nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

sabato 9 novembre 2013

Perchè no?



C'è chi vede le cose come sono e dice: "Perché?". 
Io invece sogno cose mai viste e dico: "Perché no?".


George Bernard Shaw, Torniamo a Matusalemme, 1920


Canzone del giorno: Perché no (1978) - Lucio Battisti
Clicca e ascolta: Perché no....

giovedì 7 novembre 2013

Fantasia

Le tesi di coloro che, nel nostro Paese, contestano il sistema organizzativo basato sull'Euro, continuano a generare proseliti. Sono tanti gli economisti e gli intellettuali che ritengono vantaggioso programmare un ritorno alla moneta nazionale.
Le nuove argomentazioni degli euro-scettici sono variegate e anche se, spesso, sembrano assumere dei toni contraddittori, vale la pena tenerne conto, non bollandole come retrograde a priori.
Pochi giorni fa, ad esempio, il quotidiano economico Italia Oggi, ha ospitato un'intervista a Giuseppe Guarino, ottantenne giurista napoletano che, vent'anni fa circa, è stato per due volte ministro (una volta delle Finanze e l'altra dell'Industria e Partecipazioni Statali). Secondo Guarino, l'Euro è nato da un imbroglio poiché sono state violate delle corrette procedure costituzionali. Il regolamento che ha modificato nel 1999 il Trattato di Maastricht, secondo il giurista, è stato approvato in maniera arbitraria evitando il doveroso vaglio dei parlamenti nazionali.
Nella parte finale dell'intervista Guarino risponde alle domande del giornalista e presenta il suo rimedio per un’uscita (quasi) indolore dell’Italia dall’euro. Almeno secondo  lui!


Da Italia Oggi del 25 Ottobre 2103 - intervista di Goffredo Pistelli:
D. Sì, però tutti dicono che, nelle attuali condizioni dei mercati mondiali, lo Stato che ritornasse alla propria moneta, ne uscirebbe con le ossa rotte.
R. È vero. L’operazione potrebbe riuscire solo se si raggiungessero dimensioni che consentano di reagire a pressioni esterne nocive e a produrre influssi a sé favorevoli.
D. E come?
R. Più Stati, nell’uscire dall’euro, potrebbero mettersi insieme per creare una nuova
moneta comune, affidandone la gestione ad un governo politico egualmente comune.
D. Sarebbe sufficiente?
R. Se tre Paesi mediterranei si unissero con l’Italia, la nuova entità si collocherebbe al quarto posto nella classifica mondiale del Pil e al decimo posto per popolazione. Se si aggiungesse la Francia, la nuova entità sarebbe per Pil la seconda nel mondo, superata solo dagli Usa e sesta per popolazione. Risultati allettanti!
D. E il debito?
R. Negli Usa, nell’800, gli Stati confederati si federarono a causa dell’eccessivo debito, che su di loro gravava. La Federazione, appena creata, divenne uno degli Stati più ricchi e forti nel mondo.
D. Progetto suggestivo, professore, ma da dove si comincia?
R. Il mio compito si limita all’analisi dei fattori e dei loro effetti: i passi ulteriori spettano ai cittadini europei, alle collettività che compongono la zona euro e l’Unione, ai Governi.
D. Sarà realizzabile?
R. La fantasia al potere! Non è stato questo lo slogan di molte generazioni? Che la fantasia cominci ad esercitarsi.

Canzone del giorno: Fantasy (1977) - Earth, Wind & Fire
Clicca e ascolta: Fantasy....

lunedì 4 novembre 2013

Sollecitazioni

Su Repubblica di ieri, Liana Milella intervista il Ministro della Giustizia.

Anna Maria Cancelleri si difende dalle accuse che piovono da più parti per i suoi contatti con la famiglia Ligresti e per il suo comportamento nelle vicenda penitenziaria di Giulia Ligresti: «Non ho nulla di cui vergognarmi e per cui dimettermi. La mia coscienza è assolutamente limpida e trasparente. (…) Sulla notizia giornalistica, che doveva finire com’era nata, si sono innestati interessi politici che l’hanno strumentalizzata, con l’obiettivo di colpire il governo di larghe intese. Ci sono persone che hanno motivi di rancore nei miei confronti, perché ho sciolto comuni per mafia e fatto pulizia negli enti corrotti. Continuano a dire che sono intervenuta sui magistrati, ma non è vero, basta sentire Caselli. Non c’è serenità nel valutare i fatti, s’infanga una persona senza pensarci».
Sullo stesso giornale Massimo Giannini parla, però, di “zona grigia che rende inquietante la vicenda Cancelleri-Ligesti e che svela la natura compromissoria e forse compromessa del potere”. Il vice-direttore di Repubblica si concentra sul termine «pentimento» utilizzato dal ministro: “Non è un «pentimento» che si chiede al ministro, ma semmai un «chiarimento » sulla natura dei rapporti che la legano alla famiglia di don Salvatore. Fino ad obbligarla a telefonare al fratello del «padrino» per garantirgli il suo interessamento, come testimoniano le intercettazioni agli atti dell’inchiesta di Torino.  Perché la Cancellieri si è sentita in dovere di farlo? Questo chiarimento non è arrivato. Il movente che ha spinto il ministro a sollecitare la scarcerazione di Giulia Ligresti non sembra il «volto umano della giustizia», ma semmai la faccia complice dell’amicizia. Se il Guardasigilli non è libero nei confronti di chi gli chiede un passo improprio, non può restare al suo posto”.
Dall’altra parte della “staccionata”, Maurizio Belpietro su Libero, nel dedicare il suo editoriale alla vicenda, muove analoghe e più forti critiche all’atteggiamento del ministro: “il ministro si sta nascondendo dietro a un dito. Nessuno vuole sapere quanti detenuti si siano rivolti al ministero per segnalare le loro condizioni di prigionieri. E nessuno crediamo sia interessato a conoscere in quali occasioni gli uffici di largo Arenula si siano attivati per far presente ai direttori delle carceri i disagi dei detenuti. Ciò che si intende approfondire è se ci siano altri casi di interventi diretti sul Guardasigilli e di convocazioni dei direttori del Dap. Cioè: la Cancellieri ha l’abitudine di lasciare il suo numero di cellulare nelle portinerie dei penitenziari affinché i detenuti che ne hanno bisogno la chiamino senza indugio? Il suo telefonino viene fornito insieme con la dotazione della cella a chiunque ne faccia richiesta appena messo piede nel reclusorio?Confessiamo che, nonostante la sua aria da brava nonna preoccupata della salute dei propri nipoti, facciamo fatica a immaginare il ministro della Giustizia come una specie di telefono azzurro dei galeotti,anzi di telefono a sbarre. Dunque le giustificazioni addotte e quelle che presumiamo verranno rappresentate nei prossimi giorni, appaiono come tentativi di insabbiare la faccenda Ligresti più che degli sforzi per chiarire quanto è successo”.


Canzone del giorno: Last Request (2006) - Paolo Nutini
Clicca e ascolta: Last....

domenica 3 novembre 2013

Lou Reed

”Il passato continua a bussare alla mia porta
e non lo voglio più sentire.
Per piacere nessuna consolazione
se mi sento giù devo riuscire a sollevare la testa
ma mi fa infuriare e quando m’infurio divento triste
e poi inizio a gelare
In qualche angolo della mente
avevo paura che potesse essere vero
in qualche angolo della mente
avevo paura che parlassero di te
La parata di Halloween
alla parata di Halloween
ci vediamo l’anno prossimo”
.


Lou Reed, Halloween Parade (New York, 1989)


Canzone del giorno: Halloween Parade (1989) - Lou Reed
Clicca e ascolta: Halloween....

venerdì 1 novembre 2013

Playlist Ottobre 2013

1.      Arcade Fire, Ready To Start – (The Suburbs - 2010) – Primo passo
2.      Fiorella Mannoia (feat. Frankie HI-NRG), Non è un film – (Sud - 2012) – Lampedusa
3.      Jimmy Cliff, Hard Road To Travel – (Hard Road To Travel - 1968) – Viaggiare
4.      Starsailor, Silence Is Easy – (Silence Is Easy - 2003) – Asilo
5.      Dire Straits, Solid Rock – (Making Movies - 1980) – Stabili
6.      Franz Ferdinand, Bullett – (Aright Thoughts, Right Words, Right Action - 2013) – Right…
7.      Lady Gaga, Love Mail – (The Fame - 2008) – Supposte
8.      Supertramp, The Logical Song – (Breakfast in America - 1979) – Turbolenze
9.      Tracy Chapman, Why? – (Tracy Chapman - 1988) – Guerreggiare
10.  Skunk Anansie, You’re Too Expensive For Me – (Wonderlustre - 2010) – Dispendiosa
11.  Kem, You Might Win – (Album II - 2005) – Qualificazione
12.  Jesse Winchester, All Of Your Stories – (Third Down, 110 to Go - 1972) – Mosaico
13.  Zucchero, Per colpa di chi – (Spirito divino - 1995) – Galli
14.  Guster, I Spy – (Lost And Gone Forever - 1999) – Spionaggio
15.  Nnenna Freelon, Cell Phone Blues – (Homefree - 2010) – Intercettazioni

mercoledì 30 ottobre 2013

Intercettazioni

Giuseppe Marino su Il Giornale ha definito l'affare Datagate come uno "scandalo di plastica".
Non ha tutti i torti: "tutti spiano tutti, lo sapevamo, lo sappiamo, continuerà cosi. Ma è interessante notare quanti falsi miti e contraddizioni abbia svelato questo scandalo di plastica. Già nello scorso giugno le rivelazioni del Guardian e di altri quotidiani europei ci avevano confermato che siamo tutti spiati da Prism e altri simili sistemi tecnologici, che sostanzialmente raccolgono dati a strascico. I leader europei all’epoca si erano limitati a dichiarazioni di circostanza, Angela Merkel in Germania era addirittura stata accusata di sottovalutare la questione. Appena si scopre che intercettano pure il suo cellulare scoppia una crisi diplomatica".
Ascoltare le conversazioni dei diplomatici o intercettare il contenuto delle telefonate dei leader internazionali non sempre riesce a conciliarsi con gli obiettivi di sicurezza internazionale e di lotta al terrorismo ma ogni Stato europeo é al corrente di come funziona il sistema. Una rete di cavi sottomarini a fibra ottica transita per tutto il Mediterraneo e trasporta miliardi di byte stracolmi di comunicazioni in chiaro, compresi segreti politici e industriali.
Chi si scandalizza più di tanto e parla di violazioni, si addentra su terreni cosparsi d'ipocrisia più che di tutela della privacy. 
Scrive Marino: "Viene il dubbio che stavolta ci si sia accalorati così tanto sul Datagate soprattutto perché ha consentito di deviare l’attenzione dai ben più importanti temi sul piatto del vertice di Bruxelles che, come tutti gli ultimi summit europei, difficilmente riesce a produrre decisioni importanti sui dossier reali, quelli dove gli interessi nazionali sono in conflitto. A pensar male, ai leader farebbe comodo un Datagate per ogni vertice, negli ultimi tempi. Infine l’ultima nota stonata. Ma non ci avevano detto che bisognava assolutamente salvare l’italianità di Telecom, perché era un asset strategico e perché le nostre conversazioni altrimenti sarebbero state a rischio intercettazioni? Addio a un’altra foglia di fico: siamo spiati già benissimo così".


Canzone del giorno:  Cell Phone Blues (2010) - Nnenna Freelon
Clicca e ascolta: Cell...

domenica 27 ottobre 2013

Spionaggio

Come chiamarlo? Spionaggio, monitoraggio, controllo super galattico?
Sicuramente i retroscena dello scandalo Nsa non sembrano avere i tratti appassionanti e coinvolgenti delle tante spy story che, nel corso degli anni, sono state sviluppate e portate al successo da scrittori o sceneggiatori cinematografici.
Le rivelazioni sullo spionaggio ai danni di 35 leader mondiali, in collaborazione con il governo Usa, hanno aperto il coperchio in tema d’intercettazioni. Tra menzogne e dissimulazioni gli Stati Uniti riusciranno a giustificare il loro controllo di massa sul traffico telefonico (oltre che su quello di rete) richiamando alla luce la lotta al terrorismo internazionale.
D'altronde la difesa dell'Occidente continua a essere in mano agli USA e questo fa sì che, nel nome della ragion di Stato, gli americani a volte non si rendano conto che dovrebbe esistere un limite da non oltrepassare (le intercettazioni della nostra magistratura, al confronto, sembrano scherzi da educande!).
Merkel & Co. possono indignarsi quanto vogliono ma non c'era bisogno che venisse fuori questa vicenda per ricordare a tutti quanti che non c'è cellulare al mondo non intercettabile e memorizzabile. È risaputo!
Tutti sembrano cadere dal però come se non avessero mai sentito parlare di spionaggio tecnologico o non sapessero che sull'intelligence e sul controllo dell'informazione si decide una cruciale questione di egemonia non soltanto politica ma anche commerciale.



Canzone del giorno:  I Spy (1999) - Guster
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