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"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

martedì 14 giugno 2016

Viltà

"L’orrore, lo sgomento, la pietà, l’incredulità di fronte alla strage – l’ennesima strage di innocenti – commessa a Orlando, Florida per mano di un "lupo solitario" (sempre che si confermi tale) di nome Omar Mateen non ci esula da due considerazioni. La prima: nel solo 2015 negli Stati Uniti ci sono state 373 stragi con un bilancio complessivo di 475 morti e 1.870 feriti. Stragi, non omicidi, visto che si considera strage un episodio violento in cui sono coinvolte almeno quattro persone. Perché se dovessimo contare il numero di americani morti per ferite da arma da fuoco, il bilancio del 2015 salirebbe a poco meno di 13mila. (...) Per compiere una strage come quella di Orlando non è sufficiente un fucile a tappi, occorrono armi da guerra, revolver, pistole, di cui in Stati come la Florida la vendita è libera, senza licenza, senza alcuna registrazione.  (...) In molti sostengono che questa sia ormai una guerra civile fra il fondamentalismo islamico e la modernità, dominata da un odio per la diversità di cui il Daesh ha fatto una bandiera, incitando a una violenza incondizionata, nichilista, distruttiva nei confronti del kafir, il miscredente, l’infedele. Una violenza che non risparmia nessuno e che si scaglia sui bersagli più inermi ma più rappresentativi della civiltà della convivenza: i giovani, le donne, i gay, i teatri, le arene rock, gli stadi e su un piano di odio specifico le chiese cristiane, le sinagoghe, le moschee 'non allineate' al verbo fondamentalista e le scuole dove s’impara il rispetto e la libertà. Una viltà spregevole, quella del Califfato, mai disposto a battersi ad armi pari, sempre pronto a decapitare statue, abbattere croci, templi, icone, simboli. (...) Probabilmente è vero che è in corso una guerra civile. Una guerra che dobbiamo combattere, non solo in America, ma dovunque vi sia spazio per la libertà di pensare, di vivere, di muoversi, di allestire la propria vita come si crede con civile responsabilità. E non bisogna aver paura delle parole per dirlo".

Giorgio Ferrari, Avvenire - 14/6/2016

Canzone del giorno:  Strange Days (1967) - Doors
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