nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

domenica 25 gennaio 2015

Post Scriptum Film

The Imagination Game

REGIA: Morten Tyldum
INTERPRETI: Benedicy Cumberbatch, Keira Knightley, Charles Dance,
Matthew Goode, Mark Strong, Rory Kinnear
SCENEGGIATURA: Graham Moore
DURATA: 114'
USCITA: 

The Imitation Game, il film di Morten Tyldum candidato a 8 premi Oscar, riesce a raccontare in modo sensibile gli avvenimenti della vita di Alain Touring, eccentrico matematico che durante la seconda guerra mondiale riuscì, insieme con un gruppo di linguisti e scacchisti, a decifrare i codici di Enigma, la macchina utilizzata dai nazisti per comunicare con i loro militari via radio attraverso una serie di messaggi criptati.
Il regista ripercorre le vicende fondamentali della vita di Touring e fa di tutto (e in buona parte ci riesce) affinché sia lo stesso spettatore, in un gioco di flashback intrecciati, a ricostruire i tratti (eroici? geniali? paranoici?) di uomo che, oltre ad essere riuscito con i suoi esperimenti a creare un marchingegno che possiamo considerare l'antesignano del computer, ha vissuto una vita tragica.
La sceneggiatura punta molto sull’emotività (che è anche una sua forza nei momenti cruciali) del protagonista, interpretato da un bravissimo Benedict Cumberbatch in grado di farci rivivere un personaggio tanto complesso quanto affascinante.
Il suo dramma adolescenziale é narrato con garbo e, analogamente, i fatti tragici che riguardano gli ultimi anni della sua vita sono rievocati proponendoci un uomo rattristito e impaurito (anche se le cause della sua morte sono raccontate in maniera un po' fin troppo sbrigativa).
L'intero cast degli attori scelti dal regista riesce a ben sostenere il film sino alla fine, compresa Keira  Knightley nella parte di una donna che instaura con Touring un particolare rapporto d’affetto e complicità.
A tutto ciò aggiungiamo un'efficace fotografia e una sceneggiatura che permette allo spettatore di seguire dall’inizio alla fine il racconto con poche distrazioni e molta tensione emotiva.

Canzone del giorno:  My Imagination (2008) - Ten Years After
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venerdì 23 gennaio 2015

Tesori

Come si fa ripartire la cultura?

"Mito e comunicazione. La casa di Giulietta e Romeo a Verona fa più visitatori di Pompei o degli Uffizi. Bisogna convincere gli italiani a riappropriarsi del proprio patrimonio. Senza banalità tipo ‘l’arte è il petrolio dell’Italia’. 

I beni culturali servono a fare gli italiani, non i turisti. Quelli vengono dopo".



Philippe Daverio (intervista di Alessio Schiesari - Il Fatto quotidiano del 7/1/2015)


Canzone del giorno:  Minor Thing (2002) - Red Hot Chili Peppers
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mercoledì 21 gennaio 2015

Attuazione

Di recente si è ritornato a parlare di “decreti attuativi" a seguito di un'inchiesta
pubblicata dal Sole 24 Ore.

La Legge-delega é un forte strumento di potere nelle mani del Governo. Essa in
sè, però, non contiene praticamente le norme che, invece, devono essere scritte attraverso una serie di decreti attuativi.
Sono, quindi, questi ultimi che riescono ad attuare quanto genericamente stabilito. Soltanto in questo modo alcune leggi possono trovare concreta applicazione.
Il Sole 24 Ore rileva che "per rendere efficaci le manovre degli ultimi tre governi sul fronte economico restano da varare 585 decreti attuativi, oltre la metà del totale. Se infatti l’esecutivo Renzi ha accelerato sullo smaltimento delle misure previste dai predecessori Monti e Letta, le nuove riforme hanno anche portato un bagaglio di nuovi decreti attuativi: solo l’ultima legge di Stabilità necessita di 119 interventi attuativi. Rispetto a due mesi fa il tasso di attuazione registra un leggero arretramento: dal 52,7 al 46,9%”.
Il monitoraggio eseguito dal quotidiano economico è interessante sul fronte dell'impegno governativo per tentare di trasformare la democrazia delle parole in democrazia dell'attuazione delle leggi.
È la solita vecchia storia: ogni cambiamento tocca particolari interessi e l'eccessiva burocratizzazione del nostro sistema ostacola, spesso, le riforme volute dal legislatore.
Nell'editoriale a commento dell'inchiesta, Guido Gentile descrive il tutto in maniera chiara, definendolo: "Un moto circolare che è del resto un frutto tipico del riformismo all’italiana: si parte a gran velocità, poi si decelera, infine ci si ferma. Per poi ricominciare daccapo e ripiombare, tra task-force, piani-tampone e compromessi al ribasso, nelle sabbie mobili dell’attuazione parzialmente o totalmente mancata".


Canzone del giorno:  Practice What You Preach (1994) - Barry White
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domenica 18 gennaio 2015

Ridere



“Una risata può essere una cosa molto potente.
Vedi? A volte nella vita è l’unica arma che rimane”.

Roger Rabbit a Eddie Valient (Bob Hoskins) nel film "Chi ha incastrato Roger Rabbit?" (1988)






Canzone del giorno:  Tied Together With A Smile  (2006) - Taylor Swift
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venerdì 16 gennaio 2015

Testi

Cosa pensa dei talent show? 
«Che sono prodotti molto buoni e molto pericolosi. Vederli è divertente, ti viene voglia di votare, magari chi ha avuto un passato difficile. E ogni tanto nascono artisti di talento. La parte pericolosa è per chi non vince: c’è gente che per due mesi ti ama e poi, in un lampo, si dimentica di te. Per avere successo devi faticare».


Non crede, da autore, che rispetto ai tempi di Bob Dylan, Springsteen e Johnny Cash, oggi ci sia meno cura nei testi? 
«Ne sono certo. I testi oggi non sono neanche lontanamente intelligenti, poetici e sofisticati rispetto agli anni 60 e 70. Le persone vogliono cose più ovvie da capire per passare alla prossima. La gente non vuole pensare: è difficile farlo mentre stai guidando, scrivendo sms e aggiornando in contemporanea il tuo profilo Facebook».


Ryan Tedder, voce dei OneRepubblic (da un'intervista a Chiara Maffioletti - Corriere della Sera del 14/12/2014)


Canzone del giorno:  Counting Stars (2013) - OneRepubblic
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martedì 13 gennaio 2015

Post Scriptum Film

Big Eyes

REGIA: Tim Burton
INTERPRETI: Amy Adams, Chrisoph Watz, Dunny Huston, Krysten Ritten
SCENEGGIATURA: Scott Alexander, Larry Karaszewski
DURATA: 105'
USCITA:

Niente cupe immagini in bianco e nero.
Assenti le tipiche figure grottesche da horror gotico.
Per nulla presente la caratteristica atmosfera dark che ha arricchito parte della sua migliore filmografia.
 

Da un regista visionario come Tim Burton, é chiaro che ci si aspetti quel tratto peculiare in più che, nel suo ultimo film Big Eyes, sembra proprio non esserci. 
Nonostante la bravura di Amy Adams e di Christoph Waltz, coppia protagonista in grande forma, l'opera appare fin troppo tradizionale sia nello stile sia nella narrazione.
Eppure la storia è interessante e riguarda una delle più grandi frodi che la storia dell'arte ricordi, avvenuta negli Stati Uniti negli anni '50. Walter Kane per tanti anni riuscì a spacciarsi per l'autore dei quadri che, invece, erano dipinti da sua moglie Margaret. Lei sapeva dipingere degli originali bambini dal volto triste e gli occhi enormi. Lui sapeva fare il venditore e portò all'estrema popolarità i quadri con furbissime operazioni di marketing.
La splendida fotografia di Bruno Delbonnel, i colori incisivi, l'accurata ricostruzione d'epoca e, come già detto, l'ottima prova degli attori, non riescono da soli a dare un ritmo adeguato al film. 
Tim Burton ha preferito una costruzione classica e, probabilmente, siamo in tanti coloro che avrebbero preferito un’attenzione in più al dramma psicologico della protagonista con scene più entusiasmanti e originali. Proprio per questo Amy Adams che vaga smarrita con il carrello in un supermercato, assalita dalla visione di tanti clienti dalle iridi assurde e gigantesche, diviene una finzione godibilissima che ha a che fare con la mercificazione dell'arte ma, soprattutto, con l’ossessività peculiare
 del regista.
Proprio queste scene, autenticamente burtoniane, sono quelle che avremmo desiderato più presenti in Big Eyes.

Canzone del giorno:  Living Eyes (1981) - Bee Gees
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domenica 11 gennaio 2015

Je suis...

Plantu (Le Monde - 11/1/2015)


















Canzone del giorno:  Nuvole bianche (2004) - Ludovico Einaudi
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