La domenica è il giorno in cui escono i “ domenicali” dei quotidiani, come il supplemento che state leggendo; quello in cui alcuni vanno a messa, altri a pranzo fuori o in gita, altri ancora semplicemente si annoiano e non vedono l’ora che sia lunedì. Ossia il giorno in cui ricominceranno ad aspettare (o a temere) la prossima domenica. Insomma, che lo si voglia o meno la domenica è un giorno cruciale della settimana, un giorno speciale. Ma chi l’ha inventata? Gli uomini medioevali ce l’avevano? Certo che sì. Ma i Greci e i Romani no di sicuro. E allora cosa c’era prima delle domeniche e come sono nate? Il bello è che Greci e Romani non solo non avevano la domenica, ma neppure la settimana. I primi, infatti, contavano i giorni del mese per decadi, insomma invece della “settim-ana” avevano una sorta di “decim-ana”; i secondi invece li raggruppavano per otto, diciamo che avevano la “ otti- mana”, ogni volta seguita da un “nono giorno” (lenùndinae) in cui cessavano i lavori agricoli e i contadini venivano in città a fare mercato. In quei giorni l’affluenza era così numerosa che in occasione delle nùndinae, la cui creazione veniva fatta risalire nientemeno che a Romolo, si promulgavano le leggi, in modo che potessero risultare note al maggior numero possibile di persone. Visto come andavano le cose in Grecia e a Roma, è facile rendersi conto che, se vogliamo scoprire come nasce la domenica, bisogna prima di tutto capire come nasce la settimana. […] Dopo varie vicissitudini, l’ordine dei sette pianeti era stato stabilito come segue: Luna, Marte, Mercurio, Giove, Venere, Saturno, Sole – il quale, non dimentichiamolo, per gli antichi girava anche lui attorno alla Terra. Ora, basta elencare i nomi che continuiamo a dare ai giorni della settimana ( Lune- dì, Marte-dì, Giove-dì, Vener-dì) ecco che riemerge l’antico ordine planetario. Salvo per quel che riguarda il sabato, nient’altro che la trascrizione (già greca e latina), dell’ebraico shabbat: a testimonianza di quanto la cultura giudaica ha influito su quella cristiana. Ma se usciamo dalle lingue neolatine, ecco ad esempio che in inglese il sabato si chiama Saturday, è ancora il “ giorno di Saturno”, come nell’antichità. E la domenica? Il settimo giorno era comunemente chiamato Dies Solis, il giorno del sole, secondo l’ordine dei pianeti che abbiamo descritto sopra, e venne a lungo chiamato così anche dai cristiani. Salvo però questo importante particolare. Dal Nuovo Testamento emergeva che Gesù era risorto “ il giorno dopo il sabato”, e quindi ben presto tale giorno fu particolarmente dedicato a pregare e onorare il Signore. Stava insomma nascendo ladies dominica, il giorno del Dominus, del Signore, da cui la nostra domenica. La cosa interessante, però, è che l’imperatore Costantino, colui che favorì decisamente ( ma anche molto abilmente) la diffusione del cristianesimo nell’impero, questo giorno lo chiamava indifferentemente dies solis, come i “ pagani”, e dies dominica, come i cristiani. Ora, bisogna sapere che Costantino giocò un ruolo fondamentale nella creazione della domenica. In pratica, la domenica come la conosciamo oggi l’ha inventata lui. In una costituzione emessa dall’imperatore il 3 marzo 321, infatti, nel dies solis viene imposta il riposo a tutte le professioni e categorie di lavori eccetto quelli agricoli. Perché questo giorno non viene chiamato dies dominica? Per dirla in modo molto semplificato, Costantino teneva ancora i piedi in due staffe, voleva favorire il cristianesimo ma non desiderava affatto opprimere o offendere quelli che ancora non credevano.
Maurizio Bettini, Robinson – la Repubblica (16/3/2025)