nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

giovedì 16 novembre 2017

Rovescio epocale

Per la prima volta non trovo le parole. Ne ho scritte tante in giro con il calcio, ma non ricordo una delusione così massiccia e un’Italia peggiore, così inadeguata e piena di peccati da divorarsi da sola. Ma sarebbe sciocco pensare che tutto sia cominciato stasera. La fiamma si è spenta nel 2006, cinque minuti dopo l’istante in cui abbiamo vinto il Mondiale. Avevamo Del Piero, Totti, Cannavaro, Toni, Pirlo e decine di altri giocatori fuori del normale. Poi siamo usciti al primo turno nel 2010 e di nuovo al primo turno nel 2014. Ci ha illuso la Juventus ma la Juve è un altro movimento, un’altra realtà. Quella italiana è leggera ed egoista, gonfiata per convenienza comune ma senza più una base tecnica. Ventura ha allargato il problema, ma lui se ne andrà e sarà punito dall’evidenza della sua inadeguatezza. Ha giocato l’ultima carta con una formazione sbagliata, senza Insigne, con un centravanti doppio che colpiva i piedi dell’altro, con centrocampisti senza qualità e la stessa difesa dei cicli precedenti. Ha reso dannoso il suo passaggio, ma il problema non è mai stato lui. Un c.t. si sostituisce e la vita ricomincia. Il problema è che non siamo più in grado di trovare un solo giocatore di classe da vent’anni, da quando Pirlo, Totti e Del Piero ne avevano già venti. È un problema grande che riguarda il modo di giocare a calcio, il dove, l’effetto delle televisioni (tutto è cominciato allora) e perfino l’ingerenza di una nuova classe dirigente, quella dei genitori dei piccoli calciatori. Troppe cose per discuterne ora, andrà fatto con calma. Ma non siamo davanti a un temporale, siamo davanti a un vero rovesciamento di situazioni sociali. È tempo di rivedere tutto perché è già tardi. Questa è la prima epoca in cui tutti i ragazzi devono pagare per giocare a calcio e pagando devono giocare tutti. Dov’è la selezione? Davvero il socialismo poteva riemergere dal calcio? Resta questa delusione immensa che spero aprirà finalmente una discussione. Perché siamo scomparsi? Ventura se ne andrà, ma resteremo noi e cosa ci diremo? Daremo la colpa agli stranieri che hanno pure gli spagnoli e gli inglesi? E dove sono gli italiani bravi? Nemmeno in serie B. Pensiamoci per una volta senza bandiere.
                                                                   Mario Sconcerti, Corriere della Sera (14/11/2017) 

Canzone del giorno: Vuoto a perdere (2011) - Noemi
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