Quando corre Kimi, quando passa Kimi la gente si stende sui divani e lo aspetta per più di un'ora al traguardo nel cielo di novembre. Sa che lo taglierà, come si taglia il nastro di una vita nuova, costruita proprio come la si voleva. Un figlio in provetta, il nuovo prodigio di quest'Italia che ha paura dei suoi adolescenti e va pazza per un ventenne. Dice a sé stessa: l'ho fatto io, una mia creatura, ma è una fantasticheria. Andrea Kimi Antonelli non è un prodotto a denominazione d'origine controllata, è un'eccezione, un numero in più nel destino. Non l'ha creato il sistema Paese, una federazione, una scuola o un metodo. Come già Ascari oltre settant'anni fa ricalca le orme del padre, ma con un diverso, più spedito passo. Viene da una monade familiare che, alla stregua di altri luminosi casi, genera armonie non prestabilite. Dietro ogni trionfo nazionale ci sono l'ottusa utopia di un genitore, il sacrificio economico di ciascuno secondo i propri mezzi, la predestinazione a tavolino e una favola della buonanotte ripetuta anche quando il bambino dorme ("un giorno sarai campione") confondendo il sogno con la volontà, finché la profezia si autoavvera. C'è sempre uno scarto, nella traiettoria di questo ragazzo, una correzione del fato. Nasce in Emilia e non in Romagna dove il motore è ragione di vita. […] Passi farne un marchio, ma non un simbolo. Il ragazzo rappresenta sé stesso, il percorso è suo, gli hanno dato una spinta per mettersi in moto poi è andato da solo, non si può salire sul bolide del vincitore. Il suo secondo padre, Toto Wolff, lo disse per tempo: non portatelo troppo in giro come una madonnina in processione e in questi mesi già lo si è visto come uno Zelig in ogni situazione e accanto a ogni genere di personaggio. A vent'anni è stupefacente ritrovarsi oltre qualsiasi cordone di velluto rosso, ma non bisogna restare intrappolati nella sala del ricevimento: c'è ancora tanto da dare e da dimostrare. La Formula Uno ha avuto molte meteore. Un conto è vincere a 31 anni come Nico Rosberg (altro figlio d'arte) e poi andarsene, un altro sarebbe non farlo più a 21, a 22, a 23. Avere tutta la vita davanti è un lusso che può trasformarsi in un peso se la partenza è fulminea. Il futuro è un tempo che a vent'anni non coniughi, sposi soltanto il presente e in quello Kimi viaggia, senza curarsi che sia storico, ma non possa mai essere eterno. Lo stesso Lucio Dalla che cantava Nuvolari "bruno di colore con la sua maschera tagliente" ha cantato anche che "è eterno anche un minuto, ogni bacio ricevuto dalla gente che ho amato". Kimi si immerge nell'infinito di questo momento trionfale. Gli sia donata la consapevolezza che non è la vittoria a portare amore, ma l'amore a portare vittoria.
Gabriele Romagnoli, Repubblica (2/11/2026)






