nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

lunedì 14 settembre 2026

Emma e il Papa

Guardiamola bene la foto che pubblichiamo in questa pagina. C’è la leader radicale, donna dalle mille battaglie laiche: il divorzio, l’aborto, i diritti delle minoranze, la libertà sessuale. C’è il pontefice, il capo di una Chiesa che a molte di quelle battaglie si è opposta. E che, spesso, ha fondato la sua esistenza su principi e battaglie opposte. Sono entrambi su una carrozzella. Lui è andato a trovarla con una scatola di cioccolatini e un mazzo di rose colorate. Parlano e sorridono su una terrazza sotto il sole di Roma. Questa foto ci dice sulla Chiesa di Francesco più di tanti articoli, libri, analisi e interviste. Ci dice di una Chiesa che accoglie ed ama anche chi è diverso da lei. Anche chi dovrebbe – secondo i canoni vigenti – essere considerato un nemico. E chi potrebbe essere ritenuto più lontano dal percorso della Chiesa della leader radicale? […] È un messaggio importante e, soprattutto, inedito quello che la foto ci manda. In un mondo in cui l’odio sembra prevaricare sull’amore, la guerra sulla pace, in cui le divisioni hanno trovato nei social un terreno fertile e prolifico, in cui “l’altro” o “l’altra” se non la pensano come te, sono considerati rivali e nemici, l’immagine di Emma e Francesco indica una via e un mondo diversi. Un modo di vivere e di pensare capace di andare oltre, di comunicare comunque. Non sappiamo che cosa Emma Bonino e papa Bergoglio si siano detti. Se abbiano parlato di ciò che li divide o di ciò che li unisce. Di quel che avviene nel mondo o delle loro vite. Di certo di argomenti di discussione ne hanno avuto molti. Ma non è quello che si sono detti la cosa più importante bensì quello che dicono a noi che li guardiamo.

Ritanna Armeni, L’Osservatore Romano (7/12/2024)

Canzone del giorno: Cosa vuoi che sia (2005) - Ligabue
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sabato 12 settembre 2026

Superbo e vanitoso

Se sai scrivere e sei anche un po’ superbo e vanitoso, puoi fare lo scrittore.

Se non sai scrivere e sei un po’ superbo e vanitoso puoi fare il critico.

Se sai scrivere e dici di non essere superbo e vanitoso allora sei bugiardo e puoi fare il politico.

Stefano Benni (1947 - 2025), Baribal (1/1/2006)


Canzone del giorno: Sinister Purpose (1969) - Creedence Clearwater Revival
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mercoledì 9 settembre 2026

Lorena e quei maschi violenti

L’immagine di Donatella Colasanti, che sbuca, viva, dal bagagliaio dell’auto dove fu rinchiusa, è rimasta nella memoria degli italiani. È passato mezzo secolo dalla strage del Circeo. Due ragazze vengono attratte da tre giovanotti della Roma bene, sequestrate, picchiate, drogate, violentate. Nella vasca da bagno Rosaria Lopez muore, Donatella Colasanti ce la farà. Porterà con sé l’orrore di quelle ore folli, di quei volti assatanati. Ho pensato a loro nell’udire dell’ultimo - siamo ancora all’ultimo o è già il penultimo? – spaventoso femminicidio avvenuto nel Mugello, seguito dal suicidio dell’assassino. Cinquanta anni dopo la cara Lorena rinchiusa come un sacco di rifiuti nel bagagliaio proprio come Donatella. E rimaniamo senza parole. E ci ritroviamo costretti a doverci ripetere. E rischiamo di annoiare e di annoiarci. In fondo, al netto dell’orrenda brutalità gratuitamente aggiunta, possiamo dire che siamo alle solite. Maschi violenti, infantili, cattivi, narcisi, che non sanno relazionarsi. Non sanno amare. Maschi che non sopportano l’idea che la donna che ebbero per compagna, fidanzata, moglie, possa stancarsi delle loro prepotenze e dire: basta, me ne vado. Sono pericolosi i piromani, vero? Da una fiammella può svilupparsi una catastrofe. E allora cerchiamo di arrivare prima, monitorando il territorio. Ma come possiamo controllare queste persone che hanno della donna una concezione così stupida e arcaica? Dobbiamo fare il cammino a ritroso. Ricordare che, per natura, il bambino tende a essere egoista. Dice “mio” non “nostro”. Arraffa, poche volte dona. La Chiesa chiama questa forza “Peccato originale”. Lasciato a sé stesso un fiumiciattolo scende a valle, non risale in cima. Per farlo occorre dotarsi di un motore che riporta l’acqua alla sorgente. Educazione ed educatore, formazione e formatore sono binomi inscindibili. Purtroppo, queste figure o mancano o sono poco attrezzate e credibili. Mancano di autorevolezza, quella forza che si sprigiona da coloro dei quali ci fidiamo e per i quali nutriamo grande stima; di cui siamo certi che darebbero la vita per salvare la nostra. Basta girare lo sguardo attorno ed è il deserto. Le guerre si susseguono. I grandi di questo mondo, sovente, parlano e agiscono con la stessa logica di bambini capricciosi. Le ruberie di tanti che stanno al potere sono sotto gli occhi di tutti. Gli aborti non si fermano. Cinquanta milioni di esseri umani vengono gettati ogni anno nelle fogne, in alcuni Stati fino al nono mese. I ricchi sprecano spudoratamente e inutilmente il pane destinato ai poveri. Le culle sono vuote. Le chiese sono vuote. Le teste sono vuote. Gli animi sono vuoti. Mancano appigli cui potersi agganciare nei momenti di depressione, di scoraggiamento, di delusione. Intanto siamo martellati da coloro che ci dicono come chiamarci, cosa mangiare, come divertirci, come e che cosa indossare, dove andare in vacanza. Perché questa lista deprimente? Non bastano le immagini del telegiornale, i morti annegati nei nostri mari, le trasmissioni che a ogni ora del giorno e della notte, da anni, ci martellano sui delitti irrisolti? E il dramma immenso della pedofilia e della pedopornografia? E quel signore – Jeffrey Epstein - il cui nome ci è diventato familiare? Ma perché anche “Avvenire” cede al pessimismo? No, non stiamo affatto cedendo al pessimismo. Al contrario, vogliamo ribadire che ogni persona è creatura di Dio, redenta da Gesù. Vogliamo ricordare che ogni uomo vale in quanto uomo e non per quanto possiede o per il posto che occupa nella società.

Maurizio Patriciello, Avvenire (5/9/2026)

Canzone del giorno: How Come, How Long (1996) - Babyface ft. Stevie Wonder
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lunedì 7 settembre 2026

Nobili pretesti

Tranne forse gli animali delle favole di La Fontaine, nessuno è mai stato bravo come gl’italiani nell’arte d’inventare nobili pretesti per eludere i propri doveri e fare i propri comodi.

Fruttero & Lucentini, La gita scolastica ne La prevalenza del cretino (ed. Mondatori – 1985)


Canzone del giorno: Bad Influence (1983) - Robert Cray
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venerdì 4 settembre 2026

Liberi di

Comunque la si pensi nel merito, la legge veneta sul Fine Vita approvata dal centrodestra degli Stefani e degli Zaia rappresenta la rottura di una cappa non meno insopportabile di quella climatica che ha avviluppato la nostra estate. La cappa dei cervelli polarizzati, chiusi dentro una scatola di pensieri precotti e acquistabili soltanto in blocco. O di qua o di là. Se ti riconosci di più nella destra, devi pensare per forza che l’Europa non esiste, che la sicurezza è IL problema, che l’unica alternativa alla remigrazione è la sottomissione e che il suicidio assistito rappresenta un tabù persino quando a chiederlo è una persona che sta affrontando sofferenze indicibili. Se invece hai una sensibilità più vicina alla sinistra, devi prendere il pacchetto completo anche lì e pensare che esiste solo l’Europa, che la sicurezza non è un problema, che accoglienza e integrazione sono sinonimi e che ogni desiderio è un diritto. Chiunque osi uscire da questo schema rigido e prestabilito (ma da chi?) è un ipocrita o un traditore da processare nelle piazze dei social per intelligenza con il nemico. Esprimo la mia solidarietà agli Stefani e agli Zaia, che per avere compiuto uno scarto sul tema del suicidio assistito sono già finiti sotto le grinfie dei sacerdoti dei luoghi comuni. Mi sentirei di escludere che siano diventati di sinistra. Semplicemente si sono rivelati liberi. Liberi di uscire dalla gabbia del menu fisso e di affrontare la politica, e la vita, nell’unico modo possibile: à la carte.

Massimo Gramellini, Corriere della Sera - il Caffè  (3/9/2026)

Canzone del giorno: Quelli che non pensano - Il cervello (2019) - Marracash ft. Coez
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mercoledì 2 settembre 2026

Ci restano i sogni

Maicol & Mirco, da google.it


















Canzone del giorno: Dreams (2017) - Beck
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martedì 1 settembre 2026

Playlist Agosto 2026

      1.      Green Day, Stray Heart – (iDos! – 2012) – Riciclabile

2.      Shemekia Copeland ft. Alejandro Escovedo, Is There Anybody Up There? – (Blame It on Eve – 2024) – Ceuta e il collasso demografico

3.      Francesco Guccini, L’avvelenata – (Via Paolo Fabbri 43 – 1976) – Francesco Guccini

4.      Etta James, What Fools We Mortals Be – (Etta James Sings Funk – 1970) – Fiumi, mari e inerzia

5.      Jack White, All Along the Way – (Entering Heaven Alive – 2022) – Proseguire

6.      AC/DC, No Man’s Land – (Pomer Up – 2020) – Il ritorno delle Geografia

7.      The Who, Behind Blue Eyes – (Who’s Next – 1971) – Stop    

8.      Rachel Platten, Fight Song – (Wildfire – 2016) – Acqua Azzurra

9.      Eros Ramazzotti, Parla con me – (Ali e radici – 2009) – Il presupposto del dialogo

10.   Bryan White, The Little Things – (Dustbowl Dreams – 2009) – Le piccolo cose

11.   Bonnie Raitt, The All Alone with Something to Say – (Dig in Deep – 2016) – Pepite

12.   Frah Quintale, Gelato – (Amor proprio – 2016) – Gelato

13.   Lee Brice, Beer – (Hard 2 Love – 2012) – Birra Woke