nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

martedì 13 dicembre 2022

Mazzette qatarine

In questa storiaccia, che annuncia uno scandalo gigantesco, di corruzione gozzovigliante - soldi nei borsoni che evocano la mazzetta gettata da Mario Chiesa nel water, padri in fuga col malloppo, mogli e figlie che prenotano vacanze faraoniche - peggio del denaro c'è solo la reazione balbettante della sinistra. Ed è proprio questa reazione, che col garantismo non c'entra nulla, a configurare il caso come un elemento di strutturale collasso politico e morale. Non il mariuolo o la classica mela marcia in un corpo sano. Soumahoro e Panzeri, mutatis mutandis, ognuno con le sue signore, sono due volti dello stesso cinico modello: la disinvoltura, propria o familiare, agita dietro e grazie all'immagine pubblica di difesa dei diritti umani. Circostanza tale da rendere ancora più intollerabili quei comportamenti. A meno che il cronista non sia così limitato da non comprendere che non di cedimento morale si tratta, ma di diabolica e raffinata strategia posta in essere da chi, impegnato a criticare il capitalismo, quando si discute il Manifesto dei valori, adesso tace, da Articolo 1 al Pd: chissà, magari sembra corruzione ma è un modo per dissanguare i ricchi della terra, versione aggiornata al terzo millennio dell'esproprio proletario di cui Bruxelles è l'avamposto più avanzato. Scherzi a parte, in questo assurdo dei principi, c'è chi arriva a consumare il reato senza neanche l'alibi ipocrita del "rubare per il partito", ma l'assenza di una messa a tema della questione morale, da parte dei vertici della sinistra, rivela un meccanismo omertoso generalizzato. Le cui radici sono nel fatto che "può capitare" a tutti, di ritrovarsi tra colleghi o famiglie altri Soumahoro o Panzeri, in un partito schiacciato sul governismo affaristico o dove il tesseramento è affidato ai capibastone. E dunque, in un clima di appartenenza allo stesso consorzio politico-morale, nessuno ha la forza di difendere i valori, parola ridotta solo a chiacchiera nell'ammuina congressuale sui Manifesti. Accadde lo stesso con Nicola Oddati, responsabile delle Agorà di Enrico Letta, beccato a gennaio a Termini con 14mila euro in tasca, controllo non casuale perché da tempo la procura stava indagando per un presunto giro di favori con imprenditori: si dimise e finì lì. Come finì con la relazione Barca lo sforzo di rinnovamento del marcio partito romano, dopo Mafia Capitale. In questo quadro si spiega la reazione della destra, tutto sommato misurata. Da un lato, da questa vicenda incassa il terreno ideale per una campagna contro le Ong; dall'altra preferisce (a sinistra) un gruppo dirigente condizionabile a una "piazza pulita" da cui nasca qualcosa di nuovo e insidioso. E non a caso il governo incontra D'Alema, gran consigliere di Conte e della sinistra Pd, nei panni di consulente di un gruppo di investitori qatarini pronti a competere per rilevare la raffineria di Lukoil a Priolo. La destra sa che questi dirigenti sono la sua polizza a vita.

Alessandro De Angelis, La Stampa (12/12/2022) 


Canzone del giorno: Red Rooster (2019) - Albert Cummings
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domenica 11 dicembre 2022

Per maggiore sicurezza

Per maggiore sicurezza

 

Venite a vedere la mia poesia

non è fatta di materiale leggero

sopporterà perfettamente l'inverno

e d'estate rinfrescherà

le menti e i corpi.

Ci sono robuste travi tra ogni verso

assi a puntellare le mie parole

E se la pioggia vuole entrare

metterò i miei sogni sul tetto

e tapperò le falle

con il mio dolore.


Mario Meléndez, da Vuelo subterraneo (2002)


Canzone del giorno: Up On The Roof (2004) - Peter Cincotti
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venerdì 9 dicembre 2022

Trappola demografica

Se le nascite in Italia proseguissero il percorso di diminuzione al ritmo del decennio scorso, a cui si è poi aggiunta la pandemia, ci troveremmo a entrare nella seconda metà del secolo con reparti di maternità del tutto vuoti. Lo scenario di zero nati nel 2050 difficilmente verrà osservato - le dinamiche reali sono più complesse di una semplice estrapolazione - i dati però ci dicono che il rischio di un processo di declino continuo della natalità ha superato il livello di guardia. È bene essere consapevoli che le nascite in Italia non sono solo a livello basso, ma anche posizionate su una scala mobile che le trascina in giù. Questa scala mobile consiste nella struttura per età della nostra popolazione, la quale, per conseguenza della denatalità passata, è in progressivo sbilanciamento a sfavore delle generazioni giovani-adulte (la fonte di vitalità di un Paese). Più il tempo passa, più diventa difficile (e se continua così tra pochi anni anche impossibile) invertire la curva negativa delle nascite. La questione non è più se riusciremo a evitare il declino della popolazione, oramai gli squilibri strutturali interni (nel rapporto tra generazioni più anziane e quelle più giovani, a sfavore di queste ultime) sono tali che anche nel caso di portare il numero medio di figli per donna ai livelli degli altri Paesi europei, a parità di flussi migratori, avremmo comunque un numero di abitanti in maggior riduzione. Si tratta quindi di capire, nei margini di manovra che ci sono rimasti, se riusciremo a evitare che le nascite entrino negli ingranaggi di una trappola demografica che le condanna a una irreversibile diminuzione. Questo scenario è quello più disastroso, perché oltre a diminuire la popolazione (con corrispondenti crescenti difficoltà a garantire servizi e condizioni di benessere minimo nelle aree interne e montane, già oggi in fase di spopolamento), ci troveremmo in tutto il Paese non solo con sempre più anziani, ma anche sempre meno persone che entrano nella fase della vita in cui si contribuisce alla crescita economica e a rendere sostenibile la spesa pubblica. Un circuito vizioso di questo tipo verrebbe ulteriormente accentuato dal fatto che i pochi giovani decideranno sempre più di prendere in considerazione la scelta di sottrarsi alla stringente tenaglia di indebitamento pubblico e invecchiamento demografico spostandosi in altri Paesi. Allo stesso tempo diventerà sempre più difficile attrarre immigrazione di qualità dall'estero. […]Nel mondo contemporaneo avere figli non è sentito come un obbligo e non è dato per scontato averli anche quando li si desidera. È una scelta libera che ha bisogno di condizioni adatte per poter essere realizzata positivamente. Non è una scelta solitaria: serve attorno una comunità che ne riconosca il valore, mettendo in campo politiche solide ed efficaci, all'interno di un clima sociale positivo. Non è una scelta indipendente dalle altre: ha bisogno di inserirsi in un processo di realizzazione personale e di benessere molto più articolato che in passato. Questo comporta prima di tutto la necessità di poter essere integrata con altre scelte. Autonomia dalla famiglia di origine e realizzazione di una propria sono strettamente dipendenti dalle politiche abitative e dalle politiche attive del lavoro peri giovani. La scelta di avere figli e quella di lavorare, non rinunciando alla propria realizzazione professionale, devono diventare leva positiva reciproca una dell'altra. Indispensabili sono, su questo versante, misure sia di conciliazione che di condivisione tra madri e padri. […]…la natalità aumenta se si rafforza anche la consistenza della popolazione in età riproduttiva, contributo che può arrivare dall'immigrazione. Ma solo un'immigrazione che trova condizioni per essere bene integrata nel sistema sociale e nei processi di sviluppo del Paese contribuisce alla vitalità demografica, in caso contrario si adatta presto al ribasso ai comportamenti riproduttivi autoctoni.  Questo significa che per rispondere alle trasformazioni demografiche e alle esigenze di sviluppo del Paese la quota che davvero conta è quella di arrivare a 5oomila nascite entro i prossimi dieci anni. Perché non solo ci aiuta a non condannarci a una trappola demografica che genera squilibri irreversibili, ma anche perché può essere ottenuta solo combinando politiche familiari con condizioni che portano al rialzo anche occupazione giovanile, partecipazione femminile al mercato del lavoro, immigrazione di qualità. Per arrivare a tale obiettivo serve tutto un Paese che si muove nella stessa direzione.

Alessandro Rosina, Il Sole 24 Ore (7/12/2022)

Canzone del giorno: Last Train (2010) - Mavis Staples
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mercoledì 7 dicembre 2022

Entusiasmarsi


Se non c'è entusiasmo non si riesce a far niente. Se c'è troppo entusiasmo si corre il rischio di diventare fanatici.

Bertrand Russell (1872 - 1970) - Speaks His Mind, 1960


Canzone del giorno: Overdose (d'amore) (1989) - Zucchero
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domenica 4 dicembre 2022

Demolizioni

«Diciamo la verità: concedere troppa autonomia ai sindaci su certi temi è un errore. Te lo dico io che sono sindaco, sono leghista, sono autonomista. Ci vuole un'autorità, su temi delicati come l'ambiente, che stia sopra di noi. E che non possa essere ricattabile. Perché anche in un paese come il mio, dove un tempo eravamo poverissimi e oggi non lo siamo più, se viene un'impresa a proporre un altro ammasso di capannoni nella nostra campagna promettendo d'assumere duecento persone faccio fatica a dire no». Saranno passati una ventina d'anni ma quel monito di Bepi Covre, un leghista della prima ora che dopo essere stato eletto sindaco a Oderzo salì su su fino a diventare deputato mantenendo intatta la sua carica d'entusiasmo nonostante mille delusioni culminate con l'espulsione dal partito prima di morire, un paio d'anni fa, è rimasto ficcato nei ricordi di chi l'ha conosciuto. Perché certo, l'Italia è piena di sindaci, di partiti diversi, che quotidianamente si spendono, talora fino all'eroismo, per fare il loro dovere dalla parte dei cittadini. E va loro reso onore. Le rivolte in questi giorni di troppi primi cittadini contro gli scienziati, i magistrati, i difensori del patrimonio ambientale e culturale italiano che denunciano le catastrofi causate «anche» dall'abusivismo e dal disordine urbanistico tollerato da troppe gestioni pubbliche clientelari, riportano alla memoria chi si rese conto del problema e lo denunciò. «Non ho avuto la fortuna di conoscerlo ma credo che quel sindaco veneto cogliesse nel segno», concorda il presidente onorario di Italia Nostra Campania Aldo de Chiara, magistrato a lungo impegnato contro l'abusivismo: «Certe scelte difficili vanno prese a un livello più alto perché è vero che i sindaci sono i più vicini ai cittadini e conoscono meglio i problemi dei compaesani. Specialmente in realtà piccole però, soprattutto in mondi chiusi come le isole, il sindaco e l'abusivo finiscono per andare dallo stesso panettiere e bere il caffè nello stesso bar. Non possiamo pretendere che quel sindaco mandi lui le ruspe a buttar giù la casa di quell'abusivo. Lo dico da anni: l'applicazione delle sentenze d'abbattimento va tolta ai sindaci e affidata ad altri. Agenzie apposite che possono servirsi del Genio civile a spese dello Stato. E magari gli stessi sindaci potranno spiegare meglio ai concittadini che le leggi vanno rispettate».

Gian Antonio Stella, Corriere della Sera (30/11/2022)


Canzone del giorno: Tear Down The House (2008) - The Avett Brothers
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venerdì 2 dicembre 2022

Casamicciola

 

Pillinini, da google.it


















Canzone del giorno: Catastrophe (2018) - Brennan Savage
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giovedì 1 dicembre 2022

Playlist Novembre 2022

 

  1. John Lee Hooker, Sittin’in My Dark Room  – (Endless Boogie – 1971) – Lavoro ministeriale
  2. Kandace Springs ft. Terence Blanchard, Soul Eyes – (Soul Eyes – 2016) – Affascinante
  3. Marco Mengoni, Caro amore lontanissimo – (Materia (Pelle) – 2022) – Il Colibrì
  4. Nirvana, Lounge Act  – (Nevermind – 1991) – La postura smarrita
  5. Anita O’Day, Remember  – (Trav’lin Light – 1961) – La gabbia dei ricordi
  6. Chaterine Russell, Just Because You Can  – (Inside This Heart of Mine – 2010) – Er merito
  7. John McLaughlin, As The Spirit Sings  – (Liberation Time – 2021) – La stranezza
  8. ZZ Top, My Mind Is Gone  – (Rhythmeen – 1996) – Insonnia
  9. Sam Cooke, A Change Is Gonna Come  – (Ain’t That Good News – 1964) – World Cup Qatar
  10. Carapezza, Vengo dalla luna  – (Verità supposte – 2003) – Camice nero
  11. Iron Maiden, Infinite Dreams  – (Seventh Son of a Seventh Son – 1988) – Rivolta iraniana
  12. Alice, Orientamento  – (Samsara – 2012) – Impresso
  13. Kiss, Naked City  – (Unmasked – 1980) – Al buio e senz’acqua