nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

domenica 15 settembre 2013

Acque

Fra tre anni entreranno in vigore delle nuove norme europee sugli scarichi a mare e sul trattamento delle acque reflue. Il nostro paese dovrebbe impegnarsi quotidianamente contro l'inquinamento in modo da salvaguardare ambiente e turismo, fonti di sviluppo e occupazione. Accade, invece, che importanti città (Trieste, Palermo, Imperia, Agrigento...) e favolose spiagge nostrane (Capri, Rapallo, Cefalù...), continuano a risultare inadempienti sul versante delle norme sulla depurazione e sull'adeguamento dei sistemi di fognatura.
Federutility, la federazione italiana che riunisce le aziende di servizi pubblici locali che operano nei settori Energia Elettrica, Gas e Acqua, ha di recente presentato i risultati sul l'efficienza energetica dei nostri impianti di trattamento delle acque reflue. I test di misura sugli impianti evidenziano sprechi e paralisi negli investimenti che mal si conciliano con quanto richiesto dalla Comunità europea se non vogliamo rischiare sanzioni milionarie.
Non soltanto sono tanti i Comuni che non hanno adeguati depuratori e fognature ma, inoltre, i sistemi di trattamento che sono stati costruiti in molte città spesso vanno in tilt perché non correttamente dimensionati.
Ritardi, inadempienze e mala gestione.

Canzone del giorno: Acque sicure (2010) - Virginiana Miller
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sabato 14 settembre 2013

Non ricordo più

Abele e Caino s'incontrarono dopo la morte di Abele. Camminavano nel deserto e
si riconobbero da lontano, perché erano ambedue molto alti. I fratelli sedettero in terra, accesero un fuoco e mangiarono. Tacevano, come fa la gente stanca quando declina il giorno. Nel cielo spuntava qualche stella, che non aveva ancora ricevuto il suo nome. Alla luce delle fiamme, Caino notò sulla fronte di Abele il segno della pietra e lasciando cadere il pane che stava per portare alla bocca chiese che gli fosse perdonato il suo delitto. Abele rispose: "Tu hai ucciso me, o io ho ucciso te? Non ricordo più: stiamo qui insieme come prima". "Ora so che mi hai perdonato davvero" disse Caino "perché dimenticare è perdonare. Anch'io cercherò di scordare". Abele disse lentamente: "È così. Finché dura il rimorso dura la colpa".

Jorge Luis Borges (1899-1986), tratto dalla raccolta "Elogio dell'ombra" - 1969


Canzone del giorno: I Forgot (2000) - Lionel Richie
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mercoledì 11 settembre 2013

Scaduti

Mettiamola così. L'articolo 153 primo comma del trattato CEE (firmato a Roma nel 1957) recita che "al fine di promuovere gli interessi dei consumatori ed assicurare un livello elevato di protezione dei consumatori, la comunità contribuisce a tutelare la salute, la sicurezza e gli interessi economici dei consumatori nonché a promuovere il loro diritto all'informazione, all'educazione e all'organizzazione per la salvaguardia dei propri interessi".
I padri fondatori dell'Europa non potevano certo immaginare che un giorno uno dei suoi Stati membri (la Grecia), si sarebbe ritrovato a consentire la vendita nei supermercati di cibi scaduti anche se, ovviamente, con un elevato sconto applicato.
Il Pil della Grecia continua ad affondare e più di 1 milione di persone (circa un quarto della popolazione attiva tra lavoratori e pensionati) dichiara redditi inferiori a € 6.000 annuali.
 La crisi coinvolge l'intero mondo occidentale ma, fino a oggi almeno, in Europa le leggi nazionali stabiliscono che nei supermercati (e in ogni altro esercizio) non possono essere venduti cibi scaduti.
Fa una certa impressione, quindi, assistere a quanto accade in Grecia. 
Pasta, riso, olio e marmellate si possono, certo, ingerire anche un po' di tempo dopo la data di preferibile scadenza, ma il provvedimento del governo greco sembra assumere la forma di una vera propria crisi di civiltà.
Povertà e sottosviluppo sono l'imprimatur di un fallimento politico della società del benessere. 
L'Europa è alla frutta? Speriamo di no, anche perché si rischierebbe di ritrovare fra le mani della frutta scaduta!

Canzone del giorno: Food In The Belly (2006) - Xavier Rudd
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domenica 8 settembre 2013

La moralità

“Il segretario di Stato John Kerry ha avuto ragione a definire l'impiego del gas
"un'oscenità morale". Ma altrettanto si potrebbe dire degli episodi di tortura dei bambini  -  che più di due anni fa segnarono l'inizio della guerra civile in Siria. Uccidere dei civili con armi chimiche è forse più moralmente osceno che tempestarli di colpi, farli morire di fame, bombardarli a morte? Secondo un'opinione diffusa, alcune armi sarebbero più immorali di altre. Tutto è nato dall'orrore nei confronti dell'impiego della iprite durante la Prima guerra mondiale. Le armi di distruzione di massa, e in particolare le bombe nucleari, possono causare danni in maniera certamente più rapida rispetto ai mezzi convenzionali. Ma esiste davvero una grande distinzione morale tra uccidere circa centomila persone sganciando una bomba atomica su Hiroshima e ammazzarne un numero addirittura superiore provocando una pioggia di bombe incendiarie lanciate in una sola notte nel cielo di Tokyo? È stato più immorale uccidere gli ebrei nelle camere a gas o sparargli a bruciapelo per farli cadere dentro a delle fosse già piene di cadaveri? (...)  Vi è poi un altro modo di guardare agli omicidi di massa compiuti dai governi. Prima di intervenire con la forza in un altro Paese, occorre domandarsi se è probabile che l'intervento migliori la situazione, renda il mondo più sicuro, salvi vite umane. La violenza contro i cittadini, perpetrata tramite gas sarin o elicotteri d'assalto, è un'oscenità morale  -  difficile metterlo in dubbio. Come reagire è il punto: funzionerà? La giustizia e la moralità non hanno molto a che vedere con questo”.

Ian Buruma, La moralità delle bombe (La Repubblica, 3 settembre 2013)


Canzone del giorno: Moral Kiosk (1983) - R.E.M.
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sabato 7 settembre 2013

Bombe

Elle Kappa, da Repubblica.it

















Canzone del giorno: Time (2004) - Anastacia
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mercoledì 4 settembre 2013

Oblomov

L'articolo di Danilo Taino su Sette, supplemento settimanale del Corriere della Sera, ha un un titolo interessante e curioso: "Oblomov, la futura Bibbia dei manager".
L'assunto iniziale dal quale parte l'autore é che nell'era di Internet non si ha più tempo per pensare e l'attuale sistema di lavoro fa sì che "le persone sono trascinate ogni giorno da una riunione all’altra; devono rispondere a decine di richieste, spesso inutili, perché è d’obbligo mostrarsi cooperativi; sono subissati da email che richiedono risposte tanto immediate quanto vuote di contenuto. Risultato, non hanno tempo di pensare: il modo di lavorare dell’era Internet, anzi, sembra organizzato attorno al concetto del non riflettere. Per questo Oblomov, simbolo dell’ozio ma desideroso del bene, ha una chance nel mondo del lavoro non troppo lontano".
Lavoro e (presunta) fedeltà aziendale: "In Italia, si tende a stare in ufficio più che in altri Paesi europei, probabilmente perché la carriera è spesso giocata più sulla fedeltà (anche apparente) che non sui meriti. Ma non è solo quello. Le nuove tecnologie hanno esteso il tempo di lavoro ben al di là delle ore di ufficio. Una ricerca negli Stati Uniti di Good Technology – citata di recente dal settimanale Economist – ha misurato che più dell’80% delle persone continua a lavorare anche dopo avere lasciato la scrivania, che il 69% non riesce ad addormentarsi se non ha controllato la posta elettronica e che il 38% abitualmente scruta le email durante la cena".
Secondo molti studiosi questo modo di lavorare rappresenta uno dei grandi problemi della vita delle aziende, non permettendo al lavoratore di avere una visione di quello che sta facendo. Taino ci ricorda che come Jack Welch della General Electric,  uno dei più grandi manager degli ultimi decenni, avesse l'abitudine di dedicare  un’ora al giorno  a guardare fuori dalla finestra: "i migliori strateghi sono coloro che non vivono rispondendo agli eventi e alle richieste ma impongono la loro agenda, nella quale c’è sempre spazio per riflettere".

Canzone del giorno: Give Me Time To Think (1968) - Lightnin Hopkins
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martedì 3 settembre 2013

Risorsa


“È forse giunto il momento per riconsiderare il servizio pubblico non come una semplice azienda per produrre pubblicità e profitto, da risanare sul piano economico e di bilancio, quanto piuttosto come una risorsa e un investimento da affiancare ad altre risorse dello stato: la scuola e la ricerca”.

 (da “Televisione” di Carlo Freccero – Bollati e Boringhieri, 2013 – pagg. 144-145)


Canzone del giorno: Quality Television (2005) - The Flatliners
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