nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

martedì 7 luglio 2026

Tempo libero

Siamo più vicini alle formiche che alle farfalle. Pochissime persone possono sopportare molto tempo libero.

Gerald Brenan (1894 - 1987), Pensieri in una stagione secca, 1978

Canzone del giorno: Ants Marching (1994) - Dave Matthews Band
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sabato 4 luglio 2026

La tirannia dell'urgenza

È sempre tutto urgente. Quanti dei vostri interlocutori formulano le loro richieste
precisando che potete assolverle quando vi sembrerà più opportuno, che possono attendere senza problemi? Quante mail ricevete con scritto in grassetto “non urgente”? Un rapporto da redigere, una proposta da esaminare, una busta da consegnare: il mondo del lavoro è il mondo dell’urgenza. Ma se tutto è urgente, che cosa è importante? La dittatura dell’urgenza nelle grandi imprese o nell’amministratore è facilmente spiegabile: correre dietro all’urgenza permette di sentirsi utili, di ottenere dei risultati a breve scadenza, e con essi la speranza di un riconoscimento. Avere l’aria sopraffatta è diventata il segno esteriore del successo. Ed è così che passano i giorni e le settimane senza che mai nessuno si ponga la più semplice delle domande: che cosa è davvero importante? Se è urgente rispondere alla decina di mail in arrivo, tanto più è importante sapere che cosa si vuol fare della propria vita. Abbiamo tutti gli strumenti, nel nostro lavoro, per distinguere l’urgente dall’importante. Basta pensarci e la distinzione si imporrà da sola e, a poco a poco, riusciremo a emanciparci dalla tirannia dell’urgenza. E comprenderemo la sua funzione: impedirci di accorgerci delle cose importanti.

Jul e Charles Pépin 

Canzone del giorno: Urgent (1981) - Foreigner
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giovedì 2 luglio 2026

Negaziosauro

Natangelo, da google.it















Canzone del giorno: Chin Up (2008) - Copeland
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mercoledì 1 luglio 2026

Playlist Giugno 2026

     1.      Katy Perry, Roar – (Prims – 2013) – Ottanta

2.      Delta Goodrem, Fragile – (Mistaken Identity – 2004) – Ragazzi Fragili

3.      Maggie Rose, Same Sky – (The Variety Show – Vol. 1 – 2016) – Un’eco

4.      Joe Barbieri, Retrospettiva futura – (Tratto da una notte vera – 2022) – Strumenti potenti

5.      Susan Tedeschi, Looking For Answers – (Just Won’t Burn – 1988) – Piccole risposte

6.      John Lee Hooker, Country Boy – (It Serve You Right to Suffer1966) – Esercito di riserva

7.      Niccolò Fabi, Io sono l’altro – (Tradizione e tradimento 2019) – La bontà

8.      Ligabue, Ho perso le parole – (1998) – 388 Parole

9.      John Mellencamp ft. Bruce Springteen, Wasted Days – (Stricyly a One-Eyed Jack 2022) – Occasioni sprecate

10.   Bruno Mars, Just The Way You Are – (Doo-Wops & Hooligans 2010) – Vedere la bellezza

11.   Blur, The Universal – (The Great Escape 1995) – Holding armata

12.   Jethro Tull, Nothing Is Easy – (Stand Up1969) – Nothing Is Easy

domenica 28 giugno 2026

Nothing Is Easy

Nothing Is Easy 

Niente è facile.

Anche se il tempo ti fa preoccupare,

amico mio, va tutto bene.

Prendi la vita con calma

e smettila di avere fretta...

Jethro Tull, Nothing Is Easy (Stand Up -1969)


Canzone del giorno: Nothing Is Easy (1969) - Jethro Tull
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giovedì 25 giugno 2026

Holding armata

Per quasi mezzo secolo l'Occidente ha tentato di piegare la Repubblica islamica con le sanzioni. Uno degli effetti inattesi è stato rafforzare proprio chi aveva gli strumenti per aggirarle: i Pasdaran che, da guardiani della rivoluzione, si sono evoluti nella più potente holding armata dell'Iran. Con l'accordo in discussione tra Washington e Teheran in Svizzera per riparare l'economia iraniana, il rischio - paradossalmente - è di incanalare ingenti fondi proprio verso le casse di chi ha costruito il proprio impero economico su petrolio, porti, banche e commercio. E che usa queste risorse per finanziare una rete di proxy regionali che si sporcano le mani per conto del regime. Un barile di petrolio esce da un giacimento. Attraversa oleodotti, impianti di trattamento, terminali, porti. Viene caricato su una petroliera che deve essere assicurata, finanziata, pagata attraverso un sistema bancario. Ogni anello della catena richiede infrastrutture, società di costruzione, logistica, trasporti, servizi marittimi. Lungo questo percorso, nell'arco di quattro decenni, i Pasdaran hanno costruito la propria sfera di influenza. Ed è questa capillarità a renderli un interlocutore quasi inevitabile per chiunque voglia fare affari nel Paese. Nati nel 1979 per difendere la Rivoluzione islamica appena proclamata dall'Ayatollah Ruhollah Khomeini, per riunificare le milizie e per fare da contrappeso all'esercito considerato ancora legato allo Scià appena deposto, i Pasdaran sono il ramo più potente delle forze armate iraniane. La loro missione è la sopravvivenza del regime e rispondono direttamente alla Guida Suprema. La guerra Iran-Iraq è il momento della trasformazione: tra il 1980 e il 1988 le Guardie Rivoluzionarie crescono enormemente per uomini, risorse e prestigio politico, diventando una struttura militare permanente con proprie forze terrestri e navali. Durante la lunga leadership di Ali Khamenei, la struttura dei Pasdaran si espande ben oltre la dimensione militare, assumendo un ruolo decisivo nella sicurezza interna, nell'economia e nella politica, fino a essere descritti da molti analisti come uno Stato nello Stato. […] Quando, all'inizio degli anni 2010, le sanzioni internazionali colpiscono il programma nucleare iraniano, l'impatto sui Pasdaran è relativo: le loro imprese subiscono le conseguenze al pari del resto del mercato iraniano ma paradossalmente riescono a trarre profitto dal contrabbando e dalla ridotta concorrenza nel mercato legale. Anche se, tecnicamente, l'accordo non assegnasse un solo dollaro ai Pasdaran, potrebbe rafforzarli lo stesso: con l'aumento delle esportazioni di greggio e del lavoro nei terminail e nelle infrastrutture energetiche, con il ritorno degli investimenti stranieri, serviranno imprese per costruire strade, oleodotti, impianti industriali e porti; con la ripresa dei traffici marittimi, aumenteranno i servizi logistici e finanziari collegati; con lo sblocco dei fondi congelati, l'Iran avrà maggiori risorse per finanziare progetti pubblici. Cioè, tutti i settori in cui le Guardie Rivoluzionarie hanno consolidato la loro presenza. Per le aziende straniere si apre un dilemma, perché sarà inevitabile, direttamente o indirettamente, lavorare con società riconducibili ai Pasdaran. Ma i Paesi occidentali - Stati Uniti, Canada, Unione Europea, Australia e Argentina - considerano i Guardiani della Rivoluzione un'organizzazione terroristica.

Fabiana Magrì, La Stampa (23/6/2026)

Canzone del giorno: The Universal (1995) - Blur
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martedì 23 giugno 2026

Vedere la bellezza


“Chiunque sia in grado di mantenere la capacità di vedere la bellezza, non diventerà mai vecchio”.

Franz Kafka (1983 - 1924)


Canzone del giorno: Just  The Way You Are (2010) - Bruno Mars
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