nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

venerdì 30 marzo 2012

Penna e calamaio

Le nuove generazioni non usano più la penna e anche buona parte di noi adulti l'utilizziamo sempre più a fatica.
Gli esperti parlano di “ragazzi-stampatello” che, ormai, si sono sbarazzati della scrittura in corsivo prediligendo la scrittura via computer o via telefonino.
Scrittura contemporanea significa digitazione su una tastiera.
E la scrittura manuale?
Ci troviamo di fronte ad un’emergenza culturale?
Si dovrebbe nelle scuole (comprese gli istituti superiori) riesumare l’uso del dettato?
La preoccupazione è che la perdita del corsivo sia alla base di molti disturbi dell’apprendimento che rendono difficile il percorso scolastico.
Una ricerca evidenzia che molti ragazzi dopo aver scritto in corsivo non riescono a rileggere le proprie parole.
E se avessero ragione coloro che sostengono che la scrittura a mano ci arricchisce, ci rende uno differente dall’altro e che abbandonarla significhi perdere l’identità della lingua?


Canzone del giorno: Pen and Notebook (2001) - Camera Obscura
Clicca e ascolta: Pen....

mercoledì 28 marzo 2012

Post Scriptum Film


La scomparsa di Patò
Regia: Rocco Mortelliti
Interpreti: Maurizio Casagrande, Nino Frassica, Neri Marcorè, Flavio Buccci
Durata: 105'
Sceneggiatura: Andrea Camilleri, Rocco Martelliti, Maurizio Nichetti 
Uscita: 24 febbraio 2012

La genialità di Andrea Camilleri non si discute e La scomparsa di Patò, romanzo pubblicato nel 2000, rientra fra i libri più ingegnosi e intelligenti scritti dal prolifico autore siciliano.
Un racconto brioso e accattivante che traccia, in modo accorto, comportamenti e vicende (condite da corruzione e malcostume) ambientate nella Sicilia di fine Ottocento.
Il regista Rocco Martelliti propone in chiave cinematografica la storia del bancario Antonio Patò che sparisce (non si capisce come e perché) nel giorno in cui va in scena, nella piazza principale del paese, la rappresentazione della Passione di Cristo.
La trasposizione cinematografica del libro non era semplice e pur affidandosi ad una robusta sceneggiatura e a un buon gruppo di attori, il regista non sempre riesce, nel corso del film, a far scivolare per il giusto verso l’intero corpo narrativo.
Il tentativo di teatralizzare la recitazione di alcuni attori in alcuni casi non produce i risultati sperati anche se riesce l’intento di ridicolizzare alcuni personaggi tipici.
Ben rifinita la ricostruzione scenografica, ma l’escamotage di utilizzare alcune piccole cornici sceniche, per meglio far inquadrare le vicende tinte di giallo, spesso non cattura lo spettatore più di tanto.
L’ampio girotondo di personaggi  rende, comunque, la commedia abbastanza corale e, nonostante gli alti e bassi, il film riesce ad offrire vari momenti d’ironia e d’intrattenimento.

Canzone del giorno: Fade Together (2005) - Franz Ferdinand
Clicca e ascolta: Fade....

martedì 27 marzo 2012

Disegnare



"Il mio contributo al mondo è la mia abilità nel disegnare. 
Dipingere è ancora sostanzialmente la stessa identica cosa che fu nella preistoria. Riunisce l'uomo e il mondo. 
Vive nella magia".

                           Keith Haring (1958-1990)





Canzone del giorno: Painter Song (2002) - Norah Jones
Clicca e ascolta: Painter....

sabato 24 marzo 2012

Sul lavoro

Scritti, commenti, pareri, opinioni.
La carta stampata come supporto nel tentativo di capirne qualcosa di più sulle novità che riguarderanno, volente o nolente, quasi tutti i lavoratori e i datori di lavoro.
Non dimenticando l’importanza di non soffermarsi soltanto su una sola opinione!

Infranto il Grande Tabù. Alberto Orioli (Il Sole 24 Ore del 21/3/2012): Il dialogo con imprese e sindacati perseguito dal Governo tecnico si chiude con la presa d'atto che il consenso di tutti non ci può essere quando la materia trattata è la più delicata perché riguarda il lavoro. E, soprattutto, il Grande Tabù dell'articolo 18.
Quando sarà smaltita la lettura ideologica della riforma, resterà un compromesso equilibrato che protegge di più i giovani nella fase di ingresso nel mercato del lavoro e tutela, senza eccessi e con strumenti di normale uso in Europa, chi dal mercato debba uscire. L'interesse generale, suggerito come bussola dal presidente della Repubblica, sta in questo scambio per la modernizzazione di un mercato che, finora, ha prodotto solo un tasso di attività di dieci punti inferiore alla media Ue e un gigantesco spreco di capitale umano (un giovane su tre senza impiego). L'Italia - come ha sottolineato il premier Mario Monti - risponde ora, dopo oltre un decennio, a chi chiedeva a gran voce questa riforma: l'Europa, il Fondo monetario, i mercati. Ora gli alibi cadono. Dovranno arrivare gli investimenti.

Il finto tonto. Marco Travaglio (Il fatto quotidiano del 21/3/21012):  E poi: perché mai sarebbe così urgente cambiare l’articolo 18, che riguarda l’1% dei licenziamenti? E che senso ha rispondere, come fa la sig.ra Fornero, che così si tutelano i lavoratori non tutelati? Per tutelare i non tutelati si tolgono le tutele ai tutelati cosicché nessuno sia più tutelato? E siamo sicuri che, in un paese dove è facilissimo uscire dal mondo del lavoro e difficilissimo entrarvi, la soluzione sia rendere ancor più facile uscirne? (…)  E perché mai gli unici che devono rinunciare a rivendicare i propri diritti sono i lavoratori e i pensionati, mentre la patrimoniale non si fa perché B. non vuole e le frequenze tv non si vendono all’asta perché  B. non vuole? Il Quirinale smentisce l’indiscrezione apparsa ieri sul Foglio, secondo cui Bersani sarebbe “sempre più insofferente per l’interventismo del capo dello Stato” che “lo riprende e lo bacchetta” non appena “tenta di smarcarsi dal governo o dagli alleati” (nel senso di Casini e Alfano) “su Rai e giustizia”, per “riportare all’ovile il Pd” in nome della “stabilità del governo”?Ma, se il Parlamento deve ratificare senza batter ciglio i decreti del governo e i partiti e le parti sociali devono prendere ordini dal Colle e dal governo sottostante, siamo proprio sicuri di vivere ancora in una democrazia parlamentare? E in una democrazia?

Abolito l’articolo 18, quasi. Vittorio Feltri (Il Giornale del 21/3/2012): Per risorgere ed essere competi­tive sul mercato globalizzato, ma non disciplinato da norme comu­ni, le imprese abbisognano di ben altro che non l’eliminazione del­l’articolo 18, che è soltanto l’em­blema di un Paese vecchio e con­servatore, quindi refrattario se non ostile a qualsiasi cambiamen­to. (…) L’abrogazione del famigerato articolo 18, pertanto, è sì necessaria per segnare una svolta di mentalità, ma oc­corre sapere che non sarà determinante ai fini del rilancio economico. Per ottenere il quale servono un mutamento ra­dicale di abitudini, una scuola all’altez­za delle esigenze del mercato, studenti in grado di comprendere che laurearsi in scienze politiche o in scienze della co­municazione non è utile a loro stessi (e nemmeno alle aziende), una disponibi­lità generale a imparare mestieri tecnici e artigianali che garantiscano un’occu­pazione. (…) Ergo, non manca il lavoro, ma il desi­derio di farlo. Ecco la differenza tra le ge­nerazioni del passato e quelle di oggi: una volta, almeno per cominciare, si ac­cettava qualsiasi attività retribuita pur di non gravare su famiglie (la maggior parte) disagiate; adesso che le famiglie hanno più mezzi, parecchi giovani pre­feriscono farsi mantenere da mamma e papà piuttosto che sporcarsi le mani. È un discorso urticante, mi rendo con­to. E proprio per questo temo che non sia peregrino. Ciò detto, va da sé che ur­ge la riforma del lavoro spesso annuncia­ta e mai realizzata. Ce la faranno Mario Monti ed Elsa Fornero a portare a casa il risultato? 
La Battaglia per cambiare. Claudio Sardo (L’Unità del 22/3/2012): Mario Monti ha deciso lo strappo. Non era obbligato a farlo (…). Se un lavoratore viene licenziato illecitamente, perché il giudice non può comunque disporre il reintegro e deve limitarsi a fissare l’indennizzo? Così il datore di lavoro è nelle condizioni di decidere in modo arbitrario la fine di un rapporto, rischiando al massimo qualche mensilità aggiuntiva. È chiaro che ciò modificherebbe in profondità le relazioni interne a un’impresa, in senso sfavorevole alla dignità e ai diritti del lavoratore: e si può sostenere credibilmente che questo sacrificio sia davvero funzionale a una crescita della produttività, o della competitività del sistema, o degli investimenti esteri, o della fiducia dei mercati, o delle assunzioni dei giovani? Tutti gli indicatori dicono di no. Del resto, su basi molto empiriche, siamo già testimoni del fatto che nelle piccole imprese italiane, nonostante la piena libertà di licenziamento per motivi economici, non ci sia alcuna corsa a nuove assunzioni, né migliore reattività alla crisi.

Canzone del giorno: A Second Opinion (2008) - Murder By Death
Clicca e ascolta: A second....

venerdì 23 marzo 2012

Lavoro

Districarsi tra le linee guida per l’attuazione della riforma del mercato del lavoro, secondo quanto previsto dal governo Monti, non è per nulla semplice.
Le forze sociali e politiche dovrebbero contribuire alla soluzione del complesso rebus ma le posizioni sono così diverse che non sempre si riesce a comprendere qual è la strada più giusta da intraprendere.
Flessibilità in entrata. Flessibilità in uscita. Riforma degli ammortizzatori sociali. Il contratto a tempo determinato che dovrebbe divenire dominante rispetto agli altri tipi di contratto.
Tutti i lavoratori si potrebbero trovare indistintamente inglobati in tre diversi regimi contrattuali e coinvolti in una variazione dell’art.18 che consentirebbe una reintegrazione del lavoratore soltanto per motivi “discriminatori” (?), mentre per i casi economici e disciplinari si passerebbe alla formula dell’indennizzo.
I partiti e i sindacati parlano di correttivi d’attuare al testo originale.
Non si capisce bene il confine tra le ragioni degli imprenditori e i diritti dei lavoratori.
Un gioco delle parti con alcune luci e molte ombre.

Canzone del giorno: Work Song (1960) - Nina Simone
Clicca e ascolta: Work....

mercoledì 21 marzo 2012

Insetti


Tempo fa ho letto la frase del famoso biologo Edwar Wilson e adesso me la ritrovo pubblicata in prima pagina in una rivista di tecnologia.
Rivoluzioni Hi-Tech, nano-stampanti 3D, ipad, linguaggi informatici, robotica, smartphone, microchip, diodi luminosi, milioni di software, intelligenze artificiali, rete touch screen, impianti neurali, linguaggi informatici, accesso in banda larga, carte contacltless e migliaia di innovazioni tecnologiche di ogni tipo e genere…
Qual è il valore dell’uomo nell’ecosistema?
L’insieme di organismi animali e vegetali che da milioni di anni interagiscono tra di loro e con l’ambiente che li circonda, ha bisogno dell’uomo ovvero influiamo sull’equilibrio ecologico del pianeta quanto il due di coppe quando la briscola è a spade?
Ed ecco la frase di Edward Wilson: “Se l’umanità intera dovesse di colpo scomparire, il mondo tornerebbe allo stato di perfetto equilibrio che esisteva diecimila anni fa. Se sparissero gli insetti tutto l’ambiente precipiterebbe nel caos”.

Canzone del giorno: Insects (2004) - 10 Years
Clicca e ascolta: Insects....

lunedì 19 marzo 2012

Una domanda

Auguri a tutti gli Uomini nella giornata dedicata alla Festa del Papà.

Pietro Vanessi, da Google.it

















Canzone del giorno: Question (1998) - Uriah Heep
Clicca e ascolta: Question