nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

giovedì 4 giugno 2026

Ragazzi fragili

«Oggi la scuola ha perso il suo ruolo, ha perso autorevolezza e non le viene riconosciuta l’autorità che deve avere nel sistema sociale, nelle nostre comunità. Una scuola vuota e senza valore diventa solo uno dei tanti luoghi di scontro. Va recuperato il senso della “istituzione scolastica”, va impedito che venga messa in discussione da genitori, politici, amministratori. Dal primo che passa».

In questo scenario professori che rischiano l’aggressione cosa possono insegnare?

«Molto poco, non sono più guide per i ragazzi. Faccio un’iperbole: non esisterà più “L’attimo fuggente”. E in un certo senso è quello che le nostre istituzioni vogliono: una generazione di fragili, ignoranti, capaci solo di chiedere aiuto all’intelligenza artificiale del telefonino».

Che ruolo gioca la famiglia?

«Prendiamo ad esempio il ragazzino di San Vito: a soli 11 anni ha portato a scuola uno smartphone comprato dai genitori, ha account social non controllati dai genitori. Si è informato sulle stragi di studenti in America di nascosto. Ha dipinto caschi, magliette, annunciato l’azione sui social senza che qualcuno se ne accorgesse. Eppure, lui stava chiedendo attenzioni, inconsapevolmente».

Vengono “abbandonati” davanti a computer e telefoni?

«C’è una sorta di deresponsabilizzazione dal ruolo di genitori. C’è chi pensa di essere amico dei figli, chi li accontenta per il senso di colpa, chi non sopporta la fatica di educare e li lascia con in mano un telefono. Essere genitori è sudore, sofferenza, perseveranza e responsabilità che non possono essere compensati da uno schermo. Altrimenti crescono disagio, solitudine e rabbia, le basi della violenza».

Poi c’è l’accesso alla tecnologia e alle informazioni. Un incredibile accelerante?

«Peggio della benzina sul fuoco. Anche perché difficilmente controllabile. Quel bambino di 11 anni grazie alla tecnologia del suo telefonino è stato bombardato di informazioni, spesso fuorvianti. Lo schermo del suo smartphone è stato strumento di emulazione. Ogni processo è accelerato cento, mille volte. Questo contribuisce ad avere azioni spesso inconsapevoli».

Come si recupera quel ragazzino col coltello?

«Cominciamo a copiare quello che stanno facendo in Svezia: matita e quaderno, tecnologia ridotta, ritorno al pensiero analogico. Sull’altare della velocità, dell’efficienza, della produttività e del codice binario stiamo sacrificando le nuove generazioni. E in tutto questo alla Silicon Valley o nella Cina di TikTok ringraziano».

Paolo Crepet, estratto da un’intervista di Francesco Patanè (Repubblica – Palermo)

Canzone del giorno: Fragile (2004) - Delta Goodrem
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martedì 2 giugno 2026

Ottanta


Pillinini, da google.it













Canzone del giorno: Roar (2013) - Katy Perry
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lunedì 1 giugno 2026

Playlist Maggio 2026

     1.      Meat Loaf, Rock 'N' Roll Mercenaries – (Blind Before I Stop – 1986) – Abbassiamo  i toni

2.      Skunk Anansie, This Is Not a Game – (Black Traffic – 2012) – Manipolazione

3.      Europe, Hole in My Pocket – (War of Kings – 2015) – Pochi oppressi

4.      Giorgia, Non c’è che musica in me – (Come Thelma & Louise – 1995) – Strumenti musicali

5.      Ben Howard, Life In The Time – (Is It? – 2023) – La giustizia e l’errore

6.      Willie Nelson, Do You Mind Too Much If I Don't Understand – (Countryman – 2005) – In mano ai cretini

7.      Weather Report, Black Market – (Black Market – 1975) – Trump Market

8.      Genesis, Watcher Of The Skies – (Foxtrot – 1972) – Gesti sacri

9.      Joe Cocker, The Simple Things – (Have A Little Faith – 1994) – L’onorevole Sempio

10.   Fiorella Mannoia, Che sia benedetta – (Combattente – 2017) – Benedetto colui

11.   Gorillaz ft. Benjamin Clementine, Hallelujah Money – (Humanz – 2017) – Quell’America

12.   Blues Traveler, Look Around – (Four – 1994) – L’intelligenza

13.   Tiromancino, Il progresso da lontano – (In continuo movimento – 2002) – L’invincibile necrosfera

venerdì 29 maggio 2026

L'invincibile necrosfera

Alla fine (o all’inizio, le cose si toccano), dell’Intelligenza artificiale si deve occupare il Papa. La politica non se ne occupa, o lo fa solo per vedere quanto può guadagnarci in termini di dominio, l’economia applaude i nuovi clamorosi profitti, i militari festeggiano che qualcuno possa ammazzare senza troppe remore o problemi etici, i lavoratori perdono il lavoro o vengono relegati in nuovi inquadramenti schiavistici, gli scienziati, in maggioranza, collaborano. Su una cosa sono tutti d’accordo: siamo all’inizio, e tra una ventina di anni guarderemo all’intelligenza artificiale di oggi come oggi guardiamo a un telefono grigio con il filo e la rotella per i numeri: preistoria. Se qualcosa è possibile tecnicamente, l’uomo lo farà, e i dilemmi morali ed etici verranno dopo – se verranno – ed è stato così per ogni tecnologia dalla scoperta del fuoco in poi. Con moltissime analogie e alcune differenze, tra cui, evidentissima, quella che ad avere in mano le sorti dell’umanità sono oggi una decina di persone – persone fisiche, con nome e cognome – più potenti di qualunque Stato nazionale, organizzazione collettiva, istituzione democratica, e quindi senza alcun controllo. Dobbiamo fare i conti, dunque, con una specie di fantascienza reale, effettiva, tangibile, che si svolge qui e ora, non in un ipotetico futuro, non in uno scenario lontano e fantastico, ma nella vita di oggi. I sistemi di guerra gestiti dall’IA valutano quanti civili possono morire in un attacco e accettano la barbarie, decide l’algoritmo, così come l’algoritmo decide le consegne delle nostre pizze portate da uno schiavo in bicicletta, il nostro rendimento sul lavoro, quali contenuti possiamo leggere sui social media e tutto il resto. Il capitalismo estremo (che è poi il capitalismo tout-court adattato alle possibilità tecnologiche) resta quello che è, un’indefessa azione contro la dignità dell’uomo. Nel 1964 uno scrittore polacco, Stanislaw Lem (quello di Solaris, capolavoro assoluto) pubblicò il romanzo L’invincibile in cui immaginava un pianeta, Regis III, dominato da strane macchine, capaci di ripararsi da sole, di progredire, di imparare, di sconfiggere chiunque le sfidasse, compresi gli umani, ovviamente: un ecosistema non biologico, quindi con l’inestimabile vantaggio tattico di non avere coscienza né freni morali. È un grande romanzo e come accade ai grandi romanzi inventò una parola: “Necrosfera”, per descrivere quell’inferno di computer, calcoli, algoritmi (ancora non esisteva il termine): qualcosa di simile a un potere divino che era, in realtà, il potere di macchine intelligenti. Sessant’anni dopo (un battito di ciglia), eccoci tutti a guardare la necrosfera che avanza, un po’ increduli, un po’ ammirati, un po’ affascinati da certi processi matematici che sanno di magia, e non ancora spaventati a dovere. Che il profitto di pochi (oggi pochissimi) sia la schiavitù di molti (in prospettiva: quasi tutti) ce lo aveva detto Marx, così come oggi ce lo dice il Papa, speriamo con esiti migliori sul risultato finale, ma è lecito dubitarne. E siccome un sentimento umanissimo è il pessimismo (da cui l’algoritmo è immune), conviene prepararsi al peggio, a una società globale privata di ogni capacità decisionale, dove a decidere tutto è una macchina senza bilanciamenti e contropoteri, costruita e alimentata in gloria di una decina di divinità ultra-miliardarie che ci farà dire di nuovo, tra poco “Socialismo o barbarie” o, se preferite “Socialismo o necrosfera”. Benvenuti su Regis III, nel 1964.

Alessandro Robecchi, Piovono pietre - Il Fatto Quotidiano (27/5/2026)

Canzone del giorno: Il progresso da lontano (2002) - Tiromancino
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mercoledì 27 maggio 2026

L'intelligenza

“L’intelligenza di una persona si misura dalla quantità di incertezze che è capace di sopportare”.

Immanuel Kant (1724 – 1804)


Canzone del giorno: Look Around (1994) - Blues Traveler
Clicca e ascoltaLook....

domenica 24 maggio 2026

Quell'America

Deprimente. Sta diventando deprimente raccontare la deriva di un Paese che amo, nel quale ho vissuto per più di vent’anni. Trump ha cambiato, non certo per il meglio, l’America. Il suo impatto sulla politica e sulla mente di tanta parte del suo popolo ha impresso una svolta alla nazione: vicende, comunque, di grande rilevanza da cercare di interpretare, esplorando motivazioni e stati d’animo sottovalutati o che non erano ancora affiorati. E il suo autoritarismo ha una portata storica, che va ben oltre i confini degli Stati Uniti. I filosofi del Dark Enlightenment, l’Illuminismo oscuro, vogliono tornare addirittura a un’era precedente il secolo dei Lumi: per loro la liberaldemocrazia è un sistema inefficiente, decadente, e Trump è il bulldozer che apre la strada alla sostituzione delle istituzioni repubblicane con una monarchia nella quale il sovrano affida la governance a un’élite tecnologica e agli algoritmi. Angoscioso, surreale, comunque rilevante. Ora, invece, dobbiamo raccontare uno scivolare verso la cleptocrazia: termine usato, ormai, anche da analisti autorevoli, repubblicani compresi. Come Mona Charen, che era nello staff di Ronald Reagan: davanti all’arricchimento della famiglia Trump e dei suoi alleati con le criptovalute, con affari internazionali basati sull’accesso alla Casa Bianca, perfino con acquisti di azioni che precedono di poco decisioni del presidente di grande impatto sui mercati, ricordano con nostalgia la severità dei controlli patrimoniali e l’attenzione a possibili conflitti d’interesse di tutti i membri del team, che avevano trovato lavorando con altri presidenti repubblicani. E ora la grottesca vicenda della causa da 10 miliardi di dollari intentata da Trump contro il Fisco (che è parte del suo governo), «risolta» dal ministro della Giustizia (un suo ex avvocato) concedendo una transazione da un miliardo e 776 milioni nonostante gli avvocati dell’Irs, il Fisco, avessero dimostrato l’infondatezza dell’azione legale del presidente. Che, oltre ai miliardi dei contribuenti da usare per indennizzare quelli che lui considera trumpiani perseguitati, ha ottenuto immunità eterna da controlli fiscali per la sua famiglia e i membri delle sue società. «Un danno incalcolabile alla nostra cultura civica» nota la Charen: «Per corruzione gli Usa avevano superato anche Uruguay ed Emirati. Già prima di questa orgia di saccheggi».

Massimo Gaggi, Corriere della Sera (21/5/2026)

Canzone del giorno: Hallelujah Money (2017) - Gorillaz ft. Benjamin Clementine
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venerdì 22 maggio 2026

Benedetto colui

“Benedetto colui che ha imparato ad ammirare, ma non invidiare, a seguire ma non imitare, a lodare ma non lusingare, a condurre ma non manipolare”.

William Arthur Ward (1921–1994)

Canzone del giorno: Che sia benedetta (2017) - Fiorella Mannoia
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