nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

venerdì 28 marzo 2025

Parassiti

Noi europei, come ha detto Trump, saremo forse anche dei parassiti, ma tra gli americani certamente non mancano gli ebeti, sinonimo di un'altra parola che inizia con la lettera C e finisce in «...oni». Succede infatti che i nuovi vertici del Pentagono (il ministero della Guerra più potente del mondo) nominati da Trump - un ex giornalista e un ex deputato di seconda fila - hanno condiviso per sbaglio via chat con un giornalista i piani di attacco ai guerriglieri Houthi filoiraniani che imperversano nel Mar Rosso a caccia di convogli commerciali. Un documento ovviamente segretissimo, la cui divulgazione ha messo a rischio non solo le operazioni, ma pure la vita di centinaia di soldati. Il giornalista, ovviamente, ha fatto il suo mestiere e addio al segretissimo di Stato. Torna alla mente la celebre frase che John Kennedy pronunciò nella campagna elettorale contro Nixon: «Comprereste un'auto usata da quest'uomo?». Oppure quella di Winston Churchill: «Puoi sempre contare che gli americani facciano la cosa giusta dopo che hanno provato ogni altra cosa». Certo, poi uno vede il video stile adolescente influencer tiktoker con cui la ministra europea per la Gestione delle crisi, la belga Hadja Lahbib, pubblicizza il kit per la sopravvivenza in caso di guerra «perché tutti i cittadini siano pronti a resistere, a essere strategicamente autonomi per almeno 72 ore» e si cade dalla padella americana nella brace europea. Insomma, dove ti giri ti giri è inevitabile imbattersi in qualcosa che lascia così stupiti per inadeguatezza che ti vien da dubitare di stare dalla parte giusta della storia. Poi, però, ci rifletti e arrivi alla conclusione che l'Occidente sarà anche un luogo bizzarro ma al mondo non ce n'è uno migliore. Può essere che fuori dai suoi confini personaggi e iniziative del genere non sarebbero accettati, ma alzi la mano chi sarebbe disposto a fare cambio. «La democrazia - ebbe a dire il presidente turco Erdogan - è un prodotto della cultura occidentale e non può essere applicata al di fuori in contesti culturali, religiosi, sociologici e storici diversi». La democrazia permette un ampio uso di scelleratezza, sopporta parassiti e idioti, ma dittatori, tagliagole e illiberali di vario ordine e grado sono ben peggio.

Alessandro Sallusti, Il Giornale (27/3/2025)

Canzone del giorno: Parasite (1972) - Nick Drake
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mercoledì 26 marzo 2025

Abuso di potere


Abuso di potere, mitigato dal consenso popolare: ecco l’ideale della nostra democrazia.

Leo Longanesi (1905 - 1957) - Una vita (1950)


Canzone del giorno: Democracy (1992) - Leonard Cohen
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domenica 23 marzo 2025

Quanto è lontana Gaza?

Canzone del giorno: Sparrows Will Sing (2005) - Marianne Faithfull
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Quanto dista Gaza dall’Europa? Distanza reale: da Strasburgo circa 3000 km, da Roma circa 2500 km, da Atene poco più di 1000. Distanza percepita: un milione di chilometri. È l’incolmabile lontananza di una mattanza che sembra non riguardare nessuno se non chi la subisce. Quattrocento morti in un giorno, alla ripresa dei bombardamenti israeliani, sono un’ecatombe, e lo sarebbero anche se tutti e quattrocento fossero per davvero “terroristi”, come recita la propaganda di Netanyahu che suona mezzo oscena, mezzo ridicola come tutte le propagande di guerra. Se si deve credere a quello che si vede, non a quello che si spera, risulta evidente che la caccia non è ai terroristi, è alla popolazione palestinese di Gaza, poco importa, a questo punto, se in ostaggio di Hamas o sua aperta sostenitrice, comunque falcidiata per una ragione evidente: perché è lì, perché abita lì, perché non saprebbe dove andare e perché, anche se lo sapesse, reclama il diritto di rimanerci. Come altro leggere i quasi cinquantamila morti? Chi può ancora credere che si tratti di un repulisti mirato contro chi attenta all’esistenza di Israele e architettò l’obbrobrio del 7 ottobre, e non un’operazione di annientamento progressivo di un popolo che a Gaza, così come in Cisgiordania, è percepito dal governo di Israele come un intruso da estromettere? E se proprio questa, esattamente questa — sentirsi accerchiati e odiati come un intruso da scacciare — è, fino dalla sua nascita, l’angoscia di Israele, a che serve infliggere ai palestinesi la stessa pena? Dove sta la differenza tra la democrazia israeliana e i suoi nemici?

Michele Serra, L'Amaca - la Repubblica (21/3/2025)

Canzone del giorno: Sparrows Will Sing (2014) - Marianne Faithfull
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venerdì 21 marzo 2025

Burro e cannoni

Il burro fa male, ragazzi, è grasso animale, colesterolo, sicuro intasamento delle arterie. Dovreste preferire i cannoni, che le arterie le liberano, invece, anche per sempre. Per trasformare le fabbriche dove si fanno le Volkswagen in fabbriche dove si fanno carri armati, e per trasformare le fabbriche dove si fanno le Panda in fabbriche dove si fanno blindati, servono alcuni ingredienti: parecchi soldi, un po’ di paura, e senso di superiorità, tutte cose che vanno trovate al più presto e che, amalgamate tra loro, formano quel delizioso impasto che diventerà presto una torta esplosiva chiamata “Per il vostro bene”. Insomma, lo fanno per noi. I soldi, si sa come funziona. Si butta lì una cifra, piuttosto teorica, e si comincia a ricamare su quella: 800 miliardi. Tra i pro, i contro, i dubbi, i vedremo, i forse, al centro della scena finisce il dettaglio (la cifra) e non il fatto se sia giusto o no stanziarla. Quindi invece di guardare la luna (il riarmo a spese dei popoli), si guarda il dito (ma 800 miliardi non saranno troppi? E se fossero 795?). […] Manca la terza gamba del tavolino, un sano suprematismo europeo, che sarebbe una variante di “italiani brava gente”. “Noi non torturiamo nessuno”, per esempio, che è tecnicamente vero, perché li facciamo torturare dai libici. Oppure “Noi non invadiamo nessuno”, anche se armiamo e sosteniamo Israele che uccide impunemente civili a Gaza, Cisgiordania, Siria, Libano, con la nostra benedizione, e abbiamo bombardato Somalia, Afghanistan, Iraq, eccetera Dettagli. Ultima variante: noi abbiamo Platone, Manzoni, Shakespeare eccetera, e “gli altri” non ce li hanno (ma gli altri chi? Quelli che hanno solo Steinbeck e Gogol’?). Questo fa di noi i migliori, perché non bastano i soldi e la paura, bisogna anche sentirsi superiori, una variante tardo-liceale di “Dio è con noi”. Roba che serve, per comprare cannoni.

Alessandro Robecchi, Piovono pietre - Il Fatto Quotidiano (19/3/2025)

Canzone del giorno: No remorse (1983) - Metallica
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mercoledì 19 marzo 2025

Menù

L’uomo non è fatto per prendere delle decisioni. Basta vederlo al ristorante, davanti a un menù. 

Roberto Gervaso (1937 – 2020)


Canzone del giorno: Undecided (1993) - Natalie Cole
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lunedì 17 marzo 2025

37 e mezzo

Canzone del giorno: Febbre (2001) - Timoria
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Per milioni di anni la temperatura media della Terra è stata di 15 gradi centigradi, e si stava una bellezza. Così come un essere umano era in ottima salute quando la temperatura del suo corpo era di circa 36 gradi. Ma già a 37 e mezzo le cose cominciavano a cambiare.» […] «Il maschio della razza umana andava proprio in coma, telefonava agli amici, salutava tutti: “Addio, ho la febbre altissima, probabilmente non ci rivedremo più, forse muoio”. Si metteva a letto e sembrava il signore delle camelie mentre esala l’ultimo respiro. Per la femmina della razza umana le cose erano diverse. Un grado di aumento della temperatura per lei non cambiava nulla, e continuava a cucinare, a lavare i piatti e a imboccare il signore delle camelie che si lamentava ininterrottamente. Quando la temperatura saliva di un altro grado le cose peggioravano in maniera sostanziale. Il maschio Sapiens faceva richiesta all’INPS per la badante e la pensione d’invalidità, tirava fuori la tenda da campeggio per applicarci la bombola d’ossigeno, stilava il testamento e rantolava in preda al delirio. La moglie, con la stessa temperatura, accompagnava i figli a scuola, andava a lavorare, tornando faceva la spesa e poi tentava di recuperare il marito dal cassonetto. Quando la temperatura arrivava a 39 gradi, nel maschio avveniva la morte cerebrale e la richiesta di trapianto di tutti gli organi. A volte, eroicamente, tentava una sortita verso il cesso, che distava anche sei o sette metri, ululando come un licantropo. Mentre il marito stava al bagno, in preda agli spasmi e sull’orlo di una crisi di convulsioni, la moglie, con la stessa temperatura, cambiava l’aria, rifaceva il letto e passava anche la lucidatrice. 

Giobbe Covatta e Paolo Catella, A nessuno piace caldo (Ed.Mondadori – 2015)

Canzone del giorno: Febbre (2001) - Timoria
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venerdì 14 marzo 2025

Post Scriptum Film

Follemente

REGIA: Paolo Genovese
INTERPRETI: Edoardo Leo, Pilar Fogliati, Emanuela Fanelli, Claudia Pandolfi, Maria Chiara Giannetta, Vittoria Puccini, Marco Giallini, Maurizio Lastrico, Rocco Papaleo, Claudio Santamaria
SCENEGGIATURA: Flaminia Gressi, Paolo Costella, Isabella Aguilar, Lucia Calamaro, Paolo Genovese
FOTOGRAFIA: Fabrizio Lucci
MONTAGGIO: Consuelo  Catucci
DURATA: 97'

USCITA: 20/02

Paolo Genovese con Follemente costruisce uno scintillante duello psicologico vissuto da una Lei e un Lui (Pilar Fogliati ed Edoardo Leo, performance convincente per entrambi) che si ritrovano a vivere il loro primo appuntamento.
Uno spunto particolare per raccontare non soltanto la complessità del primo incontro tra Lara e Piero, fino a quel momento quasi due sconosciuti, ma per dare vita alle molteplici personalità che occupano i loro pensieri.
E’ chiaro che, nel seguire questa idea di fondo, automaticamente la nostra mente ci porta alla trama del film Inside Out, ma serve a poco concentrarsi su tale rimando perché il regista romano riesce a creare un’atmosfera così gradevole ed emozionante che, fin dalle prime scene, ci si immedesima nella storia e si apprezza, in modo radioso e accattivante, la singolarità della sceneggiatura.
Per manifestare l’interiorità della coppia il regista propone un viaggio che ci catapulta nelle loro menti dove si trovano i loro ego interiori costituiti da un collettivo, quattro per parte, che guida azioni e discorsi che caratterizzano la conoscenza fra i due. 
Fra ansie, fragilità, stati d’animo, tic, irrequietezze, tenerezze, si danno battaglia le “influencer” femminili (Claudia Pandolfi, Vittoria Puccini, Emanuela Fanelli e Maria Chara Giannetta), che sostengono e condizionano i comportamenti di Lara, e gli “influencer” maschili (Marco Giallini, Rocco Papaleo, Claudio Santamaria e Maurizio Lastrico) che sorreggono pensieri e iniziative di Piero.
Un cast amalgamato alla perfezione e una scrittura brillante permettono al film di prendere sempre più quota e se, da un lato, prevale il peso che hanno spesso i nostri retropensieri sulle scelte che quotidianamente effettuiamo, dall’altro la storia si traduce in un affresco emotivo sul rapporto contemporaneo fra uomo e donna.
E poi che mossa azzeccata scegliere la canzone Somebody to Love come cornice musicale nella scena madre del film. D’altronde il brano dei Queen è un armonico inno alla ricerca d’amore e Follemente, oltre a esplorare le nostre insicurezze interiori in modo divertente, parla soprattutto della complessità e della bellezza di amarsi.

Canzone del giorno:  Somebody to Love (1976) - Quenn
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