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"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

domenica 11 maggio 2014

Bring Back Our Girls.

Una crudeltà inammissibile.
Il rapimento delle 223 studentesse nigeriane da parte dei terroristi islamisti di Boko Haram è un crimine inaudito contro l’umanità.
E’ avvenuto quasi un mese fa e in un video reso noto lunedì scorso, i rapitori hanno annunciato che le ragazzine saranno “vendute al mercato nel nome di Allah” come schiave o spose.
Nella giornata dedicata alle mamme, ha un valore ancora più forte la campagna di Twitter #BringBackOurGirls con la quale celebrità, politici e organizzazioni umanitarie chiedono il rilascio immediato delle ragazze sequestrate.
Da molti anni il gruppo fondamentalista Boko Haram terrorizza la Nigeria, affermando che l’educazione occidentale è da vietare e che le donne non debbano avere accesso a nessun sistema educativo.
La Nigeria è divenuta una nazione nella quale si ha paura di frequentare le scuole. Boko Haram con il terrore vuol far sì che il paese africano non abbia un futuro improntato sulla civiltà e sulla crescita culturale.
Secondo un rapporto dell’Onu, gli attacchi contro le scuole sono divenuti un’orrenda consuetudine in Nigeria. Quindicimila studenti da mesi non hanno accesso all’istruzione per colpa dei terroristi che distruggono scuole e centri educativi.
Amnesty International ha accusato il governo nigeriano di aver sottovalutato la situazione, non agendo in maniera decisiva per impedire il raid di Boko Harem.
L’incapacità delle istituzioni nigeriane di impegnarsi attivamente per la risoluzione del sequestro, rende ancora più importante la mobilitazione e l’adesione alla campagna internazionale di protesta.
Bring back our girls. Ridateci le nostre ragazze.

Canzone del giorno:  Four Woman (1966) - Nina Simone
Clicca e ascolta: Four....