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"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

giovedì 22 aprile 2021

Fiasco

 ...è il momento di fare luce sull'incredibile fiasco dei cosiddetti soci fondatori, che alla prova dei fatti si sono rivelati meno organizzati dei Soliti Ignoti di Monicelli. La comunicazione. Un disastro. Se vuoi sbarcare su tutti gli schermi del mondo con un progetto così dirompente, che senso ha annunciarlo di soppiatto a mezzanotte senza nemmeno un video, una dichiarazione a voce, quantomeno un tentativo di risultare seducente? Per forza poi si diffondono le interpretazioni più disparate, come l'idea che la Superlega fosse un campionato interamente chiuso o un'operazione “alla NBA”, teorie che non corrispondono a verità. Ma che importa? Che importa se invece di Messi, Ronaldo o Salah la tua faccia da copertina è Florentino Perez, mentre intanto scorrono h24 i dubbi di Klopp e Guardiola? Persino l'accorato monologo di Roberto De Zerbi, la cui popolarità non travalica le Alpi, è risultato più efficace dei borbottii del capo del Real Madrid, il cui flebile tono di voce tradiva la sotterranea disperazione da presidente di un club gestito talmente male da aver bisogno di soldi, per sua stessa ammissione, qui e ora. Certo, almeno lui ha risposto al telefono. I dubbi, mai chiariti. Quando parte? Già ad agosto? Quanti e quali sono i “soci fondatori”: dodici, quindici, c'è il Bayern (spoiler: no), la Roma (spoiler: no), il Porto, il Lipsia? Come funzionano le qualificazioni per le altre cinque? Chi sono gli arbitri, e da chi dipendono? Il capo della SuperLega sarebbe stato uno dei presidenti delle squadre in gara: possibile credere all'indipendenza di arbitri scelti (e ben pagati) direttamente da uno dei presidenti della Lega? Visto che la SuperLega si rivolgeva a un bacino d'utenza di un miliardo di telespettatori, su che fuso orario sarebbero andate in onda le partite? Domande rimaste inevase, quando dovevano essere oggetto di FAQ, rassicurazioni, chiarimenti mai arrivati nelle prime e ultime 48 ore di vita. Al loro posto, dichiarazioni surreali come quelle rilasciate a “Le Parisien” dal segretario generale Anas Laghrari: “I giovani calciatori” (riportiamo testualmente) “hanno voglia di giocare grandi partite contro grandi giocatori. Neymar sognava di affrontare Messi in Champions, ma era infortunato e forse non potrà mai giocarci contro”. E perché i sogni di Neymar dovrebbero valere più di quelli di un giocatore dell'Atalanta o del Siviglia?

Giuseppe Pastore, Il Foglio (21/4/2021)

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