nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

lunedì 13 maggio 2019

Casa

La casa dove nasci segnerà per sempre la tua vita.
Potrai abbandonarla, dimenticarla, dipingerla o trasformarla. Potrai riempirla di libri e svuotarla di ricordi, nasconderla dietro le persiane o lasciare che la luce la investa. Potrai aprirla agli altri o tenerla tutta per te, averla perennemente in ordine o disseminare i tuoi vestiti in giro. Ma le mura fra cui sei cresciuto condizioneranno chi sei e chi sarai.

                                                                            Luca Bianchini, Nessuno come noi (2017)


Canzone del giorno: Home (2014) - Ingrid Michaelson
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venerdì 10 maggio 2019

Post Scriptum Film

Stanlio & Ollio

REGIA: Jon S. Baird
INTERPRETI: John C.Reilly,  Steve Coogan, Danny Huston, Shirley Henderson, Nina Arianda, Stephanie Hyam, Susy Kane, Rufus Jones
SCENEGGIATURA: Jeff Pope
DURATA: 97'
USCITA: 1/5

Stan Laurel e Oliver Hardy, due artisti che hanno generato, in più di trent'anni di carriera e interpretando insieme più di 100 film, magico intrattenimento apprezzato da un pubblico di tutte le età.
Stravaganti, gentili e con un puro istinto comico che, da sempre, rappresenta un punto di riferimento per i tanti che, dopo di loro, hanno intrapreso la strada della comicità.
Stanlio  e Ollio, gradevole biopic diretto da John S. Blair e scritto da Jeff Pope, è un omaggio al celebre duo ma anche un film che, con estrema delicatezza, delinea la malinconia che può accompagnare degli artisti di successo verso il viale del tramonto.
La pellicola si concentra sulla loro tournée teatrale nell'Inghilterra del 1953. Dopo tanti di anni di successo è iniziato il loro declino. Alcool, donne e gioco hanno reso il tutto ancora più difficile. Ma l'amicizia di tanti anni merita un'ultima speranza e, decisi a cercare finanziamenti per un nuovo lungometraggio, accettano di esibirsi in Europa. Stan entra in palcoscenico con le sue scarpe senza tacchi e il suo piglio stralunato. Oliver, nervoso e sconsolato, subisce le strane intrusioni del suo amico-collega.
Un film che, volutamente e con maestria, dosa tempi ed emotività.
Steve Coogan e John C. Reilly incantano grazia ad una prova eccelsa che fa ritornare in vita il famoso duo comico.
Triste ed emozionante la scena nella quale i due anziani attori si ritrovano ad issare il loro baule sulla ripida scala di una stazione ferroviaria londinese, rimandando volutamente i nostri pensieri alle memorabile sequenza della pianola sulle scale nel cortometraggio (La scala mobile) che, nel 1932, vinse il premio Oscar.
Film sull'amicizia e sensibile omaggio a due attori che, come hanno scritto Ficarra e Picone in un'introduzione alla recente ristampa della biografia sugli attori di John McCabe (pubblicata nel 1961), "sono l’ABC della comicità, e per questo difficili da decifrare: prevedibilissimi ma per niente scontati; semplici ma allo stesso tempo complessi; apparentemente istintivi ma, di fatto, assai rigorosi nella rappresentazione di una gag".

Canzone del giorno: Working on the Road (1970) - Ten Years After
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mercoledì 8 maggio 2019

Pregiudizi

I pregiudizi, come è risaputo, sono più difficili da sradicare dai cuori che non sono mai stati ammorbiditi o fertilizzati dall’istruzione. Crescono lì, robusti come erbacce tra i sassi.
Charlotte Brontë (1816 - 1855), scrittrice



Canzone del giorno: It Wasn't Real (2013) - Gina Sicilia
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lunedì 6 maggio 2019

Pettine

C’è qualcosa di più del litigio quotidiano tra le due forze di governo. È l’incertezza della guida politica. Essa lascia una massa di problemi irrisolti, che emergono ogni giorno e vengono fatti marcire, qualche volta a bella posta. Il debito degli enti locali (specialmente delle città metropolitane), quello con le banche e la Cassa depositi e prestiti, supera i 60 miliardi. Bisogna tentare di rinegoziarne le condizioni (e non sarà facile), prima che sia troppo tardi e che si debba intervenire con l’accollo allo Stato, come si fece nella seconda metà degli anni ’70. (...) Tutti i numeri dati dal governo sono incerti. I poveri erano 5-6 milioni, ma hanno fatto richiesta del reddito di cittadinanza meno di 900 mila nuclei familiari; quindi, i poveri sarebbero inferiori della metà a quelli indicati. Gli immigrati irregolari erano 500 mila, sono ora diventati 90 mila. Si era previsto che i richiedenti una pensione per aver raggiunto quota 100 (62 anni di età e 38 di contribuzione) sarebbero stati 290 mila, si scopre che sono meno della metà. Ma non sono solo i numeri ad essere tanto maltrattati. Lo sono anche i due più grandi produttori di numeri e di dati, Banca d’Italia e Ragioneria generale dello Stato, il cuore e il sistema nervoso del Paese, i cui vertici attendono decisioni governative tenute a bagnomaria, forse ad arte. (...)
L’afonia delle opposizioni è, naturalmente, il principale alleato di questa confederazione di potentati che continuiamo a chiamare governo. Il silenzio di Forza Italia ha almeno la spiegazione di non volersi inimicare un alleato. Non ne ha il Pd, con le sue mille voci e la loro incapacità di trovare un accordo. Eppure dovrebbe esser chiaro che la principale ragione del successo crescente della Lega è la sua capacità di parlare con una unica voce. Tutti ora aspettano che i nodi vengano al pettine. Ma c’è un pettine?

Sabino Cassese - Corriere della Sera (27/4/2019)

Canzone del giorno: Nodi (2018) - Malika Ayane
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sabato 4 maggio 2019

Senza il Lavoro

Cosa c’è da festeggiare il Primo Maggio se il lavoro, ogni anno che passa, vale meno? A mezzo secolo di distanza dalle lotte operaie sfociate nell’autunno caldo del 1969, che avviarono un decennio di conquiste sociali e cospicua redistribuzione della ricchezza a favore del lavoro dipendente, gli sfruttati di oggi vietano a se stessi perfino la nostalgia; non parliamo della fede in una prossima riscossa proletaria. Così, a furia di sentirsi dire che la lotta di classe è solo un nocivo ferrovecchio del passato, il 1° maggio 2019 in Italia rischia di trasformarsi in un anacronismo: la festa del lavoro che non c’è più. Ci sono la fatica e lo stress, ci sono gli orari spezzati, il ritorno del cottimo, le esternalizzazioni di rami d’azienda, i somministrati a termine, il caporalato digitale, il tariffario dei parasubordinati, il welfare aziendale differenziato, le false cooperative multiservizi con gare al massimo ribasso per l’assegnazione di appalti e subappalti. Ma è come se in frantumi fosse andata l’idea stessa di lavoro come tutt’uno, principio ordinatore della società. Nel quale lavoro ciascuno lavoratore possa rispecchiarsi e accomunarsi, considerandolo l’abito che indossa ogni mattina, l’esperienza fondamentale della propria vita fuori dall’ambito domestico. (...)
Nell’ordine, dunque, il 1 maggio 2019 si segnala per: espansione dell’area del lavoro povero, ovvero retribuito sotto una soglia ragionevole di sussistenza; diffusione parallela del part-time forzato, cioè orari ridotti con proporzionale riduzione dei compensi (un milione di sottoccupati dichiara che sarebbe disponibile a lavorare 19 ore di più a settimana); boom degli occupati sovraistruiti, 5 milioni e 569 mila dipendenti che hanno un titolo di studio superiore a quello che sarebbe necessario per svolgere le loro mansioni (il 25% del totale). (...) Proletario era colui che non possedeva altri beni oltre ai propri figli. E ne generava parecchi, di figli, perché calcolava che una parte se li sarebbe portati via la mortalità infantile e la guerra, mentre lui solo dalle loro braccia avrebbe potuto ottenere sostegno in vecchiaia. Oggi in Italia chi non possiede altro che il proprio lavoro, di figli non ne genera più, e quei pochi che ha generato spesso deve mantenerli anche da adulti. Il proletario senza prole viene così attanagliato dalla paura che lo Stato non sia più in grado di pagare le prestazioni sociali a sostegno della sua vecchiaia.
Stiamo diventando un Paese di proletari senza prole.

Gad Lerner, la Repubblica (30/4/2019)

Canzone del giorno: Career Opportunities (1977) - The Clash
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giovedì 2 maggio 2019

Il Lavoro

Vauro, www.google.it

















Canzone del giorno: Salt Of The Earth (1968) - Rolling Stones
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mercoledì 1 maggio 2019

Playlist Aprile 2019


1.      AC/DC, Rock’ n Roll Damnation  (Powerage  1978) –  Discordia
2.      Vanella Carlton, London  (Rabbits on the Run – 2011) –  Fumo di Londra
3.      Kasabian, Fire  (West Ryder Pauper Lunatic Asylum  2009) –  Tunnel of Brexit
4.      Max Gazzè, Disordine d’aprile – (Maximilian – 2015) –  Indaffarati
5.      Tracy Chapman, Across The Lines  (Tracy Chapman – 1988) –  Linciaggio
6.      Foo Fighters, Best of You  (In Your Honor – 2005) –  Sembra
7.      Elton John, Border Song  (Elton John – 1970) –  Yanela
8.      Alice in Chains, Brush Away  (Alice in Chains – 1995) –  Notre-Dame
9.      Folco Orselli, Lo scaldabagno  (Blues…in Mi – 2018) –  Blues in …Mi
10.  Joe Bonamassa, Redemption  (Redemption – 2018) –  Redentore
11.  John Mayall, Mists Of Time  (Stories – 2002) –  Tempo perso
12.     Antonello Venditti, Ma che bella giornata di sole  (In questo mondo di ladri1970) –  Festa della Liberazione
13.  Jackson Brown, Never Stop  (The Naked Ride Home – 2002) –  Accidia
14.  Skin, Alone In my Room  (Fake Chemical State – 2006) –  Debolezze