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"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

lunedì 4 giugno 2012

Rabbia

In libreria da alcuni giorni, "É inutile che alzi la voce" é un saggio sulla rabbia e sull'importanza che essa «ha sempre avuto nelle questioni umane, ben prima della comparsa di qualunque documento scritto».
Edito da Mondadori, il libro é stato scritto da Massimo Picozzi, noto psichiatra e criminologo, e Catherine Vitinger, esperta di tecniche di difesa personale.
Il sottotitolo del libro focalizza l'intento che si prefiggono i due autori: "Come riconoscere e affrontare la rabbia a casa, al lavoro, al volante".
Il punto di partenza  é chiaro: la rabbia (tanta o poca che sia) é di per se un fatto del tutto naturale che esiste sin dagli albori della civiltá.
Non potendola eliminare é necessario, quindi, "imparare a comprenderla", per poterla meglio gestire e elaborarla in maniera costruttiva.
Gli autori ci ricordano che proprio l’Iliade, il testo che ha maggiormente influenzato la cultura occidentale, si apre proprio con la parola «menis», l’ira funesta di Achille. E mentre per Platone la rabbia é ritenuta una passione brutale, per Aristotele, al contrario, essa può rappresentare, in determinate circostanze, un elemento di virtù e da giustificare moralmente.
Diabolica o virtuosa che sia, la rabbia può sprigionare energia costruttiva ovvero risultare fine a se stessa, subdola e capace di avvelenare i nostri giorni.
Contrasti lavorativi e familiari, disagi interpersonali, rapporti conflittuali generati dallo stress quotidiano, le nostre giornate risultano spesso contraddistinte da una ripetuta insofferenza.
Probabilmente, però, aveva ragione Petronio Arbitrio quando, più di duemila anni fa (come ci ricordano gli autori all'inizio del libro), scriveva che «Le nevi si fermano più lungamente sui terreni incolti e trascurati; ma dove la terra, lavorata dall'aratro, diventa splendente, la brina leggera sparisce in men che non si dica. Analogamente nel cuore umano si comporta l'ira: nelle anime rozze si insedia, mentre in quelle raffinate appena le sfiora e si dilegua».

Canzone del giorno: Don't Look Back in Anger (1995) - Oasis
Clicca e ascolta: Don't....