nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

lunedì 1 giugno 2026

Playlist Maggio 2026

     1.      Meat Loaf, Rock 'N' Roll Mercenaries – (Blind Before I Stop – 1986) – Abbassiamo  i toni

2.      Skunk Anansie, This Is Not a Game – (Black Traffic – 2012) – Manipolazione

3.      Europe, Hole in My Pocket – (War of Kings – 2015) – Pochi oppressi

4.      Giorgia, Non c’è che musica in me – (Come Thelma & Louise – 1995) – Strumenti musicali

5.      Ben Howard, Life In The Time – (Is It? – 2023) – La giustizia e l’errore

6.      Willie Nelson, Do You Mind Too Much If I Don't Understand – (Countryman – 2005) – In mano ai cretini

7.      Weather Report, Black Market – (Black Market – 1975) – Trump Market

8.      Genesis, Watcher Of The Skies – (Foxtrot – 1972) – Gesti sacri

9.      Joe Cocker, The Simple Things – (Have A Little Faith – 1994) – L’onorevole Sempio

10.   Fiorella Mannoia, Che sia benedetta – (Combattente – 2017) – Benedetto colui

11.   Gorillaz ft. Benjamin Clementine, Hallelujah Money – (Humanz – 2017) – Quell’America

12.   Blues Traveler, Look Around – (Four – 1994) – L’intelligenza

13.   Tiromancino, Il progresso da lontano – (In continuo movimento – 2002) – L’invincibile necrosfera

venerdì 29 maggio 2026

L'invincibile necrosfera

Alla fine (o all’inizio, le cose si toccano), dell’Intelligenza artificiale si deve occupare il Papa. La politica non se ne occupa, o lo fa solo per vedere quanto può guadagnarci in termini di dominio, l’economia applaude i nuovi clamorosi profitti, i militari festeggiano che qualcuno possa ammazzare senza troppe remore o problemi etici, i lavoratori perdono il lavoro o vengono relegati in nuovi inquadramenti schiavistici, gli scienziati, in maggioranza, collaborano. Su una cosa sono tutti d’accordo: siamo all’inizio, e tra una ventina di anni guarderemo all’intelligenza artificiale di oggi come oggi guardiamo a un telefono grigio con il filo e la rotella per i numeri: preistoria. Se qualcosa è possibile tecnicamente, l’uomo lo farà, e i dilemmi morali ed etici verranno dopo – se verranno – ed è stato così per ogni tecnologia dalla scoperta del fuoco in poi. Con moltissime analogie e alcune differenze, tra cui, evidentissima, quella che ad avere in mano le sorti dell’umanità sono oggi una decina di persone – persone fisiche, con nome e cognome – più potenti di qualunque Stato nazionale, organizzazione collettiva, istituzione democratica, e quindi senza alcun controllo. Dobbiamo fare i conti, dunque, con una specie di fantascienza reale, effettiva, tangibile, che si svolge qui e ora, non in un ipotetico futuro, non in uno scenario lontano e fantastico, ma nella vita di oggi. I sistemi di guerra gestiti dall’IA valutano quanti civili possono morire in un attacco e accettano la barbarie, decide l’algoritmo, così come l’algoritmo decide le consegne delle nostre pizze portate da uno schiavo in bicicletta, il nostro rendimento sul lavoro, quali contenuti possiamo leggere sui social media e tutto il resto. Il capitalismo estremo (che è poi il capitalismo tout-court adattato alle possibilità tecnologiche) resta quello che è, un’indefessa azione contro la dignità dell’uomo. Nel 1964 uno scrittore polacco, Stanislaw Lem (quello di Solaris, capolavoro assoluto) pubblicò il romanzo L’invincibile in cui immaginava un pianeta, Regis III, dominato da strane macchine, capaci di ripararsi da sole, di progredire, di imparare, di sconfiggere chiunque le sfidasse, compresi gli umani, ovviamente: un ecosistema non biologico, quindi con l’inestimabile vantaggio tattico di non avere coscienza né freni morali. È un grande romanzo e come accade ai grandi romanzi inventò una parola: “Necrosfera”, per descrivere quell’inferno di computer, calcoli, algoritmi (ancora non esisteva il termine): qualcosa di simile a un potere divino che era, in realtà, il potere di macchine intelligenti. Sessant’anni dopo (un battito di ciglia), eccoci tutti a guardare la necrosfera che avanza, un po’ increduli, un po’ ammirati, un po’ affascinati da certi processi matematici che sanno di magia, e non ancora spaventati a dovere. Che il profitto di pochi (oggi pochissimi) sia la schiavitù di molti (in prospettiva: quasi tutti) ce lo aveva detto Marx, così come oggi ce lo dice il Papa, speriamo con esiti migliori sul risultato finale, ma è lecito dubitarne. E siccome un sentimento umanissimo è il pessimismo (da cui l’algoritmo è immune), conviene prepararsi al peggio, a una società globale privata di ogni capacità decisionale, dove a decidere tutto è una macchina senza bilanciamenti e contropoteri, costruita e alimentata in gloria di una decina di divinità ultra-miliardarie che ci farà dire di nuovo, tra poco “Socialismo o barbarie” o, se preferite “Socialismo o necrosfera”. Benvenuti su Regis III, nel 1964.

Alessandro Robecchi, Piovono pietre - Il Fatto Quotidiano (27/5/2026)

Canzone del giorno: Il progresso da lontano (2002) - Tiromancino
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mercoledì 27 maggio 2026

L'intelligenza

“L’intelligenza di una persona si misura dalla quantità di incertezze che è capace di sopportare”.

Immanuel Kant (1724 – 1804)


Canzone del giorno: Look Around (1994) - Blues Traveler
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domenica 24 maggio 2026

Quell'America

Deprimente. Sta diventando deprimente raccontare la deriva di un Paese che amo, nel quale ho vissuto per più di vent’anni. Trump ha cambiato, non certo per il meglio, l’America. Il suo impatto sulla politica e sulla mente di tanta parte del suo popolo ha impresso una svolta alla nazione: vicende, comunque, di grande rilevanza da cercare di interpretare, esplorando motivazioni e stati d’animo sottovalutati o che non erano ancora affiorati. E il suo autoritarismo ha una portata storica, che va ben oltre i confini degli Stati Uniti. I filosofi del Dark Enlightenment, l’Illuminismo oscuro, vogliono tornare addirittura a un’era precedente il secolo dei Lumi: per loro la liberaldemocrazia è un sistema inefficiente, decadente, e Trump è il bulldozer che apre la strada alla sostituzione delle istituzioni repubblicane con una monarchia nella quale il sovrano affida la governance a un’élite tecnologica e agli algoritmi. Angoscioso, surreale, comunque rilevante. Ora, invece, dobbiamo raccontare uno scivolare verso la cleptocrazia: termine usato, ormai, anche da analisti autorevoli, repubblicani compresi. Come Mona Charen, che era nello staff di Ronald Reagan: davanti all’arricchimento della famiglia Trump e dei suoi alleati con le criptovalute, con affari internazionali basati sull’accesso alla Casa Bianca, perfino con acquisti di azioni che precedono di poco decisioni del presidente di grande impatto sui mercati, ricordano con nostalgia la severità dei controlli patrimoniali e l’attenzione a possibili conflitti d’interesse di tutti i membri del team, che avevano trovato lavorando con altri presidenti repubblicani. E ora la grottesca vicenda della causa da 10 miliardi di dollari intentata da Trump contro il Fisco (che è parte del suo governo), «risolta» dal ministro della Giustizia (un suo ex avvocato) concedendo una transazione da un miliardo e 776 milioni nonostante gli avvocati dell’Irs, il Fisco, avessero dimostrato l’infondatezza dell’azione legale del presidente. Che, oltre ai miliardi dei contribuenti da usare per indennizzare quelli che lui considera trumpiani perseguitati, ha ottenuto immunità eterna da controlli fiscali per la sua famiglia e i membri delle sue società. «Un danno incalcolabile alla nostra cultura civica» nota la Charen: «Per corruzione gli Usa avevano superato anche Uruguay ed Emirati. Già prima di questa orgia di saccheggi».

Massimo Gaggi, Corriere della Sera (21/5/2026)

Canzone del giorno: Hallelujah Money (2017) - Gorillaz ft. Benjamin Clementine
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venerdì 22 maggio 2026

Benedetto colui

“Benedetto colui che ha imparato ad ammirare, ma non invidiare, a seguire ma non imitare, a lodare ma non lusingare, a condurre ma non manipolare”.

William Arthur Ward (1921–1994)

Canzone del giorno: Che sia benedetta (2017) - Fiorella Mannoia
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martedì 19 maggio 2026

L'onerevole Sempio

Facciamo finta che Andrea Sempio sia un parlamentare, cosa piuttosto improbabile visto che è incensurato. E immaginiamo cosa direbbero politici e media “garantisti” dell’indagine a suo carico per l’omicidio di Chiara Poggi. Con tutte le intercettazioni e i verbali che escono a getto continuo, insorgerebbero come un sol uomo contro la violazione del Bavaglio di Nordio, da loro molto amato, che vieta di pubblicare frasi di conversazioni, interrogatori, audizioni e atti giudiziari, anche se non più segreti, di cui si può fare solo il riassunto senza virgolette. Strillerebbero contro chi calpesta la legge Cartabia sulla “presunzione di innocenza” e ricorderebbero che Sempio non è colpevole fino a condanna definitiva, tantopiù che per lo stesso delitto c’è già un colpevole con condanna definitiva. Poi chiederebbero al governo di punire gli inquirenti che fanno uscire i materiali vietati (e non solo l’avviso di chiusura indagini, non segreto ma ugualmente non citabile). Nordio sguinzaglierebbe gli ispettori per scovare le talpe fra gli inquirenti. Tutti porterebbero in trionfo l’on. Sempio, martire della “gogna mediatico-giudiziaria” e novello Tortora. E reclamerebbero un decreto urgente che ponga fine allo scempio. Ma, purtroppo per lui e per noi, Sempio non è un politico. Quindi le intercettazioni (anche dei genitori della vittima con i loro avvocati), i verbali, i bigliettini e le consulenze di parte possono finire su giornali, tg e talk che hanno sempre difeso il Bavaglio: tutto testuale, fra virgolette, spesso in audio (tanto non si sente una mazza). E la stampa garantista può dare ogni giorno dell’assassino a Sempio, dire che questo o quell’elemento (soprattutto i più fumosi o tragicomici) lo “incastra”, lo “inchioda”, lo “sbugiarda”, anzi è lui a “incastrarsi da solo” e a “confessare” nei famosi soliloqui dove non si sente e non si capisce niente e non c’è l’ombra di una confessione neppure a prendere per buone le trascrizioni in didascalia. Il tutto usando i verbi all’indicativo e le parole più tranchant. I condizionali e gli aggettivi tipo “presunto” sono riservati ai politici. Qui invece è già tutto certo, anzi non si vede perché interpellare dei giudici per l’eventuale revisione del processo già definito e l’eventuale rinvio a giudizio del nuovo indagato, quando pm, carabinieri e media garantisti hanno già deciso che il presunto innocente è sicuro colpevole e il condannato è sicuro innocente. Infatti si chiede l’immediata scarcerazione di Stasi, cioè del condannato, e nessuno capisce perché l’indagato per “omicidio aggravato dalla crudeltà” resti a piede libero. A parte noi, che però siamo “giustizialisti” e non facciamo testo. Peccato che, nella fretta, Nordio e Cartabia si siano scordati di precisare che le loro leggi valgono solo per i politici.

Marco Travaglio, Il Fatto quotidiano (13/5/2026)

Canzone del giorno: The Simple Things (1994) - Joe Cocker
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domenica 17 maggio 2026

Gesti sacri

Un LP ruota sul piatto a una velocità di 33 giri e un terzo al minuto. Nei solchi percorsi dalla puntina sono incisi non soltanto dei suoni, ma anche dei ricordi. [...] Quanto a lui, amava – anzi, adorava – il rito che precedeva l’ascolto di un vinile: estrarre con delicatezza il disco dalla custodia, tenendolo tra i palmi aperti per non lasciare impronte; ruotare il busto come un braccio meccanico per posizionarlo sul piatto; abbassare la puntina sul solco, con pollice e indice. Tratteneva il respiro finché l’LP iniziava a girare e le note riempivano lo spazio. Erano gesti sacri, intimi.

Lim Jin Pyung e Koh Hee Eun, Un insolito negozi di sogni e vinili (Casa Editrice Nord – 2026)

Canzone del giorno: Watcher Of The Skies (1972) - Genesis
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