nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

sabato 12 agosto 2023

Disuguaglianze generazionali

Che i giovani guadagnino in media meno delle persone con maggiore esperienza lavorativa di per sé fa parte di una norma accettata e accettabile. E il "quanto" in meno e le sue ragioni che sollevano problemi non solo di equità, ma di sostenibilità, tanto più che i salari medi italiani sono trai più bassi in Europa. Un salario paria140% del salario medio, come è il caso dei giovani sotto i 25 anni, indica una situazione di fragilità economica che impedisce ogni progettualità, a partire dall'uscita dalla famiglia di origine per provare a stare sulle proprie gambe. Non si tratta solo di salari inaccettabilmente troppo bassi, rispetto ai quali l'esistenza di un salario minimo legale avrebbe un effetto di protezione, ma di condizioni lavorative in cui si mescolano stage, tirocini più o meno efficaci a fini professionalizzanti, tempo parziale involontario, precarietà contrattuale e conseguente discontinuità lavorativa, in modo ulteriormente accentuato se si è donne. […]  Per chi ha oggi fino a 35 anni, la pensione arriverà attorno ai 74 anni e sarà di importo molto modesto, circa tre volte l'assegno sociale, cioè quanto prende un anziano/a povero che non abbia maturato un numero sufficiente di contributi, o non ne abbia nessuno per non aver mai avuto un'occupazione, almeno non nel mercato del lavoro regolare. Il lavoro povero di oggi si tradurrà in pensione povera domani, con la beffa che, per ottenerla, bisognerà lavorare per più anni, ben dentro l'età anziana, rispetto a chi va in pensione oggi o d è andato nei decenni scorsi. […] La fragilità economica delle generazioni più giovani ha effetti non solo sulle loro condizioni di vita e su ciò che possono o non possono fare. Ha conseguenze anche sulla società nel suo complesso, innanzitutto peggiorando il già squilibrato bilancio demografico. Giovani che, pur lavorando, non guadagnano abbastanza per mantenersi, pagare un affitto con continuità, far progetti al di là del quotidiano, difficilmente decideranno di avere figli. La sovrapposizione di diseguaglianze generazionali e sociali rischia di diventare una bomba a orologeria, se non per tutta la coorte di età oggi sotto i trentacinque anni, certo per la parte più svantaggiata. I, e soprattutto le giovani a bassa istruzione, infatti, sono coloro maggiormente e più a lungo esposti alla precarietà lavorativa, ai contratti intermittenti e sotto-pagati, che non consentono di fare progetti a medio-lungo termine, non solo rispetto alle generazioni che li hanno preceduti, ma anche dei coetanei "più fortunati", con una educazione migliore e con una dotazione di capitale sociale più ricca e articolata. Tra i lavoratori sotto i25 anni, quelli in condizioni economiche più fragili sono la maggioranza. Invece di indugiare in una narrativa che vuole i giovani (poveri) come senza voglia di lavorare, sarebbe opportuno intervenire sulle condizioni i cui troppi di loro sono costretti a farlo.

Chiara Saraceno, La Stampa (10/8/2023)

Canzone del giorno: Til My Back Ain't Got Non Bone (1974) - Albert King
Clicca e ascolta: Til My Back.... 

giovedì 10 agosto 2023

Treni

“Un poco di modernità ci vorrebbe anche da noi,” rispose Giustino, non era interessato all’argomento ma non voleva essere scortese. Ancora una volta Adelasio fraintese: “Vero è! Noi ancora abbiamo la locomotiva a vapore di una volta quelle che si usavano nelle miniere di zolfo. Manco i binari hanno adeguato. Al Nord la rete e tutta elettrificata e c'è la littorina che può arrivare a cento chilometri all'ora. Ma del resto, che gliene fotte al governo dei siciliani?”; lancio uno sguardo truce a Ignazio, non si piacevano quei due, quindi torno a fissare il dottore: “Io i treni li amo come fossero belle picciotte e vossia?”.

Giuseppina Torregrossa, Al contrario (2021)




lunedì 7 agosto 2023

Poveri onorevoli

Non soltanto Elly Schlein si ritrova a guidare un partito fatto da gente che dopo 40 anni di stipendi istituzionali a ogni livello si lamenta del salario massimo che prende. Ma con questa legge elettorale è proprio il capo di un partito che decide chi sarà dentro gli eletti e chi no. E sarebbe ora che quelli come Piero Fassino tornassero a prendersi i voti uno per uno prima di spiegare a un Paese divorato da tasse, tassi, inflazione, costi di una guerra assurda, postumi di una pandemia trattata come la fine del mondo, quanto lui debba percepire per quello che sta dando al Paese dal Parlamento. Una sinistra così finirà per farsi opposizione da sola, almeno così potrà fare le prove di quella opposizione che la Costituzione invece invocherebbe per i partiti di governo. Una specie di palestra fatta in casa, costruita sull’idea di un partito che non vuole il suo leader e che a parole da 10 anni evidentemente predica morale dappertutto tranne che in casa propria. E’ davvero in dissintonia con il momento e con il Paese quello che è riuscito a dire il più volte parlamentare e sindaco e segretario del Pd, scatenando un putiferio che non è affatto casuale. E’ dalla scorsa legislatura che in Parlamento si è costituita una maggioranza alternativa che vuole ripristinare il vecchio vitalizio e tutte le prebende che con fatica non sono mai state eliminate del tutto, perché il trattamento dei parlamentari italiani, e lo dico per esperienza, è assolutamente di primo livello in Europa, e farlo senza che il Paese si possa lamentare. Di questa maggioranza fanno parte pezzetti di tutti i partiti. […] Ma in un Paese dove il cittadino non sceglie niente, dove le elezioni si fanno solo in televisione, dove i voti vanno al simbolo e quindi al leader, dove non serve affatto avere milioni di euro per fare una campagna elettorale, è davvero fuori dal mondo pensare più a ripristinare antiche edizioni senza presentare in Parlamento una riforma trasversale che faccia quello che tutti gli italiani sperano. In un modo o nell’altro, con l’elezione diretta o semidiretta, con un proporzionale puro, con un proporzionale sporcato da un piccolo maggioritario, come cavolo volete, ritardare ai cittadini la possibilità di esprimere il nome e il cognome di chi vogliono seduto in Parlamento. E scommettiamo che di quelli che adesso cantano in prima fila che vogliono anche prendere un’indennità più alta perché poverini di 4500 euro a metà del mese e di altri quattro cinque a fine mese non sanno che farsene, alle elezioni davvero democratiche dove sceglie la gente non resterà alcuna traccia. E allora rimettiamo in ordine i fattori. E diciamo che se davvero si vuole ridiscutere l’indennità dei parlamentari e i vitalizi, bisogna riportare la rappresentanza in mano ai cittadini, bisogna riportare il Parlamento in una posizione in cui ciò per cui viene pagato si vede.

Tommaso Cerno, lidentita.it (4/8/2023)

Canzone del giorno: Poor Twisted Me (1996) - Metallica
Clicca e ascolta: Poor....

domenica 6 agosto 2023

Relax

Silvia Ziche, da google.it












Canzone del giorno: Relax (1984) - Frankie Goes To Hollywood
Clicca e ascolta: Relax....

venerdì 4 agosto 2023

I treni di Tozeur

I treni di Tozeur

Nei villaggi di frontiera guardano passare i treni
Le strade deserte di Tozeur
Da una casa lontana tua madre mi vede
Si ricorda di me delle mie abitudini

E per un istante ritorna la voglia di vivere
A un'altra velocità

Passano ancora lenti i treni per Tozeur

Nelle chiese abbandonate si preparano rifugi
E nuove astronavi per viaggi interstellari

In una vecchia miniera distese di sale
E un ricordo di me come un incantesimo

E per un istante ritorna la voglia di vivere
A un'altra velocità

Passano ancora lenti i treni per Tozeur

Nei villaggi di frontiera guardano passare
I treni per Tozeur

Alice e Franco Battiato, I treni di Tozeur (1984)


Canzone del giorno: I treni di Tozeur (1984) - Alice e Franco Battiato
Clicca e ascolta: I treni di Tozeur

mercoledì 2 agosto 2023

Il resto dell'opera

Il blocco parziale dell’aeroporto di Catania inchioda la Sicilia alla sua pessima situazione infrastrutturale. Chi viene dirottato a Trapani impiega cinque ore per tornare verso la costa orientale, poco meno per chi atterra a Palermo. Si leggono cronache di una regione infartuata da incendi e antiche inefficienze e ci si domanda, inevitabilmente, perché mai il dibattito politico sia sempre e comunque incentrato sul fantasmatico Ponte (del quale già si parlava come cosa fatta sulle copertine dei rotocalchi negli anni Sessanta) e ignori una realtà quotidiana fatta di eterni ritardi, rassegnazione, vassallaggio a questo o quel vice-potente nella speranza che “si faccia sentire a Roma”. Di questa Sicilia non si parla, nessuno a Porta a Porta ha mai portato il plastico di un viadotto incompiuto o di un acquedotto bucato. È sempre il solito problema, il do di petto entusiasma, il resto dell’opera sembra quasi una trascurabile appendice — è invece la sostanza. E il resto dell’opera è la Sicilia tutta intera, il suo territorio, le sue strade mancanti e le sue ferrovie caracollanti. Cose che rimangono in ombra fino a che qualche accidente, come gli incendi di questi giorni, rende evidente quali sono le urgenze, quali le necessità, quali le cose fattibili e dunque da fare. Ma appena spenti gli incendi, riaperto l’aeroporto e rientrata l’emergenza, si riparlerà di un Ponte che forse è tecnicamente irrealizzabile, forse costerebbe come rifare nuova l’isola intera, forse non si farà mai: ma vuoi mettere quanto vale, in termini di propaganda, immaginare lo Stretto con quella retta che lo sorvola, e tutto il resto lasciarlo al suo corso tortuoso, faticoso, mortificante?

Michele Serra, l'Amaca - la Repubblica (29/7/2023)

Canzone del giorno: One Way Street (1973) - Aerosmith
Clicca e ascolta: One Way Street....

martedì 1 agosto 2023

Playlist Luglio 2023

     1.      Manuel Agnelli, La profondità degli abissi – (Ama il prossimo tuo come te stesso – 2021) – La profondità degli abissi

2.      Graziano Romani, My Starless Sky – (Still Rocking – 2023) – Generazione della rinuncia noi

3.      Fabrizio De Andrè, Il testamento di Tito – (La buona novella – 1972) – Testamento aperto

4.      Rush, The Big Money – (Power Windows – 1985) – Tanta roba

5.      The Teskey Brothers, Oceans of  Emotions – (The Winding Way – 2023) – Il ponte sospeso sullo stretto

6.      Florence And The Machine, Howl – (Lungs – 2009) – Marketa

7.      Joy Williams, Until The Levee – (Venus – 2015) – Fratelli di riccanza

8.      Dion feat. Billy Gibbons, Bam Bang Boom – (Blues with Friends – 2020) – Il fumetto arte di governo

9.      Amos Lee, Invisible Oceans – (Dreamland – 2022) – Oceani di promesse

10.   Tony Bennett, I Left My Heart In San Francisco – (I Left My Heart In San Francisco – 1962) Benedetto

11.   OneRepublic, All The Right Moves – (Waking Up – 2009) Identità

12.   Billie Eilish, All The Good Girls Go To Hell – (When We All Fall… – 2019) – Catastrofe climatica

13.   Lucio Battisti, Il mio canto libero – (Il mio canto libero – 1972) – Il mio canto libero