nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

domenica 30 luglio 2023

Il mio canto libero

In un mondo che
Prigioniero è
Respiriamo liberi
Io e te
E la verità
Si offre nuda a noi
E limpida è l'immagine ormai

Nuove sensazioni
Giovani emozioni
Si esprimono purissime in noi
La veste dei fantasmi del passato
Cadendo lascia il quadro immacolato
E s'alza un vento tiepido d'amore
Di vero amore
E riscopro te 

Lucio Battisti (testo di Mogol), Il mio canto libero (1972)


Canzone del giorno: Il mio canto libero (1972) - Lucio Battisti
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giovedì 27 luglio 2023

Catastrofe climatica

In "The Game of Thrones" l'inverno arrivava sotto forma di tempeste di ghiaccio. Aveva qualche annodi ritardo, è vero, ma nemmeno in quella fiction si sognavano di far scivolare lastre di ghiaccio per le strade di Seregno ridotte a fiumi odi schivare superchicchi di grandine grossi come palle da tennis a Melzo, il tutto vedendo zigzagare tornado scuri e minacciosi a pochi chilometri di distanza, proprio dentro la capitale produttiva del Paese. E non in pieno inverno, ma nel cuore dell'estate 2023, contrassegnata da fenomeni estremi come difficilmente prima. Fenomeni simili si stanno ripetendo in altre parti del mondo, come stanno riprendendo quota gli spaventosi roghi che pensavamo di esserci lasciati dietro le spalle lo scorso anno: ancora in Grecia, questa volta nelle isole, fra poco in tutto il Mediterraneo, non essendo possibile escludere nessuna terra dall'attacco del fuoco, che da mesi divora anche la più grande foresta boreale primigenia nella British Columbia. Mentre ondate di calore sempre più feroci minano alla base la biologia degli ecosistemi e dei viventi, sapiens compresi. Per quanto possa apparentemente sembrare strano, l'insieme di questi fenomeni ha un unico minimo comune denominatore che si chiama cambiamento climatico: le quantità di calore sempre maggiori in atmosfera sono in grado di investire città e uomini, alimentare le correnti ascensionali che incrementano le dimensioni dei chicchi di grandine e seccare fiumi e boschi, dando più energia e spazio agli incendi. D'altro canto, tutta quella energia termica in sovrabbondanza viene evacuata attraverso perturbazioni meteorologiche a carattere violento che vanno dalla tempeste di ghiaccio ai tornado, dai temporali autoalimentati alle alluvioni improvvise. Gli specialisti del clima hanno dedicato particolare attenzione a questi fenomeni nei loro rapporti più recenti, riuscendo a prevederli quasi nel dettaglio e identificando con certezza la tendenza climatica globale al rialzo accelerato, anomalo e globale delle temperature medie dell'atmosfera e degli oceani. Un clima estremo, contrassegnato da eventi meteorologici fuori misura, fuori dalle regioni tipiche e fuori dalle stagioni usuali, questo quello che ci aspetta. La voce degli scienziati sulle cause dell'attuale cambiamento climatico è univoca come su pochi fenomeni fisici: del resto almeno mezzo secolo di studi e modelli climatici che puntualmente si avverano non possono essere smentiti dal solito ex-scienziato che trova un errore che nessuno aveva notato nei report climatici, o da chi presume volontà coercitive sull'umanità da parte di eco-terroristi portatori di un nuovo green pass da imporre alle poveri genti, mentre le lobby verdi lucrano profitti sui pannelli fotovoltaici che, si sa, sono peggio dei pozzi di petrolio. Di tutti gli articoli scritti da specialisti che studiano le cause del cambiamento climatico, oltre il 97% afferma che è causato dalle attività dell'uomo, con un livello di confidenza superiore al 95%. Ma, di fronte a questo dato, c'è ancora chi vorrebbe prendere tempo e, magari, arrivare alla certezza del 100%, ovviamente impossibile, prima di fare qualcosa. Curiosamente sono sicuro che gli stessi non mangerebbero affatto una pizza in cui la mozzarella fosse avvelenata non dico al 95%, ma neanche al 5%. E' vero, in molti articoli non c'è riferimento alla cause antropiche del cambiamento climatico, ma semplicemente perché non si occupano delle cause o perché le si danno per scontate, esattamente come non si ribadisce in ogni articolo sulla tettonica delle placche quale sia il meccanismo che la mette in atto: sono i moti convettivi nel mantello e non c'è bisogno di ripeterlo ogni volta. Perché è importante questo consenso scientifico schiacciante sulle cause del cambiamento climatico? Perché darebbe ai politici ampia giustificazione delle misure improcrastinabili che andrebbero prese, prima di tutte, quella di azzerare le emissioni climalteranti, partendo dalla cessazione di ogni forma di sussidio pubblico, anche velato, alle compagnie gas-petro-carboniere. E all'investimento di ogni risorsa, fino all'ultimo centesimo, in energie rinnovabili. Il prezzo della transizione energetica non dobbiamo pagarlo noi in bolletta, lo devono pagare le multinazionali dei combustibili fossili che, invece, stanno ancora investendo in trivellazioni future. Proprio mentre gli scienziati hanno informato che, se volessimo davvero mantenerci entro 1,5°C di incremento delle temperature atmosferiche nel prossimo futuro, dovremmo lasciare sottoterra per sempre il 90% del carbone e il 60% di gas e petrolio. Il cambiamento climatico è un fenomeno fisico e va trattato con metodo scientifico, non con approssimazione e negazionismo d'accatto. Se non piace ciò che gli scienziati suggeriscono, ci si prenda la responsabilità dei roghi, dei fiumi di ghiaccio in estate e delle grandinate fuori misura. Si vede che a qualcuno convengono.

Marco Tozzi, la Stampa (26/07/2023)

Canzone del giorno: All The Good Girls Go To Hell (2019) - Billie Eilish
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lunedì 24 luglio 2023

Identità

Il presidente egiziano ha graziato il giovane Zaki con sollievo generale. A destra si fa intendere che ciò è dovuto all'opera discreta, dietro le quinte, svolta dal nostro governo. A sinistra, ancora per bocca di Schlein, si preferisce parlare di successo della «mobilitazione» e non si riconosce alcun ruolo a Palazzo Chigi, di cui fino a poche ore prima si denunciava l'inerzia o la sudditanza nei confronti del Cairo. In realtà è difficile negare che ci sia la mano dell'Italia in questa buona notizia inattesa. Tanto che la vera domanda posta dall'opposizione dovrebbe essere: qual è la moneta di scambio? Ossia cosa ha chiesto al Sisi nei contatti riservati e cosa ha concesso (o promesso di concedere) l'Italia? Questo farebbe scivolare il discorso sulla politica mediterranea che Giorgia Meloni sta attuando, vedi la Tunisia e adesso l'Egitto. È una politica anche spregiudicata, dal momento che si fonda sul negoziato con autocrati e dittatori. Tuttavia l'opposizione fatica a definire un'alternativa che non sia solo il richiamo sacrosanto ma retorico ai diritti umani violati; o non si limiti a dire che la strategia della destra sui migranti "non funziona". In verità, se l'Italia contribuisce a stabilizzare l'area mediterranea, avrà compiuto un'opera fondamentale in sé e inoltre gradita all'amministrazione di Washington, specie in prospettiva, non meno dell'appoggio a Kiev. In altre parole, nel definire l'identità della destra di governo la coalizione guidata da Meloni sembra più avanti della sinistra nel suo campo. Naturalmente offre risposte di destra, come è logico.

Stefano Folli, la Repubblica  (20/7/2023)


Canzone del giorno: All The Right Moves (2009) - OneRepublic
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sabato 22 luglio 2023

Benedetto

"Io una leggenda vivente? Sembrerà umile da parte mia, ma cerco solo di essere una brava persona, di intrattenere il pubblico e di farlo stare bene. Questo è sempre stato il mio obiettivo da artista: dare loro il meglio affinché possano dire 'mi sono davvero divertito stasera'. Io amo quello che faccio - cantare e dipingere - e sono stato molto fortunato che sia diventato il mio lavoro. Il mio cognome all'anagrafe è Benedetto, e benedetto è proprio come io mi sento: quindi voglio continuare a cantare e dipingere il più a lungo possibile”.

Tony Bennett, intervista ANSA (28/6/2017)


Canzone del giorno: I Left My Heart In San Francisco (1962) - Tony Bennett
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giovedì 20 luglio 2023

Oceani di promesse

Di Lloyd, di sir, di oceani di promesse e di navigazione a vista

“Lloyd, dove sono tutte le promesse che mi avevano fatto?”

“Credo che si siano perdute tra il dire e il fare, sir?”

“Immagino non arriveranno mai in porto...”

“Le promesse di marinaio finiscono sempre per naufragare in un mare di giustificazioni, sir”

“Il segreto sta nell'evitare i marinai, Lloyd?”

“Più nel tornare a essere comandanti, sir”

“Riprendiamo il timone, Lloyd”

“Istantaneamente, sir”

Simone Tempia, Dialoghi immaginari - Vita con Lloyd (Linus Settembre 2022)

Canzone del giorno: Invisible Oceans (2022) - Amos Lee
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martedì 18 luglio 2023

Il fumetto arte di governo

Una presidenta minuta che si lamenta dei tacchi in conferenza stampa, perché indolenziscono i piedi, e poi entra e esce fulminea da una photo-op con i cosiddetti grandi della Terra, è un fumetto Disney. Minnie. Una ministra del Turismo che si difende in Parlamento chiamando in causa perentoriamente chi ha prenotato un lettino nel suo stabilimento balneare è un fumetto di Angela e Luciana Giussani. Eva Kant, maestra del mascheramento. Un presidente del Senato che “interroga” suo figlio su una seria circostanza penale notturna è un fumetto horror, non si dica un manga, ma almeno un Dylan Dog indagatore dell’incubo. Un ministro della Difesa gigantesco che mette la sua mole e sapienza democristiana al servizio del fascismo liberale, mentre gli scoppiettano intorno le armi e sfavillano le parate, è un fumetto. Un Titano dark fantasy scritto da Hajime Isayama. […] Ce la caviamo perché non ci siamo fatti fregare, ancora una volta, dal concetto di classe dirigente e dalle sue dolenti costrizioni stilistiche. Dopo i fasti gentili di Paperon de’ Paperoni, che hanno messo fine alla tragedia dei partiti anni Settanta, dilatandola e diluendola, è la volta di Minnie e altre fantasie e nuvolette. Che tutto questo avvenga in una successione ordinata, equilibrata e democratica di vignette lineari e tranquillamente leggibili nella compassata Europa mercantile, con il pasto solitario di Mario Draghi a Fiumicino (nuvoletta) e le sue conferenze a Cambridge che fanno testo e scuola (o squola) al mondo governativo delle Santanchè, dei La Russa, dei Delmastro Delle Vedove e delle Beatrice Venezi, dalle deleghe fiscali gradite al riformismo di centro al trascinante mito del debito buono, invenzione geniale di un uomo geniale, ecco poi la vera sorpresa. Non è la politica che è diventata un fumetto, è il codice espressivo e significante del fumetto che è diventato arte di governo dello stato. 

Giuliano Ferrara, Il Foglio (14/7/2023)

Canzone del giorno: Bam Bang Boom (2020) - Dion ft. Billy Gibbons
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sabato 15 luglio 2023

Fratelli di riccanza

Sono bastati dieci giorni di fuoco per mettere in crisi quello che Giorgia Meloni ha di più caro: il suo racconto. Il berlusconismo decadente e crepuscolare degli ex “berluscones” di destra finiti nell’occhio del ciclone della giustizia – Apache La Russa e suo padre Ignazio, Daniela “Pitonessa” Santanchè e Vittorio Sgarbi sessista – è per la leader di Fratelli d’Italia come la krypronite per Superman: un veleno che si inocula nel sistema immunitario, fiacca ogni energia, distrugge la narrazione della destra nazionale, moderna, conservatrice, «underdog», madre e donna,  peggio delle cluster bombs di Joe Biden. «Non sono ricattabile», ruggiva la Meloni il giorno in cui il Cavaliere l’aveva sfidata, raccogliendo così le simpatie trasversali di tanti italiani di destra, ma anche di sinistra. Vero: lei non è ricattabile, ma “loro” sì. Giorgia è romana, proletaria, cresciuta in una famiglia di sole donne, temprata nella sobrietà (la sua adorata Mini, il rifiuto della scorta), l’apologia della militanza. “Loro” sono nordici, maschilisti e talvolta misogini (Sgarbi ha fatto indignare la regista Cristina Comencini), appariscenti (Filippo Facci ha fatto giochi di parole sullo stupro), inguaiati con la magistratura (e non certo per un complotto): i berluscones amano la bella vita, le belle macchine, le cose di lusso, le bottiglie millesimate, svuotate nei locali “fighi”. […] Oggi gli eredi del Msi popolare cresciuto nel mito dell’onestà si ritrovano impantanati nella guerra ai magistrati. E la Meloni, che si è portata a Palazzo Chigi il sobrio e rigoroso magistrato Alfredo Mantovano, adesso è costretta a tacere sul caso La Russa e a vergare note informali di Palazzo Chigi, dopo essere stata scottata (anche) dal rinvio a giudizio di Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giustizia ed esponente della cosiddetta “generazione Atreju”, ovvero la nidiata di Azione Giovani. Solo che la rivelazione di Delmastro al suo onorevole compagno di casa, nonché coordinatore nazionale di Fdi, Andrea Donzelli sembra una storia da studenti fuorisede, e la simpatia di cui gode un po’ ovunque il deputato (celebri sono suoi collegamenti provocatori a L’Aria che tira) non è intaccata.  Il caso Santanchè, invece, sembra fatto apposta per rinnovare tutti gli stereotipi della Casta: la ministra si prende la macchina di lusso in comodato d’uso (77mila euro l’anno!), poi però impone alla scorta di usare la sua e non quella di servizio, poi raccoglie 450 multe nell’area B di Milano (e non le paga). Dice la Santa: «É l’auto di servizio». La ministra imprenditrice ha anche ottenuto 2,7 milioni di euro di prestito dallo Stato (ma i suoi curatori spiegano che non lo rimborserà perché non ha i soldi) ma secondo l’inchiesta di Report ha pompato solo poco meno. E poi ancora Santranchè dice al Senato che la società fallita non è sua, ma si scopre che in realtà la controlla (con un patto para-sociale) e con il compagno dal nome creativo e persino suo figlio (con l’ex dipendente un po’ acida che ricorda: «Siccome non sapeva bene cosa fare chiamava la mamma al telefonino davanti a noi»). 
Ecco, provate a immaginare cosa c’entra tutto questo con la Meloni. Poco o nulla. Ma adesso, la prima presidente donna, deve affrontare il primo virus misogino contratto dalla sua creatura politica. Qualunque scelta – sia parlare che tacere – come cantava il suo amato De André – è una ferita: «E per tutti/ il dolore degli altri/ è un dolore a metà».

Luca Telese, Tpi.it (14/7/2023)

Canzone del giorno: Until The Levee (2015) - Joy Williams
Clicca e ascolta: Until....