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"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

giovedì 28 novembre 2019

Pregiudizio

 

Esiste un diffuso pregiudizio “progressista” che penalizza molto il nostro umore e la nostra percezione del mondo: ce lo fa sognare migliore di quello che è, e di conseguenza ce lo fa vedere peggiore di quello che è. Per esempio ci scandalizziamo scoprendo che per quattro italiani su dieci la violenza sessuale vede la vittima in qualche modo correa (perché vestita in modo “provocante” o perché “se l’è andata a cercare”).Ma questo significa che sei italiani su dieci non lo pensano: è in un paese che alla nostra storia culturale (patriarcale/maschilista) questa è un eccellente notizia. Meritevole, lei sì, di un titolo: “sei italiani su dieci pensano che la violenza sessuale sia sempre comunque colpa di chi la commette“. Brindiamo! Immaginate lo stesso sondaggio una cinquantina d’anni fa (quando il delitto d’onore era ancora legge dello Stato, le adultere puttane, gli adulteri abili seduttori; quando fior di poliziotti e magistrati trattavano da donna violentata con sospetto, se non con ostilità). le percentuali sarebbero perlomeno rovesciate. Dimentichiamo troppo spesso come eravamo. Abbiamo perduto memoria di un percorso lungo e tormentato, che parte da una base (comune a quasi tutto il mondo) di ignoranza, analfabetismo, gerarchie sociali e familiari rudimentali e brutali. Vale anche per le scemenze espresse dai letti certamente burini, ma in rappresentanza di lettori almeno altrettanto burini. Se la smettessimo di torture le dita di fronte all’evidente bestialità degli umani forse riusciremo ad affrontarla meno accigliati, aiutando certi bestioni a recuperare qualche gradino dell’evoluzione mancata.

Michele Serra, L'Amaca (Repubblica - 27/11/2019)

Canzone del giorno: Ocean of Noise (2007) - Arcade Fire
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