nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

venerdì 1 maggio 2026

Playlist Aprile 2026

     1.      Francesco De Gregori, Sulla strada – (Sulla strada – 2012) – Per strada

2.      Buddy Guy, Are You Losign Your Mind? – (Stone Crazy! – 1981) – Mutazione antropologica

3.      Ray Charles, Baby Let Me Hold Your Hand – (1951) – Solo tuo

4.      Laufey, Fragile – (Everything I Know About Love – 12022) – Fragili

5.      Layla Zoe ft. Henrik Freischlader, Dark Hearts – (The World Could Change – 2022) – La distruzione dell’altro

6.      Dire Straits, Down To The Waterline – (Dire Straits – 1978) – Non è il mio Occidente 

7.      Eduardo De Crescenzo, Camminando – (Amico che voli – 1982) – Cammina accanto 

8.      Tedeschi Trucks Band, It’s So Heavy – (Made Up Mind – 2013) – Il Papa e Trump

9.      Avion Travel, Sentimento – (2000) – Splendidi sentimenti

10.   Iggy Pop, Vulture – (Post Pop Depression – 2016) – Il Cappio d’oro

11.   Fleetwood Mac, I Know I’m Not Wrong – (Tusk – 1979) – Negare

12.   Deep Purple, Lady Double Dealer – (Stormbringer – 1974) – L’ingratitudine

13.   Bryan Adams, What If There Were No Sides at All – (2023) – Zone calde

martedì 28 aprile 2026

Zone calde

“non male. non male. se l’andazzo è questo faremo fortuna. sono molto preoccupato che possano mollare la guerra in Vietnam”, disse Bagley dei telefoni.

“non essere stupido – troppa gente si arricchisce e conta su quella guerra.”

“ma la Conferenza di Pace a Parigi…”

“oggi proprio non sei in te, Bag. tu sai bene che quelli non fanno un beato cazzo, ridono tutto il giorno, incassano lo stipendio e girano tutte le notti per i night di Parì. Quei tizi se la spassano. non vogliono che la Conferenza di Pace termini più di quanto noi vogliamo che termini la guerra. ingrassiamo tutti quanti, senza neanche un graffio è una pacchia. e se per un disguido dovessero sistemare la cosa e dovesse finire la guerra ce ne saranno sempre altre. mantengono vive zone calde in tutto il globo.”

Charles Bukowski (1920 – 1994), La macchina strizza-fegato (da Compagno di sbronze – ed.Feltrinelli)

Canzone del giorno: What If There Were No Sides At All (2023) - Bryan Adams
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domenica 26 aprile 2026

L'ingratitudine

Ti lamenti di esserti imbattuto in un ingrato: se questa è la prima volta, ringrazia la fortuna oppure la tua prudenza. Ma in questo caso la prudenza non può fare niente, se non renderti avaro; difatti, se non vorrai correre il pericolo dell'ingratitudine, non farai più beneficenza; così, per impedire che si perda nelle mani di un altro, l’opera buona andrà perduta per te. Anche quando incontriamo l’ingratitudine, non dobbiamo stancarci di fare il bene; anche dopo un cattivo raccolto bisogna seminare. Spesso la produzione abbondante di un solo anno compensa le perdite dovute alla persistente sterilità di un terreno infecondo. Vale la pena sperimentare anche l'ingratitudine pur di trovare una persona riconoscente.

Lucio Anneo Seneca (4 a.C. – 65 d.C.), Lettere a Lucilio, - Libro X – Lettera 81

Canzone del giorno: Lady Double Dealer (1974) - Deep Purple
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giovedì 23 aprile 2026

Negare

“Certa gente potrebbe imparare dai propri errori…se non fosse così occupata a negarli…”

Fabry Edward


Canzone del giorno: I Know I'm Not Wrong (1979) - Fleetwood Mac
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martedì 21 aprile 2026

Il cappio d'oro

Sottovalutato, nel gran mattatoio mediorientale, il fatto che Israele abbia introdotto la pena di morte, per di più su base etnica. Trascurato, di conseguenza, anche il dibattito tecnico su come stroncare la vita dei prigionieri, se sulla vecchia e cara forca o sulla sedia elettrica o per iniezione letale, sebbene non manchi chi (Trump, per dire) ritiene consigliabile, ai fini della deterrenza, la fucilazione mentre sembra esclusa - per ovvie ragioni storiche e ambientali - la camera a gas. Siamo o non siamo del resto nell’età selvaggia del ferro e del fuoco? Ma siccome siamo anche nell’epoca dei simboli, delle visioni e delle allucinazioni per cui tutto deve essere mostrato con meno parole possibili, e meglio ancora senza, ecco che qui si vorrebbe esprimere l’orrore, l’incredulità, il disgusto e lo sconforto dinanzi al muto e civettuolo distintivo dorato a forma di nodo scorsoio che il ministro della Sicurezza nazionale di Tel Aviv, Itamar Ben Gvir, si è messo all’occhiello a riprova del suo impegno a favore della legge ammazza-palestinesi, culminato nel brindisi dopo l’approvazione in Parlamento. E per prima cosa viene da pensare: felici noi italiani per cui la spilletta da bavero è un oggettino démodé che indica onorificenze, associazioni sportive e Rotary...

Filippo Ceccarelli, il Venerdì di Repubblica (17/4/2026)

Canzone del giorno: Vulture (2016) - Iggy Pop
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domenica 19 aprile 2026

Splendidi sentimenti

“Di nient’altro viviamo, se non dei nostri poveri, belli, splendidi sentimenti: ogni sentimento cui facciamo torto è una stella che spegniamo”.

Hermann Hesse (1877 – 1962)

Canzone del giorno: Sentimento (2000) - Avion Travel
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giovedì 16 aprile 2026

Il Papa e Trump

Più che irritata, la reazione vaticana dopo la maldestra intemerata di Donald Trump contro Robert Prevost è misurata. Tempera uno stupore trattenuto, e un disappunto che nasce dalla sensazione che alla Casa Bianca regni una rozzezza di analisi sulle questioni vaticane, accentuata dal timore di perdere le elezioni di medio termine a novembre. Attaccare con parole insultanti il capo della Chiesa cattolica segnala un’impazienza, quasi una disperazione montata nei mesi precedenti; e ora esplosa senza ritegno. Ma stavolta, per il presidente degli Stati Uniti sarà più difficile accreditare un papa «antiamericano» come era raffigurato Francesco. Lì si trattava di un argentino che non aveva messo mai piede negli Usa prima dell’elezione, nel 2013. Jorge Mario Bergoglio conosceva poco non solo il Paese ma la cultura a stelle e strisce, filtrata attraverso le lenti del peronismo. Non lo capiva né ne era capito. In più, nel 2019, di fronte a voci di un complotto dei conservatori americani nei suoi confronti, aveva scolpito, lasciando tutti di stucco: «Per me è un onore se mi attaccano gli americani». Un riflesso delle divisioni presenti anche nell’episcopato statunitense tra vescovi «repubblicani» e «democratici». Leone XIV, invece, è un figlio di Chicago. Ha fatto per anni il missionario in Perù, tanto da essere qualificato come un «latin yankee». Ossimoro solo apparente, perché nella sua persona essere «latino» per l’esperienza missionaria e «yankee» come figlio degli Usa significa offrire un’identità ibrida e risolta felicemente. In Conclave ha compiuto l’impresa di azzerare le divergenze tra i cardinali statunitensi. E la sua bussola ha come obiettivo principale l’unità della Chiesa e il suo governo. Il problema è che agli occhi di Trump e della sua cerchia di seguaci per i quali il presidente è «unto dal Signore», Prevost è difficilmente catalogabile. Categorie come continuità e discontinuità rispetto a Francesco o a Benedetto XVI non funzionano. […] Pensare che, in quanto figlio di Chicago, il Papa avrebbe assecondato i conflitti aperti unilateralmente da americani e israeliani con i toni del massacro legittimato dalla fede cristiana, conferma l’ignoranza dell’Amministrazione Trump. Il sostegno arrivato a Prevost in questi mesi da tutto l’episcopato Usa, e le critiche compatte alle deportazioni degli immigrati e contro la guerra, avrebbero dovuto fargli capire che lo sfondo è cambiato. Non ci sono più vescovi «trumpiani» e «antitrumpiani». E, se esistono, di certo oggi sono tutti allineati più che mai col papa americano. E lo saranno ancora di più dopo gli attacchi sgangherati del presidente. I segnali e gli inviti mai gridati alla cautela non erano mancati, d’altronde, nei mesi scorsi. Garbatamente, il pontefice aveva lasciato cadere l’invito del vicepresidente Vance, convertitosi al cattolicesimo nel 2019, a partecipare alle celebrazioni per il 250° anniversario degli Usa, perché poteva essere usato in campagna elettorale. E quando Trump aveva lanciato il Board of Peace, il Consiglio di Pace a inviti per il Medio Oriente, di nuovo dal Vaticano era arrivato un «no» contro un’istituzione di fatto privata che avrebbe picconato il multilateralismo delle Nazioni Unite, pur con tutti i limiti dell’Onu. Ma sono state soprattutto le motivazioni con le quali è stato bombardato l’Iran, e gli attacchi israeliani in Libano ad avere costretto Leone XIV a parlare con parole dure in modo inusuale. […] Sono gli Stati Uniti di Trump ad avere un problema con i «suoi» cattolici e col Papa: un Papa che tifa per i White Sox di Chicago e ama il film The Blues Brothers. Alla Casa Bianca non sarà facile convincere della giustezza del suo attacco gli elettori che nel 2024 lo hanno accompagnato al trionfo. Leone XIV è figlio della voglia di ricucire il tessuto liso del cattolicesimo e della pace. E sembra deciso dall’inizio a non connotarsi affatto come un avversario politico di Trump. In fondo, si muove su un piano diverso, morale e religioso. E guarda oltre l’attuale Casa Bianca e oltre le appartenenze politiche. Probabilmente, è questa sua pedagogia pragmatica, graduale ma lineare, guidata da una strategia poco gridata quanto chiara, a risultare insopportabile a un presidente convinto che la storia finisca con lui.  

Massimo Franco, Corriere della Sera (14/4/2026)

Canzone del giorno: It's So Heavy (2013) - Tedeschi Trucks Band
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