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"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

giovedì 7 gennaio 2021

Caduta

Ieri è caduta l’America. I sostenitori di Donald Trump hanno assaltato il Campidoglio, chiamati alla protesta dallo stesso presidente degli Stati Uniti. Sembravano sulle prime variopinti ma pacifici, invece sono passati alle maniere forti, sfondando la debole resistenza delle forze dell’ordine che hanno fatto irruzione nel Congresso che stava ratificando l’elezione di Joe Biden a presidente degli Stati Uniti e che in quel momento era presieduto dal vicepresidente uscente, Mike Pence. I membri del Congresso si sono buttati sotto i banchi, terrorizzati, gli agenti della sicurezza hanno cercato di difendere l’aula sparando verso i manifestanti che volevano fare irruzione e che alla fine ci sono riusciti.  La consacrazione delle elezione di Biden è stata così interrotta,  Pence è fuggito scortato dai servizi segreti, tutti i membri del Congresso sono scappati mentre le forze dell’ordine cercavano di recuperare il dominio di una situazione ormai sfuggita di mano. Da più parti si è fatto pressing su Trump perché parlasse alla nazione chiedendo ai sostenitori di deporre le armi (analoghi scontri e manifestazioni erano in corso in tutti gli Stati Uniti) ritirandosi dal Congresso e sciogliendo le manifestazioni. Trump prima ha fatto un tweet chiedendo ai suoi di muoversi pacificamente, poi ha registrato un video di un minuto postandolo su Twitter che ne ha bloccato il tipo di condivisione. Nel suo discorso il presidente uscente ha sì chiesto alla fine ai manifestanti tornare a casa pacificamente, ma ha iniziato buttando nuova benzina sul fuoco sostenendo che le elezioni erano state da lui perse solo per le frodi. (...) Ci sono folle oceaniche a protestare in tutti gli Stati Uniti, anche se non violente come quella di Washington e con le immagini di ieri dell’assalto al Campidoglio che sembrano quelle classiche di un golpe che hanno fatto il giro del mondo, diventa assai difficile sollevare la democrazia americana da questa incredibile caduta. Immaginate l’effetto che quelle immagini di un’America in ginocchio possono avere fatto agli occhi dei gruppi terroristici di tutto il mondo, nel mondo arabo o in tutti quei paesi che non sognano altro che la caduta degli Stati Uniti.  Difficile rimettere in piedi le macerie e riprendere le redini dell’America e probabilmente difficile farlo per un uomo non particolarmente di carattere come Joe Biden. Sarà complicato anche decidere il destino di Trump che ha enormi responsabilità sia in quello che è incredibilmente accaduto che nel non averlo voluto fermare come era dovere di un presidente in carica degli Stati Uniti. È caduta l’America, e rimetterla insieme sarà difficilissimo perché le ferite che si sono aperte non si rimargineranno dall’oggi al domani, né all’interno degli Stati Uniti né per quello che vuol dire quella superpotenza davanti al resto del mondo.

Franco Bechis, Il Tempo (7/1/2021)

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