nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

giovedì 16 luglio 2026

Frustazioni

Perché Trump ha ordinato di ripristinare il blocco navale e chiede un pagamento del 20% alle navi che passano? 

«Siamo entrati nel ciclo dell'escalation, ma la soglia del dolore degli iraniani è più alta della nostra. Il presidente è frustrato e arrabbiato perché aveva iniziato la guerra per impedire all'Iran di acquisire l'arma nucleare, ma così ne ha prodotta una nuova, cioè l'uso della geografia come arma da parte di Teheran. Non è una posizione negoziale o una tattica della Repubblica islamica, sono i pasdaran che decidono cosa pensano sia nell'interesse del paese, con l'acquiescenza della guida suprema».

Come può rispondere Trump?

«Continuare il blocco navale, usare la potenza militare per sopprimere le difese aeree iraniane ed erodere le loro capacità di lanciare missili e droni, oppure ordinare al Pentagono di riaprire lo Stretto con la forza scortando le petroliere. Questa però sarebbe un'operazione lunga e costosa, col rischio di parecchie vittime americane, senza risolvere il problema strategico di base, perché l'Iran con i droni e i missili a corto raggio potrebbe sempre intimidire gli assicuratori e le compagnie di navigazione, che in realtà sarebbero disposte a pagare Teheran pur di passare in sicurezza. Il presidente si è chiuso in una scatola e non sa come uscirne».

Se lavorasse per lui, cosa gli consiglierebbe?

«Lascia perdere la forzatura militare e il blocco, punta su un vero accordo complessivo sull'Iran».

Perché il memorandum of understanding è finito?

«E' un documento terribile, frutto della disperazione, che dà tutte le carte agli iraniani. Questo succede quando affidi i negoziati al tuo miglior amico e a tuo genero. Non sono questioni che si risolvono al cellulare o sul tovagliolo di un cocktail, e gli effetti si sono visti anche in Ucraina e Gaza».

Cosa bisognerebbe negoziare?

«Un patto strategico complessivo con l'Iran, che dovrebbe accettare vincoli e restrizioni serie sull'infrastruttura nucleare, oltre a diluire l'uranio altamente arricchito, in cambio di migliaia di dollari, alleggerimento delle sanzioni, scongelamento dei beni sequestrati all'estero, libertà di vendere petrolio».

E riapertura di Hormuz.

«Sì, ma anche se Teheran prometterà la libera navigazione nello Stretto, vivremo sotto la spada di Damocle perché sappiamo che può chiuderlo a piacimento. La comunità internazionale non accetterà mai di codificare il dominio iraniano su Hormuz, ma non esistono molte alternative».

David Aaron Miller (ex inviato per il Medio Oriente del dipartimento di Stato americano), da un'intervista a Paolo Mastrolilli (Repubblica, 14/7/2026)

Canzone del giorno: The Promise (2003) - Danny Caron
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martedì 14 luglio 2026

Copione antichissimo

Attraversarono i Quattro Canti e continuarono lungo corso Vittorio Emanuele in direzione del Comando. Quando ci arrivarono si trovarono di fronte all’anticamera dell’oltretomba. Le divise dei militari erano tutte impolverate, tutte incomplete. A qualcuno mancavano i bottoni, a qualcun altro le stellette. I volti erano spenti e smarriti. Beatrice pensò: “Finiscono tutti così gli imperi. È un copione antichissimo che il mondo recita da molto prima che nascesse Sofocle. Il finale non cambia. Certi uomini amano perversamente la morte. La amano sopra ogni cosa, e la tragedia è che sono sempre loro a comandare”. 

Ruggero Cappuccio, La principessa di Lampedusa (ed.Feltrinelli – 2024)

Canzone del giorno: Pigs (1977) - Pink Floyd
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sabato 11 luglio 2026

Il futuro della Nato

L’annuale vertice Nato ad Ankara, il 7 e 8 luglio, si confronta con una contraddizione: mai gli Stati membri hanno speso tanto per la difesa, eppure mai l’Alleanza atlantica è stata così debole. Un anno fa il presidente americano Donald Trump ha spinto i Paesi Nato a impegnarsi a raggiungere la soglia del 3,5 per cento del Pil in spese militari calcolate secondo i criteri Nato, con l’obiettivo di arrivare al 5 per cento entro il 2035. Un salto notevole rispetto al precedente obiettivo del 2 per cento. Nel solo 2025, la spesa per la difesa dei paesi europei è salita del 20 per cento, dunque Trump potrebbe essere soddisfatto: finalmente non sono più soltanto gli Stati Uniti a garantire la sicurezza dell’emisfero occidentale, soprattutto nei confronti della Russia. Eppure, questo aumento di spesa europea potrebbe indicare un passaggio di consegne, non una maggiore condivisione: gli Stati Uniti hanno ritirato 5 mila uomini dalla Germania, hanno passato i comandi operativi di Norfolk, in Virginia, e Napoli a generali rispettivamente della Gran Bretagna e dell’Italia. […] Il problema è che il fondamento dell’alleanza non è più credibile: l’articolo 5 che prevede la difesa collettiva in caso di attacco a uno dei membri è un residuo del passato. È ormai evidente che Trump non andrebbe mai in guerra contro la Russia di Vladimir Putin in caso di attacco in Estonia in Polonia. Il presidente Russo lo sa e ne approfitta: i droni russi, quelli ucraini deviati dalla Russia, hanno provocato una crisi di governo in Lettonia e diversi feriti in Romania, le petroliere illegali trasportano il petrolio nel Mar Baltico e nel Mediterraneo, una fregata russa ha sparato colpi di avvertimento a uno yacht inglese nel canale della Manica. Ma nessuno sogna di invocare l’art.5, perché l’unico risultato sarebbe certificare che gli Stati Uniti non garantiscono più la sicurezza europea, come è diventato evidente nei mesi scorsi anche dalle minacce americane di arrivare a un conflitto armato per annettersi la Groenlandia, cioè un pezzo di territorio di un membro della Nato, la Danimarca. La sicurezza degli Stati europei sarà garantita in futuro soltanto da un altro articolo che prevede la difesa collettiva: il 42.7 del trattato alla base dell’Unione Europea. Ma per dargli sostanze ci vuole ancora tempo.

Stefano Feltri, Vanity Fair -Il globalista (luglio 2026)

Canzone del giorno: Born To Be Wild (1968) - Steppenwolf
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giovedì 9 luglio 2026

Volersi bene

Di Lloyd, di sir, di colazioni e di piccole dolcezze

“Per la colazione preferisce tè o caffè, sir?”

“Non so quello che voglio, Lloyd?

“Devo dire che l’infusione è venuta particolarmente bene, sir”

“Intendo dire che non so cosa voglio in generale…”

“Sir, la felicità non è mai generale ma sempre particolare”

“Nel senso che è nelle piccole cose?”

“Nel senso che è nel volersi bene in maniera inattesa, sir”

“Oggi prenderò anche due biscotti, Lloyd”

“Magari anche tre, sir”

Simone Tempia, Dialoghi immaginari – Vita con Lloyd (Linus – Maggio 2026)

Canzone del giorno: Abbi cura di te (2015) - Levante
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martedì 7 luglio 2026

Tempo libero

Siamo più vicini alle formiche che alle farfalle. Pochissime persone possono sopportare molto tempo libero.

Gerald Brenan (1894 - 1987), Pensieri in una stagione secca, 1978

Canzone del giorno: Ants Marching (1994) - Dave Matthews Band
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sabato 4 luglio 2026

La tirannia dell'urgenza

È sempre tutto urgente. Quanti dei vostri interlocutori formulano le loro richieste
precisando che potete assolverle quando vi sembrerà più opportuno, che possono attendere senza problemi? Quante mail ricevete con scritto in grassetto “non urgente”? Un rapporto da redigere, una proposta da esaminare, una busta da consegnare: il mondo del lavoro è il mondo dell’urgenza. Ma se tutto è urgente, che cosa è importante? La dittatura dell’urgenza nelle grandi imprese o nell’amministratore è facilmente spiegabile: correre dietro all’urgenza permette di sentirsi utili, di ottenere dei risultati a breve scadenza, e con essi la speranza di un riconoscimento. Avere l’aria sopraffatta è diventata il segno esteriore del successo. Ed è così che passano i giorni e le settimane senza che mai nessuno si ponga la più semplice delle domande: che cosa è davvero importante? Se è urgente rispondere alla decina di mail in arrivo, tanto più è importante sapere che cosa si vuol fare della propria vita. Abbiamo tutti gli strumenti, nel nostro lavoro, per distinguere l’urgente dall’importante. Basta pensarci e la distinzione si imporrà da sola e, a poco a poco, riusciremo a emanciparci dalla tirannia dell’urgenza. E comprenderemo la sua funzione: impedirci di accorgerci delle cose importanti.

Jul e Charles Pépin 

Canzone del giorno: Urgent (1981) - Foreigner
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giovedì 2 luglio 2026

Negaziosauro

Natangelo, da google.it















Canzone del giorno: Chin Up (2008) - Copeland
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