nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

domenica 14 gennaio 2024

Giradischi

Nell’immediato, il desiderio più pressante era quello di possedere un giradischi e almeno qualche vinile, oggetti cari di cui si poteva godere in compagnia o in solitudine, all’infinito, fino a non poterne più, oggetti che faceva entrare di diritto nella tribù giovanile dei più evoluti, dei liceali benestanti, quelli che indossavano i Montgomery, che chiamavano i genitori “i miei vecchi“ e dicevano bye per dire arrivederci. Eravamo avidi di jazz, di spiritual, di rock’n’roll. Tutto ciò che si cantava in inglese era aureolato di una misteriosa bellezza. Dream, love, heart, parole pure, senza un utilizzo pratico, che restituivano la sensazione di un al di là. Nel segreto della propria cameretta ci si abbuffava dello stesso disco, senza stancarsene, come una droga che pigliava la testa, faceva esplodere il corpo, apriva la porta su un altro mondo fatto di violenza e di amore, un mondo che si sovrapponeva e confondeva con quello di quei parti a cui ancora non avevamo il diritto di andare. Elvis Presley, Bill Halley, Armstrong, i Platters incarnavano la modernità, l’avvenire, e cantavano soltanto per noi, per noi giovani, lasciandosi alle spalle gusti fuori moda dei genitori e l’ignoranza dei buzzurri, Il paese del sorriso, André Claveau e Line Renaud. Ci sembrava di far parte di un circolo di iniziati.

Annie Ernaux, Gli anni (Les Années), Gallimard – 2008

Canzone del giorno: Suspicious Minds (1969) - Elvis Presley
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giovedì 11 gennaio 2024

Fondo prosciugato

Senza fare molto clamore, con un tratto di penna, il governo Meloni nella manovra di bilancio ha avallato il taglio del fondo simbolo per contro bilanciare l’autonomia differenziata. Il cosiddetto Fondo di perequazione, che era pari a 4,4 miliardi di euro, è stato prosciugato. Significa che non ci sarà un euro per Regioni e Comuni delle Regioni che devono recuperare gap su servizi e infrastrutture rispetto ad altre aree del Paese. Se a questo taglio si sommano quelli dei progetti del Pnrr e della manovra di Matteo Salvini per dirottare Fondi sviluppo e coesione di Sicilia e Calabria al Ponte sullo Stretto, il risultato è che per opere già in pista e progetti pronti a partire il governo nazionale ha tolto al Mezzogiorno 15 miliardi di euro in una manciata di mesi. A fronte di questi tagli, molti hanno notato il silenzio assoluto nella conferenza stampa della presidente del Consiglio Giorgia Meloni sul Sud. Per il meridione il quadro è davvero a tinte fosche. Di certo c’è che solo nei giorni scorsi, spulciando le tabelle allegate alla manovra di bilancio, è saltato fuori che il Fondo di perequazione, inizialmente di 4,4 miliardi di euro, è sceso ad appena 800 milioni. Già nella delega sull’autonomia differenziata con il governo Conte Due il Fondo era stato inserito come garanzia per il Mezzogiorno di un minimo di investimento dello Stato per recuperare i divari di cittadinanza. Adesso che l’autonomia cara alla Lega sta marciando spedita in Parlamento i fondi scompaiono. Un segnale politico chiaro, insomma. Questo taglio si somma ad alcune scelte politiche fatte recentemente dal governo. Il governo Meloni ha rimodulato 16 miliardi di euro dal Pnrr, la metà dei quali destinati ai Comuni del Sud per i piani urbani e l’efficientamento energetico. Saltati quindi alcuni grandi progetti di riqualificazione urbana, come Restart Scampia (156 milioni) e Taverna del Ferro a San Giovanni a Teduccio (106 milioni) in Campania, oppure gli interventi nei quartieri San Berillo e Librino a Catania e l’ex Città del Ragazzo a Messina in Sicilia, solo per fare degli esempi. Altri 1,6 miliardi di euro sono stati presi di imperio nella manovra di bilancio dal Fondo sviluppo e coesione di Sicilia e Calabria e sono stati dirottati per realizzare il Ponte sullo Stretto, il progetto rimesso in piedi da Salvini ripescando la vecchia società Stretto di Messina con annessi contratti con il consorzio Eurolink. Il governatore Renato Schifani aveva tuonato contro la scelta di dirottare senza accordo queste risorse, Salvini è andato avanti lo stesso e sono saltati quindi finanziamenti destinati al dissesto idrogeologico e alle infrastrutture come il prolungamento dell’autostrada Siracusa-Gela nel tratto di Scicli: “In tutto sono stati toli alla Sicilia miliardi di euro”, ha calcolato la Cgil.

Antonio Fraschilla, la Repubblica (11/1/2024)

Canzone del giorno: Good Day To Cry (2016) - Beth Hart
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martedì 9 gennaio 2024

Buon senso

Un perfetto onest'uomo è chi possiede grande buon senso e retta ragione, che sempre fanno prendere la decisione più giusta e onesta in tutte le azioni della vita; ed è assai sconveniente lodare per la loro grande intelligenza le persone incivili e grossolane del mondo. Esse possiedono soltanto un poco di quel buon senso che le fa riuscire in alcune cose, ma le rende inadeguate per mille altre.

Nicolas d’Ailly, Pensieri diversi, 1678

Canzone del giorno: Shine A Little Light (2019) - The Black Keys
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domenica 7 gennaio 2024

Mes

Il 21 dicembre scorso il Parlamento italiano non ha ratificato la modifica del trattato che istituisce il Meccanismo europeo di stabilità (Mes). Due erano le principali modifiche introdotte: a) l’estensione della possibilità di interventi precauzionali, senza attendere una crisi conclamata; b) la possibilità di utilizzare fino a 68 miliardi del Mes come paracadute pubblico europeo per il Fondo di risoluzione che le banche hanno creato per difendersi dalle crisi. In un articolo pubblicato il 26 maggio scorso su questo giornale abbiamo passato in disamina, una per una, le argomentazioni allora avanzate dai fautori della non ratifica, mostrando la loro sostanziale inconsistenza. […] Si pensa davvero che una crisi eventuale delle banche tedesche non si ripercuoterebbe sul sistema finanziario italiano e sul nostro debito pubblico riattivando il circolo vizioso che abbiamo visto all’opera dieci anni fa? Ogni aiuto europeo a difesa della stabilità di un sistema bancario nazionale nell’eurozona è un aiuto alla stabilità delle nostre banche e del nostro debito pubblico. E, come sappiamo, quanto più questo aiuto è credibile, tanto minore è la probabilità che venga attivato. […] il Mes non mette a rischio i risparmi degli italiani, anzi li salvaguarda. Infatti, il Mes verrebbe usato nei momenti di crisi, quando i tassi di interesse richiesti per i nostri Btp sarebbero troppo alti per le nostre finanze pubbliche. Con il Mes che ci impresta fondi a tassi molto bassi, si eviterebbe una crisi del debito e i lavoratori e le imprese avrebbero il vantaggio di veder ridotta la spesa pubblica per gli interessi passivi e quindi la corrispettiva pressione fiscale. […] È auspicabile che il Parlamento italiano riconsideri la decisione di non ratificare il trattato del Mes, utilizzando ad esempio la proposta formulata dal Senatore Monti di un nuovo passaggio parlamentare prima di ogni eventuale ricorso al Mes. Al contrario, come ultima ratio, non è escluso il rischio che l’attuale riforma possa divenire vincolante solo per i 19 partner che l’hanno ratificata. Anche se remota, l’ipotesi di un’inedita “eurozona a due velocità” sarebbe una prospettiva catastrofica. In questa infausta evenienza, potrebbero venirci restituiti, in tutto o in parte, i 14,2 miliardi che l’Italia ha versato al Mes, che però non ci basterebbero per gestire da soli una crisi finanziaria causata non dalle banche, ma dalla sfiducia nelle nostre istituzioni. Questa vicenda rischia di rinfocolare una visione opportunistica dello stare in Europa: chiediamo solidarietà quando ci conviene, la neghiamo quando pensiamo (erroneamente, in questo caso) non ci convenga. Questo ci riporterebbe agli anni bui della crisi dell’euro quando dominava il principio di “far pulizia davanti a casa propria”. Ogni vantaggio delle scelte innovative compiute durante la crisi pandemica andrebbe disperso e l’Italia sarebbe il primo Paese a subirne le conseguenze.

Marco Buti e Giampaolo Vitali, Il Sole 24 Ore (4/1/2024)

Canzone del giorno: Walking On Broken Glass (1992) - Annie Lennox
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giovedì 4 gennaio 2024

Notizie

Né ridendo né scherzando, è arrivato l’anno nuovo. Sono in ritardo per gli auguri, e per fortuna, perché a parte la sopravvivenza, o di riuscire a pagare le bollette, o di non dover prenotare una visita specialistica tra otto mesi e mezzo, non saprei cosa augurarvi. Mi spiace, non vorrei essere pessimista, non lo sono di natura, ma mi sembra che i tempi suggeriscano questo: il realismo è già una notevole vocazione al disastro. In cerca di qualche buona notizia per allietarci l’inizio del 2024, mi accorgo che non ce ne sono, e le migliori dovrei inventarmele di sana pianta. Tipo, che so, la scoperta di una fitta rete di tunnel sotto Firenze, che collega le varie residenze dei Verdini. Essendo tutti ai domiciliari, hanno scavato per passarsi bottiglie di champagne e verbali delle intercettazioni. A piede libero è rimasta quasi solo la figlia, che però, essendo fidanzata con Salvini, è quella che ha la condanna peggiore. Dove sono i garantisti quando servono? Eh? Potremmo svagarci un po’ con il fenomeno dell’anno, Javier Milei, il nuovo presidente dell’Argentina, idolo dei liberisti di tutto il mondo, un mix micidiale tra Milton Friedman, il dittatore dello stato libero di Bananas e un vicedirettore de Il Foglio. Ho letto l’elenco delle sue riforme e in effetti manca solo “da domani la lingua ufficiale sarà lo svedese”, il resto c’è tutto, compresi il divieto di manifestare, di scioperare e di non dire “viva Milei”. Non vi sfugga la geniale innovazione: eravamo abituati ai liberali che aprono la porta al fascismo, qui si salta un passaggio (inutile lungaggine burocratica), e il liberale diventa automaticamente lui, il fascismo. Fidatevi, si risparmia. Resta solo una considerazione un po’ amara: per aver votato questo qui, pensa com’erano gli altri, che è un po’ quello che diremo tutti noi dopo le elezioni europee. Poi, per tirarsi un po’ su il morale, non c’è nulla come le buone letture. Vi consiglio il Bloomberg Billionaire Index, cioè l’annuale hit parade dei miliardari del pianeta. Istruttivo, anche se non favorisce la digestione. Stando alle recenti quotazioni di Borsa, il più ricco del mondo è Elon Musk, con 232 miliardi di dollari in tasca, 93 in più rispetto all’anno precedente, che fa dieci milioni e mezzo di dollari all’ora, un salario minimo abbastanza soddisfacente. Forse per quello la “destra sociale” l’ha applaudito tanto, alla sagra fantasy di Atreju, perché “destra” va molto di moda, ma “sociale” non si porta più, è un po’ out. Una nota triste, il rischio di indigenza per Bernard Arnault, il capo mondiale del lusso, che si ferma a 178 miliardi: qualcuno nel 2023 si è scordato di smacchiare la borsa Louis Vuitton con lo champagne millesimato, e lui ne paga le tristi conseguenze passando dal primo al secondo posto, che decadenza, suggerirei di lanciare una sottoscrizione. In tutto questo, una nota di orgoglio nazionale: grazie al governo della destra, e al signor Giorgetti in particolare, dovremo tagliare dal bilancio dello Stato 12 miliardi e mezzo all’anno fino al 2031. Lasciamo stare che quelli che hanno firmato questo patto sono gli stessi che hanno vinto le elezioni dicendo “Mille euro a testa con un click”, tipo la sora Giorgia, “uomo dell’anno”, quisquilie, non fermatevi ai dettagli. È bello avere questa vocazione al risparmio, e potrei anche suggerire dove tagliare visto che spenderemo 13 miliardi all’anno in armamenti, difesa, carri armati e altri giocattolini. Che ci vuole, basterebbe prenderli da lì. No, eh? Mi pareva. Buon anno lo stesso.

Alessandro Robecchi, Piovono pietre - Il Fatto quotidiano (3/1/2024)


Canzone del giorno: Second Hand News (1977) - Fleetwood Mac
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martedì 2 gennaio 2024

Eredità

 

Tomas, da google.it













Canzone del giorno: Il mio nemico (2002) - Daniele Silvestri
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lunedì 1 gennaio 2024

Propizio

Intanto questo viaggio mi ha insegnato quante cose inutili abbiamo e come sarebbe facile decidere di rinunziarvi: difatti, se ci capita di esserne privi per necessità, non ci accorgiamo della loro mancanza. […] Ogni giorno comincia per me un nuovo anno e io lo rendo propizio e fortunato con onesti pensieri ed elevando lo spirito, che raggiunge il suo culmine quando bandisce ciò che gli è estraneo e conquista la tranquillità eliminando ogni paura, e la ricchezza, eliminando ogni desiderio.

Lucio Anneo Seneca (4 a.C. - 65 d.C), Lettere a Lucilio (Libro XI – 87) 

Canzone del giorno: Starting Tonight (1990) - Alabama
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