nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

mercoledì 12 marzo 2025

Giorni di marzo

Erano giorni di marzo, giorni che regalano sprazzi di sole e promesse della primavera che verrà. Raggi ancora tiepidi, magari fugaci, che però colorano il mondo e aprono alla speranza.

Ma non ad Aosta.

Aveva piovuto tutta la notte e le gocce d’acqua mista a neve avevano martellato la città fino alle due del mattino. Poi la temperatura, scesa di parecchi gradi, aveva dato alla neve partita vinta, e quella era caduta a fiocchi fino alle sei riempiendo strade e marciapiedi. All’alba la luce era spuntata diafana e febbricitante, scoprendo la città imbiancata, mentre gli ultimi fiocchi ritardatari svolazzavano cadendo a spirale sui marciapiedi. I monti erano incappucciati dalle nuvole e la temperatura era di qualche grado sotto lo zero. Poi improvvisamente si era alzato un vento maligno che aveva invaso le strade della città come una torma di cosacchi ubriachi, schiaffeggiando uomini e cose.

Antonio Manzini, La costola di Adamo (Sellerio editore – 2014)

Canzone del giorno: Águas de março  (1974) - Elis Regina e Antonio Carlos Jobim
Clicca e ascolta: Aguas....

lunedì 10 marzo 2025

Dazi

Volatilità, incertezza. Due parole che probabilmente ci accompagneranno nei prossimi mesi. Come ha avuto modo di scrivere Martin Wolf sul Financial Times, il costo economico dell'attacco al sistema di regole globali di Donald Trump non è stato sufficientemente tenuto in conto. La rinuncia dell'America, al ruolo di nazioneguida delle democrazie e del capitalismo costruito sulle regole, come appare al momento, può costare molto alla crescita globale. E per quanto alcune decisioni ci possano apparire giuste o sbagliate, con molto realismo dobbiamo trarne le conseguenze. La nuova stagione dei dazi inaugurata dall'amministrazione Trump si traduce in una sola parola che a volte si fa fatica persino a pronunciare: tasse. Possiamo anche continuare a chiamarli dazi, ma si tratta di tasse in più che qualcuno dovrà pagare. E chiunque sia questo qualcuno significherà drenare risorse che potevano utilmente finire in consumi o in investimenti. I concetti usati per difendere questa nuova stagione hanno poco a che vedere con l'economia. «L'Europa ci vuole fregare»; «non fermate i migranti» e via dicendo. Ma le      motivazioni lasciano il tempo che trovano. A essere intaccato è il sistema di regole globali che aveva garantito negli ultimi anni la crescita. Purtroppo i tempi della politica e della geopolitica non sono quelli dell'economia. Reagire a dazi con contro-dazi sarebbe come alimentare un circuito vizioso del «tassa chiama tassa». L'unica reazione possibile dovrà essere la spinta a una sempre maggiore competitività. Delle imprese e dei sistemi nazionali. Molto potranno fare le aziende, e lo faranno certamente. Sarà necessario però che una nuova consapevolezza si diffonda tra i decisori politici ed economici italiani. Stiamo per entrare in una nuova emergenza. Le scelte che saranno fatte nei prossimi mesi andranno misurate con il metro della competitività. Non un euro dovrà essere sprecato. E tutte le decisioni che ostacoleranno l'intraprendere, il fare impresa, il mercato saranno solo un'ulteriore zeppa nel convoglio della crescita già sufficientemente rallentato dalla volatilità e dall'incertezza.

Daniele Manca, Corriere della Sera (10/3/2025)

Canzone del giorno: Bitter Pill (2003) - Annie Lennox
Clicca e ascolta: Bitter....

sabato 8 marzo 2025

La fata

C'è chi ti urla che sei bella
Che sei una fata, sei una stella
Poi ti fa schiava, però no
Chiamarlo amore non si può

E forse è per vendetta
E forse è per paura
O solo per pazzia
Ma da sempre

Tu sei quella che paga di più
Se vuoi volare ti tirano giù
E se comincia la caccia alle streghe
La strega sei tu

C'è chi ti esalta, chi ti adula
C'è chi ti espone anche in vetrina
Si dice amore, però no
Chiamarlo amore non si può

Edoardo Bennato, La fata (1977)

Canzone del giorno: La fata (1977) - Edoardo Bennato
Clicca e ascolta: La fata....

giovedì 6 marzo 2025

Il superbo


Il superbo ama la presenza dei parassiti, o degli adulatori, e odia, invece, quella dei generosi.

Baruch Spinoza (1632 – 1677), Ethica Ordine Geometrico Demonstrata, 1677 (postumo)


Canzone del giorno: Blu And Evil (2010) - Joe Bonamassa
Clicca e ascolta: Blu And Evil....

lunedì 3 marzo 2025

Trump Gaza

Vi piace la verità? E allora avete sbagliato secolo. Perché se aprite Truth, il social chiamato «Verità» che appartiene al presidente degli Stati Uniti, sul profilo del presidente degli Stati Uniti ci trovate Trump Gaza, un video musicale generato dall’intelligenza artificiale che parte da quello che oggi è la Striscia - dopo quindici mesi di bombardamenti israeliani e 48mila morti palestinesi accertati - e arriva a quella che dovrebbe essere la «Riviera di Gaza» promessa da Donald Trump in una delle innumerevoli iperboli di questi primi, concitati 57 giorni del suo secondo mandato. Nella clip il presente è un 2025 di macerie, soldati col Kalashnikov e bambini che piangono ma, dopo una breve parentesi di cantieri, ecco finalmente apparire il «What’s next» presidenziale: un lungomare degno di Miami che finisce nella riproposizione del Burj al-Arab, il grattacielo a vela di Dubai, una mainstreet di mercati e palmizi dove i bambini finalmente corrono a giocare con palloncini a forma del faccione di «The Donald». In mezzo, quadretti esotici che annoverano danzatrici del ventre barbute (!), un’enorme statua dorata dello stesso Trump che avrebbe fatto arrossire persino Saddam, tizi che ballano mentre piovono dollari ed Elon Musk in persona che fa la scarpetta in un piatto di hummus. In sottofondo, un cafonissimo pezzo dance vagamente orientaleggiante commenta: «Donald Trump has set you free/ Bringing the light for all to see/ No more troubles, no more fear/ Trump Gaza is finally here». Ed eccolo Trump che prima balla con un’odalisca da Mille e una notte e, alla fine, si rilassa con un drink a bordo piscina in compagnia del premier israeliano Benjamin Netanyahu. L’uomo che, in risposta al 7 ottobre, per punire Hamas ha raso al suolo la Striscia. Se fossimo in un altro secolo, di fronte a queste immagini ci sarebbe da indignarsi, scomodare diplomazie e attivare proteste formali. Perché il video in questione, su un tema così divisivo come il conflitto tra Israele e Palestina, ha la rara capacità di offendere tutti allo stesso modo, vittime e carnefici. Perché, rapportata a una tragedia umana senza fine, è profondamente insultante quest’estetica dello sfarzo, questo culto kitsch della personalità che accomuna The Donald al Divino Elon. Perché la questione mediorientale è un problema maledettamente serio e nessuno può nemmeno azzardare che si risolva nel sogno senile di un palazzinaro Wasp. Ma, parafrasando Ennio Flaiano, quando si parla della comunicazione trumpiana la faccenda è grave ma non seria. Perché Trump non ha niente di serio e sembra quasi compiacersene. Ma non per questo quello che fa e che dice è meno grave. Da quando è tornato alla Casa Bianca, ci sta «trollando» tutti: le spara a raffica su ogni fronte, alternando misure economiche antistoriche a disegni geopolitici improponibili (le mire su Panama e la Groenlandia, il flirt con Putin, la delegittimazione di Zelensky) e condendo il tutto con abbondante dose di fake news. Noi ragazzi del secolo scorso osserviamo increduli e affastelliamo ipotesi: le spara grosse per trattare da una posizione di vantaggio? Mette in crisi le alleanze per costringere gli alleati a spendere di più? Annuncia dazi per convincerci a comprare debito pubblico americano? Tutto può essere. La verità la sa soltanto lui. Il problema è che la sua verità coincide col social network di cui è proprietario. Un problema tutto nostro. E forse male non faremmo, ancora una volta, a ripartire dalla lezione di Mario Draghi: «Do something». Facciamo qualcosa.

Francesco Prisco, Il Sole 24 Ore (26/2/2025)

Canzone del giorno: Magalomania (1975) - Black Sabbath
Clicca e ascolta: Magalomania....

domenica 2 marzo 2025

Intromissione

Emilio Giannelli, da google.it













Canzone del giorno: All Ice No Whiskey (2021) - Samantha Fish
Clicca e ascolta: All Ice....

sabato 1 marzo 2025

Playlist Febbraio 2025

    
      1.      George Benson, Love Ballad – (Livin’ Inside Your Love – 1977) – Il duello

2.      The Allman Brothers Band, Just Ain’t Easy – (Enlightened Rogues – 1979) – Un fiorino

3.      Imagine Dragons, Follow You – (Mercury – Act 1 – 2021) – Follow You

4.      Ligabue, Musica e parole – (Dedicato a noi – 2023) – Divulgazione

5.      Belle and Sebastian, The Rollercoaster Ride – (The Boy With The Arab Strap – 1998) – Le tessere mancanti

6.      Ron, E l’Italia che va – (E l’Italia che va – 1983) – L’abbaglio

7.      Electric Six, Hot Numbers On The Telephone – (Turquoise – 2023) – Dottor Farfaruglia

8.      Cesare Cremonini ft. Luca Carboni, San Luca – (Alaska Baby – 2024) – San Luca

9.      Olly, Bastarda nostalgia – (2025) – Sanremellum

10.   AC/DC, Fly On The Wall – (Fly On The Wall – 1985) – L’ignoranza

11.   Elles Bailey, Silhouette In a Sunset – (Beneath the Neon Glow – 2024) – Le speranze di Kiev

12.   Shemekia Copeland, Down On Bended Knee – (Blame It On Eve – 2024) – Tre anni di guerra