistra non deve scindere il desiderio dalla pulsione, sebbene questa rischi ancora di essere la sua inclinazione di fondo. Considerare la pulsione securitaria solo come un elemento regressivo, barbaro, analfabeta, senza invece cogliere che essa riguarda un fondamento imprescindibile della nostra vita psichica".
Complicato opporsi al Matteo nazionale (ma una volta il "Matteo" nazionale non era un altro?) e le "pulsioni" hanno, come sempre,  il loro peso nel mondo degli adulti. Proprio per questo, alla fine, Massimo Recalcati inchioda sul suo lettino freudiano la "sinistra" che: "Dovrebbe provare a leggere la pulsione senza snobismo, come fissazione legittima ai suoi interessi parziali e territoriali. Altrimenti il rischio è quello di lasciare che la canalizzazione della pulsione securitaria prenda solamente la via dell’odio e della lacerazione. Non servirà invocare l’Europa, se essa resterà solo un desiderio nobile sganciato dal soddisfacimento pulsionale. Dovremmo invece saper mostrare che il nostro desiderio di “Europa” coincida innanzitutto con il destino stesso — per usare un termine appropriato di Freud — della pulsione e dei suoi interessi".

Canzone del giorno: Every Mother's Son (1970) - Traffic
Clicca e ascolta: Every....

martedì 4 settembre 2018

Canzoni contro la paura

E invece no, tu vuoi canzoni emozionanti
Che ti acchiappano alla gola senza tanti complimenti
Canzoni come sblerle in faccia per costringerti a pensare
Canzoni belle da restarci male
Quelle canzoni da cantare a squarciagola
Come se cinquemila voci diventassero una sola
Canzoni che ti amo ancora anche se è triste, anche se è dura
Canzoni contro la paura

Canzoni che ti salvano la vita
Che ti fanno dire "no, cazzo, non è ancora finita!"
Che ti danno la forza di ricominciare
Che ti tengono in piedi quando senti di crollare
Ma non ti sembra un miracolo
Che in mezzo a questo dolore
E tutto questo rumore
A volte basta una canzone
Anche una stupida canzone
Solo una stupida canzone
A ricordarti chi sei
A ricordarti chi sei

Brunori Sas, Canzoni contro la paura

Canzone del giorno: Canzoni contro la paura (2017) - Brunori Sas
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domenica 2 settembre 2018

Indelebile

 
Vincino (1946 - 2018)

















Canzone del giorno: A Day in the Life (1967) - Beatles
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sabato 1 settembre 2018

Playlist Agosto 2018




1.      Fates Warning, Afterglow  – (Inside Out – 1994) – Compressa
2.      Franco Battiato, Il re del mondo  – (L’era del cinghiale bianco – 1979) – Re
3.      Elton John, Chameleon  – (Blue Moves – 1976) – Magliette
4.      Guns N’ Roses, Right Next Door to Hell  – (Use Your Illusion I – 1991) – Caporalato
5.      Lou Reed, Average Guy  – (The Blue Mask – 1982) – Ferramenta
6.       Uriah Heep, High Priestess  – (Salisbury – 1971) – Competenza
7.      Jimi Hendrix, Purple Haze  – (Are You Experienced – 1967) – Ponte Morandi
8.      Muddy Waters, Screamin’ And Cryin’  – ( I’m Ready – 1982) – Diagnostica
9.      Claudio Lolli, Ho visto anche degli zingari felici  – (Ho visto… – 1976) – Riprendiamola
10.  Oasis, Cast No Shadow  – (What’s the Story Morning Glory – 1995) – Privatizzazioni
11.  Ben Harper, Temporary Remedy  – (Diamonds of  The Inside – 2003) – Pale
12.  Paolo Nutini, New Shoes  – (These Streets – 2006) –  Eritrei
13.  Luca Carboni, Io non voglio  – (Sputnik – 2018) – Vicini