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"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

sabato 25 settembre 2021

Long Covid

Cosa si intende per long Covid dal punto di vista psicologico?

Il long Covid è attualmente oggetto di molti studi, anche da parte delle agenzie pubbliche internazionali, come il National Institute of Health degli Usa, il Nice inglese e, ovviamente, la stessa Oms. I sintomi segnalati in generale sono dolori muscolari e affaticamento, rallentamento fisico e mentale, ansia, depressione e disturbi della memoria e somigliano a quelli legati a grave stress cronico e dovuti allo stato infiammatorio che lo stress accentuato e prolungato causa nell’organismo. E’ probabile quindi che in generale sia in gran parte correlato allo stress fisico e psicologico causato dal Covid. La dimensione psicologica, sia emotiva che cognitiva, come evidenziano tutti gli studi è molto rilevante.

Quali sono i soggetti maggiormente colpiti? Esiste una stima che ci aiuti a capire di che numeri stiamo parlando?

Le ricerche, che ormai poggiano su centinaia di migliaia di casi osservati, mostrano che il 33 per cento delle persone colpite da Covid sviluppa disturbi di tipo psicologico, soprattutto di tipo ansioso, depressivo e legati a stress post-traumatico (questi ultimi dal 12 al 20 per cento). Questa percentuale sale al 39 per cento tra i soggetti che hanno avuto un ricovero per Covid e al 60 per cento tra i ricoverati nelle terapie intensive. Parliamo, come si vede, di milioni di persone. (...)

Cosa ne pensa e cosa direbbe a queste persone? Potrebbe essere opportuna una comunicazione sanitaria al pubblico sul tema?

Ci sono due temi fondamentali da evidenziare. Il primo è che una malattia mentale, un disturbo psichico, non va visto come una caratteristica dei soggetti deboli. Bisogna quindi togliere il senso di vergogna e rispettare queste situazioni. Importanti esempi li abbiamo avuti recentemente nello sport, dove tanti campioni hanno raccontato di aver sofferto di problemi psichici anche importanti. Il secondo punto è che non possiamo etichettare come malattia mentale o disturbo psichiatrico ogni forma di disagio psicologico. Oggi conosciamo un’ampia varietà di condizioni di malessere psicologico, spesso legate a tante situazioni della vita come stress, problemi affettivi, relazionali, socioeconomici, di lavoro, di salute. Situazioni che si giovano moltissimo di un aiuto psicologico anche minimale e collettivo (familiare, di gruppo, di organizzazione, di comunità) ma appropriato e tempestivo, e che invece, se trascurate, finiscono per innescare conseguenze anche importanti. Tutte le situazioni vanno comprese e rispettate, questo è il messaggio, ma non si può etichettare come disturbo mentale ogni forma di disagio psicologico, altrimenti allontaniamo tante persone dal chiedere aiuto.

Intervista a David Lazzari, Presidente del Consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi (Eva Massari, Foglio - 19/9/21)

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