nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

lunedì 14 giugno 2021

Saman

È veramente doloroso pensare agli ultimi momenti di Saman Abbas, bellissima ragazza diciottenne pachistana, mentre difende con la forza della disperazione quella sua libertà, che si era conquistata da sola, frequentando le nostre scuole e i ragazzi della sua età. Una libertà, la sua, pagata a caro prezzo. Per averla, si era allontanata e contrapposta alla cultura tribale, misogina e sessista, che dominava nella sua famiglia, madre compresa, e che ha reso i suoi familiari degli assassini. Sapeva il rischio che correva. Lo aveva confidato al fidanzato, chiedendogli di avvertire la polizia in caso non la avesse sentita per 48 ore. Non è bastato. Purtroppo la mano assassina l’ha colpita vigliaccamente e inesorabilmente, stroncando i suoi sogni di una vita libera e felice. Un femminicidio in piena regola. Due interrogativi dobbiamo porre a noi stessi. Primo: in questa terribile storia emerge un conflitto, una frattura generazionale estrema all’interno di quella famiglia. E non è la prima volta che succede. Hina, Sana, Saman, e tante altre. Lei difende la sua libertà, il fratello parla e accusa. Gli altri, della famiglia, sono lì, come assassini o conniventi, in modo più o meno diretto. Ma allora chiediamoci se facciamo abbastanza per ragazze come Saman. Non si tratta solo di porci il problema del loro inserimento, della loro integrazione, ma di metterle in condizione di godere dei nostri diritti riuscendo a proteggerle da familiari che cercano di replicare modelli tribali nella nostra Europa. Siamo sicuri di fornire loro strumenti adeguati per reagire, senza mettersi in pericolo? Non sempre, o meglio, non in modo sistematico. Secondo. Come è possibile che persone come i familiari di Saman vivano da anni nel nostro Paese senza conoscere e rispettare le regole del vivere civile? Le persone che arrivano da altri Paesi, soprattutto dove non vigono lo Stato di diritto e la democrazia, devono da subito essere formate e informate delle nostre regole. In questo come in tanti altri casi non c’entra la religione, il cui rispetto è previsto dalla Costituzione. Non c’entra l’Islam. È questione di rispetto delle nostre regole e dello Stato di diritto, che su tutto sono prevalenti, né più né meno che per noi. Qualcuno però deve insegnargliele e creare le condizioni perché siano rispettate. Formare e informare appena arrivano, come fanno in Germania dove non solo è obbligatorio imparare il tedesco ma anche conoscere i diritti e doveri. In sostanza ci vuole l’alfabetizzazione ai diritti, e ai doveri, una alfabetizzazione vera, profonda, calibrata anche sull’esperienza precedente delle persone. Educare ai valori su cui si basa la nostra società, uno dei quali è, appunto, la parità uomo-donna. Quando si accolgono persone di altre culture bisogna investire sull’integrazione, ingaggiando anche grandi battaglie culturali. E guardate, non è tempo sprecato. Le donne come Saman possono essere, se sostenute nel loro processo di liberazione da un’oppressione secolare, la chiave di volta anche per disinnescare le pulsioni integraliste. Possono diventare loro le protagoniste dell’integrazione di tante e tanti altri. Non affrontare per tempo questa questione cruciale significa favorire derive di enclave etniche, che vediamo, preoccupati, in alcune parti d’Europa, e al tempo stesso alimentare xenofobe o anacronistiche pulsioni. Vogliamo aprire l’Europa al mondo, non farla riportare indietro di secoli rispetto alle conquiste civili, sociali e di civiltà che abbiamo faticosamente ottenuto. La stragrande maggioranza di chi emigra qui lo fa, anche, e soprattutto, per poterne usufruire.
La morte di Saman era evitabile. Tutti i femminicidi lo sono. Il percorso verso la libertà femminile per le donne come Saman sarà lungo e pieno di ostacoli. Sono loro che dovranno liberarsi, ma noi, società avanzata, non possiamo certo lavarcene le mani.

Linda Laura Sabbadini, la Repubblica (10/6/21)

Canzone del giorno: La linea scura (1996) - Ludovico Einaudi
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venerdì 11 giugno 2021

Calcio europeo

Si dice che il calcio, quando non umiliato da esplosioni di violenza e razzismo, unisca i popoli, sia messaggero di tolleranza e pace universali. I club, ma ormai anche le squadre nazionali, sono espressioni multirazziali e multiculturali, a volte rappresentative del corpo sociale più di quanto non lo siano i sentimenti collettivi. Il perno dell’Italia agli Europei è il brasiliano Jorginho. La Francia è fortissima, ma un po’ tanto «africana». La Germania, la più multietnica, ha nelle sue file polacchi, turchi, albanesi, tunisini. La Svizzera è una multinazionale con immigrati kosovari e albanesi. Un quarto dei giocatori che prendono parte al torneo ha doppia nazionalità. Se guardiamo il tabellone della competizione, il calcio «europeo» — oltre ad esaltare l’integrazione di culture diverse — ha allargato i confini dell’Europa continentale. In senso geografico e simbolico, s’intende, ma si presuppone, e si spera, anche in senso culturale e forse un giorno politico. Formalmente, il torneo si basa sulla partecipazione dei 54 Paesi membri dell’Uefa, esattamente il doppio dei Paesi membri della Ue. La maggioranza di essi (47, compresi Russia, Turchia, Azerbajgian) fa parte del Consiglio d’Europa (da non confondere con il Consiglio Europeo della Ue) che ha il compito di promozione e osservatorio di democrazia e rispetto (!) dei diritti umani. Alle porte della Ue premono, con vari livelli del processo di adesione, i Balcani del Sud, oltre a Turchia e Macedonia del Nord, che giocheranno il torneo. Ad accrescere il senso di un campionato davvero «europeo», si gioca in varie città del continente, da Baku a San Pietroburgo, ma paradossalmente la finale si giocherà a Londra che, dopo Brexit, si sente un po’ meno europea. Tra l’altro, per ragioni storiche, non esiste una Nazionale del Regno Unito, per cui giocano l’Europeo il Galles e la Scozia (che forse in Europa vorrebbero starci) e l’Inghilterra (che ormai ne resta fuori contenta e vaccinata). Il Regno Unito non fa nemmeno parte dell’Uefa, cui aderiscono le quattro federazioni di campionati divisi. Se San Marino e Andorra non fossero state eliminate, si potrebbe continuare con le suggestioni europee in chiave calcistica. Suggestioni, che tuttavia allargano i confini, in senso geografico e ideale. In fondo, potrebbe succedere che russi e ucraini si abbraccino, che Erdogan si trovi in tribuna con la Merkel e Draghi e ceda il posto a Ursula von der Layen, che i giocatori della Macedonia «del Nord» qui siano atleti soltanto macedoni e basta, che albanesi e kosovari si sentano europei non perché giocano per la Svizzera o la Germania. Il calcio è solo un gioco? Mica tanto.

Giovanni Nava, Corriere della Sera (10/6/2021)

Canzone del giorno: A Different Man Now (2012) - Dave Stewart
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mercoledì 9 giugno 2021

La noia


„La noja proviene o da debolissima coscienza dell'esistenza nostra, per cui non ci sentiamo capaci di agire, o da coscienza eccessiva, per cui vediamo di non poter agire quanto vorremmo.“

Ugo Foscolo (1778 - 1827), Epistolario

Canzone del giorno: Boredom (1969) - Procol Harum
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domenica 6 giugno 2021

Lattine

Ideati da un francese, Nicolas Appert, e consacrati all’Esposizione di Parigi da Francesco Cirio nel 1867, i barattoli di pomodori pelati stanno diventando il ricercato numero uno dalla filiera alimentare tricolore. Che rischia di ritrovarsi, dalla metà di luglio in avanti - quando la raccolta dei pomodori entra nel vivo- senza i contenitori per il principe della dieta mediterranea. La produzione di conserve ci vede tra i leader del mondo: oltre 5 milioni di tonnellate processate, testa a testa con la Cina e dietro solo agli Usa, che però sono specialisti di semilavorati che finiscono nelle salse come il ketchup, mentre i nostri prodotti planano direttamente nei piatti dei consumatori. Due terzi finiscono nelle latte di banda stagnata, il materiale che arriva in forma di bobine d’acciaio soprattutto dalla Cina, per essere trasformato in barattoli dalle nostre imprese. “Poche grandi multinazionali e tante Pmi - spiega Giovanni castelli, direttore di Anfima, la Confindustria degli imballaggi metallici - concentrate in Emilia e tra Napoli e Salerno“, vicino ai distretti del pomodoro.

“In pochi mesi il prezzo delle bobine è passato da 400 a oltre mille dollari a tonnellata”, racconta Natascha Linhart, ceo della bolognese Atlante che sta nel mezzo della filiera: procura prodotti Made in Italy per colossi come Sainsbury’s e Migros e importa dal resto del mondo per la grande distribuzione nostrana.  “A fine 2020 i fornitori di birra hanno iniziato a tagliare i marchi minori, per la scarsità di lattine. Ma per l’agroalimentare è un’emergenza seria“, aggiunge arrivando a prefigurare il rischio di “lasciare i pomodori a marcire sui campi“.

Come in altri comparti, sui barattoli si sta scatenando una tempesta perfetta. Le acciaierie avevano abbattuto la produzione causa Covid, come reazione a una domanda dall’industria automobilistica finita al tappeto. Ma alcuni generi di consumo hanno subito un boom: di polpa e pelati sono state fatte scorte in tutte le case e magazzini sono rimasti a secco alla ripartenza dell’economia, i produttori dei semilavorati non sono riusciti a tenere il passo della domanda che riprendeva a fluire.


Raffaele Ricciardi, la Repubblica (3/6/21)


Canzone del giorno: Steeler (1980) - Judas Priest
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venerdì 4 giugno 2021

Al momento giusto


Acquistar saggezza in questo mondo spesso significa tener chiusa la bocca e non tirar fuori quel che si sa se non al momento giusto.

Erica Jong, Fanny (1980)



Canzone del giorno: Al giusto momento (2019) - Fulminacci
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mercoledì 2 giugno 2021

All'avanguardia

Elle Kappa, da google.it

Canzone del giorno: Disadvantage (1990) - JJ Cale
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martedì 1 giugno 2021

Playlist Maggio 2021


1.     
Earth Wind and Fire, Right Time – (In the Name of Love – 1996) – Cenerentolo

2.      Ray Charles, Understanding – (A Portrait of Ray – 1968) –  Litetacy

3.      John Mayer, Moving On and Getting Over – (The Search for Everything… – 2017) – Convinzione

4.      Mott The Hoople, I Wish I Was Your Mother – (Mott – 1973) – Le equilibriste

5.      Banco del Mutuo Soccorso, E mi viene da pensare – (Canto di primavera – 1979) – E mi viene da pensare

6.      Alanis Morissette, Ironic – (Jagged Little Pill – 1995) – Il rinoceronte bianco

7.      Elvis Costello, My Three Sons – (Momofuku – 2008) – Pochi figli

8.      Franco Battiato, Centro di gravità permanente – (La voce del padrone – 1981) – Battiato

9.      Yes, Beyond and Before – (Yes – 1969) – Rivelazioni

10.  Patrick Droney, On Your Way Home – (State Of The Heart – 2021) – Tregua

11.  Negramaro, Nella mia stanza – (Mentre tutto scorre – 2005) – Piccola stanza

12.  Led Zeppelin, When the Levee Breaks – (Led Zeppelin IV – 1971) – Massimo ribasso

13.  Kings of Leon, Conversation Piece – (Walls – 2016) – Casablanca