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"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

domenica 2 settembre 2012

Influenze


Le cose stanno più o meno in questo modo: i vari motori di ricerca e social network ci trasferiscono una marea d’informazioni che risultano tarate sulle precedenti ricerche effettuate da ogni singolo utente.
Il web, in sostanza, prima immagazzina le nostre ricerche fatte di gusti, curiosità, interessi, esigenze e, subito dopo, a ogni successiva connessione veniamo indirizzati verso delle risposte-informazioni adeguate ai nostri gusti.
Se due diversi soggetti, infatti, inseriscono in un motore di ricerca la medesima parola alla fine, otterranno dei risultati di ricerca diversi.
A prima vista tutto ciò potrebbe non apparire per niente grave ma secondo Eli Pariser, famoso guru americano esperto del mondo delle comunicazioni, il processo appena descritto ci rende meno aperti al dialogo e ci orienta (e costringe!) a vedere soltanto ciò che ci vogliono far vedere e con la tendenza a farci ignorare tutto il resto.
Nel libro “Il filtro. Quello che Internet ci nasconde” (Saggiatore), Pariser esamina gli effetti collaterali di un sistema così congeniato che ci fa leggere soltanto le notizie che a noi piacciono, in pratica una forma di «auto-propaganda invisibile che ci indottrina con le nostre stesse idee».
Il tutto a discapito del pluralismo.
Eli Pariser la definisce Bolla del filtro, ossia una condizione nella quale si affermano soltanto le notizie gradevoli, attinenti ai nostri interessi e conformi alle nostre convinzioni.
Servizi su misura per noi internauti che non ci rendiamo conto di questa forma di influenza suggestiva.
Un ostacolo alla pluralità delle informazioni che limita la nostra visione del mondo.

Canzone del giorno: Under The Influence (2006) - James Morrison
Clicca e ascolta: Under....