
Come sottolinea Fulco Pratesi, sul Corriere della Sera, «La situazione, nonostante gli
impegni, spesso solo cartacei, delle nazioni e delle organizzazioni
internazionali, non appare confortante. La popolazione umana continua ad
aumentare (si prevedono 9,3 miliardi per il 2050) e la concentrazione di CO2
nell’atmosfera a gennaio ha raggiunto un record di 395 parti per milione,
avviando la temperatura globale (il 2012 è stato il nono anno più caldo dal
1880) verso un aumento di più di 2 gradi di media, con gravi danni, soprattutto
per l’agricoltura e l’alimentazione. L’Italia, nel suo piccolo, negli ultimi
venti anni ha perso il 15% della terra coltivata».
Alcuni dati che riguardano il nostro paese sono sconfortanti. Negli ultimi
20 anni, ad esempio, è diminuita del 15% la superficie coltivata, il tutto a
causa della cementificazione e dell'abbandono provocato da una da un diverso
modello di sviluppo (sviluppo?). In Italia in 20 anni hanno cessato l'attività
più di 1 milione di aziende agricole.
È richiesto l'impegno di tutti in termini di alimentazione e di sprechi. Un grande passo sarebbe quello di limitare il consumo di carne e di scegliere di mangiare pesci delle specie più comuni. Pratesi ci ricorda, inoltre, che «secondo la FAO Secondo la Fao, un terzo della produzione totale di cibo destinato al consumo umano a livello globale finisce in discarica. In Italia, ben 108 chili di cibo commestibile sono sprecati ogni anno, contro i 99 della Francia, gli 82 della Germania e i 72 della Svezia.
È richiesto l'impegno di tutti in termini di alimentazione e di sprechi. Un grande passo sarebbe quello di limitare il consumo di carne e di scegliere di mangiare pesci delle specie più comuni. Pratesi ci ricorda, inoltre, che «secondo la FAO Secondo la Fao, un terzo della produzione totale di cibo destinato al consumo umano a livello globale finisce in discarica. In Italia, ben 108 chili di cibo commestibile sono sprecati ogni anno, contro i 99 della Francia, gli 82 della Germania e i 72 della Svezia.
Anche in questo campo un comportamento più virtuoso
e responsabile di ognuno di noi sarebbe molto necessario».