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"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

lunedì 13 luglio 2015

Achille

Achille — Nel kulikon, va bene. Ma questo sarebbe progresso? Questo è il futuro per la mia patria e per l'Europa?
Chirone — Nessun progresso! Sarà quasi un ritorno alla legge di natura, una guerra infinita di divinità avide e mediocri. Quindi rassegnati o prode Achille. Non andrai a cercar gloria a Troia. Non abbiamo i soldi per mangiare, come potremmo averne per le spade?
Achille — O Chirone, maestro, non ti riconosco più. I soldi per gli armamenti si trovano sempre, anche nelle crisi. E io non mi rassegno. Vedo un centauro venire all'orizzonte, su una grande moto splendente. So chi è, è l'ateniese Varoufachio, aitante e stolto. Mi prenderà in sella e insieme andremo da questi Europei… e li affronteremo! Chi è il guerriero più forte tra loro?
Chirone — Non saprei. Forse una donna.
Achille — Ah, questa poi… 
Chirone — Si chiama Angela, figlia di Odino e Bundesbank… grande è il suo potere… Non puoi affrontarla… 
Achille (saltando sulla sella di Varoufachio e bruciandosi il tallone con la marmitta) — Ahia! Vedremo. Per quanto le leggi di Krisis siano misteriose e assurde, e la dea sia difesa da migliaia di titani, truffatori, speculatori, evasori e da agenzie di rating e segreti bancari, io entrerò in Europa come un uragano, e farò fuori tutti… 
Chirone — Achille, Achille, non andare…
Achille — Devo. Su mio prode centauro Varoufachio. Perché non parti?
Varoufachio — È finita la benzina. Non hai cinque euri?


                         Stefano Benni, Repubblica del 30/6/2015


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L'ira di Achille e la guerra di re Tsipro contro Europa

STEFANO BENNI
La Repubblica 30 6 2015

ACHILLE attraversa correndo la vasta pianura della Tessaglia. Raggiunge un centauro che sta brucando tranquillo erbette miste. Gli si rivolge ansante.
— O Chirone, mio saggio cavallo e umano maestro, sta accadendo qualcosa di strano e incomprensibile anche per un semidio quale io sono.
Chirone (masticando radicchio) — E cosa, mio amato Achilletto?
Achille (posando a terra lo scudo con grave rumore di pentolame) — Stamane mi recai al tempio del dio Bancòmetro, ove c'è una roccia spaccata, sacra a mia madre Teti. Infilai la spada nella fessura per ottenere le monete d'oro necessarie alle mie spese. Ebbene, la fessura sputò fuori in malo modo la mia arma e disse con voce tonante: "Grexit ". Che significa?
Chirone — Ahimè temevo un simile momento. E poi?
Achille — Più volte inserii la spada con forti fendenti e la roccia non solo mi negò le monete ma si scosse irosa, e dietro a me c'era un fila di mortali che aspettava il turno e rumoreggiava e io gridai "indietro, pezzenti" e uno di essi fece con la lingua un rumore beffardo e vibrante, tipo….
Chirone — So di cosa si tratta. E poi?
Achille — Al decimo inserimento di spada, la roccia del dio Bancòmetro sussultò come per un terremoto e disse: «O Achille, come puoi tu chiedere danaro in presenza di eventi quali il defaulto della tua patria?».
Chirone (scacazzando di paura) — Proprio così disse?
Achille — Proprio come ti ho riferito! E ora che posso fare? Come sai devo recarmi a Troia per combattere i nemici della Grecia. E senza oro non posso comprarmi né una lancia, né una corazza elegante né uno scudo adeguato, quello vecchio è tutto ammaccato… là tutti mi stanno aspettando, farò la figura del vigliacco.
Chirone — Ahimè dunque non sai?
Achille — Non so cosa ?
Chirone — La guerra è sospesa. Non c'è più una dracma. La navi tornano in patria. Ben altri sono ora i nemici che ci offendono… Achille — E chi più dei Troiani e di quel fetente di Ettore e di quella zoccolona di Elena?
Chirone — Achille, Europa ci offese.
Achille — Europa mia sorella? O quello che è, visto che Zeus non fa che inseminare fanciulle e spargere prole ovunque….
Chirone — No, col nome Europa si designano le terre di Occidente, ove imperano barbari dalla cui stirpe nasceranno britanni e celti e crucchi e pure i romani, che Zeus ce ne scampi.
Achille — E che c'entra il dio Bancòmetro?
Chirone — Mi è difficile spiegarti, Achille. Sappi che Agamennone, il re Tsipro, la regina Syriza e altri vennero a patti con questi abitanti dell'Europa e chiesero loro un prestito per attaccare Troia. Ma ora i barbari europei esigono la restituzione con umilianti richieste. Tsipro si è adontato e ha detto che mai e poi mai lo farà. Ma per i voleri di Krisis, dea dell'Economia globale ora rischiamo il defaulto, il fallimento e la miseria, per questo il sacro Bancòmetro non rilascia oro….
Achille — Non capisco. Chi è Krisis? E cos'è l'economia globale?
Chirone — Nessuno lo sa, ogni istante essa cambia nome e passa dalla fortuna alla catastrofe e dalla teoria alla follia, a volte dà i numeri, a volte parla oscura come la Sibilla. Essa è una divinità più potente di Zeus. Le Moire stesse ne hanno paura. Nascondono il fuso, il filo e le forbici per paura che gli vengano portati via. Le sue leggi stanno sopra agli uomini e agli dei. Solo Ade non la teme, perché nel suo regno ci sono decine di manager che gli consigliano gli investimenti.
Achille — Tu mi prendi in giro Chirone. Non può essere più pericolosa di un leone o di un ciclope o di un idra… Chirone — Lo è molto di più. I suoi tentacoli sono in tutto il mondo. Essa ci tiene legati alla sua lunga corda. Se la allenta, respiriamo, se la tira, ci strangola.
Achille — Ma per Zeus e Poseidone, come cazzo funziona?
Chirone — Essa è più misteriosa di Tiresia e Cassandra. Ti faccio un esempio. Se in un paese Krisis si nasconde, che accade?
Achille — Ricchezza per tutti?
Chirone — No! Più tasse, le banche ingrassano, gli speculatori accaparrano, e gli evasori esportano capitali, eccetera.
Achille — E il popolo?
Chirone — E il popolo spende e chiede prestiti ignaro che presto
lo prenderà là dove la folgore di Zeus non illumina. Nel kulikon.
Achille — L'avevo capito. E poi?
Chirone — Quando le cose vanno peggio, Krisis balza fuori dal suo nascondiglio, e nessuno può restituire i soldi, e i consumi crollano e allora… Achille — Banche e speculatori e multinazionali vanno in rovina.
Chirone — No, chiedono aiuto allo stato, si fanno finanziare, perché essi sono le colonne del tempio di Krisis, che non può mai crollare, e le agenzie di rating seminano il panico e gli economisti si accapigliano e straparlano, ebbri come Baccanti. E ci si prepara ai sacrifici...
Achille — Ecatombi, sacrifici di agnelli e tori?
Chirone — No, sacrifici di umani. Si tira la cinghia. Ma non tutti. Le banche si rimpinguano di soldi, gli speculatori arricchiscono con le loro trame, i manager fregano quello che possono, non si pagano più le tasse, e il popolo lo prende...
Achille — Là dove la folgore di Zeus…
Chirone — Esatto. Ma è venuta l'ora fatale. L'Europa vuole i soldi, noi non possiamo ridarli. Quindi è guerra.
Achille — E chi vincerà?
Chirone — Nessuno vince mai del tutto. Le leggi di questa divinità sono così arcane da parere fasulle, e anche se essa si nutre di cifre e statistiche, a me sembra che sia in perenne balia di alea e vertigo. Ma alla fine il risultato è sempre lo stesso. Chi si era arricchito diventa ancora più ricco e chi era povero resta povero. La civiltà greca annaspa, mentre l'Europa divisa è sempre meno il centro del mondo e intanto i cinesi… Achille — Chi?
Chirone — Niente, niente.
Achille — Ma allora ribelliamoci!
Chirone — Ahimè, mio iroso amico, non si può. Tutti siamo prigionieri di questo labirinto. Nessuno sa chi lo ha costruito, nessuno sa come uscire. Il Minotauro ormai è una leggenda, vi si aggirano mostri ben peggiori che sono per metà Lapo e metà Marchionne, e il drago Merkel, e il Grexit e il Defaulto...
Achille — Chirone hai brucato ancora stramonio e marijuana?
Chirone — No, purtroppo sono lucido. So soltanto che alla fine la folgore di Krisis ci rimbalzerà… Achille — Nel kulikon, va bene. Ma questo sarebbe progresso? Questo è il futuro per la mia patria e per l'Europa?
Chirone — Nessun progresso! Sarà quasi un ritorno alla legge di natura, una guerra infinita di divinità avide e mediocri. Quindi rassegnati o prode Achille. Non andrai a cercar gloria a Troia. Non abbiamo i soldi per mangiare, come potremmo averne per le spade?
Achille — O Chirone, maestro, non ti riconosco più. I soldi per gli armamenti si trovano sempre, anche nelle crisi. E io non mi rassegno. Vedo un centauro venire all'orizzonte, su una grande moto splendente. So chi è, è l'ateniese Varoufachio, aitante e stolto. Mi prenderà in sella e insieme andremo da questi Europei… e li affronteremo! Chi è il guerriero più forte tra loro?
Chirone — Non saprei. Forse una donna.
Achille — Ah, questa poi… Chirone — Si chiama Angela, figlia di Odino e Bundesbank… grande è il suo potere… Non puoi affrontarla… Achille (saltando sulla sella di Varoufachio e bruciandosi il tallone con la marmitta) — Ahia! Vedremo. Per quanto le leggi di Krisis siano misteriose e assurde, e la dea sia difesa da migliaia di titani, truffatori, speculatori, evasori e da agenzie di rating e segreti bancari, io entrerò in Europa come un uragano, e farò fuori tutti… Chirone — Achille, Achille, non andare…
Achille — Devo. Su mio prode centauro Varoufachio. Perché non parti?
Varoufachio — È finita la benzina. Non hai cinque euri?
E così restano, immobili e eroici in mezzo alla vasta pianura assolata, mentre Zeus e i cinesi se la ridono.