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"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

venerdì 20 settembre 2019

Sarà che...

Sarà un segno dei tempi. Un altro. Sarà che l’epoca richiede più volti che idee, più leader da osannare e dimenticare che progetti su cui riflettere. Sarà che i «mezzi» diventano la sostanza stessa e non sono mai specchi neutri: si era capito negli anni Cinquanta con la televisione e figuriamoci adesso con il web, forse la più grande rivoluzione della storia. La velocità come valore assoluto, una sorta di sogno (o incubo) futurista. Sarà per questi e cento altri motivi, ma gli ultimi giorni hanno riaperto la stagione dei partiti personali. I tre poli di un periodo che sembra lontano (l’anno scorso) stanno svanendo. One man show, con il contorno dei fedelissimi. Calenda ha lasciato il Pd e prepara il suo movimento perché il Pd si è alleato con i Cinque Stelle. Renzi lancia Italia viva, anche se lo stesso Pd ha abbracciato gli stessi Cinque Stelle, come più o meno aveva chiesto lui. Toti ha mollato Forza Italia per avvicinarsi a Salvini e andare subito alle urne: solo che non si vota. Troppo rapido. Un gruppo di berlusconiani guarda già a Renzi, per adesso a cena, forse domani a colazione. La senatrice Donatella Conzatti, ieri, è stata la prima a fare il grande passo «per arginare i sovranisti», che passeranno la notte svegli. Giuseppe Conte, benedetto dagli indici di gradimento, ha una compagnia dove gli attori aumentano e il copione diventa più complicato: bisogna aggiungere un po’ di parti in commedia. Con la cassa quasi vuota e il pubblico che rumoreggia.

Venanzio Postiglione, Corriere della Sera (19/9/2019)

Canzone del giorno: O che será? (À flor da terra) (1976) - Chico Buarque
Clicca e ascoltaO que serà....