nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

martedì 31 dicembre 2024

Playlist Dicembre 2024

    
      1.      Jack White, Tears – (No Name – 2024) – Tradizione

2.      Rolling Stones, Shattered – (Some Girls – 1978) – Frantumi

3.      Supergrass, I’d Like to Know – (I Should Coco – 1995) – Le lauree facili

4.      Mannarino, Paura – (V – 2021) – Le paure

5.      Tedeschi Trucks Band, Come See About Me – (Revelator – 2011) – La settantaduesima seta

6.      Articolo 31, L’italiano medio – (Italiano medio – 2004) – Finché

7.      The Staple Singers, Respect Yourself – (Be Altitude: Respect Yourself – 1972) – Rispettosamente

8.      Tina Turner, Show Some Respect – (Private Dancer – 1985) – La parola “Rispetto”

9.      Luca Carocci, Serenata per chi è nervoso – (Serenata per chi è nervoso – 2021) – Serenata

10.   Ivano Fossati, La musica che gira intorno – (Le città di frontiera – 1983) – La musica che gira

11.   Bon Jovi, It’s My Life – (Crush – 2000) – Magia della vita

12.   Bruce Springsteen, Thunder Road – (Born To Run – 1975) – Il Rock

13.   Zach Bryan ft. John Mayer, Better Days – (The Great American Bar Scene – 2024) – Saggi e forti

lunedì 30 dicembre 2024

Saggi e forti

In ultimo, Porfirio mio, le molestie e i mali della vita, benché molti e continui, pur quando, come in te oggi si verifica, non hanno luogo infortuni e calamità straordinarie, o dolori acerbi del corpo, non sono malagevoli da tollerare; massime ad uomo saggio e forte, come tu sei. 

Giacomo Leopardi (1798 – 1837), Dialogo di Plotino e di Porfirio (1827)

Canzone del giorno: Better Days (2024) - Zach Bryan feat. John Mayer
Clicca e ascolta: Better....

venerdì 27 dicembre 2024

Il Rock

"…il rock è un eterno mistero. Così lontano dalle certezze, così vicino alle apparenze. Semplice nella forma (una struttura ritmica basica e immediatamente riconoscibile sulla quale si possono innescare, ovviamente, infinite varianti) ma difficile da definire nel contenuto. Nel corso dei decenni si sono rincorse mille frasi su cosa significhi veramente il rock, su quale sia la sua valenza semantica, senza che nessuna abbia mai guadagnato il traguardo della definizione assoluta, definitiva. Mille slogan, frasi a effetto, condensati di un gusto, riassunti di un’epica. Ma niente che spazzi via come tormenta le altre definizioni. Il rock non lo puoi definire. Forse anche per questo o proprio per questo, è vera arte. Il rock non è ingabbiabile, contiene all’interno una serie di tranelli e misteri che sono altrettante vie di fuga. Come diceva una vecchia battuta, quando pensi di sapere le risposte, ecco che cambiano le domande.

Massimo Cotto, Decamerock (2020 – Marsilio Editori)

Canzone del giorno: Thunder Road (1975) - Bruce Springsteen
Clicca e ascolta: Thunder Road....

mercoledì 25 dicembre 2024

Magia della vita


Magia della vita

In un campo ho veduto una ghianda:

sembrava così morta, inutile.

E in primavera ho visto quella ghianda

mettere radici e innalzarsi,

giovane quercia verso il sole.

Un miracolo, potresti dire:

eppure questo miracolo si produce

mille migliaia di volte

nel sonno di ogni autunno

e nella passione di ogni primavera.

Perchè non dovrebbe prodursi

nel cuore dell'uomo?

Kahlil Gibran (1883 - 1931)


Canzone del giorno: It's My Life (2000) - Bon Jovi
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lunedì 23 dicembre 2024

La musica che gira

La top ten degli “artisti” più ascoltati dagli italiani nel 2024 su Spotify recita così: Geolier, Sfera Ebbasta, Lazza, Tedua, Anna, Guè, Kid Yugi, Capo Plaza, Shiva e Tony Effe. E la canzone più ascoltata è I p’ me, tu p’ te di Geolier. Devastante. Tutto ciò non denota solo il crollo del gusto medio musicale, ma anche lo svilimento della cultura e – conseguentemente – l’abbrutimento della società. Tutti aspetti che, poi, deflagrano (anche) quando ci sono le elezioni. Su questo argomento ho fatto anche un video su Youtube, che sta generando un bel dibattito (persino Vasco si è esposto mettendo un like). Qualche spunto. È vero che ogni epoca ha avuto classifiche di vendita pieni di obbrobri, come è vero che Spotify è usato soprattutto da adolescenti e che queste classifiche sono figlie di algoritmi paraculi e forse pure “gonfiate”. Il punto però è che, se ieri accanto alle Aserejè e ai Sandy Marton c’erano pure La cura di Battiato o Anime salve di De André, oggi il decadimento è trasversale e generalizzato. La musica di qualità ci sarebbe anche, ma non riesce a emergere, per colpa principalmente di radio (e tivù) che trasmettono quasi sempre rumenta e di un mercato discografico (o quel che ne resta) che insegue solo il venduto facile. […] Perché la musica è ridotta così male? Perché la discografia “storica” è agonizzante (infatti la bellezza di un disco splendidamente “artigianale” come Alaska Baby di Cremonini ci pare un prodigio venuto dal passato). Perché anche i live sono pieni di basi pre-registrate e di musicisti veri se ne vedono sempre meno (gli assoli di chitarra sono ormai più rari di una frase intelligente di Salvini). Perché certe generazioni sono irripetibili. Perché la fruizione della musica (ormai divenuta liquida e gratuita) è cambiata. Perché ieri i cantautori erano “fratelli maggiori” le cui parole erano importantissime, mentre oggi contano meno di un influencer scrauso. E perché la musica non è più centrale, bensì relegata a mero contorno: la si ascolta distrattamente, mentre si mangia o meglio ancora si è al cesso. Concludendo. La musica (o presunta tale) italiana vive uno dei momenti più bassi nella sua storia. E – come sempre è stato – si rivela una volta di più spietata cartina al tornasole di un Paese culturalmente esangue, catatonico, pigro, involuto e spento. Allegria!

Andrea Scanzi, Il Fatto quotidiano (10/12/2024)

Canzone del giorno: La  musica che gira intorno (1983) - Ivano Fossati
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sabato 21 dicembre 2024

Serenata

Luca Carocci, Serenata per chi è nervoso

Serenata per chi è nervoso

Per chi ha sbagliato, per chi è deluso

Per chi si specchia nel perdono

Per chi si è perso in un colpo solo

Serenata per chi ha gli occhi stanchi

Per chi colleziona partenze e rimpianti

Per chi ogni tanto si ferma a pensare

Per chi ancora crede nel telegiornale

Serenata per chi è innamorato

Per chi ha sofferto, per chi è rinato

Per chi ha scoperto di averе un sogno

Per i tuoi occhi, per il mio coraggio

Serеnata per chi è fuggito

Per chi ha rubato e per chi ha tradito

Per chi si è stupito di essere solo

Per chi è confuso e va contromano

Serenata per tutti gli artisti

Per le anime inquiete, per i piccoli gesti

Serenata per le mani sudate serenata per te

Che mi ricordi l'estate


Canzone del giorno: Serenata per chi è nervoso (2021) - Luca Carocci
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mercoledì 18 dicembre 2024

La parola "Rispetto"

Una parola che esprime attenzione, gusto dell’incontro, stima. Che anche quando introduce un attacco verbale, non alza i toni del discorso, anzi sembra voler prendere le distanze da quanto sarà detto subito dopo. L’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani ha scelto “rispetto” come parola del 2024. Una decisione che sembra un auspicio, che porta con sé il desiderio di costruire, di usare il dizionario non per demolire chi abbiamo di fronte ma per provare a capirne le ricchezze, le potenzialità. Perché se è vero che le parole possono essere pietre, è altrettanto giusto sottolineare come siano in grado di diventare il cemento necessario a edificare case solide e confortevoli, la colla capace di tenere insieme una relazione a rischio di rottura. «Il termine rispetto, continuazione del latino respectus – spiegano Valeria Della Valle e Giuseppe Patota, condirettori del Vocabolario Treccani – va oggi rivalutato e usato in tutte le sue sfumature, proprio perché la mancanza di rispetto è alla base della violenza esercitata quotidianamente nei confronti delle donne, delle minoranze, delle istituzioni, della natura e del mondo animale». E la conferma arriva proprio dai termini che rimandano al significato opposto, tutti concetti orientati a distruggere le relazioni, a demolire gli altri: indifferenza (che spesso fa più male dell’odio), noncuranza, sufficienza fino ad arrivare all’insolenza, al disprezzo, allo spregio. E pare di sentirli certi dibattiti dove per festeggiare una vittoria si dice “li abbiamo asfaltati” o quelle interviste sportive con l’allenatore che rivendica “la cattiveria” come ingrediente indispensabile per scalare la classifica. Rispettare è tutt’altro, affonda le sue radici in respicere che, letteralmente significa guardare di nuovo, guardare indietro, cioè richiama il dovere di non cedere alla smania del giudizio immediato figlio dell’emotività, che non tiene conto delle storie delle persone, delle loro battaglie interiori. Occorre, invece, allenarsi alla bellezza del prendersi cura, del fare attenzione, del preoccuparsi per la vita altrui, così che la comunità possa crescere in armonia facendo assaporare in chi ne fa parte il gusto dell’appartenenza alla medesima famiglia umana. Il rispetto, dunque, come rivendicazione dell’importanza delle relazioni autentiche, oltre la superficialità, soprattutto libera dalla schiavitù della banalità, dell’approccio interpersonale mediato unicamente dai social, che possono essere un bene a patto che non si deleghi loro la semina dei rapporti umani.

Riccardo Maccioni, Avvenire (17/12/2024)

Canzone del giorno: Show Some Respect (1985) - Tina Turner
Clicca e ascolta: Show Some Respect....