Quanto potrebbe durare il conflitto in base alle disponibilità militari di Washington e Teheran?
Non ci sono stime accurate di quanto potrà durare questa guerra. Soprattutto perché non c’è chiarezza sull’obiettivo finale di Stati Uniti e Israele e siccome esiste questa incertezza non è prevedibile se durerà giorni, settimane o mesi.
In che modo i curdi parteciperanno al conflitto?
Non è prevedibile con quale consistenza le forze curde parteciperanno alla guerra, partendo dal nord dell’Iraq, e non si conoscono ancora quali potrebbero essere le conseguenze per la stabilità della regione, ma lo scenario è molto preoccupante.
Qual è l'obiettivo strategico degli Usa?
Washington non ha un vero e coerente obiettivo strategico, sebbene lo staff di Donald Trump abbia chiarito che sarebbe quello di fermare l’Iran dall’essere una minaccia per la stabilità regionale. Ma non è stato ben definito dal presidente americano se si vuole anche un regime change, annullare il programma nucleare, quello missilistico e la capacità del regime di Teheran di dare sostegno al terrorismo.
E invece quale potrebbe essere il fine di Israele?
E’ probabile che lo Stato ebraico miri di più a un regime change e che veda alla guida del nuovo stato il figlio dell’ultimo scià Reza Pahlavi affiancato da qualche esponente dell’opposizione, ovvero un governo che sia meno ostile a sé, a Israele.
Quale sarà il ruolo di Cina e Russia in questa crisi?
Pechino e Mosca non giocheranno un ruolo di primo piano in questo conflitto, ma se le forniture di energia continueranno ad essere tagliate nella regione la situazione in Medio Oriente diventerà ancora più complicata.
Brian Katulis (analista del Middle East Institute), intervista di Chiara Clausi – Il Giornale (6/3/2026)






